Piccoli gesti quotidiani

ragazza alla finestra
 Attraversare una stanza, abbracciare nostro figlio, salire su un treno, chinarsi per raccogliere un fiore, affacciarsi a una finestra, portare alla bocca un cibo, assaporare, masticare, deglutire, entrare in un negozio e fare la spesa, cantare la canzone preferita, respirare. Respirare. Respirare. Respirare. Gesti banali, normali, alcuni semplicemente meccanici. Molti li compiamo senza neppure pensarci: non ci rendiamo conto del loro valore. Valore, sì.
Chiedetelo a chi queste azioni non riesce a farle.
A chi ha bisogno di qualcuno che le compia per lui.
Chiedetelo a chi è costretto  ad affidare le funzioni vitali che il suo corpo non riesce più a sostenere a una macchina.
Respirare. Respirare. Respirare.
Solo queste persone  vi potranno dire quanto questi piccoli, normali gesti quotidiani valgono.

Questa riflessione (forse anch’essa banale) scaturisce dalla lettura di un post  molto importante di Piera Maria Chessa che vi riporto interamente.

Sla: un pugno nello stomaco
 
Sclerosi laterale amiotrofica: tre parole che a molti di noi, fino a poco tempo fa, non dicevano niente, sembravano non avere significato.
Eppure si tratta della terribile sla. Non voglio usare la maiuscola perché non “la merita”, come dice Carlo M. che da dieci anni combatte contro quella che lui chiama “la maledetta”.
Dicevo, fino a pochi anni fa, poco o nulla si sapeva, oggi sappiamo di più sul suo modo infido di presentarsi, di farsi conoscere, ma quasi niente sulle cause che la scatenano.
Si mettono sotto accusa le sostanze tossiche, gli antiparassitari, eventuali traumi subiti e altro ancora. Ma di certo, purtroppo, non c’è nulla e non esiste una cura che la debelli o perlomeno ne blocchi il decorso.
Abbiamo davanti agli occhi e nella mente lo sguardo e la terribile esperienza di Piergiorgio Welby, di Giovanni Nuvoli e di altri meno conosciuti, e assistiamo impotenti al dramma di tanti nuovi ammalati.
Chi ha il dono della fede, cerca di trovare in essa la speranza, il coraggio di vivere quest’esperienza, per quanto è possibile, con serenità, apprezzando, pur nella sofferenza, ciò che ogni nuovo giorno offre. Inginocchiandosi e rimettendosi in piedi con forza, alternando momenti di sconforto e angoscia ad altri più sereni, confortato dall’affetto e dal sostegno di chi lo ama.
E chi fede non ne ha? E’ difficile rispondere e si viene presi dallo  sgomento.
Per tutto questo, per fare nel nostro piccolo quel poco che si può, vorrei chiedere ai blogger generosi e sensibili di unirsi a noi nel proporre sui loro blog qualsiasi cosa ritengano valida per una conoscenza più approfondita di questa terribile malattia.
Tutto può tornare utile: un articolo, un commento, una riflessione, un’esperienza, un racconto, una poesia.
Parlarne, far conoscere quest’ ambigua malattia degenerativa è un modo per combatterla e per far sentire il nostro sostegno ai troppi malati che oggi devono affrontare una durissima prova.
Voglio ricordare due date fondamentali:
  Domani, 18 settembre, ci sarà a Roma la PRIMA GIORNATA    NAZIONALE sulla SLA.
Domenica, 21 settembre, l’ASSOCIAZIONE AISLA sarà presente in quaranta piazze italiane per sensibilizzare e raccogliere fondi per la ricerca.
Sono due giornate molto importanti, per questo chiediamo il contributo di tutti nel modo che ritengono più vicino alla propria personalità e al proprio modo di sentire.
Sembra poco quello che tutti insieme potremo fare, in realtà è tanto, perché credo che la sensibilità, la condivisione del dolore degli altri è di conforto a loro ma aiuta noi a crescere e ad avere uno sguardo più consapevole e maturo sui problemi “veri”.
Un grazie di cuore a tutti coloro che ci affiancheranno.
Vorrei suggerire, per un ulteriore approfondimento, la visita ad un blog che è sempre vicino a chi è più fragile e indifeso:

www.shiva-ditutto.blogspot.com

Credo che non ci sia altro da aggiungere, da parte mia. Grazie, Piera, per aver, ancora una volta, affrontato un argomento che molti vorrebbero ignorare.

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5 risposte a Piccoli gesti quotidiani

  1. RenzoMontagnoli ha detto:

    Comunicato del 19 settembre 2008[..] si parla da Laura et Lory. Ci meravigliamo, giustamente, di quanto là è accaduto, ma non è che ci sia da stare sicuri anche da noi. Vi ricordate il vino all’etanolo e, più recentemente, l’olio d’oliva a [..]

  2. tristantzara ha detto:

    Solo quando non si sta bene ce se ne rende conto.La questione stringi stringi è : fermare il tempo dell’attimo.

  3. accipicchia ha detto:

    Milvia carissima, grazie di cuore.
    Sapevo di poter contare su di te e su altri come te sensibili e generosi.
    Fintanto che ci saranno persone così, io non smetterò di avere fiducia nell’uomo. Un abbraccio grande. Piera

  4. anonimo ha detto:

    Ciao, Milvia! Il tuo post, insieme a quello di Piera fanno riflettere…quante cose diamo per scontate! Quanta poca attenzione abbiamo per chi ogni giorno perde qualcosa d’importante come la salute e si scopre impotente! Grazie.
    Ele

  5. Soriana ha detto:

    @Daniele, Piera, Ele: E pensate quante persone si trovano in situazioni veramente terribili dal punto di vista fisico anche per altre malattie. “Fermare il tempo dell’attimo”: hai ragione, Daniele

    Milvia

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