Vedi alla voce: Mantova (2)

P1080162(Il grande Marino: Mantova, Festivaletteratura 2008)

Ischia e i suoi meravigliosi Giardini di Poseidon  (che vi consiglio di visitare: sono fra i luoghi più belli che ho mai visto, e ne ho visitati tanti, durante la mia vita) sono ormai un ricordo,  e un ricordo ancora più lontano è il Festival Letteratura di Mantova.  Ma ogni promessa è debito, e eccomi quindi a lasciare qualche altro frammento della mia esperienza mantovana. Riprendo in mano il mio taccuino, lo sfoglio, cerco fra gli appunti disordinati…

Ecco, l’impressione che ho avuto è che molti incontri abbiano avuto come filo conduttore l’importanza della memoria, della ricerca del passato, e anche dell’armonia che, forse, solo nella natura si può ancora trovare. Ricerca del passato non come sterile conservatorismo, ma per riscoprire radici che, in questo traballante periodo, ci possano indicare il percorso per un futuro meno incerto di quanto ora si presenti.

Memoria, ricerca del passato:
Di un uomo che ha perduto la memoria ci parla Nicole Krauss nel suo libro   L’uomo sulla soglia  (la memoria è la forma più grande dell’immaginazione umana, ha affermato Nicole). E pure il suo celebre marito, J.Safran Foer, nel suo bellissimo romanzo Ogni cosa è illuminata intraprende un viaggio alla ricerca delle proprie origini.  E a Mantova il giovane scrittore statunitense ha ribadito: Per me è inconcepibile non andare alla ricerca del proprio passato.

Un altro ospite, lo scrittore giornalista uruguaiano   Eduardo Galeano  dice
"Sono uno scrittore ossessionato dal ricordo, soprattutto dal ricordo del passato dell’America e, in particolare, dell’America Latina, terra amatissima condannata all’amnesia".
E Galeano a Mantova ha detto un’altra cosa che mi è piaciuta molto: La vera cultura è la capacità di ascoltare la voce degli altri e quella della natura.

E ancora Alberto Asor Rosa : c’è un nesso inscindibile fra passato, presente e futuro. E dice anche: profitto, guadagno e potere si sono sostituiti oggi  a bellezza e armonia.

Letteratura, scrittura, giornalismo, linguaggio:

Loretta Napoleoni : il lessico della paura, oggi così abusato, è più devastante della paura stessa.  Il termine ground zero, utilizzato ora per indicare il luogo dove sorgevano le torri gemelle, nacque come identificazione della bomba di Hiroshima, ed è quindi il simbolo dell’annientamento totale, assolutamente incisivo.

Nicole Krauss (riprendendo un pensiero di Saul Bellow) :scrivere letteratura è un po’ un risarcimento per la meschinità del mondo. E aggiunge: io provo sempre empatia per i miei personaggi, e l’empatia serve per rendere il mondo più abitabile, l’empatia è una delle ragioni fondamentali per l’esistenza della letteratura.

 William Langewiesche : anche in un articolo che tratta di politica ci può essere una poesia dichiarata. E interviene Mario Portanova
per dire: l’articolo di Langewiesche  sulla rimozione delle macerie di Ground Zero è  poesia, perché il “cumulo” (così lui chiama i resti) diventa un vero paesaggio con crateri, laghi, montagne.  Langewiesche è un giornalista che si prende tempo, per scrivere un articolo, e il suo giornale glielo permette. Per arrivare ad avere un giornalismo come il suo anche in Italia bisogna concedere più tempo e più spazio agli inviati, a chi fa giornalismo di inchiesta. E bisogna darne meno agli opinionisti. Invece cosa succede? continua Portanova, se su un giornale si parla di guerra in Irak ecco che trovate tre pagine di opinioni e mezza pagina scritta dall’inviato presente sul territorio. Per fare un vero giornalismo, conclude il giornalista di Diario, bisogna seguire la religione dei fatti.
Credo che questa affermazione sia senza dubbio condivisa anche da un altro ospite  di cui ho parlato nel precedente post su Festival Letteratura: Fabrizio Gatti. La Tv, ha detto Gatti, elimina i fatti, non parla dei fatti. E si rivolge poi ai lettori: chi fa inchiesta, afferma, non è solo chi scrive, ma anche chi legge. Il giornalista deve fare il cane da guardia, ma poi sono i cittadini che si devono muovere per cercare di cambiare le cose.

E per finire (che se continuo batto il record mondiale di lunghezza di post…)

Mamme di scrittrici e scrittori (Se non ci fossero loro, gli scrittori mica ci sarebbero…)

La mamma di Barbara Provenzi : una bella, dolce signora, due limpidi occhi azzurri che guardano la figlia con orgoglio e amore. Sono contenta di averla incontrata di nuovo, dopo averla conosciuta a Torino.
La mamma di Flavio Soriga : una signora solare, simpatica, dinamica, e un uccellino mi ha pure detto che ogni tanto scrive anche lei qualcosa e lo fa anche bene. D’altra parte, il figliolo, da qualcuno avrà pure preso. Felice di averti conosciuto, Raffaela…

Spiccioli

Il Festival secondo una definizione di Lella Costa:
Il festival letteratura è la beauty farm dell’anima.

Ristorante consigliato (da me, se vi fidate): Giallozucca, Corte dei Sogliari 4 (in pieno centro). Andare per credere.

Qui si potrebbe ridere, ma in realtà c’è da piangere.
Ho conosciuto quei due ragazzi di Vicenza che sono stati multati perché stavano leggendo stesi su un prato di un parco (leggete Qui  la notizia): ebbene, mi hanno fatto leggere il verbale e nella motivazione che ha causato la sanzione c’è proprio scritto così: "Perchè all’interno dell’area
verde di Campo Marzo era sdraiato sul manto erboso intento a leggere un
libro"
Capito??????  Quel ragazzo stava facendo una cosa ASSOLUTAMEEEENTE ILLEGALE! Leggeva!!!!

Ringraziamenti:
Ce ne sarebbero molte di persone che vorrei ringraziare: le amiche con cui ho trascorso i miei giorni mantovani, gli ottimi interpreti che ci hanno dato la possibilità di capire le parole degli ospiti stranieri sempre con grande abilità e partecipazione (in particolare Paolo Maria Noseda e la bravissima interprete di J.Safran Foer di cui però non so il nome). Ma io ho un debole, un debole per il grande Marino Sinibaldi. E allora: grazie, Marino! (ma grazie anche a Susanna Tartaro, è ovvio…). Senza Fahrenheit i Festival, le fiere del libro, e, sì, anche la vita, avrebbero meno luce.

E, anche se l’ho messa altre volte, ecco allora
My Favorite Things
la sigla della più bella trasmissione del mondo intero…

 

   

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6 risposte a Vedi alla voce: Mantova (2)

  1. tristantzara ha detto:

    Ciao,sono stato a Pordenonelegge invece quest’anno,e mi è piaciuto parecchio.Meno caotico di Mantova,più rilassante e vivibile a parer mio.Mi interessa il libro di L.Napoleoni edito dal Sagg.,penso che lo acquisterò intanto però speriamo che mi arrivi “Il ritorno del piccolo principe” di Scarpinato.
    A Vicenza il 5 ottobre c’è quel referendum consultivo sulla base americana del Dal Molin.L’aria che tira è che circa il 60% dei cittadini pare non si recherà nemmeno a dire la loro.Si vedrà.

  2. RenzoMontagnoli ha detto:

    Comunicato del 25 settembre 2008[..] E’ da un po’ di tempo che Aldo Moscatelli, narratore ed editore coraggioso, mette dei post in cui, peraltro giustamente, stigmatizza il comportamento degli autori che hanno visto rifiutato un lavoro dalla sua casa editrice. A tal riguardo [..]

  3. anonimo ha detto:

    Ciao Milvia,
    mi fai venire nostalgia soprattutto ripensando alla calura di quei giorni al freddo, quasi invernale, di questi giorni.
    Ti abbraccio.
    rosy

  4. LoopyDeLoop ha detto:

    Di solito in homepage di Splinder ci sono ben altri tipi di foto per cui il volto di Siinibaldi ha attirato la mia curiosità. Sono arrivato così in questo bel blog a cui faccio i miei complimenti più vivi.

  5. Soriana ha detto:

    @Daniele: Eh, mi sarebbe piaciuto esserci…Ma a qualcosa bisogna rinunciare…
    Se fossi di Vicenza, invece, NON rinuncerei a partecipare al referendum…

    @RosY: Odio il freddo…Ti abbraccio anch’io, Rosy.

    @LoopyDeloop: Grazie! Ritorna!

    Milvia

  6. ReAnto ha detto:

    Hai pubblicato la foto di “SuperMarino” ,vedo 🙂

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