Mi ricordo

calendarioInizio questo post con una poesia contro la guerra, naturalmente, continuando così a srotolare un’ideale striscione su cui sta scritto: no a tutte le guerre, no alle loro celebrazioni.

Se viene la guerra

Se viene la guerra
non partirò soldato.
Ma di nuovo gli usati treni
porteranno i giovani soldati
lontano a morire dalle madri.
Se viene la guerra
non partirò soldato.
Sarò traditore
della vana patria.
Mi farò fucilare
come disertore.
Mia nonna da ragazzino
mi raccontava:
"Tu non eri ancora nato. Tua madre
ti aspettava. Io già pensavo
dentro il rifugio osceno
ma caldo di tanti corpi, gli uni
agli altri stretti, come tanti
apparenti fratelli, alle favole
che avrebbero portato il sonno
a te, che, Dio non voglia!,
non veda più guerre".

Dario Bellezza
(1944 – 1996)

E ora una specie di compitino, una sorta  di collanina  molto artigianale sul cui filo ho infilato qualche mio ricordo.

Mi ricordo

Mi ricordo quando a due anni e mezzo mi sono incrinata un braccio, cioè, non è che mi ricordo il fatto in sé, ma un mio pensiero, il primo che io mi rammenti di aver avuto. Ed era un pensiero assolutamente incazzato.  Il primo pensiero che mi ricordo di aver avuto è un pensiero di un’incazzatura  bestiale. Ma sarebbe lungo da raccontare…

Mi ricordo le figurine dei calciatori, con quella del Torino che aveva la fascetta nera per via di quell’aereo caduto a Superga.

Mi ricordo i rettangolini di cioccolata Ferrero che noi chiamavamo formaggini di cioccolata.

Mi ricordo…mi ricordo quella volta che noi due siamo usciti da Wolf e abbiamo visto che nevicava.

Mi ricordo quando a Bologna c’erano i tram e una signora distratta c’è finita sotto con una gamba. La destra, mi sembra.

Mi ricordo che, avrò avuto sei anni,  una sera alla radio hanno trasmesso un avviso per una signora sconosciuta che aveva  comprato scatole di salmone avariato: sono andata avanti un sacco di tempo ad aver paura di notte  delle parole “sconosciuta” e “salmone”.

Mi ricordo quando la televisione era più bella dei televisori.

Mi ricordo che io l’hula hop non riuscivo mai a farlo girare.

Mi ricordo quando si diceva sempre “a monte”.

Mi ricordo… mi ricordo quando la sinistra era a sinistra.

Mi ricordo quando il Corriere dei piccoli costava 25 lire, che poi una volta me lo ha mangiato un daino dei Giardini Margherita.

Mi ricordo… mi ricordo  di una volta che avevo otto o nove anni  e eravamo andati  sul monte di San Luca a fregare le ciliegie. E io non sono stata veloce a scappare e mi ha beccato il contadino che era siciliano e ha chiamato i carabinieri e intanto mi diceva ladra ladra ladra da noi non si fa.

Mi ricordo il cortile di mia nonna in via Bentivogli che mi sembrava enorme e adesso ci hanno fatto un museo all’aperto e io penso che per intere estati ho giocato sopra dei reperti archelogici e questa cosa mi fa molta impressione.

Mi ricordo che a vedere Love Story ero l’unica femmina che non piangeva.

Mi ricordo… mi ricordo mio padre che leggeva Il sergente nella neve e piangeva senza rumore.
   
Mi ricordo che mio figlio a tre anni quando c’era in TV la pubblicità della Galbani si arrabbiava moltissimo e urlava con tutto il fiato: non vuol dire fiducia, ma cannuccia!!!!  In questi giorni  ci ho ripensato e ho dedotto che mio figlio era un preveggente. Anche se non ho mai capito cosa intendesse per cannuccia.

Mi ricordo altre cose che non vorrei ricordare. Ma me le ricordo.

Bologna, 19 ottobre 2008 ore 16,04

E se volete, oltre a continuare a postare contributi  no war, potete anche regalarmi i vostri ricordi. Se volete, mi farà piacere.

Avrei voluto concludere, questa sera, con una canzone dedicata a un grande bugiardo, che anche da un Paese lontano ci ha fatto giungere oggi il fetore delle sue menzogne. Ma cerca cerca la canzone adatta non l’ho trovata per Silviopinocchio.
E allora prendo spunto dal commento al mio post precedente lasciato  da Voltandpagine e dedico a tutti voi:

Ninna nanna – Claudio Baglioni canta Trilussa.

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Questa voce è stata pubblicata in la mia scrivania, no a tutte le guerre, povera patria. Contrassegna il permalink.

18 risposte a Mi ricordo

  1. ElysSun ha detto:

    Ciao Milvia! La guerra è un argomento che ritorna spesso nei miei pensieri. Per dare il mio contributo alla tua denuncia, scrivo qui di seguito una poesia che risale a qualche tempo fa. Non è nulla di speciale ma affronta proprio la questione della guerra.
    Un abbraccio

    Rottami

    La città
    s’è schiusa
    nel silenzio
    ieri notte.

    Brandello
    d’umanità
    annientata
    da granate.

    Stendardo
    di chi
    ha scelto
    di scomparire
    in mezzo
    ai lapilli
    di stravaganti
    pensieri.

    Questa terra
    è fatta di carne e sangue.

    Questa terra
    è fatta di sogni
    dispersi.
    Smarriti.

    Infranti
    nelle preghiere
    inascoltate
    di chi s’è alzato
    una mattina
    soldato della morte.

  2. puntogea ha detto:

    mi ricordo che nel 1969, un anno dopo l’orgia retorica del cinquantenario dello sbarco dei bersaglieri a trieste (il ”ritorno alla patria”, lo chiamavano) presi l’unica insufficienza di italiano della mia vita per aver scritto in un tema le stesse cose che diceva don milani nella lettera ai cappellani militari.
    mi ricordo che mio padre mi spiegò che dovevo abituarmici, alle ingiustizie. e combatterle con la cultura, la dialettica e nei fatti.
    avevo undici anni, e leggevo molto.

  3. anonimo ha detto:

    Due versi di una canzone della grande guerra: Gorizia.
    O Gorizia tu sei maledetta
    da ogni cuore che tiene coscienza
    dolorosa ci fu la partenza
    e per molti ritorno non fu.
    Cara moglie che tu non mi senti
    raccomando ai compagni vicini
    che mi tengan da conto i bambini
    che io muoio col suo nome nel cuor.

    Mirella

  4. OraSesta ha detto:

    Mi ricordo[..] di Milvia Mi ricordo quando a due anni e mezzo mi sono incrinata un braccio, cioè, non è che mi ricordo il fatto in sé, ma un mio pensiero, il primo che io mi rammenti di aver avuto. Ed era un pensiero assolutamente incazzato. Il [..]

  5. giuba47 ha detto:

    Quante cose nel bene e nel male sono diventate ricordi, Giulia

  6. cristinabove ha detto:

    anche cose che non avremmo più voluto nè dovuto affrontare…eppure ci sta soffocando come magma inarrestabile…quando se ne accorgeranno i dormienti?…quando ormai ci saranno solo valanghe di polvere a coprirci?..

  7. isabel49 ha detto:

    I ricordi fanno parte di noi, sono il nostro passato, se non l’avessimo saremmo un nulla. I ricordi tristi, poi, divengono sfuocati e fanno meno male, mentre quelli lieti ci accompagnano. Io ho nostalgia del vecchio carosello pubblicitario: era semplice e distensivo, ogni spot era come un piccolo filmato. Molto meglio “Il carosello” che i programmi intermezzo che ci propinano ora dopo il telegiornale.
    Buona serata.

  8. RenzoMontagnoli ha detto:

    Comunicato del 25 ottobre 2008[..] Che sia un blog di elevato livello culturale non ci sono dubbi, che ci sia pacatezza negli interventi è ormai assodato, ma che Letteratitudine diventasse un libro non potevo di certo immaginarlo, e invece, grazie al sempre disponibile e proposit [..]

  9. RenzoMontagnoli ha detto:

    Io purtroppo ho sempre difettato di memoria, ma rammento qualche cosa di un autunno del 1950 (avevo tre anni). Era il 20 di ottobre e alle ore 15,06 osservavo dietro i vetri tre passerotti: uno aveva una piuma bianca che stonava con le altre, ma anche il becco era leggermente diverso, meno pronunciato. Gli altri due, forse i genitori, perchè lei aveva i capelli lunghi e lui fumava la pipa…

  10. accipicchia ha detto:

    Ciao, Milvia. Ho letto con amarezza il tuo post e i commenti sofferti e amari dei tuoi ospiti. Avrei tante cose da dire, episodi e ricordi da riportare alla luce, racconti di chi la guerra l’ha vissuta in prima persona. Magari ne parlerò più in là, se capiterà.
    Oggi voglio mandarti un mio scritto di qualche anno fa, il mio piccolo contributo ad un dolore grande.
    Un abbraccio. Piera

    La guerra

    Dice un bimbo lontano:
    – E’ un terribile giorno,
    la guerra è incominciata!

    Guerra,
    una parola che si dilata,
    si espande,
    si ingigantisce in noi
    che ci sentiamo paladini di pace.

    Pace,
    termine lieve,
    dolce suono che scalda il cuore,
    che impallidisce per poi svanire
    davanti a tanto orrore.

    La guerra avanza lenta,
    vicino a noi, dentro di noi,
    nelle coscienze, nei pensieri,
    nei pregiudizi, nelle paure,
    nella nostra incapacità
    di dire un no.

  11. Soriana ha detto:

    @ElysSun: Narratrice e poetessa, dunque. Mi piace, mi piace molto questa poesia
    Grazie!

    Milvia

  12. Soriana ha detto:

    @Gea: molto bella questa testimonianza. Un “mi ricordo”, il tuo, molto importante, anche per noi. E assolutamente in tema con l’argomento che stiamo portando avanti da alcuni giorni.
    Ciao e grazie!

    Milvia

  13. Soriana ha detto:

    @Mirella: C’è una storia che ha accompagnato questa canzone, uno scandalo che scoppiò, mi sembra, al Festival dei due mondi negli anni ’60. Ora non ricordo bene, ma magari una volta la cerco e la racconto.
    Grazie anche a te, Mirella.

    Milvia

  14. Soriana ha detto:

    @Giulia e Cri: A parte tutto, credo che si tenda a ricordare gli avvenimenti più felici. Per lo meno, per me, è così. A prescindere dal mio compitino.
    Un abbraccio

    Milvia

  15. Soriana ha detto:

    @Annamaria: sono perfettamente d’accordo.
    Grazie e ciao.

    Milvia

  16. Soriana ha detto:

    @Renzo: Sei proprio sicuro che fossero le 15,06? E la passerotto mamma di che colore aveva i capelli? Ciao, Pico della Mirandola…

    Milvia

  17. Soriana ha detto:

    @Piera: dopo questa bella poesia, mi piacerebbe veramente che tu ci facessi partecipe anche di quelle testimonianze cui hai accennato. Grazie, Piera.

    Milvia

  18. Soriana ha detto:

    @Per tutti: Sono molto contenta per tutte queste testimonianze no war che stanno arrivando. Vi ringrazio tantissimo, sta venendo fuori qualcosa di importante e bello.

    Un forte forte abbraccio e buonissima domenica.

    Milvia

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