Violenza sulle donne (prima parte)

violenza_sulle_donne

Si è conclusa da poche ore la giornata contro la violenza subita dalle donne.
Avevo deciso di scrivere un post abbastanza articolato, con riflessioni e contributi.
Ma, se date un’occhiata all’ora di pubblicazione del post, potrete constatare quanto sia tardi, in questo momento.
E allora solo un mio breve racconto, questa notte.  E se anche l’ho già pubblicato qui forse un anno fa, lo ripropongo, perché è proprio di una violenza che narra.

B U I O

Apro gli occhi e la luce del sole mi sbatte sulla faccia mi schiaccia sul terreno umido fangoso richiudo gli occhi l’asfalto scorre sotto l’automobile illuminazioni al neon delle stazioni di rifornimento passano veloci il suo profilo ha un che di rapace mentre porta la lattina di birra alle labbra l’insegna di un motel case con occhi bui la testa mi pulsa dio mi sono cacciata in un casino un tir ci viene incontro sull’altra corsia troppo vicino ci viene addosso il respiro mi si ferma lui sterza si infila in una traversa una serata in discoteca finita male è molto buio l’auto sobbalza e avanza su un terreno sconnesso rami sbattono contro i finestrini gli ho detto va bene portami a casa magari prima beviamo ancora qualcosa non ho pensato che finisse così questa corsa pazza non lo conoscevo non è la prima volta che dico andiamo a uno sconosciuto ma lui lo vedo che è diverso non solo fatto e strafatto anch’io un po’ lo sono ma ha come del ghiaccio tutto intorno ghiaccio e silenzio freddo i capelli gli spiovono sugli occhi li lascia stare stacca una mano dal volante solo per bere e buttare la lattina dal finestrino la strada si restringe ancora il buio è totale intorno odore di sottobosco improvviso un cancello aperto illuminato dai fari dell’auto dalla radio la voce di Anita Baker che canta My Favorite Things pazzesco è la canzone prediletta da mia madre lui ferma l’auto scendo corro dove non so inciampo sbatto la faccia a terra

    Riapro gli occhi la luce è meno violenta una formica mi cammina sul braccio segue la via di un graffio veloce si ferma ancora veloce mi passo una mano sul viso non lo riconosco ha colline dove c’erano pianure avvallamenti dove c’erano ossa osservo la mia mano sporca di sangue capelli sono rimasti intrappolati nell’anello i suoi stupida stupida stupida mi sento il suo odore addosso qualcosa di appiccicoso mi si è seccato fra le gambe giro la testa un male boia mi aggredisce tutto il corpo urlo ma sento solo silenzio in una pozzanghera galleggiano mozziconi di sigarette e il cadavere di una mosca il muschio sulla panchina di cemento disegna ghirighori sulla scritta Paola ti amo 1987 accanto a un sacchetto di plastica del magazzino in centro una siringa fili d’erba vibrano nella brezza un uccello fischia più lontano rumore di lamiere la formica continua a risalire una nuvola copre il sole mi devo rialzare appoggio le mani sul terreno per darmi la forza di mettermi in piedi le dita affondano nella melma mi siedo un’ondata di nausea mi prende tutta poi il buio

Vi lascio con questa bella canzone di Tracy Chapman

Behind the wall

Qui sotto il testo:
Last night I heard the screaming
Loud voices behind the wall
Another sleepless night for me
It won’t do no good to call
The police
Always come late hey
If they come at all

And when they arrive
They say they can’t interfere
With domestic affairs
Between a man and his wife
And as they walk out the door
The tears well up in her eyes

Last night I heard the screaming
Then a silence that chilled my soul
Prayed that I was dreaming
When I saw the ambulance in the road

And the policeman said
"I’m here to keep the peace
Will the crowd disperse
I think we all could use some sleep"

Last night I heard the screaming
Loud voices behind the wall
Another sleepless night for me
It won’t do no good to call
The police
Always come late hey
If they come at all

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5 risposte a Violenza sulle donne (prima parte)

  1. nataliacastaldi ha detto:

    che bella canzone, un testo forte, ricordo quegli anni.
    un bellissimo post Milvia.
    grazie

  2. nataliacastaldi ha detto:

    Ho sentito urlare stanotte
    voci che urlavano oltre la parete
    un’altra notte insonne per me
    e non sarà per nulla utile chiamare
    la polizia
    arrivano sempre tardi
    sempre che arrivino

    E quando arrivano
    dicono che non possono interferire
    nelle questioni domestiche
    tra un uomo e sua moglie
    e non appena attraversano la porta
    gli occhi le si riempiono di lacrime

    Ho sentito le urla la scorsa notte
    poi un silenzio mi ha congelato l’anima
    Ho pregato che fosse solo un brutto sogno
    qando ho visto l’ambulanza nella strada

    Ed n poliziotto diceva
    “sono qui per mantenere la pace
    che la folla si disperda
    credo sarebbe meglio che tutti andassero a dormire un po’”

    Ho sentito le urla stanotte
    voci che strillavano oltre le pareti
    un’altra notte insonne er me
    e non sarà nemmeno utile chiamare
    la polizia
    Arrivano sempre tardi
    se arrivano.

  3. perijulka ha detto:

    un bacio
    a te
    alle donne
    stelle del cielo*

  4. Soriana ha detto:

    @Nat: grazie mille per la traduzione! Io l’ho cercata tanto in Internet, senza trovarla. E purtroppo mica sono brava come te, che non hai bisogno di ricorrere a Internet. Grazie, di cuore.

    @Perijulka: un bacio anche a te e grazie della visita. Mi piace l’espressione “stelle del cielo”.

    Milvia

  5. nataliacastaldi ha detto:

    comprai quest’album mi pare nell’inverno dell’89
    i miei 18 anni.
    studiavo inglese da circa un annetto e mi esercitavo a tradurre i testi della Chapman, degli U2, di Bruce e di tanti altri…
    quest’album è impegnatissimo tutto come tematiche, pieno di testi bellissimi e penetranti.
    ne conservo il vinile ormai inutilizzabile per i graffi del tempo.

    un abbraccio Milvia, la traduzione è stata fatta velocemente, ma almeno sarà comprensibile a tutti, spero.
    a presto.

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