Violenza sulle donne ( seconda e ultima parte)

violence
Ma serve davvero dedicare una giornata per dire basta alla violenza che le donne, ogni giorno, in ogni parte del mondo, subiscono?
Mi faccio queste domande: serve davvero? a cosa serve, che cosa cambia?, ogni volta che si celebra una giornata dedicata.  Ai morti sul lavoro, ai morti per incidenti stradali e, appunto, contro la violenza sulle donne.
Nel giorno designato non si fa altro che parlare del tema che si celebra. Si pubblicano statistiche. Si proclama: mai più! Tutti i media sono più o meno  d’accordo.  Decine e decine di immagini di manifestazioni scorrono sui teleschermi. Interviste, asserzioni, indignazioni. E poi? E poi basta. Il giorno dopo si accantona l’argomento per tirarlo fuori l’anno successivo, come le statuine del presepio. 
Forse sono cinica. E pure incoerente, dato che io stessa sto scrivendo un post contro la violenza sulle donne proprio in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle Donne.  Mi viene da pensare, però,
che sono trascorsi nove anni dalla sua istituzione. E gli atti di violenza non sono affatto diminuiti, ma aumentati.
Perché il punto non è (solo) istituire una giornata dedicata a…, ma è che bisogna operare affinché la violenza non sia più perpetrata. Affinché non ci siano più donne stuprate, picchiate e umiliate fra le mura domestiche, uccise perché il loro uomo non sopporta di essere abbandonato.
Ora sto per fare un discorso molto ingenuo, e forse sciocco e superficiale, me ne rendo conto da sola. Ma voglio farlo ugualmente
Ieri era il 25 novembre. Ieri, 25 novembre 2008 era la Giornata Internazionale contro la violenza sulle Donne. Ecco, io vorrei che le madri di tutti i bambini e le bambine nati ieri, io desidererei che tutte le madri dei bambini e delle bambine nati ieri, e oggi, e in tutti i giorni che verranno, educassero i loro figli, da subito, oserei dire assurdamente, al rispetto degli altri e di se stessi.
I bambini al rispetto dell’altro sesso, a saperlo ascoltare. A capire che, se le differenze ci sono, non sono certamente sintomo di penalizzante disuguaglianza, ma di ricchezza, che la sessualità è un dono da condividere con il partner  in maniera paritaria,  che la possessività non è amore, che della donna bisogna rispettare sia il corpo che la mente.
E alle bambine vorrei che le neo mamme insegnassero a rispettare se stesse, a volersi bene, a essere consapevoli del proprio valore, a e anche del fatto che un uomo che ti picchia, e ti disprezza, e non ti ascolta, e ti umilia,  non ti ama. Che l’amore non si basa su questi comportamenti.  Qualunque alibi lui possa trovare per il suo malsano agire.

Se questa sorta di appello è rivolto alle madri, non è perché creda che a loro, e a loro sole, sia destinato il compito di educare i figli. Lo rivolgo a loro perché per millenni sono state le donne, siamo state noi donne, a subire la violenza maschile. E forse, quindi, sarà più facile trovare le parole. E anche perché in un certo senso lo devono, lo dobbiamo, a tutte quelle nostre compagne che della violenza sono state vittime.
E’ ovvio, poi, che insieme, padre e madre, dovrebbero contribuire con l’esempio, rispettandosi reciprocamente, a fare di questi bambini, veri uomini e vere donne. 
Sarebbe come partire da zero. Intraprendere una nuova strada.  Dovrebbero passare decenni prima di vedere un cambiamento, prima di azzerare questo tipo di violenza.  Ma poi questo avverrebbe. Anzi, lasciatemi usare il tempo futuro, anche se fa a pugni con la costruzione della frase: ma poi questo  avverrà.
E ci saranno dei magnifici effetti collaterali, anche. Perché se si crea armonia fra i due sessi, e rispetto e capacità di ascolto, io penso che l’armonia e il rispetto saranno tangibili ovunque.
E credo anche che non occorrano, alle madri, grandi strumenti culturali per trasmettere alle loro bambine e ai loro bambini le regole che prima ho esposto. Forse ci vuole solo cuore, e un po’ di coraggio.  E sapere guardare con occhi nuovi cose che sono esistite da sempre.
Ecco, il mio discorso assolutamente ingenuo, e sciocco, e superficiale è terminato.
Ma ingenuo è, forse, anche pensare che una Giornata dedicata a, possa cambiare qualcosa.
Mi sarò attirata le ire di qualche convinta femminista? Non so, so solo che per abitudine sono abituata a esprimere il mio pensiero,  che sia politicamente corretto o scorretto,  poi poco mi importa.

Donne

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in violenza sulle donne. Contrassegna il permalink.

6 risposte a Violenza sulle donne ( seconda e ultima parte)

  1. anonimo ha detto:

    Cara Milvia,
    io sono invece convinta che una giornata dedicata alla violenza sulle donne non faccia che bene perché serve far sì che se ne parli, perché serve a sensibilizzare il maggior numero di persone (e di istituzioni), perché incoraggia le donne a denunciare tutti i casi di violenza, sessuale e non, familiare e non.
    Buongiorno, cara amica.
    Mirella

  2. cristinabove ha detto:

    Più se ne parla e meglio è.
    Spesso mi domando da che cosa nasca la violenza dei maschi sulle donne, mi pare che vi sia una parte di responsabilità nelle stesse donne.
    Io ho cresciuto quattro ragazzi, e li ho educati al rispetto delle donne, dei deboli, degli indifesi, ho fatto capire loro sin dalla più tenera età che la posizione fallocratica di questa società è sbagliata.
    Certo, c’è da lottare contro tutti i privilegi di sono detentori gli uomini…ma fino a metà del secolo scorso non avevamo nemmeno il diritto di voto.
    Se perseveriamo, prima o poi le cose cambieranno…almeno lo spero.

  3. isabel49 ha detto:

    Un giorno dedicato alla causa serve almeno a risvegliare le coscienze. Certo è vero che le violenze continuano ad esistere, che nei giorni dopo tutto torna alla normalità. Intanto, sentivo l’altro giorno di un numero telefonico istituito proprio per le donne che subiscono violenza, questa è una conquista, è uno spiraglio, perchè tali donne hanno la possibilità di una mano amica alla quale aggrapparsi.
    Grazie per averne parlato, un saluto Annamaria.

  4. Soriana ha detto:

    Care amiche, non desidero certo che queste giornate “dedicate a” vengano abolite. Ma ribadisco però la mia convinzione che siano una goccia nell’oceano. La sensibilizzazione ai problemi, e in questo caso specifico al terribile problema della violenza sulle donne, dovrebbero essere stimolata ogni giorno.

    Un abbraccio a tutte e grazie per essere intervenute.

    Milvia

  5. frammentidiblu ha detto:

    il tuo non è affatto un discorso ingenuo e sciocco , in gran parte lo condivido , ma se non si è pronti ad ascoltare si è veramente sordi , forse semplicemente non si sa , che esiste altro , altri modi di vivere le realazioni fuori dalle violenze , comunque per quanto sta in me , brava ops non so il tuo nome , ti ho letta di un fiato ..ciao g.

  6. Soriana ha detto:

    Grazie, Frammentidiblu! Grazie per questa tua prima visita e per quello che dici. Sono enrata velocemente nel tuo blog e mi è piaciuto quello che, molto velocemente, ho letto.
    A presto!

    Milvia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...