Due centenari: ben diversi, però

cdp1-27-12-1908Domenica, 27 dicembre 1908: esce in edicola, come supplemento del Corriere della Sera, il primo numero del Corriere dei Piccoli.  Dopo un po’ di tempo diviene poi una pubblicazione autonoma.
Fra una decina di giorni, quindi, si celebreranno i cento anni della nascita di questo settimanale per ragazzi che ha accompagnato fino al gennaio 1996 generazioni e generazioni di giovani lettori.
Fra questi lettori, per molto tempo (credo di avere smesso di essere abbonata intorno ai diciotto anni…) c’ero pure io.  E il Corrierino ha indubbiamente avuto una parte determinante nella mia vita.

Non so esattamente quanti anni avessi, quando apparve per la prima volta in casa mia…Forse cinque… E dapprima furono  Bibì, Bobò, il Capitan Cocoricò, il signor Bonaventura, Marmittone, Sor Pampurio, ad attirare la mia attenzione e a stimolare la mia fantasia.  Mi piacevano i disegni, quelle strisce colorate con le parole sotto, che la mamma mi leggeva con pazienza più e più volte.  Ma un po’ più grandicella fui letteralmente catturata, stregata, affascinata da un personaggio creato da un grande, grandissimo scrittore. Il personaggio era Tommy River, un cow-boy anti-eroe, e lo scrittore, il suo creatore, era, è Mino Milani .
Tommy River divenne mio amico, mio compagno, e non vedevo l’ora che arrivasse la domenica per leggere la successiva avventura. Erano le storie, sì, che mi affascinavano. Poi mi resi conto che mi piaceva, soprattutto, come erano scritte. Mi resi conto che mi sarebbe piaciuto saper scrivere con quello stile. E Mino Milani divenne il mio scrittore preferito. Poi successero altre cose, belle cose, perché quello scrittore poi lo conobbi, e nacque un’amicizia, e lui mi incoraggiò fin da allora, e ancora oggi mi incoraggia, a scrivere storie.
Ma non voglio soffermarmi su questo.  Il Corrierino non è stato importante solo perché attraverso le sue pagine ho conosciuto Mino Milani, ma perchè ha costituito una sorte di collante, seppur fragile, di una famiglia, la mia, un po’ traballante. Mio padre che ogni domenica mi accompagnava all’edicola per acquistarlo (non era frequenti i momenti in cui si occupava di me) e mia madre che mi leggeva le storie, e io, che ero grata a tutti e due. Tanto è vero che poi mi dispiacque quando i miei decisero di regalarmi l’abbonamento, perché veniva a mancare la passeggiata domenicale con mio padre.
Ci sarebbero tante altre cose, da raccontare, delle tante sere passate a ritagliare figure con cui poi si potevano costruire casette o bamboline di carta, dell’emozione di vedere dei miei raccontini pubblicati sul mio giornalino preferito… Ma sono solo ricordi, cose ormai passate ed è meglio che io ritorni al presente.
Facendo qualche ricerca su Internet, a proposito di questo centenario, mi ha stupito vedere che in quasi tutti i siti che ne parlano, anzi, direi in tutti quelli nei quali mi sono imbattuta, si considera il Corriere dei Piccoli solo come un giornale di fumetti.  Senza dubbio il fumetto, o meglio, all’epoca in cui io lo leggevo, le striscie, erano una parte preponderante della pubblicazione. Ma c’era anche tanta narrativa. E non vedere nessun accenno a questo, e non leggere, in questi articoli commemorativi, il nome di Mino Milani, mi ha un po’ indispettito. Senza nulla togliere alle figure ormai leggendarie del capitan Cocoricò e degli altri amici della mia prima infanzia.

messina

In questa ricerca, poi, ho scoperto un’altra cosa, che per importanza e tragicità avrei forse dovuto affrontare come primo argomento.  Ma ho voluto seguire l’ordine cronologico.   Fu infatti  proprio il giorno seguente alla prima uscita del Corrierino, lunedì 28 dicembre 1908, alle ore 5,21 del mattino, che avvenne il devastante terremoto di Messina e Reggio Calabria. Terremoto che raggiunse il decimo grado della scala Mercalli, cui seguì un maremoto.  A Messina crollò il 90% degli edifici, e i morti furono 80.000 (su 140.000 che contava allora la città siciliana.  A Reggio Calabria i morti furono  15.000, su 45.000 abitanti.
E così mi è venuta in mente l’immagine di un bimbo, colto nel sonno da questa tragedia, con accanto il primo numero del Corriere dei Piccoli, un sorriso fissato per sempre sulle sue labbra, perché in quel momento stava sognando la prima storia del signor Bonaventura.
Un’immagine consolatoria, perchè scoprire la quasi coincidenza dei due anniversari mi ha molto colpito.

Ho ricordato qualcosa della mia infanzia, questa sera. E allora voglio anche proporre una musica della mia infanzia. Allora non c’era Tv, (o per lo meno non c’era ancora in casa mia) né tanto meno Internet, né Ipod, e niente di tutto quello con cui i ragazzini d’oggi passano il tempo.  Però c’era la radio. Ed è la sigla di una trasmissione che andava in onda ogni pomeriggio intorno alle cinque, che vi presento. La trasmissione si chiamava “Ballate con noi”, (e niente di più facile che facesse da sottofondo alle mie letture del Corrierino) e la sigla era
Delicado

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8 risposte a Due centenari: ben diversi, però

  1. isabel49 ha detto:

    Grazie per queste informazioni attente e ben descritte: tutte le volte è un piacere leggerti. Nei miei ricordi c’è invece topolino, paperino e nembo kid (superman). Hai ragione nel dire che nei giornalini c’è tanta narrativa, io li leggevo ed imparavo, perchè ciò che conta è come si legge, anche nei fumetti si impara se si legge con interesse e poi si cercano sul vocabolario le parole sconosciute, io lo facevo e continuo a farlo: mi piace. La televisione è vero non c’era, ma le famiglie dialogavano di più e la radio era una bella compagnia, anche informativa e di cultura. Buona giornata, un abbraccio.
    Annamaria

  2. isabel49 ha detto:

    Noto qualche errore nel mio commento precedente… la fretta.

  3. ruspaccio ha detto:

    UNO SCATTO CONTRO L’ASSEDIO. DIAMO UN VOLTO AL DISSENSO. PER LA FINE DELL’ASSEDIO DELLA STRISCIA DI GAZA

    ADERISCI ALLA CAMPAGNA

    UNO SCATTO CONTRO L’ASSEDIO

    DIAMO UN VOLTO AL DISSENSO. PER LA FINE DELL’ASSEDIO DELLA STRISCIA DI GAZA

    https://webmail.europarl.europa.eu/exchweb/bin/redir.asp?URL=http://www.end-gaza-siege.ps/ ), per non rimanere in silenzio, immobili, impotenti di fronte alla brutale punizione collettiva che sta subendo la popolazione civile della Striscia di Gaza.

    Invitiamo donne e uomini a farsi fotografare e fotografarsi mostrando il cartello “STOP ALL’ASSEDIO DI GAZA”. Chiediamo di farlo in ogni occasione pubblica, nelle piazze, nelle scuole, nelle università, nei luoghi di lavoro, ma anche nel privato, in famiglia, tra gli amici, da soli con un autoscatto.

    Scattiamo una foto per esprimere il nostro dissenso contro l’isolamento e l’oppressione della popolazione civile palestinese della Striscia di Gaza, contro l’assedio dell’esercito israeliano, contro il silenzio della comunità internazionale. Vi invitiamo a partecipare attivamente producendo cartelli, coinvolgendo chiunque a prestare il proprio volto per sensibilizzare l’opinione pubblica e le agenzie politiche nazionali ed internazionali.

    “UNO SCATTO CONTRO L’ASSEDIO” è una campagna che si unisce con determinazione al movimento internazionale

    INVIAMO LE FOTO A Roberto_Morgantini@er.cgil.it Le immagini raccolte saranno l’evidente testimonianza della nostra solidarietà a Gaza, della mobilitazione permanente nei confronti dei governi, del nostro impegno, determinazione e creatività.

    La raccolta delle foto sarà esposta in ogni evento pubblico della campagna e inviata alle organizzazioni palestinesi che animano la campagna End the Siege.

    La comunità internazionale non può continuare a rimanere in silenzio. Noi, società civile italiana ed europea non rimaniamo fermi davanti a quanto accade.

    Uniamoci con “UNO SCATTO CONTRO L’ASSEDIO” prestando il nostro volto al movimento e alla Campagna palestinese e internazionale End the Siege ed esigiamo che il nostro governo e l’Unione Europea facciano pressione verso il governo israeliano perchè finisca l’assedio di Gaza.

    Per maggiori informazioni:

    http://italianoperstranieri.splinder.com/

    cell

    3357456877

    e-mail

    Roberto_Morgantini@er.cgil.it

  4. nataliacastaldi ha detto:

    grazie per aver ricordato il centenario del terremoto di Messina, la mia città ha perso tanta storia in una notte.

    un caro abbraccio, natàlia

  5. Soriana ha detto:

    @Annamaria: Grazie per la tua presenza quotidiana e per le cose belle e stimolanti che mi lasci.

    @Ruspaccio: grazie della segnalazione.
    Una coincidenza: ci siamo casualmente scambiati qualche parola l’altra sera, davanti al portone chiuso di Santa Lucia, in attesa dell’incontro con la Betancourt…

    @Natalia: mi hanno colpito molto quelle date così vicine…E quasi ho avuto vergogna, comunque, nell’associarle.

    Milvia

  6. anonimo ha detto:

    da Giuliano:
    Mino Milani, lo ricordo soprattutto per “Aka-Hor”, che mi fece una grandissima impressione. Dietro la storia raccontata, lo avrei saputo dopo, c’erano i campi di prigionia, lo schiavismo ma anche Auschwitz.
    Dimenticarlo significa non aver mai letto il Corrierino…
    Di Milani leggevo sempre tutto, e devo dire che da lui ho anche imparato molto.

  7. AltraBetta ha detto:

    strane associazioni e quel malessere assoluto di quando la tragedia non risparmia neanche i bambini (l’immagine che associa il corrierino al bimbo sepolto dalle macerie non riesce a consolarmi…)
    in ogni caso la ss trinità di signor Bonaventura, Marmittone e Sor Pampurio, ci accoglierà tutti nel regno dei cieli.
    ehm…
    sì: le co-incidenze colpiscono.

  8. Soriana ha detto:

    @Giulano: Anch’io ho imparato molto da lui. Oltre a essere un bravissimo scrittore è pure un uomo di una grande integrità morale.

    @AltraBetta: Benvenuta in Rossiorizzonti!
    Quell’immagine mi è venuta fuori così, appunto per la coincidenza della date. Certo, non consola, ma potrebbe essere anche accaduto, o forse no, perché da Milano alla Sicilia non arrivano certo in giornata, i giornali.
    Mi ha divertito quella tua ss trinità…
    Ciao!

    Milvia

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