Cominciamo da noi (post ingenuo di fine anno)

bambini_stranieri
Siamo arrivati alla fine. Ancora poche ore e il 2008 apparterrà ai ricordi.  2008, anno bisestile. “Anno bisesto anno funesto” recita un detto popolare. E chissà non ci sia del vero. Per il mondo non è stato certamente uno degli anni migliori. Basterebbe solo pensare a come si sta concludendo: le immagini che i media portano nelle nostre case in questi giorni non sono certo immagini di pace e serenità.

Dovrebbe essere il momento dei bilanci. Ma a che servirebbe dire che, per le vicende che lo hanno caratterizzato, il 2008 chiude in rosso?

Dovrebbe essere il momento degli auguri: dovrei augurarmi e augurarvi che il 2009 porti la pace nel mondo, che sia bandita ogni guerra, e la fame e le epidemie che ancora affliggono i Paesi più poveri, e che finalmente domini la giustizia sociale su tutto il Globo terrestre.  Ma potrei scrivere milioni di cartoline augurali e non cambierebbe niente.
Mi sto sempre più convincendo che il cambiamento, se cambiamento è ancora possibile, deve partire a livello individuale. Ho pensato così, dentro di me, ad alcune cose, cose semplici, cose che sembrano nulla, a confrontarle con i grandi principi con cui spesso ci riempiamo la bocca.  Piccole azioni, comportamenti facili da portare avanti. O forse no, non facili, ma che tutti, con un po’ di buona volontà, possiamo intraprendere. E ora tento di esporveli. E scusate se vi sembrerò ingenua.

Sorridere di più: che non vuol dire essere ciechi  davanti alla realtà e essere ottusamente ottimisti. Sorridiamo al vicino di casa che incontriamo in ascensore, all’estraneo che incrocia il nostro cammino per la strada e che magari involontariamente ci intralcia il passo. Sorridiamo quando parliamo al telefono magari per chiedere un’informazione a qualche lavoratore precario schiavo di un call center. Si sente, il sorriso, anche al telefono. E il sorriso, scusate la retorica, assomiglia a un raggio di sole.

Ai bambini, nostri figli, o nipoti, o figli di amici, non regaliamo cellulari, o play station, o altre cose simili. Regaliamo loro il nostro tempo, le storie della nostra infanzia, giochiamo con loro, ascoltiamoli, soprattutto, cercando di ascoltare, di sentire, anche quello che non dicono.

Cerchiamo di vedere al di là delle apparenze, e di non dare  mai giudizi affrettati sulle persone, di non lasciarci sovrastare dai pregiudizi  (tutti ne abbiamo). Proviamo, insomma, a metterci nei mocassini dell’altro, come mi diceva un mio vecchio insegnante di psicologia. E di rispettare il suo pensiero, la sua religione, il suo sesso, il suo credo politico. E se qualcuno ci insulta difendiamoci, sì, ma non alimentiamo il rancore dentro di noi.

Se non è proprio necessario per la sopravvivenza, facciamo in modo che il lavoro non occupi tutta la nostra giornata. E che il successo, o il denaro non siano al vertice dei nostri pensieri.

Quando facciamo la spesa, se è possibile, valutiamo quale prodotto acquistare non solo in base al prezzo e alla qualità, ma anche in base alla provenienza: rifiutandoci di acquistare, per esempio, prodotti che provengono da zone nelle quali si sfrutta il lavoro dei minori.

Ogni tanto prendiamoci un giorno tutto per noi e andiamo a camminare in mezzo alla natura, soli. Non occorre andare chissà dove: a volte basta camminare in un piccolo parco, o stendersi su un prato, o passeggiare su una spiaggia  in autunno o in un bosco: senza un libro, o un giornale, senza I Pod, senza nulla che non siano i nostri occhi, le nostre orecchie, il respiro e il nostro cuore. Per ascoltare e lasciarsi permeare dalle voci della natura, per ascoltare la voce che c’è in noi, e che zittiamo sempre, per soffermarci a guardare più a lungo possibile la magia, la perfezione che anche la margheritina di prato possiede.

Se vediamo qualcuno in difficoltà, non giriamo il viso dall’altra parte. Forse a volte lo facciamo per una sorta di pudore, perché abbiamo timore di immischiarci in qualcosa che non ci riguarda. Ma tendere una mano al nostro prossimo non è un “immischiarsi”.

Evitiamo di dire o di ragionare in termini di “Noi” e “Loro”. Abituiamoci a pensare a Noi, includendo anche Loro.

Leggiamo poesie: ho sentito una volta il grande Mario Rigoni Stern dire che la Poesia salva la vita. E chissà che non avesse ragione.

E per finire, il mio decimo pensiero torna ai bambini. Perché loro sono il futuro, sono gli anni che verranno.  Le nove “regolette” o “consigli per una vita migliore”, che con presunzione mista a ingenuità ho esposto sopra, facciamole vivere sempre anche a loro, o per lo meno coinvolgiamoli in queste nostre scelte, parliamone con loro.
E poi abbracciamoli.

Beh, forse dovrei cancellare tutto e limitarmi a augurare a tutti un felicissimo 2009. Ma ormai ho scritto. E se sorriderete,  anche se per compatire le mie parole, almeno la prima regoletta l’avrete osservata.

Ma, a parte questo:

Sereno 2009 a tutti! 

Termino con un’altra canzone di Fabrizio D’Andrè: la seconda di una serie che continuerò a inserire nei miei post fino all’11 gennaio.

Il suonatore Jones

(è fra le mie preferite in assoluto)

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13 risposte a Cominciamo da noi (post ingenuo di fine anno)

  1. ElysSun ha detto:

    Buon anno Milvia! Un grade abbraccio!

  2. cristinabove ha detto:

    bellissimo post di fine d’anno, lo condivido in tutto e per tutto.
    Carissima Milvia, il mio augurio di serenità per il nuovo anno e una buona serata di fine anno.
    un abbraccio
    cri

  3. anonimo ha detto:

    complimenti signora comastri
    e i migliori auguri per un lietissimo nuovo anno.
    E.di S.Piero

  4. anonimo ha detto:

    Questo post è davvero bello Milvia. Certo i mocassini dell’altro, per me che fuggo dall’altro che mi attanaglia… Vedrò cosa riesco a fare nel 2009.
    Buon 2009 di cuore.
    Patrizia

  5. ReAnto ha detto:

    Un forte abbraccio e un bacione . Sereno 2009 anche a te! Antonio

  6. cochina63 ha detto:

    ho preso appunti, auguri Milvia.

  7. giuba47 ha detto:

    Bellissimo post, buo anno, Giulia

  8. anonimo ha detto:

    Auguri e speriamo che in molti ti ascoltino! Ciao Myrta

  9. winyan ha detto:

    Buon 2009 a te cara Milvia e a tutti i frequentatori del tuo blog,
    un abbraccio
    maria

  10. Annalisa55 ha detto:

    Buon anno, Milvia, buon anno!

  11. lanoisette ha detto:

    buon anno, Milvia!

  12. Soriana ha detto:

    @Grazie a tutti, care amiche e cari amici. Ho riletto i vostri commenti ora, in questo posto (bellissimo) ma tanto lontano da voi. E mi hanno fatto compagnia. Vorrei che il 2009 portasse a voi tutti una lunghissima serie di giorni felici.

    @E.di S.Piero: Grazie della visita e degli auguri, felicità anche a lei ( mi mette in soggezione, però, quel: signora Comastri…)

    Milvia

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