In Thailandia: primo giorno

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Fino a tre giorni fa era questo il panorama che vedevo dal mio balcone….

E ora, invece… Ecco, questa seconda foto l’ho scattata questa mattina all’alba, da un altro balcone, che per venti giorni sarà comunque il mio balcone….

Ciao a tutti!
Sono in riva al mare, ne sento lo sciabordio, tutto è molto tranquillo, qui intorno. Fra poco sarà buio (qui sono da poco passate le 18) e non mi rimarrà altro che andare a cena, fare una passeggiata attraverso il piccolo villaggio che mi ospita e leggere qualche pagina di un libro prima di addormentarmi.
E di libri avrei voluto parlarvi, di quelli che ho finito di leggere questa notte (quasi totalmente insonne, per effetto del Jet lang) e di uno che ho iniziato questa mattina. Solo di libri e di vacanze.
Ma la mia amica Nurit Peled mi ha inviato una mail con un allegato  che ritengo mio dovere pubblicare.
Anche se per un po’ avrei voluto dimenticare cosa succede nel mondo. 

AI POLITICI  ITALIANI

da parte di

Luisa Morgantini

Vice Presidente del Parlamento Europeo

Roma,  3 Gennaio 2009

 

Non una parola, non un pensiero, non un segno di dolore per le centinaia di persone uccise, donne, bambini, anziani e militanti di Hamas, anche loro persone. Case sventrate, palazzi interi, ministeri, scuole, farmacie, posti di polizia. Ma dove è finita la nostra umanità. Dove sono i Veltroni, con i loro "I care", come si può tacere o difendere la politica di aggressione israeliana

 La popolazione di Gaza e della Cisgiordania, i palestinesi tutti,  pagano il prezzo dell’incapacità della Comunità Internazionale di far rispettare ad Israele la legalità internazionale e di cessare la sua politicale coloniale.

Certo Hamas con il lancio dei razzi impaurisce ed è una  minaccia contro la popolazione civile israeliana, azioni illegali, da condannare. Bisogna fermarli.

Ma  basta con l’ impunità  di Israele e dei ricatti dei loro gruppi dirigenti.

Dal 1967 Israele occupa militarmente i territori palestinesi, una occupazione brutale e coloniale.  Furto di  terra, demolizione di case, check point dove i palestinesi vengono trattati con disprezzo, picchiati, umiliati,  colonie che  crescono a dismisura portando via terra, acqua, distruggendo coltivazioni. Migliaia di prigionieri politici, ai quali sono impedite anche le visite dei familiari.

 Ma voi dirigenti politici, avete mai visto la disperazione di un contadino palestinese che si abbraccia al suo albero di olivo mentre un buldozzer glielo porta via e dei soldati che  lo pestano con il fucile per farglielo lasciare, o una donna che partorisce dietro un masso e il marito taglia il cordone ombelicale con un sasso perché soldati israeliani al check point non gli permettono di passare per andare all’ ospedale, o Um Kamel, cacciata dalla sua casa, acquistata con  sacrifici perché fanatici ebrei non sopravissuti all’olocausto ma arrivati da Brooklin, pensando che quella terra e quindi quella casa sia  loro per diritto divino, sono entrati di forza e l’hanno occupata perché vogliono costruire in quel quartiere arabo di Gerusalemme un’altra colonia ebraica. Avete mai visto i bambini dei villaggi circostanti Tuwani a sud di Hebron che per andare a scuola devono camminare più di un ora e mezza perché nella strada diretta dal loro villaggio alla scuola si trova un insediamento e i coloni picchiano ed aggrediscono i bambini, oppure i pastori di Tuwani che trovano le loro tanche d’acqua o le loro pecore avvelenate da fanatici coloni, o la città di Hebron ridotta a fantasma perché nel centro storico difesi da più di mille soldati 400 coloni hanno cacciato migliaia di palestinesi, costringendo a chiudere più di 870 negozi.

Avete visto il muro che taglia strade e quartieri che toglie terre ai villaggi che divide palestinesi da

Palestinesi, che annette territorio fertile e acqua ad Israele, un muro considerato illegale dalla Corte Internazionale di giustizia. Avete visto al valico di Eretz i malati di cancro rimandati indietro per questioni di sicureza, negli ultimi 19 mesi sono 283 le persone morte per mancanze di cure, avrebbero dovuto essere ricoverate negli ospedali all’estero, ma non sono stati fatti passare malgrado medici israeliani del gruppo Phisician for Human rights garantissero per loro. Avete sentito il freddo che penetra nelle ossa nelle notte gelide di Gaza perché non c’è riscaldamento, non c’è luce, o i bambini nati prematuri nell’ospedale di Shifa con i loro corpicini che vogliono vivere e bastano trenta minuti  senza elettricità perché muoiano.

Avete visto la paura e il terrore negli occhi dei bambini, i loro corpi spezzati. Certo anche quelli dei bambini di Sderot, la loro paura non è diversa, e anche i razzi uccidono ma almeno loro hanno dei rifugi dove andare e per fortuna non hanno mai visto palazzi sventrati o decine di cadaveri intorno a loro o aerei che li bombardano a tappeto. Basta un morto per dire no, ma anche le proporzioni contano dal 2002 ad oggi per lanci di razzi di estremisti palestinesi sono state uccise 20 persone. Troppe, ma a Gaza nello stesso tempo sono stati distrutte migliaia e migliaia di case ed uccise più di tre mila persone tra  loro centinaia di bambini che non tiravano razzi.

Dopo le manifestazioni di Milano dove sono state bruciate bandiere israeliane, voi dirigenti politici avete  tutti manifestato indignazione, avete urlato la vostra condanna. Ne avete tutto il diritto. Io non brucio bandiere né israeliane né di altri paesi e penso che Israele abbia il diritto di esistere come uno Stato normale, uno stato per i suoi cittadini, con le frontiere del 1967, molto più ampie di quelle della partizione della Palestina decisa dalla Nazioni Unite del 1947.

Avrei però voluto sentire la vostra indignazione e la vostra umanità e sentirvi urlare il  dolore per tante morti e tanta distruzione, per tanta arroganza, per tanta disumanità, per tanta violazione del diritto internazionale e umanitario.  Avrei voluto sentirvi dire ai governanti israeliani:  Cessate il fuoco, cessate l’assedio a Gaza, fermate la costruzione delle colonie in Cisgiordania, finitela con l’ occupazione militare, rispettate e applicate le risoluzioni delle Nazioni Unite, questo è il modo per togliere ogni spazio ai fondamentalismi e alle minaccie contro Israele.

Ieri lo dicevano migliaia di israeliani a Tel Aviv, ci rifiutamo di essere nemici, basta con l’occupazione.
Dio mio in che mondo terribile viviamo!

Luisa Morgantini

Sempre veritiere le parole di Luisa Morgantini. Peccato che fra i politici ci siano ben pochi che abbiano il suo coraggio.

Allora, di libri, di mare, di tranquillità, vi parlerò nel prossimo post. Spero, almeno.

Ma voglio aggiungere anche questa segnalazione:

2009: Emergency di Pistoia

Il mio omaggio a Fabrizio De Andrè  in questo mio primo post tailandese è la sua bellissima
Creuza de ma

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14 risposte a In Thailandia: primo giorno

  1. cristinabove ha detto:

    Ancora una prova che siamo tentuti all’oscuro, in ovatta di stato.
    Almeno tu goditi questi posti, e le buone letture.
    buon proseguimento di vacanza.
    cri

  2. Soriana ha detto:

    @Cri: Grazie, Cri! Un abbraccio.

    Milvia

  3. anonimo ha detto:

    Che razza di superblogger sei, Milvia! Appena arrivata ed eccoti all’opera.
    Quello che sta succedendo a Gaza è vergognoso, immorale, atroce.
    Qui continua un freddo boia e per domani è prevista neve.
    Un bacio.
    Mirella

  4. Soriana ha detto:

    @Mirella: Uauh!!!! Superblogger non me lo aveva detto mai nessuno!
    Eh, lo so, ho sentito le previsioni…. Non ci crederai ma in questo momento sto ascoltando fharenheit…. Ah, la tecnologia, che cosa potente… Se con la tecnologia si riuscissero ad azzerare le guerre sì, che sarebbe una bella cosa… Purtroppo viene usata proprio per fare più vittime, invece…

    Un…caldo abbraccio, Mirellina.

    Milvia

  5. isabel49 ha detto:

    Una lettera commovente, toccante e veritiera. Avevo qualche dubbio e ora mi è stato dipanato. Io lo sapevo che gli israeliani hanno sete di confini, lo sapevo che hanno preso la terra che non gli appartiene, ma mi è stato detto: “C’era un percorso di pace e i palestinesi con il lancio di quei razzi hanno distrutto le trattative!”
    Sbagliato: loro subiscono violenze ed occupazione da troppo, troppo tempo e ora ne ricevo la conferma. Bellissima lettera, grazie Milvia per averla postata da così lontano. I posti sono bellissimi e tu sei tanto cara che continui a pensarci anche in vacanza.
    Un abbraccio, Annamaria.

  6. Soriana ha detto:

    @Annamaria: grazie del tuo vibrante commento. Io quel muro l’ho visto, e ti assicuro che è un pugno nello stomaco… Per fortuna ci sono molti Israeliani come la grande Nurit Peled, che, nonostante abbia subito il lutto più atroce che una donna possa subire, la perdita di una figlia, e proprio in un attentato di un Kamikaze palestinese, continua a battersi per i diritti negati al popolo palestinese.

    Milvia

  7. isabel49 ha detto:

    Cara Milvia, il tuo post, contenente la lettera di Luisa Morgantini, l’ho segnalato nel mio blog.
    Buona serata, Annamaria.

  8. PiccolaLuise ha detto:

    Indignazione e rabbia nn bastano…
    Fermare la disumanità si può… per dare libertà e dignità respiro a questa umanità martoriata.
    Una preghiera*

  9. RenzoMontagnoli ha detto:

    Comunicato del 6 gennaio 2009[..] Ieri e oggi in Sfogatevi! Su Letteratitudine, con , Massimo Maugeri chiede il nome dei personaggi famosi che si sono distinti nel 2008 nel bene e nel male, sia italiani che stranieri. A chi dare i dolci? A chi il carbone? E perché? Non con [..]

  10. Soriana ha detto:

    @Annamaria: grazie! Sono contenta, perchè è giusto che quella lettera venga diffusa il più possibile…

    @PiccolaLuise: Prima di tutto benvenuta nel mio blog e buon anno! Lo so che rabbia e indignazione non bastano… Non so se bastino le preghiere… Io penso che solo una politica onesta, equilibrata sia da parte del governo Israeliano e Palestinese che da parte delle altre Nazioni possa forse risolvere la situazione. Ed è proprio per questo che non ho molte speranze…

    Milvia

  11. accipicchia ha detto:

    Una lettera coraggiosa e diretta questa di L. Morgantini, controllata e nello stesso tempo fremente di indignazione e passione.
    E’ nelle persone come lei che dobbiamo credere per non soccombere.
    Leggere questa lettera fa molto male, ma è un dolore costruttivo, rimane tuttavia la consapevolezza che, purtroppo, proprio chi potrebbe fare tanto, sta a guardare.
    Un abbraccio. Piera

  12. ReAnto ha detto:

    beata te,che te la godi!

  13. glodalessandro ha detto:

    Una lettera non coraggiosa, ma VERITIERA.
    Io aggiungo: guerra per guerra le vittime sono sempre persone civili ed innocenti… bambini, anziani, donne…

    e spesso e volentieri sotto le trattative sia diplomatiche che militari si nascondono motivi e speculazioni che i media non hanno coraggio d’affrontare perchè alla base c’è SEMPRE la vergognosa motivazione economica… e la politica è una parola che diplomaticamente rappresenta un abuso…

    Amareggiata, inkazzata, ma sempre pronta col pensiero in quei territori martoriati dove, peraltro, ho degli amici israeliani che non sanno se partire o meno verso il fronte (aspettano la chiamata)…. e… onestamente i motivi “spiegati” e “raccontati” da loro, credimi è completamente diversa da come ce la vogliono mostrare ed inculcare mediaticamente.

    Un abbraccio, Glò

  14. Soriana ha detto:

    @Piera: Spero solamente che di persone come Luisa Morgantini ce ne siano sempre di più.

    @Antonio: Anche tu sommerso dalla neve?

    @Glò: Vedi, cara Glò, ormai viene spontaneo definire coraggioso chi dice la verità, sommersi come siamo da un mare di menzogne. Le considerazioni che tu fai sono più che giuste.
    Spero tanto che i tuoi amici israeliani non debbano partire. Anche per il popolo israeliano la situazione non è facile…

    Un abbraccio a tutti.

    Milvia

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