Diritto di scelta

CarverMontanelli

Due giorni fa, cercando fra i libri non ancora letti che occupano due ripiani della mia stipatissima libreria per trovare un amico che mi facesse compagnia sull’autobus, ho pescato del tutto casualmente (anche se ho da anni la convinzione che nulla succeda per caso) "Racconti di un giorno che sai"  comprato, credo, nel 2005, suo anno di uscita nelle librerie.
E quando, sedutami sull’autobus, ho aperto il libro (ed ecco la casualità-non casualità)   ho letto questo sulla quarta di copertina:

L’idea di questo libro è nata in riva al mare, dibattendo della dignità che l’uomo deve conservare, anche quando si appresta a togliere le vele. Gli scrittori coinvolti hanno affrontato, ciascuno con la sua chiave narrativa, il tema scomodo della morte.

Bei racconti, bravi autori, fra cui Daniele Benati, Barbara Garlaschelli e Paolo Nori, il mio “maestro unico” di una particolare scuola elementare di scrittura emiliana che ho frequentato all’inizio dell’inverno. Ma non voglio parlare ora della qualità del libro. Voglio invece riportare un brano tratto dal racconto di Sandro Veronesi “ Indicazioni da seguire nei dintorni della mia morte nel caso si vogliano assecondare le mie volontà”, brano che Veronesi prende a sua volta da un passaggio di Raymond Carver, e che fa così:

“No. Non staccarmi la spina. Non voglio che mi si stacchi la spina. Lasciami attaccato finché è possibile. Chi si opporrebbe? Tu ti opporresti? Darò forse fastidio a qualcuno? Finché la gente potrà sopportare di vedermi, finché proprio non si mettono a urlare appena mi vedono, non staccare un bel niente. Fammi andare avanti, va bene? Fino in fondo. Magari invita i miei amici a venire a dirmi addio, ma non fare niente di avventato”

Veronesi, cioè Carver, ma anche il personaggio del racconto di Veronesi, esprime il suo diritto di scegliere sulla propria vita, o, meglio sul modo di morire: voglio vivere più che posso, dice, anche se attaccato a una macchina, mi va bene ugualmente.
E come  si può  non rispettare questa scelta? Loro (lui) decidono per loro stessi, e  mi sembra più che giusto.

Dopo aver letto questa dichiarazione ho cercato in rete altre testimonianze di intellettuali che avessero sul loro  “come morire” un’opinione opposta a quella di Carver/Veronesi.
 E ho trovato le parole che Indro Montanelli pronunciò nel dicembre del 2000 a un dibattito il cui tema era: Diritto a una morte dignitosa.

“Sono vicino al grande passo, intendo avvalermi del diritto di scegliere come e quando morire “ dice Montanelli  "Una morte dignitosa è un diritto di libertà. Io ho detto varie volte che sono assolutamente per il diritto dell’uomo di scegliere il come e il quando della propria morte e non vedo come si possa contestare all’uomo questo diritto. Per quanto mi riguarda personalmente io sono vicino al grande passo e io farò questo" E poi: "E che non mi si portino i soliti argomenti astratti, tipo ‘la sacralità della vita: nessuno contesta il diritto di ognuno a disporre della propria vita, non vedo perché gli si debba contestare il diritto a scegliere la propria morte".
E sapete come conclude? dicendo che ha paura che  "la politica si impadronisca di tutto questo, mentre è una battaglia di civiltà che deve restare assolutamente fuori dalla politica".

Ecco un’altra scelta, individuale come quella di Carver, e ugualmente degna di rispetto. E con l’aggiunta di una certa preveggenza, direi, o, meglio, di molta lucidità. L’invasività della politica su questo tema l’abbiamo vissuta in questi giorni, e non si è certo arrestata. Anzi.  Se il testo della legge sul testamento biologico che si sta ora discutendo in Senato  rimarrà invariato, noi non potremo decidere proprio nulla. Io potrò lasciare scritto ovunque su mille atti notarili, su diecimila muri, ovunque insomma, che non vorrei mai essere sottoposta ad alimentazione forzata, che la mia parola non varrà comunque nulla. Zero, varrà la mia parola.  Se questa legge passerà così come è ora, attesterà in maniera definitiva che la mia vita non mi appartiene. Grandioso, vero?

martello

Ho poi trovato un’altra informazione, che non conoscevo e che riguarda la Sardegna (e anche qui potrei parlare di coincidenze, casualità, perché ultimamente mi sto imbattendo frequentemente in storie sarde).
Sapete cosa è, o cosa era,
l’agabbadora?
Leggete qui:
"Deu ci sia", era la formula pronunciata dalla agabbadora, quando si accingeva a compiere il suo mandato presso la famiglia del moribondo, dove giungeva preferibilmente a tarda sera, avvolta di nero. Lasciata sola al capezzale dell’agonizzante, dopo essersi fatta il segno della croce, controllava che nella stanza o addosso al moribondo, non ci fossero oggetti sacri: reliquie, scapolari, medagliette, croci o icone, avrebbero potuto impedire all’anima di lasciare il corpo. Cominciava a recitare i suoi parauli e quando lo vedeva assopito, assestava il colpo di mazzolu alla testa per provocarne la morte. A volte poteva bastare un cuscino premuto sul viso, o più semplicemente mettere il palmo della mano davanti alla bocca e chiudere le narici, ma nella maggior parte dei casi, stando alle cronache, si ricorreva al mazzolu, una sorta di martello di legno d’ulivo, avvolto nell’orbace. Antesignana della moderna eutanasia, la presenza della agabbadora era molto diffusa in Sardegna tra il Settecento e l’Ottocento, ma testimonianze attendibili ne riconducono l’opera anche a periodi relativamente recenti: 1929 a Luras e 1952 ad Orgosolo.
Figura enigmatica, amata e odiata, temuta e rispettata, tollerata seppur a malincuore, dalle istituzioni e dalla Chiesa, la femmina agabbadora incarnava molteplici ruoli: era levadora, colei che dava la vita, all’occorrenza un’ostetrica che aiutava a nascere; guaritrice, con le sue pozioni di erbe e con segrete formule magiche; finitrice, autrice di un ufficio pietoso, se chiamata a dare la buona morte ad una persona agonizzante.

Queste informazioni le ho prelevate dal sito
Luca Coscioni.it
sono state scritte in occasione della presentazione del libro di Giovanni Marineddu “L’agabbadora- la morte invocata” (edizioni Il Filo) uscito credo nel 2007

Insomma: che dire? Non so, francamente non so. Però una parola che mi viene in mente è: pietà. E anche in senso cristiano.

Post lungo lungo, vero?
Spero che non vi siate annoiati troppo.

Magari adesso ci metto un po’ di musica.
Magari ci metto la grande

Cristina Zavalloni
che canta uno splendido Aznavuour

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16 risposte a Diritto di scelta

  1. DreamLady ha detto:

    D’accordissimo con Montanelli: nessuno può togliere ad un uomo il suo pieno diritto e questo a prescindere dalla politica o dalla religione.
    A volte penso che il cattolico si ripari dietro la fede solo per paura.
    Con questa legge in discussione, continueremo, chi se lo potrà permettere, ad andare in Svizzera o in Olanda, per poter morire dignitosamente.
    Esattamente come fanno molte coppie per aver un figlio, vista la ns. legge sulla fecondazione artificiale.

    Siamo un paese notevolmente arretrato nonostante le sue potenzialità. Lascio a te spiegare il perchè: io la mia idea ce l’ho…

  2. GaetaGu ha detto:

    Ciao cara Milvia. Post molto bello ed interessante, per niente lungo.
    Ho vissuto 5 anni in Sardegna e conoscevo a grandi linee la storia dll’agabbadora. Con il tuo post, ho potuto conoscerla in maniera dettagliata. Grazie.
    La dignità, sia nella vita che nella morte è sempre un traguardo che vedo ogni giorno di più allontanarsi.
    Un caro saluto Gaetano.

  3. anailuc ha detto:

    Post molto interessante Milvia, che riflette lo sforzo di approfondimento che stanno facendo in questi giorni molti di noi.Tra le tante riflessioni che ho sentito e letto una mi ha colpito molto e cioè il fatto che bisogna recuperare la dimensione personalistica e famigliare di questo tema che non può essere un “affare di stato”. In questo contesto mi sembra si collochi molto bene la figura dell’agabbadora che ci hai fatto conoscere. E’ un prendere atto che la vita umana ha naturalmente una fine e lo sforzo della scienza dev’essere finalizzato solo a renderla dignitosa e serena, niente di più. Infine mi torna in mente spesso in questi giorni un film molto bello, “Le invasioni barbariche” in cui il protagonista sceglie di uscire di scena circondato da tutti gli affetti più cari, in un contesto di grande umanità e civiltà. Un abbraccio
    Luciana

  4. isabel49 ha detto:

    Le scelte sono personali e nessuno deve ostacolarle. Le volontà vanno rispettate, solo che… come dicevo nel precedente post, chi è in fin di vita non essendo cosciente non ha voce, sono i parenti a decidere.
    Un caro abbraccio,
    Annamaria.

  5. anonimo ha detto:

    Brava Milvia! Scrivi in maniera fantastica! Del resto non avevo dubbi, sei stata sempre un gradino sopra noi.
    Le tue amiche Rita e Gil

  6. RenzoMontagnoli ha detto:

    Comunicato del 14 febbraio 2009[..] . . . Doppio post su Letteratitudine: e [..]

  7. Soriana ha detto:

    @Roxane: E’ vero, siamo un paese arretrato. Siamo arretrati anche rispetto a un Paese cattolico come la Spagna e che ha, paragonata alla nostra, una democrazia giovane. Che sia perché noi abbiamo uno Stato all’interno del nostro Stato? E non parlo di San Marino…

    @Gaetano: Anche la dignità, come molti altri valori, giacciono in uno stato vegetativo permanente…

    @Luciana: Forse, se qualcosa di buono è nato dal mettere sotto impietosi riflettori questa vicenda, è proprio il fatto che ha spinto moltissime persone a riflettere sul tema della morte. Quando dico “persone”, quando scrivo “riflettere” è ovvio che non mi riferisco ai politici…

    @Annamaria: Un pensiero che è venuto anche a me, e che avevo espresso nella risposta al tuo commento precedente.

    @Rita e Gil: Questa è una bellissima sorpresa! Mi sono commossa, trovandovi qui. Non me lo aspettavo, e mi ha fatto felice, perché lo sapete quanto vi voglio bene. Ma non voglio più sentirvi affermare che sono sempre stata un gradino sopra voi, perché non è assolutamente vero.
    Un forte, fortissimo abbraccio, nel ricordo dei bei tempi. E nella speranza che altri ne verranno.

    A tutti, un felice fine settimana.

    Milvia

  8. accipicchia ha detto:

    Carissima, la tua vitalità è incredibile, il tuo cercare, scavare, approfondire…
    Mi ha colpito molto questo riferimento a “S’accabadora”,(ho letto il post tutto d’un fiato, altro che annoiarmi!) e guarda un po’ le coincidenze! Una mia cara amica, Savina, ne ha parlato sul suo blog sabato scorso, il 7 febbraio.
    Se ti fa piacere e hai voglia di saperne di più, ecco l’indirizzo:
    http://www.savinadoloresmassa.splinder.
    com

    Domani e lunedì, qui da noi, come tu ben sai, si voterà per l’elezione del nuovo Governatore sardo. Non ti nascondo la mia preoccupazione, nello stesso tempo, voglio essere fiduciosa, speriamo di non dover conoscere una nuova delusione.
    Un caro saluto.A presto. Piera

  9. giuba47 ha detto:

    Post molto bello… Giulia

  10. anonimo ha detto:

    Post molto interessante..anche io temo e con ragione che la legge proposta ci impedisca,di fatto ,un testamento biologico come ognuno,in base alla propria coscienza,desidera.Per me tutto quello che viene messo in atto su una pesona “finita” è accanimento ..altrimenti morirebbe secondo natura.
    Grazie
    Tinti

  11. Soriana ha detto:

    @Piera: Cara Piera, ti ringrazio molto per avermi segnalato il blog di Savina: lo trovo molto bello e l’ho già inserito fra i miei preferiti… Una delle tante coincidenze che negli ultimi anni mi hanno fatto conoscere belle persone.
    Spero anch’io che Soru ce la faccia. La serata di lunedì scorso, a Bologna, è stata bellissima. Un meraviglioso pubblico di giovani pieni di speranze. Se vai sul sito di Alberto Masala puoi vedere la registrazione.

    @ Giulia: Grazie, Giulia!

    @Tinti: Appunto. Accanimento è pure l’alimentazione forzata… Mah, cara Tinti, vedremo come andrà a finire…

    Un triplice abbraccio e buon proseguimento di giornata

    Milvia

  12. PannychisXI ha detto:

    Veramente un post che approvo dall’inizio alla fine. Baci.

  13. cristinabove ha detto:

    scrivi sempre cose interessanti, molte che non conosco, altre me le ricordi.
    ti sono grata per tutto questo.
    cri

  14. Soriana ha detto:

    @Savina: sono molto contenta che ci siamo messe in contatto, e ringrazio Piera, per questo.

    @Cri: grazie, Cri.

    Un abbraccio a entrambe, anzi due abbracci

    Milvia

  15. Schweinsteiger?was recalled to the first-team squad before making a first appearance of the season in a 4-1 EFL Cup win over West Ham in November.

  16. dbklwq@gmail.com ha detto:

    EPA3Bakayoko is seen as a potential replacement for Michael CarrickReuters3Kylian Mbappe has receive.

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