Giacomino Bulgarelli: come lui nessuno mai

Giacomino_12

Vi stupirà molto, credo, l’argomento di questo post. Sì, perché è di calcio che voglio parlare o, meglio, voglio salutare da qui un altro pezzetto della mia fanciullezza/ giovinezza che se ne è andato.
Non ci crederete, ma c’era una volta, tanti, tanti anni fa, che io seguivo il calcio e avevo una squadra del cuore. Il Bologna, naturalmente.

Così, quando da Holliwood party, l’altra sera, ho appreso la notizia della morte di  Giacomo Bulgarelli,  mi è dispiaciuto tantissimo e mi sono venute ala mente un sacco di cose.

I pomeriggi domenicali passati accanto alla radio (una Magnadyn color legno, i  pomoli di bachelite), a tenere il fiato sospeso, a esaltarmi, ad abbattermi.
E le tre volte che con mio padre andai al Dall’Ara, che allora si poteva andare tranquillamente, allo stadio. Il freddo, mi ricordo, ma anche la contentezza di stare vicino a mio padre, perché non è che mi capitava spesso. 
E di come lo ossessionai (sempre lui, mio padre, poveretto…) con la richiesta di una foto con dedica di Ezio Pascutti, perché lui (sempre mio padre) mi aveva detto che conosceva uno, che conosceva un altro, il quale era un conoscente di un amico del n.11 della mia squadra del cuore.
E dai e dai, quella foto, con dedica firmata, arrivò nelle mie mani. Ce l’ho ancora, sì, chiusa in uno scatolone dove riposano tanti miei ricordi. Insieme alle figurine dei giocatori di calcio di cui facevo la collezione, insieme alla figurina di Bulgarelli.
E poi, e poi mi è venuta in mente  della volta del doping… delle provette manomesse, dell’indignazione di noi tifosi bolognesi per i tre punti scippati alla squadra e per l’’accusa che (allora) sembrava infamante. Per chi non se lo ricordasse, per chi ancora non c’era, può leggerne 
QUI
Feci una cosa, io: c’erano alcuni dei  giocatori accusati di aver assunto anfetamine che abitavano vicino a casa mia, alla Croce di Casalecchio, credo fossero Fogli, Perani e Tumburus e forse anche Pavinato. Io presi biro rossa, biro blu, foglietti di carta e alternando i colori lettera per lettera scrissi loro messaggi di incoraggiamento e vicinanza  e andai a infilarli sotto la porta delle loro abitazioni. E avevo già diciotto anni, mica ero una bambina,  eh, eh… Questa cosa qui l’ho messa anche in un racconto scritto due o tre anni fa…
Poi. E poi ci hanno ridato i punti, e siamo arrivati allo spareggio con l’Inter, all’Olimpico. E in gioco c’era lo scudetto, mica era una partita da ridere.  Era il 7 giugno 1964, e al teatro Duse c’era la rappresentazione pomeridiana di My fair Lady, una commedia musicale che amavo tantissimo. Mia mamma ci andò, ma io non le feci compagnia, quella volta. Rimasi in casa, attaccata alla radio, le dita incrociate. E scudetto fu. Per noi, naturalmente.
Con questa formazione qui: ( e me la sono ricordata anche questa: strani meccanismi, accadono, nella testa, perchè mai avrei pensato di ricordarmela)

Negri Furlanis  Pavinato  Fogli Tumburus Janich  Perani Bulgarelli Nielsen Haller Pascutti (e Fuffo Bernardini, allenatore). Non mi ricordavo solo i nomi di Furlanis e Pavinato, ma gli altri, tutti.squa1964
   

Mi sono venute in mente tutte queste cose, sentendo Holliwood Party, l’altra sera, che diceva della morte di Giacomo Bulgarelli.
Come lui nessuno mai, perché?  Perché in tutta la sua carriera ha indossato solo una maglia, quella rossoblu, sostituita solo per indossare quell’azzurra della Nazionale. Mi sembra un attaccamento molto bello, questo, alla propria squadra.  Nessun altro giocatore, di nessuna squadra è stato così fedele. E di proposte ne aveva avute.  Io ero diventata adulta, avevo abbandonato la mia passione per il Bologna e per il calcio e lui continuava a giocare. Fino al 1975: sedici anni di fedeltà.
Per domani Bologna, città ora molto diversa da come era in quegli anni, e non solo calcisticamente, ha proclamato il lutto cittadino.
Io voglio salutare Giacomo Bulgarelli come faceva il capotifoso Gino Villani all’inizio di ogni partita:  "Onorevole Giacomino, salute!" Salute ovunque tu sia, aggiungo io.  Un aggettivo, “onorevole” molto più appropriato per questo giocatore più che per tanti Onorevoli che occupano seggi in Parlamento e in Senato.

Forse sarà una scelta banale, forse non sarà neppure consona, ma mi sento di dedicare a questo campione gentiluomo la celeberrima e bellissima canzone dei Queen,
Questa,
naturalmente.

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5 risposte a Giacomino Bulgarelli: come lui nessuno mai

  1. Bube ha detto:

    Quando scomparve Giacinto Facchetti, Roberto Vecchioni gli dedicò
    questo pensiero :
    “Lassù in un cielo nero-azzurro, non solo azzurro, sarà come un grande spogliatoio che lo accoglie sempre con un grande applauso, quando entra e quando esce”.

    Tu, per il grande Bulgarelli puoi sostituire :

    …in un cielo rosso-blu…

    Un saluto di vera comprensione,

    Gianni Langmann

  2. zuccapelata ha detto:

    mi riconosco molto nel tuo post; anch’io ho molti ricordi legati a quella suqadra, al mio papà che a Roma, quel giugno del ’64, andò; e che sempre me ne parlò quasi con commozione. Alla fine, oltre alla tristezza per la perdita di una persona buona, c’è forse la tristezza non solo per un calcio che proprio non ha più niente a che spartire con quello d’allora (oggi andresti ancora allo stadio bambina con tuo padre?). C’è soprattutto, temo, la tristezza per un mondo cambiato troppo in fretta e male. Scusa il tono malinconico e ciao

  3. Soriana ha detto:

    @Gianni: grazie della comprensione, grazie per il suggerimento. Ciao!

    @Zuccapelata: grazie anche a te. Hai espresso tutto quello che penso anch’io.

    Ciao, ragazzi! E buona serata

    Milvia

  4. albertomasala ha detto:

    “Perché in tutta la sua carriera ha indossato solo una maglia, quella rossoblu, sostituita solo per indossare quell’azzurra della Nazionale. Mi sembra un attaccamento molto bello, questo, alla propria squadra. Nessun altro giocatore, di nessuna squadra è stato così fedele.”

    no, no… Milvia, ce n’è un altro. Sempre rossoblu: Gigi Riva del Cagliari…

  5. Soriana ha detto:

    @Alberto: hai ragione! Come dire…mi hai preso in contropiede, per usare una terminologia calcistica. Non mi ricordavo proprio di Giggirriva, fedele al Cagliari dal 1963 al 1976… Che siano i colori rosso blu a spingere alla fedeltà?

    Ciao!

    Milvia

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