Morena Fanti: coraggio e positività 

P1090178(Morena Fanti: Casa Biondi- Castenaso 26 marzo 2009)

Giovedì sera, stazione di Castenaso: Morena mi sta aspettando sulla pensilina del primo binario e l’impressione che ho nell’incontrarla mi conferma il pensiero che ho avuto leggendo il suo libro, e poi ascoltandola al telefono. Morena Fanti è una donna che emana una forza estremamente positiva, rassicurante. E’ una bella signora i cui occhi trasmettono amore per la vita, al di là (o nonostante) di tutto.
Saliamo in macchina, mi siedo vicino alla sua mamma, una signora timida e gentile.  Alla guida dell’auto, Giuliano, il marito di Morena: e mi sembra di capire da subito che anche Giuliano emana quella forza positiva. Sono una bella coppia, nel senso più profondo di questa espressione.
Arriviamo alla biblioteca Casa Biondi, una biblioteca bellissima, con strutture in legno che la rendono molto accogliente. Era una vecchia casa colonica, questo edificio, anzi, più esattamente, i locali che ora accolgono la biblioteca  erano un tempo adibiti a stalla. Negli anni settanta c’era stato uno sciagurato progetto di abbattere tutto il complesso, ma i cittadini di Castenaso raccolsero un mucchio di firme perché questo non avvenisse. Ed è quindi anche grazie alla loro  battaglia se questa sera stiamo salendo la bella scala di legno che ci conduce al luogo dove si svolgerà l’incontro con Morena Fanti, la psicoterapeuta Adriana Di Salvo e il pubblico che, poco alla volta, sta riempiendo la sala.
Questo, di giovedì 26 marzo 2009, è l’ultimo di tre incontri in cui si è affrontato il tema della vita, tutti coordinati da Morena.  Ma il tema di questa sera non sembrerebbe la vita, ma il suo contrario, la morte. Infatti, come avevo scritto nel mio post del 25 marzo, al centro della serata ci sarà il libro scritto da Morena, “Orfana di mia figlia”, in cui l’autrice racconta il suo percorso dopo la morte di Federica, la sua unica figlia.  Ma notate: ho scritto “il tema di questa sera non sembrerebbe la vita”, ho usato il condizionale. Perché in realtà la vita, il coraggio, la forza d’animo per continuare ad andare avanti anche dopo la devastazione che un lutto così annientante porta, sono i protagonisti di questo incontro.  L’atmosfera è serena, anche se tutti siamo emotivamente coinvolti. Scappa anche qualche sorriso. E mentre si alternano gli interventi di Morena e Adriana, mentre la psicoterapeuta legge alcuni brani di Orfana di mia figlia, mi convinco sempre più che quel libro, come già ho scritto l’altro giorno, dovrebbero leggerlo tutti. Perché a tutti è capitato e capiterà di avere un amico, un conoscente, un parente che dalla morte viene privato di un proprio caro. E leggendo questo libro si capirà meglio come comportarsi, si imparerà a non aver paura di pronunciare la parola morte,  e a parlare del defunto con la persona che ha subito la perdita senza timore di ferirla, perché ferisce molto di più, ed è anche questo uno degli insegnamenti del libro di Morena Fanti, il far finta di niente, lo sfuggire  e il rifuggire il fatto, evitare di parlarne, magari per pudore, o per un senso, sbagliato, di delicatezza.
So bene che il dolore accompagnerà per sempre Morena, Giuliano e tutti coloro che hanno amato Federica. Morena ne è consapevole e lo ha anche scritto.  Ma gli “orfani” di Federica continuano a vivere, e io credo che cerchino di farlo  nel miglior modo possibile.  Non l’hanno né archiviato, il dolore (e come sarebbe possibile?) né continuano a combatterlo, che sarebbe una lotta impari.  Lo hanno “semplicemente” accettato.  Un “semplicemente” che è costato tanto, ma ci sono riusciti. Ci sono e ci saranno giorni in cui il dolore si ripresenterà con tutta la sua crudezza, ma ci saranno anche tanti, tanti giorni buoni. Anche se diversi, da quel “prima”, da quel tempo in cui Federica era ancora viva, ma saranno ancora  giorni buoni.
E’ questa la mia riflessione dopo l’incontro con Morena Fanti, che ha confermato e rafforzato tutti i pensieri  che avevo già formulato dopo la lettura di "Orfana di mia figlia".
Io credo che se Federica potesse ora vedere la sua mamma (lascio ad ognuno di voi credere se questo possa o non possa essere plausibile), credo, dicevo, che se lei potesse vedere la sua mamma ne sarebbe estremamente orgogliosa, così come sono certa che lo fosse quando viveva accanto a lei.
A pagina 106 del libro, nel brano che porta la data del 26 marzo 2002, a pochi mesi dalla perdita della  figlia,  Morena scriveva:
"Trovo sempre più difficoltà in ogni cosa, dal lavoro alle incombenze familiari. Tutto mi sembra impossibile ed enorme per le mie poche forze e, soprattutto, mi sembra inutile."
A sette anni esatti di distanza, il 26 marzo 2009 Morena  conclude la serata a Casa Bondi  leggendo questa  sua  poesia: una semplice, bellissima sorgente di vita.
Ne ha fatto di cammino, Morena…

Non vorrei essere altro

non vorrei esser altro
che ciò che sono:
sciocca goccia di pioggia
nel noioso pomeriggio
d’agosto.

Lavare una foglia
dissetare un filo d’erba
spegnere la polvere
nell’aridità del terreno.
 
Luce sull’opaco della tegola,
sorriso sulle labbra
di un bambino,
serenità nel cuore
di chi mi cercava.
 
Un plin nella ciotola del cane
un pof sulla vecchia grondaia
un toc sul vecchio legno
e un paf nella pozza sul prato.
 
Solo questo vorrei essere:
plin pof toc e paf.
Nulla di diverso da ciò che sono.

(Morena Fanti)

La musica, questa sera, è un brano di una sinfonia che io considero molto rasserenante
Beethoven: Sinfonia Pastorale 5’movimento

E buona domenica a tutti.

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10 risposte a Morena Fanti: coraggio e positività 

  1. accipicchia ha detto:

    So solo ringraziarti, Milvia, per questo post che trovo non solo interessante ma generoso e di profonda condivisione. Ogni tua parola mi ha fatto riflettere, ha ridimensionato i tanti piccoli problemi che dobbiamo affrontare ogni giorno.
    Emerge dal tuo scritto il bellissimo ritratto di una donna forte, capace di grande coraggio e di inevitabili piccole debolezze.
    Molto bella la poesia di Morena, equilibrio, grande forza e sensibilità nei suoi versi.
    Un abbraccio. Piera

  2. glodalessandro ha detto:

    Non è facile condividere un così “eterno” dolore… in Morena Fanti vive forza, coraggio e, non meno… l’apertura grande di sua stessa vita.

    Grazie….

    Glò

  3. morenafanti ha detto:

    non so perché ma i tuoi post, Milvia, continuano a commuovermi.

    grazie

  4. anonimo ha detto:

    Quanto si impara mentre ci si commuove e si buttano via come insetti molesti tanti piccoli guai inesitenti.Grazie
    Tinti

  5. cristinabove ha detto:

    Bellissimo scritto, profondamente partecipe di un sentire che coinvolge e fa riflettere. Il ibro io l’ho letto e condivido tutto quello che ne dice Milvia.
    A Morena tutta la mia stima e la mia comprensione.
    Grazie ad entrambe.

  6. cristinabove ha detto:

    La poesia di Morena è davvero molto bella.

  7. morenafanti ha detto:

    Grazie a tutti per le vostre parole.
    Morena

  8. Soriana ha detto:

    E grazie anche da parte mia. Se in minima parte sono riuscita a trasmettere l’emozioni e l’atmosfera presenti nella serata, sono contenta.

    Buon inizio di settimana a tutti.

    Milvia

  9. sgnapisvirgola ha detto:

    Ho letto il libro di Morena in un giorno con urgenza perchè avevo bisogno di capire.
    Non ho capito, perchè devo vivere per capire, però ho trovato una donna come me. Una donna vera, prima della scrittrice, una grande scrittrice che mi ha trasmesso il suo essere guerriera col sorriso,il suo essere donna nell’amore che porta per le cose che vive, una mamma per sempre, oltre la morte.
    Che ama sua figlia così: nelle belle serate in libreria.
    Una bella persona insomma, davvero.

  10. Soriana ha detto:

    @Sgnapis: hai usato delle parole molto belle per descrivere Morena. Ma non solo belle, ma davvero azzeccate. Credo che Morena sia proprio così, come dici tu.

    Milvia

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