Filippo Tuena allo Zammù, fra Scott e Michelangelo

P1090180(Libreria Zammù, Bologna 31 marzo 2009. Da sinistra Amtonio Tirelli, Filippo Tuena e Simone Olla. La serata sta per iniziare)

Ho pochissimo tempo, oggi,  un sacco di cose da fare, dovrei anche scrivere un racconto, fra l’altro. Per cui non farò una cronaca dettagliata della bella serata di ieri sera allo Zammù, dove, finalmente, ho potuto conoscere di persona Filippo Tuena, uno degli scrittori da me più apprezzati. Ecco perché il post è più ricco di fotografie che di parole.
 
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La saletta della libreria Zammù è piena di ragazzi, sì,  sono tutti giovani, potrei essere di tutti la mamma, e forse anche la nonna. In effetti, fra il pubblico, mio figlio c’è: gli ho fatto una testa così, su Filippo Tuena , non poteva mancare…
E giovani sono anche  Antonio Tirelli e Simone Olla della Casa  Lettrice Malicuvata, che conducono l’incontro. Filippo Tuena  risponde alle domande con sicurezza, in maniera chiara e pacata. Ci dice che il suo metodo, quando si accinge a scrivere un romanzo storico, si basa in un primo tempo su una minuziosa ricerca:  spulciare negli archivi, venire in contatto con più testimonianze possibili intorno al personaggio o ai personaggi di cui racconterà la storia. Poi, durante la stesura del libro, si affida al ricordo di quanto ha memorizzato, e solo nella revisione del testo, poi, controlla sui documenti che ha reperito durante la ricerca.  E credo che sia proprio questo metodo che rende lo stile narrativo di Tuena così particolare, e  così vivi i suoi personaggi.  Un po’ come quando  raccontiamo di qualcuno che abbiamo conosciuto personalmente e profondamente e ne parliamo con altri, senza per questo, però, porre noi stessi al centro del nostro raccontare. Infatti è stato rilevato dai due conduttori come la voce dello scrittore sia del tutto assente, nei romanzi di Tuena, cosa che è così evidente che pure io, che poco mi intendo di critica letteraria, avevo notato, e che ritengo sia una dote che ogni autore dovrebbe possedere.
 
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E’ stato fatto anche un parallelismo fra i due romanzi presentati: sia Ultimo parallelo che Michelangelo la grande ombra sono romanzi della solitudine, la solitudine degli esploratori e la solitudine del vecchio Michelangelo. Sia gli uni che l’altro non riescono a portare a compimento il sogno, il progetto che ha animato le loro vite. I due romanzi sono, a ben vedere, la rappresentazione
della condizione umana.

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Mi spiace di non riportare altri discorsi interessanti che sono emersi durante la serata, ma… tempo fugit… E molte cose, poi, fuggono anche dalla mia mente.

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Concludo quindi velocemente dicendo che ho avuto davvero un grande piacere di conoscere Filippo Tuena, sua moglie Chiara, molto simpatica e cordiale. Contenta anche di aver condiviso con loro, con mio figlio e una sua amica, non solo cibo per la mente e lo spirito, ma anche, più prosaicamente ma non meno importante, dei bei taglieri di salumi e formaggi accompagnati da buon vino.  Che pure questo ci vuole, no?

Oggi è il primo aprile. Sperando che questo mese si comporti bene e che il sole torni al più presto a illuminarlo (sono quattro giorni che qui piove…) vi lascio con questa canzone.

Charles Trenet: En avril a Paris

E buon aprile a tutti!

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4 risposte a Filippo Tuena allo Zammù, fra Scott e Michelangelo

  1. tristantzara ha detto:

    Se lo consigli te allora….e poi la Fazi è una delle mie preferite.Ha una scelta editoriale mooolto contemporanea.Ho quello di flores d’arcais sulla Arendt nel cassetto.ciao

  2. isabel49 ha detto:

    Grazie per questa bella pagina. Sono contenta della bella serata che hai trascorso e della conoscenza.
    Con affetto, Annamaria.

  3. cigale ha detto:

    Con poche pennellate hai evocato un’atmosfera intrigante sia dal punto di vista intellettuale che da quello conviviale. Ce ne vorrebbero a tonnellate di librerie come queste, con i curatori che vivono e trasmettono il piacere frusciante degli oggetti-libri.
    😎

  4. Soriana ha detto:

    @Daniele: Beh, ti assicuro che è un bel libro… Grazie comunque per la fiducia. Ciao!

    @Annamaria: Grazie, cara, per la tua costante presenza.
    Un abbraccio.

    @Alberto: grazie, Alberto. Ma ci vorrebbero anche migliaia di persone come te che con grande capacità e amore promuovono la cultura.

    Milvia

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