Passare oltre

speranzapapavero

Il termine Pasqua deriva dall’aramaico "pasha" che corrisponde all’ebraico pesah, il cui senso generico è "passare oltre". Il significato della parola non è del tutto certo. Un gruppo di Padri della Chiesa d’origine asiatica collegano la parola pascha al termine greco pàschein, che significa soffrire.

Sofferenza, ma anche passare oltre , trovare il coraggio di andare avanti. Penso che ambedue i significati siano ben adatti per questa Pasqua 2009 segnata dalla tragedia.
Soffrire: sofferenza nelle pietre che cadono, sofferenza nella polvere, sofferenza nelle mani che scavano, nei volti,  negli sguardi che si posano sulle piccole bare bianche,  sofferenza per tutti i feretri allineati come soldati, per i sogni rinchiusi per sempre nelle casse di legno, sogni di ragazzi, di adulti, di vecchi.  Sofferenza. Indicibile.

Passare oltre: avere il coraggio di avanzare, di ricominciare, di non lasciarsi travolgere, di non abbandonare la propria terra,  di ricostruire vite e sogni. 
Non in una  disneyana  e assurda new town, ma , dove si è nati e cresciuti o dove si è scelto di vivere.
E’ questo l’augurio che con tutto il cuore mi sento di rivolgere agli abitanti della bella e ferita regione d’Abruzzo.  A chi in venti secondi si è visto portare via tutto, a L’Aquila, a Onna, a Pagano, a Santo Stefano di Sessanio, e a Castelvecchio Calvisio, e a San Pio, e a Villa Sant’Angelo, e a Fossa, e a Ocre, e a San Demetrio ne’ Vestini e nei centri dell’Altopiano delle Rocche, e in  tutti i paesi colpiti dal terremoto. A tutti loro io auguro buona ricostruzione.
So che ce la faranno. Ne hanno dato prova anche in questi giorni drammatici.  Hanno dato prova di coraggio e di dignità.

A voi, che mi leggete… beh, anche a voi, amici cari, voglio augurare buona  ricostruzione: tutti noi abbiamo qualcosa da ricostruire. O sogni, o rapporti con altri,  o speranze.  Io vi auguro, e mi auguro, di ricostruire la serenità, la pace interiore che forse abbiamo smarrito.
Questo è il mio particolare e affettuoso  augurio di Buona Pasqua. 

 
Questa

Ninna nanna
la dedico ai bimbi abruzzesi che in questo momento stanno dormendo sotto una tenda.
Vorrei che questa dolce musica cancellasse ogni loro incubo.

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16 risposte a Passare oltre

  1. anailuc ha detto:

    Sono inevitabilmente immagini di morte quelle che ci scorrono negli occhi in questi giorni. Bare, pianto, lutto, macerie e un dolore destinato a vivere per sempre. Ed è il tema della morte che in questi ultimi mesi si riaffaccia continuamente nella vita:la morte lunga e muta di Eluana, quella improvvisa e urlante delle 290 vittime del terremoto, quella assurda ed evitabile dei morti sul lavoro di cui si parlava ieri sera sulla 7.La morte si aggira, ci stringe a volte da vicino nelle malattie delle persone più care, afferra chi non deve e dimentica chi forse la cerca perché la sua vita l’ha ormai lungamente vissuta. E ogni volta ci rimette in riga, ci ricorda chi siamo e restituisce valore al nostro tempo.”La morte è organica rispetto alla vita” dice Iona Heath in “Modi di morire”, un piccolo libro prezioso che ho da poco scoperto. Ed è quindi vero, Milvia, che dobbiamo passare oltre nella speranza che questa tragedia possa renderci ,forse, più consapevoli e seri. Un abbraccio luciana

  2. anonimo ha detto:

    Luciana ha ragione,la morte ci circonda ogni istante ,quella che coinvolge il paese e quella dell’amico e il pensero della tua…ma dobbiamo dare ai bambini tutti la certezza che si può sperare e amare e ricostruire,glielo dobbiamo!
    Grazie per gli stimoli,sempre,Milvia.
    Tinti

  3. cristinabove ha detto:

    grazie della spiegazione, non la conoscevo.
    per il resto, tutta la mia condivisione.

  4. isabel49 ha detto:

    Pasqua è come tu dici “passare oltre”, per gli ebrei significò il passaggio dalla schiavitù alla libertà, ecco il passare oltre, per i cattolici vuol dire il passaggio dalla schiavitù del peccato (la morte), alla libertà della vita eterna, la ricostruzione, sarebbe la rinascita a vita nuova. Ogni sacrificio porta a conoscere ed apprezzare la gioia della conquista, diversamente non la apprezzeremmo. Quelle morti serviranno a dare costruzioni a norma, io sento che questa volta quei paesi saranno ricostruiti secondo le regole antisismiche, se ci fossero state quelle bare sarebbero vuote. Il terremoto colpì l’Abruzzo nel 1915 e guardando una foto pubblicata in un blog, la città di Avezzano è simile a quella attuale, stesse macerie, costruirono nei famosi anni del boom edilizio contravvenendo alle norme di sicurezza, questa volta non lo faranno, le generazioni attuali e future avranno abitazioni sicure.
    Ti ringrazio per gli auguri che ricambio di vero cuore e colgo l’occasione anche per ringraziarti per la tua segnalazione al mio racconto “Grassa desolazione”.
    Un affettuoso abbraccio, Annamaria.

  5. alaine ha detto:

    Non è una cosa che solo solito dire, che risponda o meno ad un post… ma questo tuo augurio così semplice e sincero mi ha colpito.

    Grazie.
    Davvero.
    Un abbraccio,
    M.

    “A voi, che mi leggete… beh, anche a voi, amici cari, voglio augurare buona ricostruzione: tutti noi abbiamo qualcosa da ricostruire. O sogni, o rapporti con altri, o speranze.”

  6. alaine ha detto:

    E’ Pasqua… soffriamo e passiamo oltre[..] Pasha: soffrire e passare oltre. Nell’osmosi di pensieri fluttuante nella blogosfera, spesso dedicati a sentimenti o opinioni in genere, a volte c’è anche spazio per imparare qualcosa. Sta volta è toccato a Rossi Orizzonti, il blog di Mil [..]

  7. anailuc ha detto:

    Questo è un testo di Erri de Luca che mi sembra collegato a quello che dice Milvia. Buona Pasqua a tutti!

    Pasqua è voce del verbo ebraico “pèsah”, passare.
    Non è festa per residenti, ma per migratori che si affrettano al viaggio.
    Da non credente vedo le persone di fede così, non impiantate in un centro della loro certezza ma continuamente in movimento sulle piste.
    Chi crede è in cerca di un rinnovo quotidiano dell´energia di credere, scruta perciò ogni segno di presenza.
    Chi crede, insegue, perseguita il creatore costringendolo a manifestarsi.
    Perciò vedo chi crede come uno che sta sempre su un suo “pèsah”, passaggio. Mentre con generosità si attribuisce al non credente un suo cammino di ricerca, è piuttosto vero che il non credente è chi non parte mai, chi non s´azzarda nell´altrove assetato del credente.
    Ogni volta che è Pasqua, urto contro la doppia notizia delle scritture sacre, l´uscita d´Egitto e il patibolo romano della croce piantata sopra Gerusalemme.
    Sono due scatti verso l´ignoto. Il primo è un tuffo nel deserto per agguantare un’altra terra e una nuova libertà. Il secondo è il salto mortale oltre il corpo e la vita uccisa, verso la più integrale resurrezione.
    Pasqua/pèsah è sbaraglio prescritto, unico azzardo sicuro perché affidato alla perfetta fede di giungere.
    Inciampo e resto fermo, il Sinai e il Golgota non sono scalabili da uno come me, che pure in vita sua ha salito e sale cime celebri e immense. Restano inaccessibili le alture della fede.
    Allora sia Pasqua piena per voi che fabbricate passaggi dove ci sono muri e sbarramenti, per voi apertori di brecce, saltatori di ostacoli corrieri a ogni costo, atleti della parola pace.
    ERRI DE LUCA

  8. Soriana ha detto:

    Grazie di cuore a tutti, i vostri commenti hanno arricchito il mio post, mi avete fatto un regalo prezioso.
    Vi stringo in un abbraccio solidale, come vorrei abbracciare uno a uno le vittime del sisma d’Abruzzo.
    E ancora buona ricostruzione.

    Milvia

  9. nataliacastaldi ha detto:

    riprendo le tue parole e che sia una Pasqua di ricostruzione ed amore.

    un abbraccio cara Milvia.

  10. martafiumara ha detto:

    scrive proprio bene, Aitan:
    “…in ogni caso,
    in ogni casa,
    in ogni tenda,
    in ogni terra,
    in ogni senso…”

    buona Pasqua

  11. patrizius ha detto:

    Milvia, grazie ed auguoni anche a te, che sei una grande cuoca oltre che somma scrittrice….quindi
    m’ immagino….che pranzetto….
    ciao
    p.

  12. Cosimopiovasco ha detto:

    Grazie, carissima, auguroni anche a te…
    Baci, tuo
    Cosimo

  13. glodalessandro ha detto:

    Di fronte alle sciagure naturali l’unica cosa di si è consapevoli è abbracciare è il proprio respiro…
    e da li ripartire, e da li ricominciare con dignità e rispetto nei confronti della vita…

    “Forti e gentili”: mai simili parole son state così appropriate…

    Un abbraccio

    Glò

  14. Soriana ha detto:

    @Natàlia, Marta, Patrizio, Cosimo, Glò: grazie!

    @Marta: grazie per i bei fiori, che ingentiliscono la vita, e grazie anche per avermi segnalato le parole di Aitan.

    @Patrizio: “grande cuoca”, “somma scrittrice”…. Mamma mia, Patrizio! Mi commuovi!
    Il pranzetto, però, l’ho fatto al ristorante, con amici…

    @Glò: e tu, cara Glò, non smentisci quello che si dice degli Abruzzesi. Sei forte e gentile.

    Milvia

  15. ReAnto ha detto:

    Auguri e grazie per la email. Ciao!

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