Di ritorno

Lecce: statua di cartapesta(statua di cartapesta davanti a un negozio di un artigiano di Lecce)

Allora: la mia vacanzina nel Sud (prima di proseguire nella lettura, però, se non lo avete ancora fatto, leggete il mio post precedente, quello delle segnalazioni, se no, io, che segnalo a fare…).
La mia vacanzina, dicevo, è finita, e da ieri sono ritornata a casetta mia.
Che dire? Che mi sono innamorata del Salento e della sua gente. Lecce è una città splendida e ospitalissima.  Una città gentile, armoniosa, rilassante, che per molti versi, per la sua luce, per una sorta di magica atmosfera che ho percepito, mi ha ricordato la bellissima Siviglia. Credo, cosa che mi hanno confermato alcuni abitanti, che sia una città dove si vive bene, dove la qualità della vita è  ben più che accettabile. Certo, il mio soggiorno è stato molto breve, due giorni appena, e forse non è tutto oro quello che luccica… ma spero proprio di non essermi sbagliata.  Già un elemento positivo è che nel centro storico ci siano diverse librerie. E poi ovunque vai, se chiedi un’informazione, o se entri in un negozio, in un bar, in un ristorante, trovi sempre persone gentilissime e pronte a parlare della propria città, o a scambiare quattro chiacchiere, così, come se si fosse già amici. Non è la cortesia interessata e magari un po’ falsa verso il turista, no, è vera e propria cordialità e senso dell’ospitalità.  E poi quel barocco che trovi nelle chiese  e nei palazzi, quella bella pietra leccese con cui sono costruiti questi edifici e che dona alla città un colore leggermente ambrato, come d’oro sbiadito ma luminoso, che meraviglia… P1090767

(Basilica di Santa Croce)


E poi, lasciata Lecce, il mare salentino: un miracolo di colori, di limpidezza, e le spiagge, poi, molte attrezzate, è vero, ma punteggiate da dune che nonostante tutto danno al litorale un aspetto ancora un po’ selvaggio.
P1090879(… temporale in arrivo…)

 Sono stata quattro giorni in un posto minuscolo, che si chiama Marina di Pescoluse: un microscopico paradiso, dove a parte due alberghi, un ristorante, un tabaccaio-giornalaio e un bar alimentari, e molte graziose villette (spero non diventino troppe) non c’è null’altro. Un posto per stare tranquilli, insomma. E per riposare l’anima.

Solo un piccolo episodio, ha guastato per una mezz’oretta (ma se ci ripenso me la guasta ancora) la gradevolissima atmosfera della vacanza.
Ero a cena in un ottimo ristorante di Lecce, anzi, già che ci sono vi dico anche quale, così gli faccio un po’ di pubblicità, che se la merita: Trattoria cucina casareccia (Le Zie) via Colonnello Archimede Costadura 19.  Perché non è colpa dei ristoratori, se ho passato quella mezz’ora sgradevole. Ma il fatto è che accanto al mio tavolo, a un certo punto, si è seduta una famigliola: padre, madre e pargoletto sui 3 anni e mezzo, presumo. Tutti bellini, tutti carini, tipo pubblicità Mulino Bianco, per dirla. Appena arrivati il piccolo ha biascicato qualcosa, e mi è sembrato di capire la parola televisione. E allora: et voilà, da una scatola che il padre teneva in mano è uscito un aggeggio che, acceso, ha cominciato a gracchiare, per fortuna a volume basso. Non ho capito cosa fosse esattamente, non so se un televisore in miniatura o un micro lettore dvd.  Bene: il solerte papà l’ha posato davanti al piccolo il quale, per tutta la cena, non ha staccato gli occhi dalle immagini che il “coso” trasmetteva. Intanto la madre lo imboccava, e se il figlioletto non gradiva il boccone, slap!, non faceva altro che sputarlo nella solerte  mano della mammina. Da notare: hanno cambiato ben tre pietanze, ordinate dal piccolo. Che nessuna sembrava essere di suo gradimento… 
E le uniche parole scambiate fra i tre riguardavano appunto la scelta del cibo. Per il resto i genitori si limitavano a fissare il loro sguardo adorante (così era) sul prodotto dei loro lombi. 
Ecco, capite la mia irritazione? Fra dieci, quindici, vent’anni, cosa sarà diventato, quel bambino? Un ennesimo essere non pensante, egocentrico e superficiale.
Ah, non era leccese, la famigliola. Dalle poche parole che hanno pronunciato, l’accento era decisamente dell’Italia del nord.
Comunque questo è stato l’unico episodio sgradevole della mia vacanza.
E ora vi saluto, che devo riordinare un po’ la casa, devo. E anche innaffiare le piante.
E poi devo anche dire che ho fatto un po’ di fatica, a scrivere: mi pesano, quei morti di Viareggio…

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5 risposte a Di ritorno

  1. isabel49 ha detto:

    Visto che luoghi, che mare, arte e cordialità! Anch’io adoro il Salento, mio marito è di Salve, che si trova proprio vicino al posticino incantevole dove sei sta tu, cara Milvia. Il barocco di Lecce ha un fascino indiscutibile ed anche tutta la città. Il prossimo weekend, sarò da quelle parti, i miei consuoceri sono leccesi ed hanno una casa nei pressi di Santa Maria di Leuca, spero di non incappare in una famigliola come la tua, mi irritano persone così!
    Buona serata, un saluto affettuoso.
    Annamaria

  2. accipicchia ha detto:

    Prima di tutto voglio dirti che hai fotografato una bellissima statua; questa è di cartapesta ma mi ricorda moltissimo le splendide statue in legno del Trentino e dell’Alto-Adige.
    Bellissima, poi, la Basilica di Santa Croce. Conosco Lecce solo per la sua fama, ma deve essere una città straordinaria!
    Infine, quanto mi piacciono i tuoi “diari di viaggio”, è un piacere leggerti! Come è un piacere leggere i tuoi racconti, in rete e…a casa.
    Un carissimo saluto. Piera

  3. RenzoMontagnoli ha detto:

    Comunicato del 3 luglio 2009[..] Che fine ha fatto Patrizius? [..]

  4. cristinabove ha detto:

    Bentornata!
    Non smettere mai di viaggiare, Milvia! è troppo grande il piacere di sentirti raccontare dei posti visitati.
    Sarà perchè li osservi con l’anima.

  5. Soriana ha detto:

    @Piera: in effetti quella statua non pareva proprio di cartapesta…
    Per il resto che scrivi: grazie… Io, intanto, sto leggendo e rileggendo le tue bellissime poesie.

    @Annamaria: Che peccato! Se fosse stato la settimana scorsa avremmo potuto incontrarci…

    @Cri: Spero proprio di non smettere mai, di viaggiare… E grazie per la bella cosa che mi scrivi, non so se sia proprio così, ma mi piace che tu lo pensi.

    Un abbraccio a tutte e buon fine settimana.

    Milvia

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