Un venerdì sera

P1090965(Flavio Soriga al parco Moloise di Bologna il 3 luglio 2009)

P1090968(Giovanni Peresson e Flavio Soriga sempre in quel posto lì, come ho scritto prima)

Gli argomenti non mancano per scrivere  un post. No, non mancano davvero.

Vogliamo parlare del cosiddetto pacchetto sicurezza approvato dai nostri governanti… unicamente per il nostro bene? (A proposito, andate a firmare questo Appello)

Vogliamo parlare dei feriti della tragedia di Viareggio (una tragedia evitabile )? Di come il fuoco abbia reso non solo i morti, ma anche alcuni dei sopravvissuti irriconoscibili, tanto che li hanno sottoposti all’esame del DNA? Ma ci pensate… Come sarà la vita di quelle persone, da ora in poi? Al di là dei lutti che hanno potuto subire, al di là delle loro case distrutte, potranno mai accettare la trasformazione subita dal loro corpo, dal loro volto? Sinceramente, pensarci, mi causa una sofferenza grandissima. Il fuoco è davvero una forza distruttrice ineguagliabile… Forse peggiore di quella di un terremoto.

Già, il terremoto. Apprendo da una mia amica aquilana (che ha fra l’altro confermato quanto ha esposto Gattinoni nella sua lettera) apprendo, dicevo, che durante il G8 alla popolazione verrà vietato l’uso dei telefonini… Io spero che siano solo voci che girano, un passaparola senza fondamento… Lo spero, ma non lo credo. Ho paura che su L’Aquila e sui suoi abitanti si stia veramente facendo una sorta di prova generale di restrizioni della libertà.

Bon. Allora, direte, alla fine di che parli, in questo post?
Di come ho passato il venerdì sera, vi parlo. Perché credo che sia anche giusto e costruttivo parlare di cose belle, e di chi, con la sua arte e le sue parole cerca di farci non solo pensare, ma anche farci passare momenti gradevoli. Altrimenti, scusate, ma  si vivrebbe solo nella merda.

Allora: oggi pomeriggio sfoglio Repubblica e vedo che questa sera (ieri sera, per voi che leggete) a Bologna ci sarà un reading con  lo scrittore sardo Flavio Soriga  (mi ripeto per l’ennesima volta: Flavio, insieme a Cristiano Cavina e Fabio Geda è fra i miei tre giovani autori preferiti) e il chitarrista cantante Giovanni Peresson che non conosco, ma mi va benissimo, che se è in coppia con Flavio Soriga bravo deve essere per forza.  E poi scopro, facendo un po’ di ricerche, che il tutto  è a cinque minuti a piedi da casa mia, in un parco che però non ho mai sentito nominare, perché è sotto il ponte della ferrovia, e uno pensa che sotto il ponte della ferrovia non ci sia niente di bello, tanto meno un parco. E invece c’è, ed è anche carino, e poi sotto il ponte, cioè, nella pancia del ponte,  potrei dire, c’è un circolo, non so come si chiami, con bar e tutto, gestito da signori anziani molto gentili. E’ proprio lì che  riabbraccio Flavio, l’ultima volta lo avevo visto a Torino.
E così, poi, vado nel parco: nel pubblico solo giovani. Mi trovo spesso, in questa situazione. Vado a vedere uno spettacolo e sono la più vecchia, ma ampiamente la più vecchia: ma i miei coetanei che fanno? Boh… Comunque non è che mi trovo a disagio. Mi domando, solamente.
Il reading ha un titolo:
STORIA PORTATILE DELLA POESIA UNIVERSALE, e  (riprendo direttamente dal blog di Flavio Soriga) parla di molte cose, Montale e la poetica del PD, Palazzeschi e Carrasecare, Enzo e Benvenuto Lobina, Cechov, il dottor Cechov.  Che il dottor Cechov è un pezzo di Paolo Nori, e ne fa anche un altro, di Paolo Nori, Flavio. Paolo Nori non è fra i miei tre giovani autori preferiti,  solo perché, avendo superato i quaranta è fuori da questa categoria.  Anche un brano di Aldo Nove, ha letto Flavio e poi uno bellissimo di
Sergio Atzeni
che per gli scrittori sardi è un icona. Mi ha particolarmente colpito, il brano di Atzeni, perché il suo personaggio, una ragazzina, racconta le emozioni che prova mentre nuota, e subito mi è venuto in mente che proprio in mare, Atzeni, è morto.
A ogni lettura di Flavio Soriga si intervallava la musica. E avevo proprio pensato bene: Giovanni Peresson è un ottimo cantante e chitarrista. Canzoni belle, più appartenenti  alla mia generazione, che a quella presente fra il pubblico. Quanto tempo era che non sentivo cantare live  Ho visto anche zingari felici di Claudio Lolli…

Beh, amici cari, è stata una serata molto più che gradevole. Proprio bella, è stata. Io, poi, adoro come Flavio legge. Ha un modo tutto suo, di leggere, un po’ urlato, ma non fastidioso, un po’ sincopato… Insomma, a me piace un sacco.

Ma non è che io sono un po’ pazzerella, e fuori dal mio tempo, visto che mi ritrovo spesso ad assistere a spettacoli dove tutti potrebbero essere quasi (quasi, dico) miei nipoti?  Mah… Domanda senza risposta…

Dimenticavo: Il reading è stato organizzato dalla neonata associazione ISKIDA, associazione culturale Sardo-Bolognese, sorta dall’esperienza del comitato Bologna per Soru, di cui vi parlai in altra occasione. Di questa associazione vi racconterò più dettagliatamente quando su di essa avrò più elementi.  Il nome, in sardo, significa: sveglia! E mi piace, questo nome. Mi sembra pregno di significato.

Mamma mia! Sono quasi le due (di notte, è ovvio…).  Ora pubblico il post e vado a dormire. Domani…emh  emh…altro viaggetto:  in Romagna, vado a trovare mio figlio, e poi farò un po’ di mare, e domani sera, altro grande, anzi, grandissimo: Franco Battiato, in concerto a Riccione, nell’ambito della ormai collaudatissima manifestazione rivierasca La Notte Rosa.
Mi ricordo la Notte Rosa del 2006 (credo la prima edizione). Una serata in cui ero un po’ triste, ricordo. Un po’ giù, insomma. Ma domani sera non sarà così.
Ritornerò domenica sera: lascio a casa il mio IBook, quindi a risentirci a lunedì. E buon fine settimana a tutti. A proposito: si dice BUON fine settimana o BUONA fine settimana?

E preparatevi ad altri miei viaggetti, prossimamente…

Direttamente pescati da Youtube:

Giovanni Peresson
e

Puzzidda (cioè: che schifo)

 Ma non è sul S.B., però.

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4 risposte a Un venerdì sera

  1. isabel49 ha detto:

    Sempre super impegnata, che bello!!
    Sai cara, che la stessa domanda me la sono posta anch’io del fine settimana, poi ho dedotto che fine settimana è maschile, per cui buon… anche perchè suona meglio.
    Se abitassi a Bologna, ti seguirei a ruota.
    Divertiti, un bacio.
    Annamaria*

  2. anonimo ha detto:

    Sei persona da ammirare e imitare ,mai paga ,sempre attenta e profonda verso tutto e tutti,in ricerca ..e spingi anche me,un poco avviluppata su di me oggi ,a darmi un andy.Ciao
    Tinti

  3. patrizius ha detto:

    Grazie Milvia, per la tua visita.
    Buone cose anche a te.
    patrizio

  4. Soriana ha detto:

    @Annamaria e Tinti:Siete sempre così carine e gentili e avvolgenti e tanto tanto generose, nei vostri commenti, che mi illuminate il giorno.

    @Pat: cerca di tornare presto, magari con una delle tue belle poesie.

    Milvia

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