Tanks you, Graziano!

P1100116(Vaneese Thomas: Porretta Soul Festival 24 luglio 2009)

P1100273(Solom Burke Porretta Soul Festival 25 luglio 2009)

(Scusate la cattiva qualità delle foto, ma la mia macchina continua ad avere problemucci)

Prima di iniziare il post vero e proprio una … piccola informazione di servizio: è uscito il nuovo numero di Arteinsieme e ancora una volta devo ringraziare Renzo Montagnoli per aver pubblicato un mio racconto. Un po’… spaventoso, forse, ma è l’ultimo nato. Potete leggerlo cliccando su:
La fatica di odiare

E ora, l’argomento del giorno!

Ehi, la sentite la musica? Ne sentite il ritmo, il martellare, la gioia, l’entusiasmo, la frenesia, la magia? No????  Allora entrate con me nel Rufus Thomas Park!!!
Quiiiiiii!!!!!

Sta per iniziare il più importante festival soul di tutta l’Europa! Il Porretta Soul Festival!!!!

Per l’esattezza è iniziato da tre giorni, e questa sera, purtroppo, terminerà.  E io, come ogni anno, da tanti tanti anni,  ci sono, e mi sto ricaricando le batterie. 
Io credo che solo chi ha assistito a questi concerti possa capire appieno come sia l’atmosfera del piccolo paese dell’appennino tosco-emiliano in questi giorni. Forse l’ho già scritto in altri post

dedicati al Festival :Qui
 e

Qui

ma sembra che anche i muri delle case suonino, e potrei quasi giurare di aver visto ballare e saltellare sull’acqua i pesci che  vivono nel Reno, il fiume che attraversa  Porretta.
Sweet soul music… Dolce musica dell’anima, e ritmo, e partecipazione, e voci leggendarie. Ecco, mi ritrovo qui, ora, in questo pomeriggio domenicale, nella mia camera d’albergo, e nella testa e nel cuore, e sotto la pelle e nel sangue mi sta scorrendo musica.  La splendida voce della splendida Toni Green, e quella di Vaneese Thomas (la figlia minore del mitico Rufus, e la mia preferita, fra i suoi fratelli Carla e Marvell, pur molto bravi), e le voci di Spencer Wiggins, e i suoni della grande, grandissima orchestra di Austin de Lone… E poi, l’apoteosi: Solomon Burke. Oh, gente, dovevate esserci, ieri sera! Solomon Burke: classe 1936, 21 figli, 90 nipoti, 19 bis nipoti, sui 160 kg, io credo. Ma che voce!!!!  Mi chiedo… mi chiedo ma come fa un uomo di quel peso a farsi uscire una voce così.  Un grande, grande grande cantante e uno show man unico.  E’ seduto sul suo trono (che è senz’altro molto scenografico, ma è dovuto anche alla sua impossibilità a muoversi a causa dell’obesità)  e attira occhi, orecchie, anima degli spettatori (del popolo di Porretta, come ci piace chiamarci) come una calamita. E a poco a poco il palco si riempie di gente, e tutti si balla, e sembra davvero che tutti esplodiamo di felicità e che in quel momento ci amiamo tutti, conosciuti e sconosciuti. E’ bellissimo, entusiasmante, irreale, è vero, ma per un po’ di tempo sembra proprio che sia così. Ci sono rose rosse, attorno al trono di Solomon, che a mano a mano vengono distribuite alle donne che stanno sopra e intorno al palco. La mia è ora infilata in una bottiglietta di plastica, qui, accanto al Mac. 
La serata sta per terminare. Lentamente, sempre ballando, torniamo… con i piedi a terra, recuperiamo gli zainetti abbandonati sulle scalinate del parco, mentre una lunghissima versione di When The Saints Go Marching In ci accompagna. Sono circa le due e mezza di notte: usciamo, i miei amici e io abbiamo ancora il sorriso sulle labbra e gli occhi ci brillano, così come a tutte le persone che hanno assistito alla splendida serata.  Troviamo ancora il tempo per bere una birretta. Stiamo bene, non sentiamo neppure la stanchezza. Il Porretta Soul Festival non nuoce alla salute, tutt’altro:  è un energetico puro. E non ha danni collaterali.

Quindi chiudo dicendo di tutto cuore: grazie, Graziano Uliani!  Grazie per aver inventato e per portare avanti questa iniziativa che è un vero e proprio polmone verde in un mondo che sta diventando sempre più grigio.

Mi rendo conto, rileggendo, che, oltre a essere un po’ sgangherato come grafica (connessione lenta che mi combina pasticci) questo post non ha dato l’idea di cosa sia veramente questa manifestazione. Mi affido allora alle parole di Tony Rounce, grande studioso della musica soul e del suo mondo che scrive:

I concerti e gli appuntamenti di assoluta qualità del cartellone del Festival e la bellezza dei luoghi in cui si svolge, rendono il Porretta Soul Festival unico nel suo genere e nessun altro evento al mondo può reggere il confronto….
… Frutto genuino di un amore sincero per il mondo del Soul da parte del promoter Graziano Uliani e della sua squadra il Porretta Soul Festival può essere descritto semplicemente come fantastico. Non riesco a pensare a nessun altro luogo più bello dove stare in luglio se non seduto nel Rufus Thomas Park a Porretta Terme a godere musica straordinaria in mezzo a gente straordinaria.

Comunque, chi volesse vedere sul proprio pc le serata del festival può farlo grazie alla rete Lepida, collegandosi a www.lepida.tv
oppure a:
www.regione.emilia-romagna.it

Voglio pure segnalare un libro (gentilmente dato in omaggio agli abbonati dagli organizzatori del Festival):
Peter Gularnick: Sweet soul music (Arcana edizioni)
Ho iniziato a leggerlo  e mi sembra un ottimo lavoro per poter meglio comprendere non solo la musica soul, ma anche la storia dell’emancipazione dei neri d’America.

GRAN FINALE!!!!!!

Solomon Burke: Everyboody needs somebody

When the Saints go marching in

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3 risposte a Tanks you, Graziano!

  1. uskaralis07 ha detto:

    Cara Milvia ho appena finito di leggere “La fatica di odiare”: un corto duro e splendido per stile e contenuto. Quasi glaciale!Franco Seculin

  2. accipicchia ha detto:

    Milvia cara, il tuo entusiasmo diventa l’entusiasmo di chi ti legge.
    Sei giovanissima!
    Non ho ancora letto il tuo racconto, ma lo farò senz’altro.
    Un abbraccio. Piera

  3. Soriana ha detto:

    @Franco: sono molto felice che il mio racconto sia stato apprezzato da un sensibile appassionato poeta quale tu sei. Grazie! E benvenuto nella mia casetta.

    @Piera: Sai, Piera, l’entusiasmo, a essere lì, è inevitabile… Bel complimento quel “sei giovanissima!” Una giovanissima che fra poco compirà 63 anni…
    Ricambio di cuore l’abbraccio e ti ringrazio.

    Milvia

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