Seneghe, la magia

P1060681(Flavio Soriga, ideatore e organizzatore insieme alla sorella Giovanna Paola, di un piccolo gioiello: Cabudanne de sos Poetas). Ho recuperato una vecchia foto già pubblicata nel blog, perché Splinder non mi accetta più foto nuove (Grrrrrrrrrrrr)

Sto scrivendo la bozza della prima parte del post dal treno che da Pisa mi sta portando a Firenze. Poi con un altro treno farò ritorno a casa. E domani ancora, ancora un treno, per Mantova questa volta…  Ebbene,  devo confessare una cosa: quasi quasi non avrei voglia di partire, quasi quasi non vorrei più andarci, a Mantova.   La colpa è di un piccolo incantevole paese sardo che mi ha ospitato per quattro giorni.  Innamoramento, il mio. Innamorata delle case, degli abitanti e del piccolo Festival di poesia che mi ha regalato emozioni così forti che non vogliono, che sembra non possano lasciar spazio ad altro.

Alcuni giorni fa un amico, sapendo che sarei andata a Seneghe per assistere a Cabudanne de sos Poetas, mi ha detto: i Festival non servono a niente. Libero, il mio amico, di pensarla così.  Ma non mi sento di condividere il suo pensiero. Soprattutto se penso a questa mia ultima esperienza. In questo piccolo Festival della poesia (e sottolineo poesia,  che non è certamente un prodotto di consumo popolare) tutti gli abitanti di Seneghe si sentono coinvolti, giovani, vecchi, bambini. L’impressione che ho avuto è che i Seneghesi siano tutti poeti, ragazzi, bambini, vecchi. E le case, sono poesia: quelle case dove si viene invitati, così, per senso di ospitalità, di gentilezza, a bere un mirto, un caffé. E entri nella stanza e ci trovi  magari Franco Loi che sta parlando con i padroni di casa, e parla di poesia e di anima. E poi ti guardi intorno e scopri che anche le pareti sono poesia, con le foto incorniciate, foto in bianco e nero di nonni, bisnonni, famiglie intere vissute all’inizio del secolo scorso, dai visi fieri, belli. A me sembra che dalle mie parti questa usanza si sia perduta, che alle pareti non ci siano le fotografie degli avi, mi sembra. E, mi sembra, che tenerle lì, come usa ancora a Seneghe e credo in tutta la Sardegna, perché le ho viste anche a Uta, sia una cosa bella,  sia poesia, sì.  Che questa cosa delle foto, sostanzialmente, non ha a che fare con il Cabudanne, ma contribuisce a renderne più magica, e intima, e famigliare l’atmosfera.
Ecco, mentre scrivo, mi è venuto in mente questo termine: intimità.  E’ intimità che si crea fra gli artisti invitati al festival, gli spettatori, gli abitanti del paese. E ci si ferma a chiacchierare, noi e loro, per le strade strette, nei bar, nei giardini delle case. Sì, Seneghe, come ha scritto Lella Costa, è un miracolo. Non solo per l’elevato valore degli ospiti ( da Giulio Angioni a Gabriella Caramore, da Franco Loi a Milo De Angelis, da Bruno Tognolini al poeta e traduttore Marc Porcu, di padre sardo, nato a Tunisi e residente a Lione, da Ascanio Celestini a….  Tanti sono stati gli artisti che mi hanno emozionato, a Seneghe. Tutti gli incontri sono stati un bellissimo regalo. Un pensiero a parte vorrei riservarlo a tre grandi in paticolare: a  Paolo Nori, che ogni sera divideva con noi i suoi diari di Seneghe (e mi piaceva tanto vederlo mentre prendeva appunti sul suo taccuino, durante gli incontri degli altri ospiti), diari ironici, divertenti, e intelligenti, e commoventi, anche. Potete ascoltarli anche voi, se volete, anzi, mi piacerebbe tanto che lo faceste. Cliccate qui: I Diari di Seneghe  ;e a Lella Costa e Paolo Fresu, che con un reading poetico musicale hanno presentato "Versus" il libro di poesie di Sergio Atzeni: qui il festival ha davvero raggiunto l’apice , è stato qualcosa, questo incontro, di indicibilmente bello.  E se mi ero commossa ascoltando le parole di Paolo Nori quando nel suo ultimo diario (non ancora on line) salutava Seneghe, mi sono commossa non solo ascoltando i versi di Atzeni, sottolineati dalla musica di Fresu,  ma pure quando Lella Costa ha ricordato Teresa Sarti, e l’ha ricordata piangendo, perchè Teresa era una sua grande amica.

Ecco, intimità con la poesia, intimità con questi grandi artisti, e con le case, e con i luoghi dove si svolgono gli incontri ( e se uso ripetutamente la parola incontri è perchè, in questa occasione la preferisco a "eventi": incontri, sono, come bellissimi incontri fra amici). Ecco perchè all’inizio ho scritto che quasi quasi non vorrei andare a Mantova.  Senza nulla togliere al Festival Letteratura, che rimane una ottima manifestazione culturale, ora che conosco il Festival di Seneghe so già che non potrò fare a meno di paragonare gli eventi di Mantova agli incontri del festival di poesia del piccolo paese sardo. Ecco, mi viene in mente questo paragone, mi vengono in mente due immagini: una chiesetta romanica e una grande cattedrale gotica; bellissime entrambe, ma forse, guardando la prima, ci si sente più vicini a Dio, qualunque nome abbia questo Dio  per noi.

I festival non servono a niente, mi ha detto il mio amico: io dico che il Festival di Seneghe serve, perchè è come abbeverarsi a una fonte di gioia.

E poi ripenso  ai nomi, per me esotici e  magici dei luoghi dove si sono svolti gli incontri. Sa Prentza de Murone, S’Arruga de Putzu Arru, Partza de Sos Ballos. Non trovate che sono poesia anche questi nomi? E poi come sono belli, quei luoghi…. 
E poi, poi sapete un’altra cosa che è successa a Seneghe? Ancora una volta amicizie virtuali si sono trasformate in amicizie reali: sono stata tanto felice, infatti, di incontrare Piera (http://imuliniavento.splinder.com/) e la sua bella famiglia,  Savina (http://savinadoloresmassa.splinder.com/) e Antonio Pinna    ( http://scriptorhumilis.splinder.com/ ). Mi spiace che con Savina e Antonio abbia avuto un incontro molto breve ( ma l’impressione è stata ottima); ho avuto però modo di trascorrere più tempo con Piera: Piera, Piera Maria Chessa è proprio come appare nel suo blog e nelle sue poesie: una grande donna. Un altro regalo del Web.

Prima di finire, prima di preparare la valigia… mantovana, un’ultima cosa. Un grazie, un grazie grande come la luna, il sole e tutto il firmamento: grazie di cuore per la sua generosità, e simpatia, e gentilezza e amicizia alla splendida famiglia Soriga: a Raffaela, a Elio, a Flavio e a Giovanna Paola.  A Raffaela per avermi parlato di Seneghe e avermi convinto ad assistere al Festival, a Elio, che, insieme a Raffaela,  si è preso cura di me, a Flavio e Giovanna Paola che del festival sono i principali ideatori e organizzatori, a tutti e quattro per avermi ospitato nella loro bella casa di Uta, e avermi fatto sentire parte della famiglia.  Chi l’avrebbe detto che un giorno avrei dormito nella casa di uno dei miei (tre)giovani scrittori preferiti?  E a proposito: anche Giovanna Paola, che di Flavio è la sorella, scrive in maniera eccellente. Ho letto un suo racconto e alcune poesie: caspita, se ha del talento, quella ragazza! 

Ci sarebbero altre cose da dire, dovrei dire delle tante scoperte che ho fatto in questi pochi giorni di una cultura che non conoscevo, di tradizioni che non conoscevo: la Sardegna mi affascina, è una terra diversa da ogni altra che ho conosciuto. Ma è ormai mezzanotte, e mi fermo qui,
Se volete leggere qualcosa di più approfondito sul festival ecco, andate  in Settembre dei Poeti

Ed ecco a voi, un piccolo assaggio di

Flavio Soriga

 

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18 risposte a Seneghe, la magia

  1. MutterCourage ha detto:

    Sull’onda di questo post ricco e coinvolgente, della lettura di Flavio Soriga della poesia “Amore” (travolgente la chiusa) ho scoperto che la rete serba altre ‘chicche’, come questa: http://www.youtube.com/watch?v=Wf8T_CcsKOE
    Grazie!

  2. anonimo ha detto:

    Ehi, quanto entusiasmo!
    Bene, però i tuoi amici di Bologna si ingelosiscono.
    Bacio
    Mirella

  3. isabel49 ha detto:

    Sei una cronista eccezionale, ho letto tutto d’un fiato questo resoconto carico di passione.
    Grazie per aver inserito il video di Soriga, stupenda poesia, coinvolgente e emozionante.
    Buon proseguimento!
    Un abbraccio grande.
    Annamaria

  4. anonimo ha detto:

    Milvia!, ma che scrivi? Seneghe, raccontato da te, sembra il Paradiso! Come ha detto isabel49 sei una cronista eccezionale!. Ho aperto solo ora il tuo blog e con piacere leggo il tuo diario su Seneghe, è bellissimo ciò che hai scritto sul festival, è bellissimo il fatto che anno dopo anno le persone che si innamorano di Seneghe aumentino, ma hai esagerato con la mia famiglia. Ho provato grande simpatia per te subito, quando ti ho conosciuto a Mantova, ora dopo il tuo soggirno sardo con noi, oltre alla simpatia, aggiungo: “ti vogliamo bene”. Un grande abbraccio dai Soriga Pani.

  5. accipicchia ha detto:

    Carissima, anch’io ho letto tutto d’un fiato il tuo post e mi è sembrato di vivere il Festival per la seconda volta. Ogni cosa che hai scritto sento di condividerla, la riassaporo attraverso il tuo linguaggio appassionato. Sì, è stato bello, bello per gli ospiti, di grande spessore, bello per le atmosfere, per gli angoli suggestivi del paese, bello perché ben organizzato, con il contributo di tutti, ho visto persino bambini intorno ai dieci anni darsi da fare tra le sedie. Ed è stato bello perchè ho conosciuto te e ho potuto condividere momenti molto coinvolgenti.
    Che dire ancora? Il Festival si è concluso, ci ha senz’altro “dato” e “arricchito”, aspetteremo il prossimo anno per nuove emozioni, ma restano le belle amicizie, la nostra, la tua con Raffaela, con Flavio, con Giovanna Paola, con Elio, e con tanti altri.
    Ora è bene che chiuda, ma tante cose ancora vorrei dire…
    Ti dico semplicemente “grazie”.
    Un abbraccio.
    Piera

  6. Soriana ha detto:

    @Anna Maria: Flavio è un vulcano, un fuoco d’artificio, ascoltarlo leggere è una cosa straordinaria. (E straordinari sono i suoi libri…). Grazie per la “chicca” che hai segnalato.E grazie per il commento.

    @Mirella: Mirellina! Niente gelosia…. Come si dice? Nel mio vecchio cuore c’è spazio per tutti…

    @Annamaria:: Cara Annamaria… Il merito è tutto di quel gioiello di Festival, che fa parlare anche i muri…. Grazie di cuore!

    @Famiglia Soriga-Pani: Ah, ma allora mi volete proprio fare piangere? Nessuno esagerazione, nel descrivervi: siete fantastici!!!! E…Seneghe è il Paradiso…
    Un abbraccio forte forte.

    @Piera: Sono io che ti dico grazie. E spero che ci vedremo presto. E già che ci sono, vorrei dire che anche la tua famiglia è bellissima.
    Un bacione grosso.

    Milvia

  7. PannychisXI ha detto:

    Seneghe, quando si conclude, lascia orfani in giro per le strade. Ogni anno è così: si va via soffrendo. Baciando Franco Loi, ogni settembre più pallido, ma che mi abbraccia sempre con la sua voglia di corteggiare intatta. Si va via con malinconia. Poi si torna, Milvia, trascorso il Natale e il Carnevale e la Pasqua e i compleanni e l’estate. A sentire le campane di Seneghe, compagnia dei poeti.

  8. Soriana ha detto:

    @Savina: bello bello e poetico, il tuo commento. Spero che il prossimo anno potremo conoscerci meglio. Un bacio.

    Milvia

  9. anonimo ha detto:

    Non esageri, Milvia, non solo perché non usi superlativi ma dici solo un po’ di quello che provi in un luogo e in un’occasione come questa. Anch’io mi chiedo che cosa succede ogni anno a Seneghe. Quest’anno ho conosciuto Angioni e Tognolini e reincontrato i vecchi come Franco Loi. Non ho mai amato la lingua sarda come ascoltando quel campidanese incredibile di Tempus di Giulio Angioni. E le filastrocche di Tognolini, e di nuovo i diari di Nori…

  10. Soriana ha detto:

    @Anonimo: caro/a Anonimo/a, che con me, mi sembra di capire, hai condiviso il miracolo di Seneghe, chi sei?

    Milvia

  11. cristinabove ha detto:

    mi piacerebbe molto dare queste splendide conoscenze de visu, ma mi basta anche sentirle raccontare da te. con l’entusiasmo e la scorrevolezza che caratterizza la tua scrittura.
    letto tutto con grande piacere.
    grazie
    cri

  12. Soriana ha detto:

    @Cri: tu a Seneghe, cara Cri, potresti essere la regina della poesia. Ciao!

    Milvia

  13. anonimo ha detto:

    Ciao Milvia, il tuo bel post su Seneghe primeggia sulla mia pagina di Facebook e su quello di tutte le mie amiche. Se vuoi vai sul blog di Bruno Tognolini, anche lui parla di miracolo a Seneghe. Lo consiglio anche a tutti quelli che si sono innamorati di Seneghe e del suo festival.

  14. anonimo ha detto:

    Ho dimenticato di firmare Il suddetto commento
    Raffaela

  15. Soriana ha detto:

    @Raffaela: cara, cara Raffaela… avevo capito, sai, che eri tu… Grazie per avermi segnalato l’articolo di Bruno Tognolini. Le ho lette con piacere, mi hanno fatto ritornare a Seneghe. Lo segnalerò su un prossimo post.
    Un abbraccio a te e alla tua bella famiglia.

    Milvia

  16. Soriana ha detto:

    @Raffaela: cara, cara Raffaela… avevo capito, sai, che eri tu… Grazie per avermi segnalato l’articolo di Bruno Tognolini. Le ho lette con piacere, mi hanno fatto ritornare a Seneghe. Lo segnalerò su un prossimo post.
    Un abbraccio a te e alla tua bella famiglia.

    Milvia

  17. Soriana ha detto:

    Splinder oggi ha le paturnie… Non pubblica e poi replica… Mah, che senta il cambio di stagione?

    Milvia

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