Un po' di cose

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Oggi (mentre scrivo sono quasi le cinque del pomeriggio) il cielo è grigio, il mare è grigio e immobile.  Se non fosse che sto scrivendo… au bord de la mer, in costume da bagno,  potrebbe essere, questo, il grigiore che attualmente sta ricoprendo una spiaggia italiana.
Allora ne approfitto per scrivere qualche cosina.

Ieri ho fatto una scoperta: vedete la foto che apre il post?  Sembra un insieme di legnetti uniti per rappresentare una specie di cavalletta, vero? E invece… proprio di un insetto, si tratta. Una cosa così non l’avevo mai vista. Era appoggiato su un masso in riva al mare, e io lo avevo preso appunto per un insieme di bastoncini. Poi vedevo che la gente si fermava e fotografava. Allora ho riguardato, gli ho visto pure gli occhietti è… brrr… ho capito.  Certo che se me lo trovassi in camera, un esserino così, non so che farei. Io ho la fobia degli insetti. E questo qui sarà stato lungo una decina di centimetri. Certo che la natura è veramente grandiosa. Per tutto c’è una ragione, tutto è motivato. Il poverino probabilmente era stato piazzato su quel masso da qualche umano, perché il suo vero habitat è dove c’è della vegetazione, e dove, quindi, può mimetizzarsi in maniera perfetta. Dove, infatti, il bagnino lo ha riportato.

L’altro giorno sono andata in città. Mi piace molto, Phuket Town.  Anche se per le sue strade si aggirano molti turisti, conserva ancora un’atmosfera  genuina. Mi piace moltissimo entrare nei negozi di ferramenta e soffermarmi a osservare oggetti che non so bene a cosa servano, sedermi in un locale frequentato solo dai thai per uno spuntino,  girovagare senza meta, perdendomi fra i vicoli e fra i sorrisi della gente,
inalare gli odori della frutta e del pesce essiccato  esposti sulle bancarelle del mercato, che non sono poi gradevolissimi, questi odori, ma a me piacciono, perché comunque fanno parte di questo ambiente che ho imparato a conoscere e ad amare.
E poi mi piace prendere il songthaew, che sarebbe l’autobus pubblico: un camioncino coloratissimo provvisto di panche, utilizzato soprattutto dai locali, ma anche dai turisti. Gli italiani che lo prendono, in verità, sono molto pochi, però.  L’autobus si ferma a richiesta, carica anche merci non accompagnate, e mi piace il fatto che quando un passeggero sale tutti lo salutino e si stringano per fargli posto.  Insomma, una situazione molto diversa da quella che viviamo sui nostri efficienti, ma asociali, mezzi pubblici.

Anche se sono a migliaia di chilometri dall’Italia, grazie a Internet, non sono tagliata fuori da quello che succede nella mia amata (a volte odiata) Patria. Non toccherò alcun argomento politico, per non amareggiarmi. Ma voglio segnalarvi alcuni link di siti in cui si parla di una sorta di diatriba che si sta scatenando ultimamente nel mondo letterario e di cui sarete probabilmente a conoscenza.  Il protagonista è uno scrittore che stimo molto: Paolo Nori. Conosco Paolo personalmente, e oltre a considerarlo un bravo scrittore, gli sono anche affezionata, e penso sia una persona dotata di una onestà intellettuale assoluta.  Il nodo della questione è che Nori ha iniziato tempo fa a collaborare con Libero. E allora… ecco tuoni e fulmini su di lui…
Certo, materia di discussione ce n’è, ma mi sembra che molti argomenti dei detrattori dello scrittore parmense siano facilmente confutabili.
Comunque, per chi non avesse seguito la vicenda ecco i link per aggiornarsi:

http://www.paolonori.it/riassunt/   

http://libri-parma.blogautore.repubblica.it/2010/01/21/paolo-nori-recensioni-pericolose/

http://georgiamada.splinder.com/post/22074300

(Leggete anche tutti i commenti, qui da Georgia…)

Mentre il giorno sta ormai morendo vi lascio, amici cari, con una poesia che mi ha regalato una persona davvero speciale. Di lei ho parlato altre volte. E’ stata la mia insegnante di lettura ad alta voce, è una bravissima lettrice, doppiatrice, scrive bei racconti e da poco ho scoperto che possiede anche l’arte di… poetare. E lo fa in maniera egregia.  Il suo nome? Margaret Collina!  La sua poesia? Questa:

Quest’anno

Quest’anno a nessuno
posso scrivere
sonetti d’amore:
solo pietre nell’anima
nebbia e fango
dietro la finestra chiusa.
Il vuoto tra le labbra,
silenzio intorno
ai miei sogni oscuri.
 
Quasi sconosciuto,
a te solo
vorrei mandare uno scritto
perché tu solo
leggendo capiresti.
 
A te che non voglio amare.
Eppure unico
nei miei pensieri:
vagando talvolta
a ricordarmi
che ancora
potrei trovar pace
al semplice calore
d’innocenti braccia.

Ah, ancora un’ultima segnalazione: sul numero di Arteinsieme, che Renzo Montagnoli ha appena messo on line,  c’è la poesia di un mio amico riminese, Paolo Rodriguez.
Potete leggerla

Qui

Nonostante il grigiore odierno, qui è sempre estate, almeno come temperatura…
E allora ecco:

Mungo Jerry: In the summerime

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20 risposte a Un po' di cose

  1. margueritex ha detto:

    grazie cara Milvia: non merito le tue bellissime parole.
    Io scrivo versi e versacci solo eccezionalmente.
    E solo pochissimi li conoscono.
    Ma questa poesia è tua e dei tuoi lettori.
    Un abbraccio…sento un po’ la tua mancanza, ma visto che la prossima settimana nevicherà ancora…continuo a invidiarti!!!
    maggie

  2. Soriana ha detto:

    Maggie:  io penso invece che le meriti, le mie parole, anzi, ne meriteresti altre ben più importanti delle mie.
    Ancora neve???? Brrrrrr!!!!!

    Milvia

  3. RenzoMontagnoli ha detto:

    Comunicato del 21 gennaio 2010[..] L’aggiornamento di Arteinsieme. Viaggio in Thailandia. Vita vissuta: Bologna 1943. [..]

  4. uskaralis07 ha detto:

    Cara Milvia: ovunque tu sia, quando racconti, ricordi o ci fai conoscere le persone che ti sono care è sempre un vero piacere leggerti.Franco

  5. anonimo ha detto:

    Mi piace molto la poesia di M:Collina ,Grazie ,grazie di tutto.Tinti

  6. anonimo ha detto:

    Ciao Milvia!
    Un saluto veloce, è sempre un piacere passare nel tuo blog.
    Goditi qusto caldo che qui fa un freddo cane, davvero.
    Un abbraccio
    rosy

  7. cristinabove ha detto:

    ciao, Milvia, l’insetto-stecco c’è anche da noi, raro.
    La cosa che colpisce di più è la sapienza della naturache perfino gli arti ha disclocato in maniera asimmetrca, proprio come gli sterpi.
    Mimesi formidabile!
    Per il resoconto giornaliero sei impareggiabile, pare di essere lì con te.
    Grazie!
    un abbraccio.

  8. anonimo ha detto:

    Solo un brevissimo ringraziamento. Dall-albergo non riesco a connettermi, e qui all< internet point la tastiera tailandese mi fa morire…
    Milvia (Sloggata)

  9. isabel49 ha detto:

    Cara Milvia, non conoscevo lo strano insetto, anch’io credevo fosse uno stecco, uno strano legnetto secco. Visiterò il sito di Paolo Nori grazie per la segnalazione, sei sempre super informata.
    La poesia che proponi di Margaret Collina è dolcissima e ricca di significato.
    La tua cronaca è sempre così interessante, sembra di essere in Thailandia con te.

    A presto.
    bacioni
    annamaria

  10. anonimo ha detto:

    Ciaoo,
    l’insetto stecco!! incredibile vero?  io l’ho trovato, in campagna, non lontano da roma, è credo, infatti, un animale tropicale più che altro, quindi chissà cosa ci faceva da queste parti!! non ci volevo credere che non fosse un pezzetto di ramo fino a a quando non si è mosso!
    beh quell’atmosfera che descrivi mi piace tantissimo….
    ciao milvietta, stai bene
    maria

  11. albertocarollo ha detto:

    Sempre prodiga di pensieri e link per i tuoi lettori, cara Milvia.
    E’ un piacere leggere i tuoi resoconti.
    Pure io ho una fobia per gli insetti, specialmente le cavallette.
    Solo guardare la foto mi ha fatto sudare le mani.
    E dire che quando correvo le maratone mi chiamavano "insetto stecco" per la mia magrezza!
    😎

  12. Soriana ha detto:

    Renzo: grazie, Renzuccio!

    Milvia

  13. Soriana ha detto:

     

    Franco: sono molto contenta delle tue visite, sai? Grazie di cuore.

    Milvia

  14. Soriana ha detto:

    Tinti: mi fa davvero piacere che tu l’apprezzi. Margaret è veramente una bravissima poetessa, ma le piace stare un po’ nascosta… Peccato.

    Milvia

  15. Soriana ha detto:

    Rosy: Oh, Rosy, quante volte ti penso… Vorrei chiederti tante cose. Anzi, mi piacerebbe che tu scrivessi, se vuoi, a dieci mesi dal terremoto, qualcosa per tutti noi. Ti scriverò al mio ritorno. Un bacio a te e a bimbi.

    Milvia

  16. Soriana ha detto:

    Cri: Non lo sapevo… E se lo incontro? Aiuto! A parte gli scherzi, hai perfettamente ragione: la natura è fantastica. E grazie, naturalmente.

    Milvia

  17. Soriana ha detto:

    Maria: ciao, cara. L’insetto-stecco si sarà venuto a fare un goccetto di Chianti per dimenticare il suo aspetto. Ora che ci penso mi fa venire in mente uno dei personaggi de Il mago di Oz…

    Milvia

  18. Soriana ha detto:

    Alberto: Ma come???? Io che ti ho visto dal… vivo devo dire che sei molto, ma molto, ma mooooltoooo più bello dell’insetto-stecco!!!!
    Le cavallette? Potrei morire se ne trovassi una in ascensore… Beh, meno male che tu mi puoi capire…
    E grazie, caro Alberto.

    Milvia

  19. anonimo ha detto:

    Milvia che vacanza lunga!!!!!  Sono stata una settimana a Parigi con otto amiche, rientro, riapro internet e ti trovo ancora ln lontano, con mia grande gioia per poter visionare le tue bellissime foto. Apprendo che hai paura delle cavallette, la stessa paura che ha Giovannapaola. Io purtroppo ho la fobia dei serpenti e non so se affronterei un viaggio in Thailandia, dove so che perfino li mangiano, brrrrr. Flavio mi ha parlato del problema di Paolo, sembra che abbiano preso la maglietta di Paolo con lo stemma di Seneghe, che tutti i partecipanti al Festival hanno comprato, per una svastica!!!!!!!Incredibile. Vedui la mia foto con la amiche in partenza per Parigi su facebook. Un abbraccio. Raffaela

  20. Soriana ha detto:

    Raffaela: Ma no che i serpenti non li mangiano… Li mettono nelle camere degli ospiti, per dar loro il benvenuto…. (scherzo, naturalmente). Non ho mai visto un serpente, in tutti gli anni che sono venuta qui in Tailandia. Quindi ci puoi venire tranquillamente.
    E io non solo delle cavallette, ma di molti altri insetti ho la fobia…
    Bella, Parigi, vero? Al mio ritorno andrò a vedere le foto.
    Lo so, della maglietta di Seneghe. Davvero assurdo!
     
    Grazie della visita, Raffaela cara e a prestissimo.
    Baci a te, Elio, Giovannapaola e Flavio.
    Milvia

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