Primo marzo 2010

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Primo marzo: il primo giorno di un mese che sancisce l’inizio di una  stagione  che è simbolo di vita e di rinnovamento, di abbandono dell’oscurità e cammino verso la luce.
Primo marzo 2010: primo sciopero nazionale dei  migranti.
Contro la legge Bossi-Fini, contro il pacchetto sicurezza voluto dall’attuale governo,  contro lo sfruttamento cui questi nostri fratelli vengono assoggettati, contro il razzismo di cui sono vittime, contro l’indifferenza che li circonda, contro chi li assume in nero, precludendogli un futuro, contro chi li ammassa nei tuguri o in appartamenti di pochi metri quadri, contro chi dice: io non sono razzista, ma…, contro chi non vuole avere occhi per vedere, contro chi dice: devono rispettare le nostre tradizioni (che sarebbe anche giusto, ma bisognerebbe aggiungere: come noi rispettiamo le loro). 
Sciopero di protesta, quindi, legittima e sacrosanta protesta. Ma anche sciopero quanto mai dimostrativo; il lavoro dei migranti è diventato indispensabile nel tessuto della nostra società: pensiamo, solo per fare un esempio, alle migliaia di badanti che sono andate a riempire un vuoto creato dalla mancanza di  valide strutture  per l’ assistenza agli anziani. 
Ciò che lo sciopero dei migranti vuol dimostrare è quanto sarà difficile, complicato e pesante stare ventiquattro ore senza di loro.
Ma perché veramente questo primo marzo sia simbolo di vita e di rinnovamento, perché sia l’inizio di un cammino che ci faccia abbandonare l’oscurità e ci porti (tutti) verso la luce, non dovremo lasciare soli i nostri fratelli. Scendiamo con loro, nelle piazze. Uniamoci a loro, il prossimo lunedì.
Io lo farò, e spero che come me lo facciano molti miei concittadini e connazionali.

Entrando nel link sottostante potrete venire a conoscenza di come, molte città, si sono organizzate per questa manifestazione che, teniamolo presente, ci riguarda tutti, come appartenenti al genere umano.  

Cosa succede in Italia il primo marzo 2010

Vi saluto, cari amici, con una poesia che ho scritto l’estate scorsa, e che forse alcuni di voi già conoscono. E con una canzone che ci ricorda quando “loro” eravamo “noi”.

Badanti

Stanno sedute sul prato a chiacchierare
frasi interrotte da risate leggere.
Libere per un giorno
da quella lingua che non è la loro,
da quel lavoro per cui non c’era scelta
dalle giornate passate a raccattare
pensieri sparsi di menti confuse.
Le chiamano badanti, qui in Italia,
sono moldave e russe ed ucraìne
sono il supporto di tante famiglie,
pagate poco e spesso disprezzate.
I loro figli crescono lontani,
i loro vecchi muoiono da soli
hanno lauree e diplomi in un cassetto
che più non apriranno nella vita.

Ma è domenica, oggi, oggi è un giorno di festa
e hanno gli occhi più grandi, le badanti
e sono solo donne spensierate
sedute lì sul prato a chiacchierare.

Mamma mia dammi cento lire

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14 risposte a Primo marzo 2010

  1. accipicchia ha detto:

    Anch’io, Milvia, ci sarò insieme a te e a tanti altri, spero. E’ il minimo che possiamo fare.
    Anche qui abbiamo costituito un Comitato, siamo abbastanza e stiamo cercando di dare il nostro contributo. Abbiamo deciso di continuare anche dopo il 1° marzo per evitare che tutto si esaurisca in un solo giorno.
    Ciao, cara, lunedì speriamo di essere veramente tanti!
    Piera
     

  2. stefanomina ha detto:

    Milvia oramai avrai capito che in qualche modo finisco sempre a parlare di cinema ma questa giornata mi fa venire in mente un lungometraggio dal titolo un giorno senza messicani  di Sergio Arau
    Magari non un capolavoro ma sicuramente un film intelligente e illuminante.

    Non so se lo sciopero funzionerà ma se succedesse metterebbe a nudo l’ipocrita propaganda di alcuni politici che per aumentare il loro consenso preferiscono ignorare la realtà facendo leva sugli istinti più bassi di alcune persone… ma questa non è una novità, purtroppo
    stefano

  3. anonimo ha detto:

    Ci sono anche io e ci sarò e canterò "trenta giorni di nave a vapore"..Grazie Milvia.Tinti

  4. cristinabove ha detto:

    ci sono
    e questa tua poesia racchiude tutto il senso di questa protesta.
    la conoscevo già, fiorita altrove, e come allora la leggo e la rileggo commossa.
    ciao, cara
    un abbraccio
    cri

  5. stefanomina ha detto:

    in quelle poche parole hai raccontato un mondo che troppo spesso fingiamo di non vedere.
    Su quelle panchine le ho ben presenti, vicine all’anfiteatro di fronte al settebello, oppure ai giardini dell’ausa mentre si scambiano parole affettuose e un po’ di cibo
    grazie ancora Milvia
    buonanotte
    stefano

  6. Soriana ha detto:

    Piera: Brava, Piera, per aver contribuito a costituire il Comitato! Speriamo davvero di essere in tanti. E hai ragione, continuiamo a parlarne e a stare loro vicino amche dopo il primo marzo.
     
    Milvia

  7. Soriana ha detto:

    Stefano: essendo pure io un’appassionata di cinema non posso che gradire la tua segnalazione, di cui ho trovato una buona recensione in Internet: http://houssycinema.blogspot.com/2008/10/un-giorno-senza-messicani-geniale.html Ho visto che il film è solo su dvd…Come capita spesso per film di qualità, la distribuzione in Italia è nulla, ma di questo abbiamo parlato quando ci siamo incontrati. 
    Spero che lo sciopero funzioni, anche se penso che molti immigrati, per paura di perdere il lavoro, desisteranno. E sono anche curiosa di vedere quanti… indigeni parteciperanno.
    Me le immagino, le donne sedute sulle panchine dei luoghi che hai citato, caro Stefano. Perché conosco quei posti e perché, pur con l’identità peculiare di ognuna di loro, hanno un comune denominatore con quelle che io vedo ai Giardini Margherita: nostalgia, rassegnazione ma anche una allegria che le avversità non sono riuscite a cancellare.

    Milvia

  8. Soriana ha detto:

    Tinti: grande Tinti! Vorrei essere con te per cantare insieme…

    Milvia

  9. Soriana ha detto:

    Cri: lo so che ci sei, cara.

    Milvia

  10. Soriana ha detto:

    Un abbraccio affettuoso a tutti e felice fine settimana.

    Milvia

  11. margueritex ha detto:

    la tua poesia sulle donne è davvero di livello altissimo, ti ringrazio e invito tutti a leggerla sul mio blog!
    buon marzo anche a te e un abbraccio

  12. isabel49 ha detto:

    Cara Milvia quanta umanità traspare dalla tua bellissima poesia e dall’articolo scritto col cuore. Tanti anziani avrebbero un triste destino senza la presenza di queste donne straniere e tanti lavori che gli italiani rifiutano non verrebbero svolti. Gli immigrati sono esseri umani e non bestie, vanno rispettati e non sfruttati: coloro che s’impegnano onestamente vanno tutelati da leggi giuste e non discriminatorie.
    Grazie cara per questo post.
    un grande abbraccio
    annamaria

  13. Soriana ha detto:

    Margaret: grazie, cara. E’ una poesia che ho scritto 3 o 4 anni fa.

    Buona serata.

    Milvia

  14. Soriana ha detto:

    Annamaria: sono d’accordo in pieno con la tua riflessione. Grazie, Annamaria.

    Buona serata.

    Milvia

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