Ci sono giovani e giovani

fuoco
Non posso sopportare quando qualcuno mi chiede di alzarmi per dargli il posto. Proprio non lo sopporto”. 
A pronunciare queste parole è stata una ragazza che ieri ha condiviso con me l’autobus affollato che mi portava in centro. Cosa era successo? Era successo che una signora, neppure giovanissima,  con un bambino in braccio, aveva chiesto a questa ragazza, gentilmente, se poteva cederle il posto.  La ragazza senza dire una parola si è alzata e si è poi avvicinata a due signore anziane, sedute, che probabilmente conosceva. E si è sfogata con loro per quello che, evidentemente, il suo cervellino da grande fratello, ha considerato un intollerabile sopruso. Stavo per intervenire, ma ero arrivata alla mia fermata e mi sono risparmiata, molto probabilmente, una rispostaccia. Magari anche dalle due signore anziane.  Preciso: la ragazza sembrava godere ottima salute, non appariva incinta, non era… extra comunitaria (se per caso qualche lettore occasionale ha pensato che lo fosse).

Nel mio post del 17 febbraio (uno di quei miei noiosi post in cui blatero e blatero e blatero su soprusi ben diversi) Stefano Mina che molto frequentemente impreziosisce il mio blog con interventi ricchi di intelligenza e sensibilità, mi ha lasciato, come commento, le parole scritte da un amico di suo figlio, Fabrizio.  Giovane, anche lui, coetaneo della signorina dell’autobus. 
Autorizzata, tramite Stefano,  da Fabrizio, ecco che vi riporto le sue parole:

Mi chiedo il perché di tutto. Perché ho la sensazione che ogni dettaglio del mondo che si trovi fuori posto possa impedirmi di andare avanti in quello che faccio e non faccio. In parte è davvero così. E’ da stupidi cercare ostinatamente di restare come si è, rifiutando tutto ciò che porta cambiamenti. La forma della costa, sul litorale, da sempre, da millenni, permette che l’insistenza del mare modelli la sua linea, si lascia scolpire, scavare, accrescere.
Di fronte all’ingiustizia degli sfrattati, dei poveri lasciati senza risposta da parte di chi avrebbe risposte sotto la semplice forma di case, vacillano i miei convincimenti sul fatto che essere come la fiamma sia un buon modo di vivere. Tuttavia bruciare come la fiamma significa mordere dove si incontra il legno, ammutolire dove resta solo pietra o sabbia o acqua, dove manca la scintilla. In ogni caso però significa
bruciare. A volte l’ingiustizia può essere legno e non dobbiamo resistere all’impulso di bruciare e mordere.

Non voglio fare commenti. Li lascio a voi. 
Spero solo che di giovani come Fabrizio ce ne siano tanti.  E che grazie a loro potrà essere possibile che

We shall overcome someday

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16 risposte a Ci sono giovani e giovani

  1. cristinabove ha detto:

    e così c'è ancora speranza.
    vorrei che ce ne fossero tanti di ragazzi così, e che la genia di quell'altra si estinguesse, invece.

  2. anonimo ha detto:

    Purtroppo la maleducazione trova sempre terreno fertile (genitori maleducati crescono figli maleducati), ma fortunatamente il mondo é pieno di bravissimi ragazzi, che però si notano di meno.
    Milvia, io non avrei resistito e sarei sceso alla fermata successiva…

  3. Soriana ha detto:

    Cri: ma, come dice Massimo, sono meno visibili…

    Milvia

  4. Soriana ha detto:

    Massimo: Hai ragione, avrei dovuto intervenire e fregarmene della fermata…

    A te e a Cri auguro buona fine settimana.

    Milvia

  5. Soriana ha detto:

    In verità buona fine settimana la auguro a tutti…

    Milvia

  6. anonimo ha detto:

    Ci sono giovani e giovani ,davvero (quelli che seguo nel laboratorio di scrittura creativa, sono pieni di entusiasmo e voglia di fare.prevalentemente extracomunitari) come ci sono donne e donne e …dobbiamo sperare per non cadere in una depressione cosmica desiderando solo di uscire da questa porta…Grazie Milvia e buon fine settimana a te!Tinti

  7. stefanomina ha detto:

    Milvia, non posso che ringraziarti per la tua gentilezza e lo faccio anche a nome di Fabrizio 🙂 che sarà felice della tua ospitalità. 
    Questo tuo post capita a proposito. Proprio Ieri mia moglie, mi ha raccontato un episodio di umana indifferenza. tornando dal lavoro in autobus, ad una fermata, le porte si aprono per far salire due anziani; l'uomo sale per primo e si sporge a tendere la mano alla donna che invece stenta, vista l'altezza del gradino. Passano i secondi ma niente da fare, l'uomo sprona la donna ma lei risponde avvilita: "non ce la faccio" A quel punto Cinzia si alza, scende e aiuta la donna che dopo essere salita non finisce più di ringraziarla. La cosa che ha lasciato stupita mia moglie è stato che tutto è accaduto nell'indifferenza generale facendo risultare un semplice gesto di cortesia come una cosa straordinaria.

    anche a me ieri sera, sul lavoro mi è capitato di incontrare un ragazzino davvero arrogante che è riuscito a farmi perdere le staffe e questa è la cosa che mi rammarica di più. Normalmente sono un ottimo incassatore e riesco a gestire abbastanza bene le varie situazioni che mi capitano, anche perché non sempre il viaggiatore a tutti i torti,  ma questa volta non ce l'ho fatta e il tono della mia voce, già piuttosto energico di suo, ha coperto quello dello sferragliare del treno… ma questo è servito solo a farmi stare male. 

    Ciao Milvia
    buona domenica

  8. anonimo ha detto:

    Spesso mi ritrovo a pensare che i giovani d'oggi siano egoisti e insensibili. Sovente maleducati e sbruffoni, oppure spiantati e senza un briciolo d'amor proprio.
    Ma poi vedo giovani impegnati nel sociale, nel volontariato, e in molte altre attività con cui dimostrano che non bisogna generalizzare troppo.
    Come dico spesso: "c'è del buono e del cattivo in ognuno di noi". Dobbiamo essere noi a saper dosare le due "anime" e a far prevalere il buono.

    Quando ero studentessa e durante i primi anni in cui già lavoravo (non parlo del giurassico, neh!) utilizzavo sempre i mezzi pubblici per spostarmi.
    Quando salivano degli anziani o persone con difficoltà a rimanere in piedi, e io ero seduta e l'autobus pieno, normalmente ero io stessa ad alzarmi e ad offrire il mio posto.
    Credo che ci siano molti giovani (e anche meno giovani) che lo fanno tuttora.
    C'è molta maleducazione e indifferenza in giro, ma ci sono anche molte persone buone e altruiste.

    Buon fine settimana

    Paola (FireArrow splinderiana)

  9. anonimo ha detto:

    Si è vero, come dice Paola, ci sono tanti giovani impegnati nel sociale e nel volontariato ma  dobbiamo ammettere che imperversa, un po' ovunque, una maleducazione generalizzata, una mancanza di rispetto verso le persone anziane,  forse, perchè  tanti giovani  hanno davvero  "un cervellino da grande fratello". Infatti, mi associo a  Stefano quando dice che i semplici gesti di cortesia appaiono come fatti straordinari perchè è davvero raro vederli.
    A me, per esempio,    quando  un automobilista si ferma per lasciarmi passare sulle strisce,mi capita spesso  di fare un cenno con la mano come di ringraziamento (ed ogni volta mi stupisco di ciò che faccio perchè è obbligo dell'automibilista fermarsi) ma ormai è diventato così raro incontrare persone  che compiono semplicemente il loro  dovere, in mezzo a tanti furbi e maleducati,  tanto che  compiere il proprio  dovere è diventato un "merito".
    mara

  10. anonimo ha detto:

    Il commento di Mara mi ha strappato un sorriso.
    Infatti io mi fermo sempre quando vedo un pedone che vuole attraversare la strada (spesso anche quando non è in prossimità delle strisce pedonali). Alcuni di essi, alzando la mano, mi ringraziano. A quel gesto di solito rispondo (anche se essi non mi sentono, dall'esterno) "Non è necessario che mi ringrazi, è un mio dovere fermarmi e  lasciarti passare".
    Ma mi rendo conto, molte volte quando sono io stessa un pedone, che non per tutti gli automobilisti (e per i motociclisti mai) è un dovere…

    Ma poi concordo sulla mancanza di educazione generalizzata. Credo che sia un effetto derivante da quello che si vede in televisione dove è una regola essere sgarbati, maleducati, offendere e urlare. Infatti io non guardo proprio mai la tv. Ma spesso ne apprendo le vicende tramite i giornali. Ma molte persone si lasciano condizionare totalmente e addirittura pensano che quelli televisivi siano modelli da seguire.

    Paola

  11. Soriana ha detto:

    Tinti: Che bello, Tinti… Non sapevo tenessi un laboratorio di scrittura. Penso che darai tante, ai tuoi allievi, e penso che tanto anche riceverai. 
    Buon pomeriggio domenicale.

    Milvia

  12. Soriana ha detto:

    Stefano: sono io a doverti ringraziare, per avermi fatto conoscere il pensiero di Fabrizio.
    Buona domenica a te e a Cinzia, di cui capisco lo stupore. Però, il suo, oggi come oggi, il suo è un gesto straordinario…
    Beh, se quel ragazzino ti ha fatto uscire dai gangheri, immagino che debba avere avuto un atteggiamento davvero sgradevole. E chissà che magari il tuo alzare la voce, poi, con i suoi tempi… non lo abbia fatto riflettere.

    Milvia

  13. Soriana ha detto:

    Paola: ehi, benvenuta! Della prima parte del tuo commento ne ho apprezzato molto l’equilibrio. E’ vero, si tende a generalizzare, e questo atteggiamento non può che creare fratture.

    Per quanto riguarda la seconda parte devo dire che viaggio spessissimo in autobus, ma raramente mi capita di vedere persone, indipendentemente dall’età o dal sesso che cedono il posto a persone con difficoltà.  Molte volte lo cedo io, il posto, anche se sono vecchietta, a chi è palesemente meno in gamba di me. Io credo che la tua abitudine di cedere il posto, se hai o avrai dei figli, la trasmetterai anche a loro, così come mia madre ha fatto con me e io con mio figlio, che anche quando era molto piccolo stava sempre attento a chi saliva sull’autobus  pronto ad alzarsi se vedeva una persona anziana. E  siccome per lui magari anziona era anche una quarantenne, a volte non è che la signora la prendesse tanto bene…

    Sulla televisione concordo. Una scuola di arroganza, stupidità e maleducazione.
    Un abbraccio solidale, Paola (e sai perché…)

    Milvia

  14. Soriana ha detto:

    Mara: Anch’io, come Paola, ho sorriso. Perché faccio così pure io, con gli automobilisti, senza pensare, appunto, che fermarsi, per loro è un obbligo…
     Ti abbraccio forte, Mara.

    Milvia

  15. stefanomina ha detto:

    ciao Milvia, non credo che quel ragazzino sia in grado di fare questa riflessione a posteriori ma lo spero perché mi ha fatto davvero star male. E pensare che faccio questo lavoro da 30 anni… forse è proprio per questo motivo.ciao

  16. Soriana ha detto:

    Stefano: ti capisco, pure io quando mi arrabbio poi ci sto male. Mi sembra di perdere.Ciao, Stefano, buona serata.Milvia

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