Stefania Nardini racconta un marsigliese

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Se Stefania Nardini si è innamorata di Jean Claude Izzo leggendo per la prima volta un romanzo dello scrittore marsigliese, io, di Izzo, mi sono innamorata a mano a mano che procedevo nella lettura del libro della Nardini: questo bellissimo “Jean Claude Izzo storia di un marsigliese”, edito da Perdisa, libro che inaugura la nuova collana Rumore Bianco, creata e diretta da Luigi Bernardi  . Tanto è vero che, giunta alla fine della mia lettura, l’altra sera, mi sono trovata con le lacrime agli occhi. Cosa che non mi era mai successa, leggendo una biografia. Forse perché il libro della Nardini non è una semplice biografia. Non è neppure un romanzo, però. E’… come dire…  un raccontare, un narrare, un esporre, un condividere, con una scrittura asciutta, pulita, eppure tanto emozionante, i colori, gli odori, il cuore di una città – Marsiglia- e l’anima di un uomo –Jean Claude  Izzo-.  E’ uno sguardo pieno di amore, questo libro.
Lo sguardo di Stefania Nardini che, partendo dalla collina di Notre Dame de la Garde, abbraccia la città e chi vi abita. Diversi capitoli iniziano proprio da quel luogo,  con Marsiglia e il Mediterraneo che si estendono sotto.  E lo sguardo della scrittrice  diventa il nostro sguardo. Guardiamo Marsiglia, poi scendiamo e le andiamo incontro e scopriamo la città: ricca di molteplici etnie, una  città da attraversare piano, da assaporare, da annusare.
Non conoscevo Jean Claude Izzo, se non come nome. Di lui sapevo solo che era un autore di noir, niente altro. Non conosco neppure Marsiglia, anche se la sua collocazione mi ha sempre  affascinato, perché amo tutte le città di mare, e i porti, il loro odore ferroso e salmastro,  il movimento, il rumore. L’idea dell’andare. L’idea dell’ignoto, che mi fa paura, ma mi attrae.
Ora, dopo la lettura, mi sembra di esserci stata, nei quartieri di Marsiglia, e di essermi seduta con Izzo a un tavolino del bar di Hassan, e aver conosciuto le sue donne e i suoi amici. E di aver respirato la luce (credo che si possa respirare, la luce) di cui la città si ammanta. Una luce unica, particolarissima, dice Stefania.
La Nardini si è calata nella geografia dell’anima di una città  e di un uomo che a quella città appartiene  in maniera indissolubile,  e ha dato vita a un piccolo capolavoro.  E  l’aggettivo “piccolo”, non è riduttivo, anzi, per me nobilita il sostantivo a cui si lega.
Ora io credo davvero che Stefania Nardini abbia fatto un grande regalo a tutti quelli che, come me, non conoscevano Izzo. E a quelli che lo conoscono e lo amano, perché nel raccontare di lui, l’autrice, ha usato la penna del suo cuore amorevole e rispettoso. E anche per Jean Claude Izzo, questo è un regalo.
Giampiero Rigosi, l’altro giorno, alla presentazione a Bologna, ha detto che il libro sarebbe piaciuto molto a Jean Claude: e lo credo pure io.

Bella, la presentazione del 23 aprile presso la Libreria Irnerio.
Tanto pubblico, tante scoperte nelle parole di Stefania Nardini, di Luigi Bernardi, di Giampiero Rigosi. P1120483P1120488
Si parla di magiche coincidenze che hanno dato vita alla nascita di “Jean Claude Izzo storia di un marsigliese”, e io penso che è davvero il destino che ha voluto questa nascita. Il destino, a volte, crea cose bellissime.
Che invidia ho provato, quando Stefania ci ha parlato di un baule dove erano raccolti tutti gli scritti di Izzo,  e che lei ha potuto aprire, e tirare fuori tutto, i fogli sparsi, gli appunti, e leggerli, e conoscere sempre meglio questo autore da cui era stata folgorata. Perché la Nardini non si è limitata a starsene davanti al suo computer, per scrivere questo libro, ma a Marsiglia ci è andata a vivere (e pure da Marsiglia è stata folgorata) e con la città ha imbastito un lungo dialogo,  mi vien da dire. Si è documentata con grande professionalità, come dovrebbe fare chiunque si accinga a scrivere una storia. Come ha fatto sempre Izzo, per scrivere le sue, di storie. Che avrebbero potute essere molte di più, se non fossero state interrotte dal destino, questa volta non benevolo. Il valore della scrittura di Izzo, vien detto durante la presentazione, scaturisce da un mixer perfetto: Izzo cronista che racconta la vita e Izzo poeta militante.  Non sapevo che Izzo fosse anche poeta, ma nel libro di Stefania Nardini vengono riportate molte poesie dell’autore marsigliese, mai tradotte prima in Italia, e che ora hanno finalmente attraversato la frontiera, grazie alla traduzione di Luigi Bernardi. Vorrei proporne qualcuna, ma, come mi capita spesso, l’entusiasmo mi ha preso la mano, e il poster è già molto corposo.  Così come vorrei dilungarmi sul fatto (un po’ vergognoso), che nessuno abbia ricordato Izzo a dieci anni dalla sua morte; e che  sarebbe necessaria una nuova traduzione delle sue opere: non troppo buona, quella esistente, ho appreso (magari potrebbe farla Luigi Bernardi…). E vorrei proporre  certe asserzioni di Izzo dal contenuto oserei dire profetico.
Ma sto per terminare e  vorrei dire un’ultima cosa su questo libro: è anche un bellissimo oggetto,  è bello, è bello come poche volte mi è capitato di vedere. E’ bello da guardare e da toccare. E’ bello da sfogliare, perché è anche ricco di illustrazioni, quelle in bianco e nero di Ivana Stoyanova.  Volete una descrizione? No, non ve la farò, perché voglio (vorrei…) che il libro lo acquistiate, e lo dico sul serio. Vi perderete qualcosa, se non lo fate.

Stefania Nardini  presenterà il suo libro al Salone di Torino, insieme a Gianmaria Testa (che Izzò amava tanto e pure io, amo), domenica 16 maggio, ore 14, stand IBS, padiglione 2.
Se dico che è un appuntamento da non perdere, non lo dico per mera pubblicità. Sarà l’occasione per conoscere una  brava scrittrice e giornalista, solare, generosa e passionale, una grande cantautore e, naturalmente, attraverso le loro voci, Jean Claude Izzo. Del quale ho acquistato il primo libro della famosa trilogia che ha come protagonista Fabio Montale:  Casino totale. Sono certa che ritroverò, fra le sue pagine, l’uomo che Stefania mi ha fatto conoscere.
Un grazie, pieno di luce marsigliese, a Stefania Nardini, quindi.

A breve vi parlerò di un’altra presentazione,  farò la cronaca di un altro pomeriggio trascorso in maniera eccellente con Barbara Garlaschelli, Marilù Oliva e Alessandro Berselli. Il luogo è lo stesso: la libreria Irnerio di Bologna
 

Una scelta obbligata, ma un obbligo piacevolissimo:
Gianmaria Testa: Come le onde del mare

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6 risposte a Stefania Nardini racconta un marsigliese

  1. margueritex ha detto:

    Buona settimana anche a te Milvia…ma ce lo diremo a voce!

  2. isabel49 ha detto:

    Non conoscevo quest'autore e da come ne parli è sicuramente uno scrittore bravissimo, come anche è degna d'attenzione la biografia della Nardini. Grazie per questa segnalazione, sei sempre molto brava e attenta: si sente il cuore nei tuoi scritti.un saluto affettuosoannamaria

  3. cristinabove ha detto:

    mi hai profondamente convinta.lo leggerò.

  4. Soriana ha detto:

    Grazie, care amiche: ribadisco che il libro della Nardini è splendido!Buon proseguimento di giornata, care.Milvia

  5. anonimo ha detto:

    Comprerò il libro a Torino e visto che Gabriella è tua amica le chiederò la dedica. Torino ci aspetta. BaciRaffaela

  6. Soriana ha detto:

    Raffaela: non vedo l'ora, cara Raffaela. E ti presenterò Stefania.Intanto aspetto Flavio qui a Bologna, e spero di presentarlo a mio figlio.Poi racconterò, del libro e della presentazione.Baci a tutta la famiglia.Milvia

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