La nave dei diritti che non isserà  bandiere, tanto meno di resa

clasic16
Ancora una volta devo essere grata a Radio3, e più precisamente a un suo ascoltatore che, questa mattina, ha telefonato a Prima pagina  per dire di un’iniziativa che a me sembra importantissima e che importantissimo mi sembra pubblicizzare.  Se non altro per il contenuto di questo più che condivisibile manifesto che ora vado a esporre e che ho tratto da:

Lo sbarco: Il manifesto

La nave dei diritti

Siamo un gruppo di italiani/e che vivono a Barcellona.
Insieme ad amici (non solo italiani) assistiamo seriamente preoccupati a ciò che avviene in Italia. Certo la crisi c’è anche qua, ma la sensazione è che la situazione nel nostro Paese sia particolare, soprattutto sul lato culturale, umano, relazionale.

Il razzismo cresce, così come l’arroganza, la prepotenza, la repressione, il malaffare, il maschilismo, la diffusa cultura mafiosa, la mancanza di risposte per il mondo del lavoro, sempre più subalterno e sempre più precario. I meriti e i talenti delle persone, soprattutto dei giovani, non sono valorizzati. Cresce la cultura del favore, del disinteresse per il bene comune, della corsa al denaro, del privato in tutti i sensi.

In Spagna,  negli ultimi mesi, sono usciti molti articoli raccontando quello che avviene in Italia, a volte in toni scandalistici, più spesso in toni perplessi, preoccupati, sconcertati.

Si è parlato dei campi Rom bruciati, dei provvedimenti di chiusura agli immigrati, delle aggressioni, dell’aumento dei gruppi neofascisti, delle ronde, dell’esercito nelle strade, della chiusura degli spazi di libertà e di democrazia, delle leggi ad personam.

Dall’estero abbiamo il vantaggio di non essere quotidianamente bombardati da un’informazione (??) volgare e martellante, da logiche di comunicazione davvero malsane.

E allora: che fare? Prima di tutto capire meglio, confrontarci, quindi provare a reagire. Siamo convinti che ci siano migliaia di esperienze di resistenza, di salvaguardia del territorio, di difesa dei diritti, della salute, di servizi pubblici di qualità. E che vadano sostenute.

Al termine di un percorso che abbiamo appena iniziato, vogliamo quindi organizzare una nave che parta da Barcellona il 25 giugno 2010 e arrivi a Genova.

Sarà la nave dei diritti, che ricorderà la nostra Costituzione e la sua origine, laica e pluralista, la centralità della libertà e della democrazia vera, partecipata, trasparente: dai luoghi di lavoro alle scuole, ai quartieri, ai servizi, al territorio. Ricorderà che il pianeta che abbiamo è uno, è questo, questo è il nostro mare, di tutti i popoli. Che chiunque ha diritto di esistere, spostarsi, viaggiare, migrare, come ha diritto che la sua terra non sia sfruttata, depredata. Ricorderà che le menzogne immobilizzano, mentre la verità è rivoluzionaria.

Ricorderà che cultura e arte sono i punti più alti del genere umano, sono fonte di gioia e piacere per chi li produce e per chi ne beneficia, non sono fatte per il mercato.

Ricorderà che esistere può voler dire resistere, difendere la propria e l’altrui dignità, conservare la lucidità, il senso critico e la capacità di giudizio.

Creiamo ponti, non muri.

È un grido di aiuto e solidarietà, che vogliamo unisca chi sta assistendo da fuori a un imbarbarimento pericoloso a coloro che già stanno resistendo e non devono essere lasciati/e soli/e.

Non siamo un partito, non siamo una fondazione, non sventoliamo bandiere, tanto meno bianche. Siamo piuttosto un movimento di cittadini/e che non gode di alcun finanziamento.

Potete contattarci fin da subito all’indirizzo e-mail: contatto@losbarco.org

Credo che ci possiamo ritrovare tutti nelle parole che avete appena letto. Credo anche che dobbiamo provare gratitudine per gli organizzatori di questa iniziativa, perché ci riguarda, sia che partecipiamo direttamente, sia che non lo facciamo.
Vi pregherei, quindi, di rendere visibile pure voi, nei vostri blog, siti, o parlandone con i vostri amici,  questo viaggio per i diritti, questa nave che si metterà in mare anche per noi.

Io non salirò sulla nave a Barcellona, ma, il 26 giugno, la aspetterò a Genova.

Qui sotto due link, per aver altre delucidazioni e per poter partecipare, anche virtualmente.
E le parole di un premio Nobel che ha aderito all’iniziativa.

Lo sbarco: quando e come

Lo sbarco: aderisci

Dario Fo aderisce a "lo sbarco"

Ringrazio anticipatamente chi farà la segnalazione, e  ringrazio Radio3 e quell’ascoltatore, di cui non ricordo il nome, che mi ha fatto conoscere questa bellissima cosa.

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6 risposte a La nave dei diritti che non isserà  bandiere, tanto meno di resa

  1. antele ha detto:

    hai modo di metterla su facebook ?? lì sarà visibile e condivisibile da molti.ele

  2. margueritex ha detto:

    bellissima iniziativa!buon primo maggio anche a te cara Milvia

  3. cristinabove ha detto:

    troppo importante per non farti il link…un sorriso e buon pomeriggiocri

  4. anonimo ha detto:

    Esistere vuol dire anche resistere….grazie Milvia ,proverò ad esserci a Genova ma sicuramente ne parlerò ai tanti amici che ho lì .L'iniziativa è grande e fa pensare …noi qui che facciamo?Un abbraccio triste.Tinti

  5. giuba47 ha detto:

    Un'ottima iniziativa. GrazieGiulia

  6. Soriana ha detto:

    Grazie a tutte. Io spero davvero che questa nave smuova dal torpore molte menti.Ele: fatto!!!Grazie, Cri!!! Lo immaginavo che lo avresti fatto!Milvia

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