Racconto a puntate…

libri prezzo-thumbNei prossimi giorni non avrò tempo di occuparmi del blog. E ho pensato, allora, di pubblicare un mio vecchio racconto, e, dato che è piuttosto lungo, l’ho diviso in più parti.
Ecco, quindi, la prima puntata di

Libri sull’acqua

451 gradi Fahrenheit la carta brucia bruciano i libri a 451 gradi Farhenheit un frammento di Proust ondeggia nell’aria insieme a una sillaba di Tolstoi si abbatte sulle ceneri di un Re Lear che stanno grigie sul pavimento nero fumo accanto a brani sbranati di Marquez
untuosità nera sulle pareti l’insegna fuori è quasi intatta “Pensieri circolan i” il fuoco si è masticato la “t” se l’è assaporata l’ha sputata giù sul marciapiede


L’allarme non ha suonato. I pensieri se ne sono andati in fumo, in silenzio, perduti fra le fiamme, nella notte. I vigili del fuoco sono arrivati tardi, a sacrificio consumato. Sembra che qualcuno abbia detto erano solo libri.
Davide Doria sta in mezzo alle rovine della sua libreria. Un libraio, che altro non sa fare. In mezzo a parole in cenere. Un uomo di mezza età, magro come un filo d’erba, le occhiaie che rivelano il sonno-sogno spezzato in questa notte, quando il trillo del telefono è esploso nel silenzio della casa.
 Il silenzio.

c’è silenzio denso tutto intorno denso silenzio fumo denso che tarda a morire

Le  parole, dove sono tutte quelle parole, tutte le verità sfaccettate. Le mani si chiudono, si aprono, in un costante movimento che non stringe nulla. Padre, figlio, nipote: in quella piazzetta dal selciato antico, proprio di fronte alla fontana, di fianco alla torre medievale, con il suono delle campane di mezzogiorno che fa vibrare gli scaffali. Trecentosessantacinque mezzogiorni per ottant’anni: quanto fa? un  trilione di parole?

Lo dicono tutti che è un bravo libraio. Il migliore. Non importa se il negozio è piccolo, cento metri sì e no. Se non tutti i premi prestigiosi, o l’ultimo best seller sono –erano-  presenti, non importa.
E’ che lui, Davide Doria, sa vedere lo spazio bianco che è in ogni diverso lettore, e sa cosa ci deve andare, in quello spazio bianco. Sa quale storia ci si può rannicchiare. Le generazioni dei Doria questo talento lo hanno sempre avuto. E poi Davide quando ti parla di un libro è come se componesse una sinfonietta, perfetta, ma discreta. E vedi l’autore che ti prende per mano e ti porta con lui.

Lo conoscono tutti in città  “Il pensiero circolante”.
E il grande Supermarket Books che hanno aperto un mese fa, in fondo alla traversa della piazza, non sta facendo grandi affari, nonostante gli sconti.
Ma ora c’è tutta quella cenere. Fahrenheit 451. La temperatura alla quale i libri, ma non solo quelli, bruciano.

il mare il mare non brucia racconta storie variegate profonde piatte circolari ondulate luminose  burrascose il mare il mare non brucia
   
E’ una spiaggia di novembre, quella che accoglie le orme di Davide. Anche la spiaggia ha storie da raccontare. Inciampi di tronchi, scricchiolii di conchiglie, lattine abbandonate, lembi di reti. E non brucia, la spiaggia.
Riaprire il negozio. E poi? Non si è chiarito nulla sull’incendio, forse un dispetto, forse un’invidia, forse una minaccia. Forse solo un cortocircuito. E i muri sono tutti rovinati, i libri –non merce, ma voci, pensieri-, annientati.

ha un buon odore il mare odora di pulito di spazi immensi di liberi pensieri

Rosaria al telefono gli dice di lasciar perdere con la libreria. Con i soldi dell’assicurazione è meglio che apri un Benetton, gli dice. Lei che vorrebbe una vita con lui, ormai da anni. Gli è parso di percepire un sospiro di sollievo, attraverso il microfono.  Con i libri non si mangia, gli ripeteva spesso lei. Ma i libri sono nutrimento, rispondeva, frustrato che non capisse. Eppure da dieci anni stanno insieme, più o meno. Lei è tonda, carnosa, soffice. Ha una risata come un sole che esplode nel buio. Rosaria si ciba di televisione, cucina piatti allegri e colorati. Passava placida vicino ai banchi dei libri, senza guardare nulla. Non sentiva i richiami. Ma ha un abbraccio ampio, confortevole come un rifugio accogliente. Ha un odore intrigante di sottobosco, di spezie. Cosa la donna abbia trovato in lui, Davide non lo ha mai capito. Però vanno avanti da dieci anni, più o meno.
E’ tornato alla spiaggia. In lontananza il porticciolo è tutto un elevarsi di alberi. Anche le barche hanno storie. Storie di silenzi, di coraggio, di sconfitte e vittorie. Storie che raccontano orizzonti.

identità perduta nome cognome e basta perduto l’odore della carta l’accarezzare con lo sguardo il colore delle copertine sentire i bisbigli le voci le grida le melodie dagli scaffali tutto perduto

Giuliano gli parla di uno stand libero al centro commerciale. Solo un editore, ma il più importante. “Me ne occupo io, se vuoi,” gli dice, “mi informo di tutto.” Sono in piedi, davanti alla serranda abbassata, il cartello attività cessata pende da una parte, desolatamente. Giuliano ha il volto triste, quella libreria lo ha visto crescere, lì si è sempre nutrito di parole. Che scempio…

Sua madre ha gli occhi disfatti dalle lacrime.
“Sono stati loro, sono stati loro” ripete come una cantilena. Ma non sa dire, o non vuole, chi sono loro. E poi:  “ Comprati una casa in campagna, vedi di stare tranquillo”.
   
Quando ha ritirato l’assegno ha sentito come un pugno in mezzo al petto. L’ufficio dell’assicuratore gli è apparso a un tratto come una camera mortuaria. Gli è sembrato  di sentire l’odore dolciastro di fiori in decomposizione.
Non ha mai pensato all’assegno come ad un risarcimento. Non ha mai fatto nessuna considerazione valutativa. Sa fin troppo bene che il valore di ciò che ha perduto è, per lui, incommensurabile.

Recondite armonie

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3 risposte a Racconto a puntate…

  1. margueritex ha detto:

    come va?è arrivata la mail?un abbraccio

  2. cristinabove ha detto:

    letto questo, bellopoi leggo il resto.buona seratacri

  3. Soriana ha detto:

    Ciao, Margaret, ciao Cri!Milvia

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