Libri sull'acqua, seconda parte

4055Prima di leggere il secondo capitolo del mio racconto, se volete, potete andare
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ci troverete un mio saluto

Libri sull’acqua (capitolo secondo)

     ricominciare ripulire tutto far scomparire l’odore del fumo la sua untuosità sostituire i vetri esplosi  ordinare      comprare sistemare nei nuovi scaffali

Rosaria guarda l’assegno, spegne l’audio del televisore, il negozio potrei mandarlo avanti io, tu protesti stare a casa, leggere, scrivere, quello che vuoi. Un bel negozio, una vetrina piena di colori, la biancheria intima è sempre un affare. Tu mi aspetti a casa, al resto penso io.

   ricominciare  ripulire tutto far scomparire il tanfo della distruzione

Ma il posto è stato violato,  non sarà mai più come prima, i muri non sono più impregnati di parole.

    “Signor Doria, cosa ne dice del romanzo di Villalta?…”

    Solenne e paffuto, Buck Mulligan comparve dall’alto delle scale…

    “Davide, mi consiglia  un libro per mia sorella? …”

    Un’intera nottata
    buttato vicino
    a un compagno

    “ Voglio cominciare a leggere, ma non so da dove cominciare…”

    …e solo il nome era ben chiaro, scritto a lettere cubitali, Mani, Josef Mani…

    “Cosa è uscito di interessante, ultimamente?”
   
    Che cosa fosse per Acab la Balena Bianca è stato detto…

     il mare una tavola liscia tranquilla silente non brucia odora di buono
     il mare movimento di onde frangenti su scogli spruzzi d’acqua non fuoco il mare

Lui e Giuliano bevono un caffè, seduti all’esterno del piccolo bar del porto.
Nella tasca, le chiavi dell’appartamento di Rosaria non gli pesano più. Il sole disegna coriandoli di luce sul tavolino.
Andar per mare con una barca piena di libri.
L’idea è nata lentamente, un concepimento avvenuto durante le lunghe solitarie passeggiate invernali, con l’acqua che a volte gli bagnava l’orlo dei jeans, con il vento che si intrufolava nel giaccone.
La barca da pesca è in vendita già da tempo. Il proprietario non capisce bene cosa ne vuol fare l’acquirente, della sua “Marianna”, ma non gli importa, il guadagno c’è tutto.
Portare libri lungo la costa, lasciarli di porto in porto, darli in adozione, così, senza ricavarne nulla. Per il piacere di farlo, per far vivere i libri, i più amati, in piena libertà: ecco la sua idea.
Ha già pronto il cartello da lasciare accanto ai volumi: Non solo il pesce, ma anche questo è cibo. E sulla barca è gia dipinto il nuovo nome: Libri sull’Acqua. Gli hanno detto che cambiare nome alle barche porta male, ma Davide non ci crede. E’ pieno di speranze.
Giuliano lo guarda con affetto. Pensa che Davide sia un po’ matto, non si è neppure chiesto come farà a campare. Ma è il suo migliore amico, e va bene così.
“Ora ti manca solo una donna.  Lo sai, vero, la storia di una donna in ogni porto… per quanto…” Sta per fare il nome di Rosaria. Poi tace.
E il viaggio sta per cominciare. Un abbraccio all’amico. Si rivedranno fra una settimana. Poi un’altra partenza, e ancora a casa, e sempre così fino a quando? fino a quando si vedrà. Per ora va bene così.

      il mare racconta storie trasporta storie regala storie il mare non brucia


Bevano est: L’amant de St.Jean

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5 risposte a Libri sull'acqua, seconda parte

  1. margueritex ha detto:

    come stai carissima?volevo un tuo parere sulla mia buffa lettura, e comunque spero che tu stia meglio.appena posso leggo il raccontoun abbraccio

  2. Soriana ha detto:

    Maggie: Ciao, non sto bene per niente… tanto è vero che ho preso appuntamento con un pneumologo…Quanto alla tua lettura è stata divertentissima ed eccellente: nei brani con cadenza dialettale sembravi una bolognese doc! Milvia

  3. cristinabove ha detto:

    mi hai fatto fare un sogno: sdraiata tre i libri più cari, come nel quadro di lady of Shalott di Waterhouse, mentre la barca si dirige al largo, nel chiarore lunare.e i libri come compagni di silenzio…ciaograzie

  4. uskaralis07 ha detto:

    Quanti aggettivi e quali?…Semplicemente Stupendo! 

  5. anonimo ha detto:

    Dato che Bologna è la città di mio padre che quasi non ho consosciuto ,spesso ci vado da amici e la amo molto e ,sarà cambiata,ma le gente e i colori ,gli odori forti e accattivanti, le bici e  i viottoli e le volte…insomma mi paiono così accoglienti…che faccio mia la tu poesia ,Milvia .GrazieTinti

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