Ustica: le verità sommerse

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Agende, agenda Snam del 1980, lettere … dizionario inglese-italiano, romanzi (di Cassola, di Bevilacqua), biografia di Enzo Ferrari di Enzo Biagi… crema da barba Palmolive, cotton fioc, spazzole… pinne, mute da sub, boccagli… guanti, chiave, cintura…
bambola.
Le cose, testimonianza della vita delle persone. Gli oggetti sono tracce. Segni di una presenza. Impronte. Gli utensili, il valore d’uso delle cose. Il valore dimesso, la dismissione. Oggetti ordinari, infraordinari, quotidiani, necessari, superflui.
Le cose, gli oggetti, sono volti. Gli oggetti ci guardano come volti, perché ci
riguardano

(da lista degli oggetti personali appartenuti ai passeggeri del volo IH 870
Museo per la memoria di Ustica di Bologna)

Ricordo che era domenica, forse il 28 giugno del 1992. Sulla motonave partita da Ischia porto non eravamo in molti. Ai villeggianti che affollavano l’isola partenopea  non interessava tanto, quell’escursione, perché in realtà escursione non era. Chiesi all’amica che condivideva con me quella vacanza se voleva accompagnarmi, pure lei rispose che non le interessava.
Il luogo che la motonave avrebbe raggiunto non era Capri, o Procida, o la bella costiera amalfitana. La meta era un tratto di mare, fra Ponza e Ustica, ma non saremmo scesi per vistare le due isole. 

L’equipaggio distribuì dei fiori. Li gettammo in mare, su quella distesa azzurra che, 3500 metri più sotto, racchiudeva ancora quarantatre corpi che non sarebbero mai più risaliti alla superficie. Un cimitero nell’abisso. Li gettammo in mare, i fiori, e il silenzio era così forte che ci parve quasi di sentire il rumore creato dall’impatto delle corolle con l’acqua.
Un impatto diverso, proprio in quel tratto di mare, dodici anni prima, doveva aver creato ben altro suono.
A bordo c’era anche Corso Salani.
  Il muro di gomma era uscito un anno prima, mi par di ricordare. 
A bordo c’erano tristezza, dolore, rabbia. A bordo c’era l’impotenza. A dodici anni dalla tragedia ci si chiedeva perché la causa della morte di 81 persone, fra cui tredici bambini, fosse ancora classificata come sconosciuta. Ma forse tutti noi, che in quel pomeriggio domenicale avevamo ben volentieri rinunciato alle spiagge e ai giardini termali per ricordare, per non lasciare soli quei morti, forse un filo di speranza lo avevamo ancora, che  la verità emergesse dagli abissi in cui l’avevano cacciata.

Oggi sono trascorsi trent’anni dalla strage di Ustica e quel “perché?” è ancora un interrogativo senza risposta. E rimangono, a bordo della vacillante nave Italia, il dolore, la rabbia, l’impotenza. Manca la speranza, ormai inabissata come il volo IH 870, ma non recuperabile, io credo.

Una piccola nota aggiuntiva: ho letto proprio ora che Corso Salani è morto dieci giorni fa. Mi ha rattristato, questa notizia. Ricordo l’espressione che aveva quel giorno, sulla moto-nave: c’erano tristezza, dolore, rabbia, come sul viso di tutti noi. C’era impotenza. Ma quella piccola speranza di sapere la verità era anche dentro di lui, forse.  Già, speranza di sapere la verità. E ora se n’è andato, senza
conoscerla.

 Wikipedia: la storia.

 
Fra le tante voci della rete che in questi giorni stanno ricordando la strage di Ustica, voglio segnalare:

Tiffany

Franz  (che, partendo dalla strage di Ustica, dice molto altro)

e
Anarcosolidale

Infine:

Anteprima di "Strage di Ustica, le verità negate

che andrà in onda questa sera  alle 23,50 su Rai Due.

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4 risposte a Ustica: le verità sommerse

  1. anonimo ha detto:

      “Ustica”, oggi ho sentito un breve cenno dell’intervista fatta all’ex ministro G. De Michelis dove egli affermava che su Ustica è giusto non sapere, lui diceva che in pratica a noi del popolino non serve proprio a nulla conoscere quei fatti, così come quelli delle grandi stragi citando ad esempio quella di Bologna, affermando che le stragi di stato o tra stati a noi proprio non devono interessare, sono successe e basta così, guai se lo avessi avuto tra le mani, lo avrei preso a schiaffoni, non deve venire lui a dirci sulle stragi di stato non conosceremo mai la verità ne i nomi dei veri colpevoli, è ovvio che tutto questo si è perso dietro ai modus operandi dei vari governi e dei relativi servizi segreti, cosa che ormai è ampiamente appurata, ma sapere 81 persone sono morte in una azione di guerra in tempo di pace e dietro a questo fatto ci sono state degli  insabbiamenti ed impapocchiamenti delle forze armate Italiane (leggasi aeronautica militare) dove sono sparite tutte le cose che potevano in qualche modo portarci a vedere e conoscere anche solo alcune delle responsabilità minori, tutto un apparato delle forze armate che ha fatto scudo e terra bruciata intorno all’evento, alla faccia di quelle povere innocenti persone, colpevoli di essersi trovate nel posto sbagliato nel momento sbagliato, morte probabilmente di fuoco amico.Ebbene come può l’ex ministro dire che non è importante conoscere chi ha insabbiato, nascosto, cancellato, distrutto quelle prove, rendendosi complici con chi ha premuto veramente il bottone che ha lanciato quel missile verso quell’inerme aereo civile, il sapere che probabilmente quelle persone hanno pure fatto carriera nell’ambito militare mi fa girare ancora di più gli ammennicoli.Una volta tendenzialmente esistevano unicamente due strati di persone, uno di chi comandava e l’altro di chi veniva comandato, ora questi strati sono talmente tanti da averci fatto perdere il contatto con la realtà delle cose, portandoci inevitabilmente verso una visione parossistica e schizofrenica del vivere.Ciaooo neh! Alanford50

  2. anonimo ha detto:

    Grazie,Tinti

  3. Soriana ha detto:

    Alan: Questa proprio non l'avevo sentita… Altro che a schiaffoni, sarebbe da prendere…E non solo sono spariti documenti che potevano far risalire alla verità, ma anche persone: tutti quegli strani suicidi…Quanto è bella, la nostra patria….Beato Franz, che si sta godendo il CaterRaduno… Che sempre in Italia sta, ma almeno sta fra bella gente.At salut, Alan!Milvia

  4. Soriana ha detto:

    Tinti: Un abbraccio, cara.Milvia

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