Gioia

Questo post nasce dalla lettura di un altro Post , molto bello, come sempre lo sono quelli dell’amico Franz.
Franz, nel suo post di qualche giorno fa, parla di gioia (andate a leggerlo, perché c’è anche un’informazione che potrebbe interessarvi) e a me, come gli ho scritto nel mio commento, gioia è un vocabolo che piace tantissimo. È una parolache mi dà… gioia solo a leggerla, ad ascoltarla, a pronunciarla.
Gioia è un sentire diverso dalla felicità. È più intenso, più luminoso, più breve, violento, anche, ma di una violenza splendida. A volte può durare anche solo un attimo e mai è di lunga durata. E se forse, quando siamo felici, abbiamo sotto sotto la paura di perderla, la nostra felicità, quando ci sentiamo pervasi dalla gioia la viviamo e basta. È come un bel fuoco di artificio, la gioia.
Gioia pura l’ho provata guardando un tramonto, ascoltando una musica. In quel momento mi sono sentita eterna. Come succede quando si è innamorati e il nostro amore è ricambiato,  ma non proprio così, però: perché è un’emozione tutta condensata, che ci prende.
Gioia io l’ho provata anche in completa solitudine: davanti a me uno spettacolo naturale e niente altro. E sono come uscita da me stessa per essere tutt’uno con quella visione.
Gioia io l’ho provata in mezzo a una folla, spettatrice come tanti di un qualche concerto emozionante, e sono diventata tutt’uno con quella folla e quella musica.
Gioia non è legata necessariamente a eventi importanti della nostra vita. Ma a piccole cose.
Il resto, la nascita di un figlio, l’amore corrisposto, l’amicizia, possono creare, creano, felicità.
Ma la gioia è altro. E’ un piccolo gioiello, la gioia. Gioia, gioiello… O, come ha scritto Franz, è un nutrimento molto speciale, la gioia.

Se volete, potete commentare mostrandomi qualche vostro piccolo gioiello. Io ne sarei contenta.

Beethoven: Inno alla gioia

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Questa voce è stata pubblicata in domandine, leggeri e pesanti pensieri. Contrassegna il permalink.

17 risposte a Gioia

  1. bittatre ha detto:

    Gioia è anche sentirsi bene con se stessi.

  2. Soriana ha detto:

    Bittatre: Non so, Bittatre: io, quello stato d'animo, lo stare bene con se stessi, lo chiamo serenità.Un abbraccio e buona serata.Milvia

  3. anonimo ha detto:

    Continui a viziarmi con i tuoi complimenti e le tue premure, mia cara amica Milvia; non ti nascondo tuttavia che mi fa piacere, anzi, che mi fa bene, in un periodo per me un po' critico. Tornando al confronto fra felicità e gioia, mi viene da pensare che la prima indichi fondamentalmente un'utopia, mentre la seconda, nella sua caratteristica estemporaneità, nell'esplosività dell'attimo inafferrabile, indichi una realtà, sicuramente più rara di quello che vorremmo; ma ciascuno di noi può fare molto, per cercare di viverla e di portarla agli altri. Ancora un gioioso sorriso e un abbraccio. Franz

  4. anonimo ha detto:

    …dimenticavo: hai trovato un'immagine straordinariamente significativa!Ariciao.Franz

  5. margueritex ha detto:

    grazie Milvia!ricambio il bacio…caloroso

  6. accipicchia ha detto:

    Che post, amica mia! Per il suo contenuto e per come questo meraviglioso contenuto è stato portato alla luce. Sono andata anche sul blog di Franz, non conoscevo il blog né il suo curatore, ed è stata un'altra bella scoperta. Non è la prima volta che ho il piacere di incontrare tante belle persone grazie a te.Un carissimo saluto, Resistente, e BUONA GIORNATA.Piera

  7. anonimo ha detto:

    Grazie Milvia,per quello che scrivi. Vero, verissimo!Condivido e ti applaudo.Un abbraccio "caloroso"rosy

  8. cristinabove ha detto:

    Segnali di… gioia[..] su rossiorizzonti segnali a 4 mani qui da Remo Bassini [..]

  9. Soriana ha detto:

    Franz: Felicità e gioia. Beh, senza dubbio la felicità, quella per sempre, intendo, è una mera utopia. Però periodi felici può capitare di viverli.  La gioia è un lampo. E hai ragione: dovremmo cercare di essere illuminati più spesso, da questo lampo, e cercare di illuminare anche gli altri.L’immagine piace molto anche a me. Anzi, ora vedo di segnalarne l’origine.Ricambio il sorriso gioioso e l’abbraccio (non caloroso, perché con questa temperatura non è il caso, ma affettuoso).P.S.: Poi ci dirai, vero, il libro che, se ho ben capito, ti ha ispirato il post?Milvia

  10. Soriana ha detto:

    Margaret:  Il bacio…. caloroso, lo ricambio con affetto, cara Margaret.MilviaP.S.: questa sera, all'Ambasciatori, c'è Cavazzoni che parla del suo Gli scrittori inutili.Milvia

  11. Soriana ha detto:

    Piera: ogni tanto un post leggero e ottimista ci vuole, altrimenti… altrimenti è la fine.Sono tanto contenta che Franz  sia stato una bella sorpresa, per te. Lo è stato anche per me.Ciao, cara e spero di abbracciarti (dal vivo!) in settembre.Milvia

  12. Soriana ha detto:

    Rosy: Cara, cara Rosy, sono sempre molto felice di leggerti. Ricordati che ti (vi) sono sempre vicino.Milvia

  13. Soriana ha detto:

    Cri: grazie, come sempre, Cri.Milvia

  14. falconier ha detto:

    Ciao Milvia, mi è piaciuto molto il tuo post sulla gioia e mi ha portato a cercare una lettera che avevo scritto qualche anno fa  per i miei figli, non è tutta farina del mio sacco sono incluse frasi che allora mi avevano colpito nella lettura di un libro del quale non ricordo il titolo. Leggila con calma se ne hai voglia forse ci puoi trovare qualcosa di buono.Eccola:Per Alessandro e Matteo

     Mi capita,a volte di ritrovare i vostri disegni di anni fa, le fotografie delle vacanze e di alcune feste particolari, o i biglietti di auguri . Sono ricordi bellissimi, che rinnovano emozioni di una felicità che ha qualcosa di straziante, come le cose perdute, che non ritornano più.   E' come andare indietro nel tempo,rivedervi piccoli e indifesi,riempire di tenerezza il vuoto di quelle immagini mute.   Eppure nulla é veramente perduto di ciò che é  cambiato. Tutto è scritto nel grande libro della vita e  riaffiora a tratti, anche nei momenti più impensati, perché fa parte di noi.

    Lasciatemi sperare che i ricordi più belli mi seguano sempre,  e non si offuschino mai.

      Quando eravate piccoli e io o la mamma tornavamo a casa nascondendo per gioco un dolcetto o un giocattolo, ci correvate incontro e negli occhi vi brillava un lampo di malizia e d'intesa che a malapena dissimulava l'ansia dell'aspettativa,la domanda segreta.  E appena si svelava il piccolo mistero, la domanda si acquietava nel lampo della felicità.  Allora bastava un nulla a rendervi felici. 

    Ora siete cresciuti,eppure io continuo a leggere nei vostri occhi l'antica domanda.

    A tratti la sento anzi premere più oscura e profonda, più inquietante, esigente, velata da ombre di corruccio e delusione,persino di rimprovero quasi fossi incapace di esaudirla.La domanda é rimasta sempre quella: una sorta di implorazione di tutto l'essere verso la gioia e la felicità.

    Quanto più vi guardo e mi interrogo dentro,tanto più vi comprendo e mi sento disarmato. La felicità? E' cosa ben rara ,preziosa e difficile. Indubbiamente esiste. La nostra vita ne é tutta punteggiata; ma sono lampi,abbagli. Quando mi sono innamorato ho scoperto d'un tratto che cos'era la felicità. Un'esplosione di luce così chiara e così calda da infliggere persino sofferenza e dolore.

    Quando siete nati voi,dopo lunghissimi attimi di attesa,é stato ogni volta di nuovo un lampo di felicità. Ancora oggi ogni volta che vi sento e vi vedo felici, qualcosa mi tocca dentro, e questa tenerezza improvvisa é ancora e sempre felicità. 

    Essa esplode quando un sogno inaspettatamente si avvera, quando un timore mortale si dissolve e dalla breccia aperta irrompe la speranza, quando ride un bambino o si accende una stella, quando trovate un amico. Ci sono gradi diversi di felicità e tutti sono belli. Ma sono lampi brevi e fuggevoli.-Non sono la condizione reale dell'esistenza. La felicità é così intensa che se durasse a lungo sarebbe insopportabile. Per questo,quando ci viene data,dobbiamo goderne senza riserve ma anche senza illusioni. Dalla felicità ci dobbiamo anzi proteggere, come da un fuoco troppo precipitoso e irruento. Essa é un dono fugace. Affrettiamoci a difenderla e custodirla,trasformandola in gioia.

    Se la felicità é del tutto gratuita,la gioia dipende invece in buona parte da noi, può essere conquistata e saldamente posseduta.   Essa dipende non tanto dalle cose che si possiedono quanto piuttosto dal modo in cui entriamo in rapporto con esse,scoprendole nella loro bellezza,utilità e santità,godendone sommessamente e senza sprechi,accettandole così come sono e accettandoci così come siamo.

    La gioia è soprattutto una disposizione dell'anima, una conquista interiore. Fa più bella la vita e paradossalmente, può risplendere anche dentro la sofferenza e il dolore. E' il lampo di luce che brilla anche dentro le lacrime. La gioia è pazienza, saggezza, pietà, e batte dentro il cuore di tutte le sofferenze come speranza di un sicuro riscatto. So che le parole come pazienza e saggezza possono suonarvi strane e che sono in contrasto con quella vitalità istintiva che soffia come un vento sul-l'albero della vita. Ma permettete che proprio da questa prospettiva io risponda alla domanda che continuamente leggo aperta nel vostro cuore,

    Essa ha assunto di volta in volta le forme degli oggetti e dei sentimenti più disparati, e voi stessi siete già fin d'ora in grado di misurare l'enorme distanza che esiste tra le cose desiderate e la vostra richiesta di felicità. Quelle passano, mutano,si rivelano irrisorie e precarie,mentre la domanda resta: é il nostro stesso spazio interiore che chiede di essere occupato,che è in cerca dell'ospite sconosciuto. E già questo dovrebbe aiutarvi a capire quanto sia labile il rapporto tra le cose del mondo e la felicità.

    Vediamo ogni giorno attorno a noi amici o conoscenti che hanno una casa al mare,un televisore al plasma,una Suzuki,una Porsche ed altro ancora. Ma guardateli bene. Sono forse felici più di voi?

    Non ditemi che questo non c'entra e che, se non sono felici con tutto quello che hanno,è solo perchè sono incontentabili. E' proprio perchè hanno troppo che sono infelici. E' proprio perché sono abituati ad avere tutto che non godono più di nulla.

    Qual'è mai la misura della "contentabilità" umana? Guardate a chi ha meno di voi, e vedrete come si rovesciano le posizioni. Perchè il punto è proprio questo:la felicità non si commisura con quello che si ha ma con quello che si è, non è in proporzione a quello di cui si dispone ma al rapporto di grazia che si instaura con le cose,investendole della nostra stessa ricchezza. La felicità è in proporzione a ciò che sappiamo donare, a quella comunione di affetti che sappiamo suscitare intorno a noi e che ci fa essere vivi. Non è il mondo a donarci la gioia: siamo noi che doniamo gioia al mondo.

    Ci sono ragazzi che hanno tutto ma non hanno amore. Nessun regalo può colmare un vuoto d'amore, come non può colmare il rimorso di chi non può e non sa dare amore.

    Cosa possiamo darvi, la mamma ed io?   Il giocattolo della fantasia.   Poco e moltissimo.

    Un inno alla vita,all'amore,alla speranza,con molta allegria e un pizzico d'ironia.Perchè la vita è anche questo.Una tempesta di emozioni e di lacrime. Anche lacrime di gioia. La più grande tentazione è l'inferno dell'egoismo,che minaccia la vita e la uccide.

    Stamattina Matteo  mi  ha detto che non era giusto che io facessi tante rinunce per lui,per voi, per i figli,per la famiglia.E mentre facevo i biscotti pensavo a queste parole , mi è venuto in mente il nonno Francesco, quante rinunce ha fatto per me? per i suoi figli? per la sua famiglia? eppure non me lo ha mai fatto pesare, ed io stesso in tutto il tempo che ho vissuto con lui non sono stato in grado di capirlo.Non ho mai pensato un momento a quanto il mio papà mi amasse ogni giorno, ero occupato a cercare una chimera che il mondo non mi dava, ma avevo a portata di mano ogni giorno, bastava guardarlo in faccia mentre eravamo a tavola con lui :la felicità era lì. Purtroppo solo adesso l'ho scoperto e tutto l'amore , le rinunce che faccio per voi, non mi pesano perchè sono un tributo d'amore che attraverso voi faccio un pò anche a lui e alla nonna.E anche la mamma si comporta come me.

    La paternità, la maternità, sono un dare senza nulla pretendere.Terribile privilegio,impegno che si accende con la nascita e moralmente non si estingue più, nemmeno oltre la morte, se è vero che proprio oltre la morte l'eredità degli affetti diventa religione. Impegno che è felicità di donarsi senza riserve . Un credere nella vita e nel dono della vita. In un'epoca contrassegnata dalla sfiducia e dall'egoismo, la mamma ed io abbiamo avuto fiducia nella vita.La vita è forte . Più dell'egoismo. Altrimenti il mondo sarebbe già finito da un pezzo.

    Noi abbiamo creduto nella vita. L'abbiamo moltiplicata per due:Alessandro e Matteo. Ma non saremmo nel giusto se dicessimo di aver moltiplicato per due anche le pene e le preoccupazioni.Se ci si ama davvero è anche un dividere per due.  Un portare insieme.  Lasciatemi credere piuttosto d'aver moltiplicato la gioia.

    No, non sono pentito di aver creduto nella vita.Voi sapete che anche la mamma è d'accordo con me.

    E mi detta in silenzio le parole più giuste, le parole più vere. Lei vi ama molto più di quanto ve ne rendete conto,comincia e finisce la giornata occupandosi di voi e di me,ma ce ne accorgiamo? in che modo esprimiamo a lei la nostra gratitudine?Il più bel regalo che vorrei per questo mio 53° complean-no è che voi ricominciate a guardare a lei, non  solo come a una persona della famiglia messa lì solo per lavare ,stirare,cucinare e pulire.Cercate la chiave per entrare nel suo cuore,mettetela al corrente

    di qualche episodio della vostra giornata,delle vostre gioie, delle vostre malinconie,delle paure(forse lei riuscirebbe a scacciarle più di ogni altro), lo sapete lei se ne sta li sempre a disposizione, con un pò di tintura di iodio o con un ghiacciolo …

  15. Soriana ha detto:

    Falconier: Che splendida persona, sei! Ti ringrazio, tanto, ma veramente tantissimo, per avermi, per averci, regalato questa lettera d'amore, amore per i tuoi figli, per tua moglie. Amore per la vita.In molte tue parole, nelle emozioni che hai provato e provi, mi ci sono ritrovata. E mi sono sentita un nodo in gola: per la gioia del ricordo, per la malinconia del tempo che è passato, per tutta la tenerezza, la saggezza, la consapevolezza del vivere che sono contenute nella tua lettera. Credo che i tuoi figli siano molto orgogliosi di avere un padre come te.Mi piacerebbe tanto, se tu me lo permetti, fare un post, di questo tuo commento. A volte i commenti non si leggono, e la tua lettera merita visibilità: perchè ha molto da insegnare, perchè non è solo un dono per i tuoi figli, ma per tutti quelli che la leggeranno.Grazie ancora, Falconier, e permettimi un abbraccio.Milvia

  16. falconier ha detto:

    Grazie Milvia puoi farne ciò che vuoi ma ti ricordo come ho specificato all'inizio della lettera che buona parte delle cose che ho scritto le ho tratte da pagine di un libro del quale non conosco il titolo (del quale non so darti nessun riferimento). La lettera risale a 4 anni fa, un modo per parlare con i miei ragazzi soprattutto il secondogenito, un  ribelle come lo siamo stati un pò tutti ai nostri tempi,  che in quel momento aveva dato un taglio profondo e netto al nostro rapporto, era l'unico modo per parlarci, ne ho scritti alcuni di messaggi di questo tipo e non mi pento di essermi fatto aiutare da qualche frase rubata e soprattutto dal sentimento della malinconia sempre presente nella mia vita. Comunque l'amore e il rispetto del figlio è stato riconquistato anche se non dorme più nel suo lettino. lavora accanto a me ogni giorno.Parliamo, ci confidiamo, litighiamo, meditiamo co la consapevolezza che non si finisce mai di crescere e imparare.Passo volentieri sul tuo blog anche se non ti lascio commenti, ho da leggere, conoscere e imparare molto e non averne a male se qualche tua frase la copio incollo nel mio posto segreto.Un abbraccio dal falconiere

  17. Soriana ha detto:

    Falco: anch’io, sai, anni fa ogni tanto scrivevo lettere, non a mio figlio, ma a mio marito. Anche per me era l’unico modo per parlargli. Poi gli esiti non sono stati quelli che speravo, ma questa è un’altra storia.Io credo che l’amore e rispetto di tuo figlio tu li abbia sempre avuti, è che a volte ci si smarrisce, e si fa del male anche alle persone che amiamo, oltre che a noi stessi.Sono contenta che ora vada tutto bene, e la prova che vada tutto bene, fra te e tuo figlio, sono anche i litigi, io credo.Ultimamente non visito molti blog, e lascio commenti con il contagocce. Mi riprometto di passare più spesso da te, ma commenti non so se li lascerò: a volte mi sembra di scrivere cose banali, commentando.Avermene a male? Se una qualche mia traccia vagola nel tuo posto segreto, può solo essere un onore, per me.E ora vado a riportare la tua lettera nel nuovo post. Grazie per avermene dato permesso.Un abbraccio e buona serata, Falco.Milvia

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