Un intraducibile stato d'animo

2640-Saudade

Da oggi, ogni tanto, ripescherò qualche mio vecchio post. Un po’ per nostalgia, un po’ per stanchezza, un po’ per mancanza di tempo.

Inizio con "Saudade",  pubblicato il 27 maggio 2007. Più di tre anni, sono passati. Un sacco di tempo. Oppure  no. Forse come è se fosse ieri.

Saudade

Siempre la herida es otra
    y no hay llanto desandado

        Soy la que no fui
la que no puede volar sin sus alas.

Esta sed
    este silencio
me vienen acaso de su lado.

Cancion de muerte mia: él reniega de mi
y yo
    subitamente envejezco.

Yo
la que sabia donde estaba el paraiso.

Silvia Barei  (Cuerpos de agua)

 

           Saudade                                                                               

Sempre la ferita è un’altra
e non c’è pianto interrotto

Sono quella che non fui

              quella che non può volare senza le  sue   ali                                                                                                                                  

Questa sete
questo silenzio
arrivano forse dalla sua parte.

Canzone della morte mia: lui rinnega me
e io
all’improvviso invecchio.

Io
che sapevo dove era il paradiso.

(traduzione di David Baiocchi)

(“Poetesse d’Argentina – Antologia poetica” Tullio Pironti Editore Napoli dicembre 2006)

Saudade: cosa intendono i brasiliani, con questa espressione che deriva dalla cultura lusitana e portoghese? Non esiste  nella nostra né in altre lingue, sembra, una parola  che possa tradurre questa espressione. Occorre metterne in fila di più di parole,  per descrivere lo stato d’animo particolare che i brasiliani, con tre sillabe, rendono così bene.
Saudade, spiega Wikipedia, indica malinconia, indica una speranza che si crede vana. E’ una tristezza, la saudade, che non fa solo male; ma è anche un piacere che non fa solo bene.
Meglio lo dice la scrittrice brasiliana Christiana de Caldas Brito, che vive a Roma: "saudade è lo struggimento che accompagna un ricordo bello ma finito.  E’ dolore intriso di piacere. E’ pianto senza essere sterile. Tutta la cultura brasiliana è saudade. Gli africani si ammalavano di saudade, quando giungevano schiavi dall’altra parte dell’oceano E anche gli Indios hanno cominciato a provare saudade di come era il loro territorio prima dell’avvento dei colonizzatori."

E, naturalmente, provoca  saudade il ricordo di un amore, di un affetto, di una situazione felice che non si ripeterà. Dentro l’animo di molti saudade è una condizione costante.

A un suo personaggio femminile che ha lasciato la sua patria per venire a lavorare in Italia, Christiana de Caldas Brito  fa dire:” saudade dentro di te è un grande orologio. Batte forte forte, sempre sin fermare mai. Mattino, sera, notte, dentro di te, tom tom tom tom , l’orologio batte, ma tu non sai che ora è. Questo è saudade.”

Credo che anche se noi non siamo in grado di esprimerlo con una sola parola, questo sentimento lo abbiamo provato tante volte. Credo che lo riconosciamo, anche se non riusciamo a “nominarlo”.

E io, ora, sono saudade. E questa musica, qui sotto, mi si adatta perfettamente.

Joao Gliberto: Chega de Saudade

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