Radio3 a Bologna: per ricordare

P1130737Sonia Zanotti e Lidia Secci

Sonia Zanotti aveva 11 anni, nel 1980. A lei, la bomba del 2 agosto, non ha rubato il futuro, ma senza dubbio glielo ha reso imperfetto.
È stata la prima ospite, Sonia, dello speciale di Radio3 andato in onda in diretta, nel pomeriggio di lunedì scorso, dal cortile di Palazzo Re Enzo. Ospite fra i più significativi, secondo me, perché, come ho scritto in un altro post, dei feriti delle stragi o di altri eventi drammatici, non se ne parla quasi mai. Se  ne conosce il numero, si ascolta qualche intervista rilasciata nei momenti immediatamente successivi alla tragedia, ma poi su loro cade il silenzio. E su quanto sia stato imperfetto il loro futuro, nessuno si interroga.
Sonia, per esempio, che aveva 11 anni, allora: cosa sia stato il suo futuro dal momento del’esplosione della bomba lo racconta in maniera sobria, quasi distaccata, ma ugualmente si avverte di quanta sofferenza sia stato lastricato. 11 anni, stai tornando a casa dopo una bella vacanza e improvvisamente ti trovi sotto le macerie, e poi su un’autoambulanza che attraversa la città a sirene spiegate, e nella notte in sala operatoria perché rischi l’amputazione di una gamba,  e poi un mese di ricovero al Centro grandi ustionati di Verona, in isolamento, e un mese è lungo, in isolamento, per una bambina di 11 anni, e poi il tempo passa, ma non è finita: altre operazioni, venticinque ricoveri, per anni e anni sono vissuta all’ombra della strage, dice Sonia. Poi si è affidata a un supporto psicologico e da cinque anni le cose sono migliorate. Ma le ferite rimangono: quelle del corpo, che ancora ogni tanto si riaprono, e quelle dell’anima che mai si chiuderanno completamente. Quei maledetti che hanno messo la bomba, quei maledetti che hanno ordinato che la bomba fosse messa, quei maledetti che nascondono la verità, ci pensano mai a questi futuri imperfetti?

Accanto a Sonia, una bella signora: è Lidia Secci, la mamma di Sergio, morto pochi giorni dopo il 2 agosto, per le ferite riportate. Bella, anche perché bello è il coraggio e l’amore che le sue parole trasmettono. Dice una cosa, la signora Secci, che mi colpisce molto: mio marito e io, dice, ci siamo sentiti in colpa, verso nostro figlio, come se non lo avessimo difeso, come se il nostro impegno civile non fosse stato sufficiente per evitare che qualcuno compisse quella strage. Vorrei abbracciarla, questa madre coraggiosa. Non credo che debba colpevolizzarsi, penso infatti che l’impegno civile, per la famiglia Secci, sia stata una priorità  ben prima della strage.  Credo però che abbia detto una cosa molto importante, su cui tutti dovremmo riflettere, e che si può riassumere in  sole due parole: essere responsabili. Cioè assumersi la responsabilità di quello che accade intorno a noi, anche se sembra non riguardarci.  Oggi, soprattutto.

Agide Melloni aveva 21 anni,P1130753 allora, e quel mattino di agosto era alla guida dell’autobus 37. L’autobus della morte, qualcuno lo ha poi chiamato, Ma non mi piace per niente, questa definizione. Come definirlo, allora? Un autobus guidato da un ragazzo coraggioso e generoso, mi sembra più appropriato. Agide Melloni racconta della sua esperienza con semplicità, come se l’impegno di cui si fece carico in quella giornata terribile non fosse stato dettato da una grande, generosa disponibilità. Sul suo autobus, Agide traportò i morti, tanti viaggi, dalla stazione alla camera mortuaria di via Irnerio, avanti e indietro, avanti e indietro, solo morti, lasciando libere in questo modo le autoabulanze di portare i feriti in ospedale. Tanti viaggi, anche dopo che il suo turno di lavoro era finito, disse: vado avanti. Dalle 11 del mattino fino alle tre e mezza di notte, tanti viaggi, solo morti. Mi viene da fare una domanda: oggi, un ragazzo di 21 anni, lo farebbe?

Mi sarebbe piaciuto riportare anche altre testimonanze dei tanti ospiti che si sono avvicendati davanti ai microfoni di Radio3, tutti molto partecipi nel ricordare la strage, ma avrei rischiato di riempire schermi su schermi. Mi sono limitata quindi a solo tre di loro,  perché li ritengo rappresentativi di questa tragedia: rappresentativi del futuro imperfetto dei feriti, di tutti coloro che hanno perduto l’affetto più caro,  della generosità che tanti cittadini della mia città dimostrarono quel giorno.

Da scrivere, comunque, ci sarebbe ancora tanto: di come Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione dei familiari  delle vittime, si batta con coraggio perché emerga la verità, finalmente; di quanti scrittori si sono occupati della strage del due agosto, e ne abbiano dato testimonianza nei loro libri, sia di narrativa, che di inchiesta.  Molti di loro hanno partecipato alla trasmissione, e ascoltarli è stato emozionante. Credo che la letteratura sia uno strumento importantissimo per non dimenticare.
E importantissimo è il percorso che, sotto la guida del suo direttore P1130761Marino Sinibaldi (conduttore  più che mai sensibile e attento dello speciale del 2 agosto) Radio3 ha intrapreso da qualche mese: dalla strage di Piazza Fontana, al terremoto dell’Aquila, alla strage di Bologna. In mezzo alla gente, perché la memoria continui a vivere. Il percorso degli elefanti, mi vien da dire. Non posso che ringraziarla, Radio3, e ringraziare di cuore  Marino Sinibaldi, che l’ha resa ancora migliore da quando ne ha assunto la guida.

Ringrazio anche questo blog : una vera e propria miniera di informazioni sulla strage di Bologna e non solo. Una sorta di archivio di documenti che di stragi parlano. E, fra l’altro, ci troverete anche il link per accedere all’intera registrazione dello speciale dell’altro giorno.

Ho scritto prima che avrei altre cose da dire, ma già il post è lunghissimo. Allora, sapete cosa faccio? Riprenderò l’argomento domani, o forse sabato.

Ed ecco le foto di alcuni ospiti dello speciale bolognese. Di loro non ho parlato, ma sono stata contenta di ascoltarli. Almeno ve li mostro, sapendo che, se volete ascoltarli, potete andare a visirate il blog  cui ho accennato prima.

Paolo BolognesiCarlo Lucarelli

P1130729

Carlo Lucarelli



Grazia Verasani
Cristina ZavalloneP1130759

             Cristina   Zavalloni

2 agosto 1980: la cronaca

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in 2 agosto 1980, marino sinibaldi, radio3. Contrassegna il permalink.

10 risposte a Radio3 a Bologna: per ricordare

  1. anonimo ha detto:

    ciao, il mio nome è martino, autore del blog che hai segnalato;se trovo altri documenti, testo o audio, non mancherò di segnalartelo.saluto cordialmente

  2. anonimo ha detto:

    Cara Soriana, molto intenso e coinvolgente. Abbiamo regalato il nostro pianto alle vittime di questa e di altre stragi indicibilmente crudeli. Possiamo non dimenticare. Credo però che il diritto alla memoria sia soprattutto un'assunzione di responsabilità per l'oggi.Non solo per chiedere sia fatta luce sulle trame oscure di allora, ma anche per rendere reali oggi nella nostra vita civile e nella nostra convivenza i valori della costituzione, che sono così feriti e minacciati.E a questa attuazione del  dettato costituzionale, che in prima istanza competerebbe ai nostri pseudo-governanti,  ai politici, che ci dovrebbero rappresentare, ai giudici, deve contribuire ognuno e ognuna di noi. Non solo nel giorno della memoria ma in ogni giorno della nostra vita quotidiana siamo chiamati  a resistere alle derive antidemocratiche e autoritarie e a costruire una convivenza dove il rispetto, la giustizia e la solidarietà siano non solo  belle parole ma nutrimento per la nostra fame.Infine, sì, io credo che anche oggi potrebbe esserci un ragazzo di 20 anni che spende 15 ore della sua giornata per "fare quello che va fatto"; auguriamoci che non sia più necessario.Grazie

  3. Soriana ha detto:

    Martino: scusami, ma quando ho letto il tuo post non so perchè ho pensato che fosse di una blogger, e stupidamente non ho guardato la firma…Ti ringrazio ancora per tutte le segnalazioni, per la tua visita e se mi segnalerai altri documenti te ne sarò davvero grata. La Rete è uno strumento meraviglioso di condivisione.Milvia

  4. Soriana ha detto:

    Mariolina: come non essere d’accordo parola su parola? E so pure che tu agisci coerentemente con quello che dichiari. Forse io non sempre ci riesco. Mi fa piacere, perché mi fa sperare, che tu pensi che anche oggi un ragazzo si comporterebbe come quell’autista. Grazie, Mariolina e a prestoMilvia

  5. cristinabove ha detto:

    Milviaè grazie a persone come loro che l'umanità può ancora sperare in un miglioramento.nel nostro paese in particolare, di un popolo che non sa discernere la realtà dallo spettacolo.ormai siamo alla vita omologata sui serial e le soap opera, sui sentimenti strappacore da tv di sgombero.mala tempora currunt, lo penso più che mai.grazie anche a te che non ti stanchi di dare indicazioni, di tenere viva la memoria delle vittime e dar risalto a chi si batte per i valori.un abbraccio.cri

  6. Soriana ha detto:

    Cri:  grazie, cara. Riesci sempre a essere presente, e con le giuste parole.Un abbraccioMilvia

  7. anonimo ha detto:

    Un resoconto vivo e pulsante.Sei sempre più brava e ti si legge sempre più volentieri !Franz

  8. Soriana ha detto:

    Franz: grazie, parole generose, le tue, troppo generose.Buon fine settimana, Franz!Milvia

  9. winyan ha detto:

    grazie Milvietta per quello che ci racconti e per come lo racconti..che non vuole essere solo un apprezzamento al tuo modo di scrivere…ma alla capacità di dare notizie in modo coinvolto e coinvolgente senza essere mai nè retoricà nè sensazionalistica…ma efficace nella comunicazione…anche io penso che un ragazzo di 21 anni anni oggi farebbe la stessa cosa…augurandogli, naturalmente, chi esso possa essere, di non doverlo mai fare…ma come dice Cri…mala tempora currunt….

  10. Soriana ha detto:

    Maria: grazie anche a te, cara amica mia. Mi fa piacere che tu non avverta retorica, in quello che scrivo. Odio la retorica, ma è facile esserne intrappolati, quando si affrontano certi argomenti.Penso che tu e Mariolina abbiate ragione: anche pensando a dei ragazzi che conosco, sì, credo che farebbero come quel generoso autista dell'autobus 37.Mi auguro, come voi, che non si presenti mai loro l'occasione, naturalmente.Un forte abbraccioMilvia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...