Condannati a morte

Alcuni giorni fa, girovagando in internet, ho trovato una mia poesia, scritta mi sembra due anni fa, per la notte di San Lorenzo.
Era stata raccolta e pubblicata da una blogger che non conoscevo: Ornella, la madre di Niki Aprile Gatti, che, con mia grande commozione, ha dedicato i miei versi al figlio, proprio il dieci agosto di quest’anno.
Di Niki non sapevo nulla, non sapevo che fosse una delle troppe vittime del sistema che dovrebbe amministrare la Giustizia,  e che invece molto spesso è solo una macchina che produce morte.  Una delle tante storie che ogni tanto occupano le pagine dei giornali per alcuni giorni, e poi, spariscono, come se fossero state risolte. Ho scritto: una delle tante storie… Ma mi accorgo che non mi piace aver scritto così: perché ognuna di quelle storie è unica. Ognuna ha un nome e un cognome. Una si chiama, per esempio,
Federico Aldrovandi  , un’altra porta il nome di Stefano Cucchi  e un’altra ancora di  Aldo Bianzino , e scorrendo un ben lungo elenco, ecco una storia che si chiama  Marcello Lonzi   E ognuna di queste storie, e delle tante altre che non cito,  ha soprattutto il nome, il volto, il pianto e la disperazione dei famigliari  di chi di carcere o di giustizia muore. Volti, pianti, disperazione che chiedono di conoscere la verità.
Di giustizia si muore per le torture (che orrore che questa parola debba avere ancora senso, non sia stata abolita, in questo nostro paese democratico…), di carcere si muore per mancanza di cure, per il sovraffollamento, per la depressione, per l’inerzia dei giorni che scorrono uguali.  In carcere si pone fine alla propria vita:
un suicidio ogni due giorni!

In carcere, a volte, i suicidi simulano un vero e proprio omicidio. 
Una storia che non conoscevo porta il nome di Niki Aprile Gatti. geminiE quello della sua mamma coraggiosa, Ornella.  E’ dal giugno 2008 che Ornella è orfana di Niki.  E non si rassegna, Ornella. Non si rassegna all’assenza e non si rassegna a non conoscere la verità.
Non la racconterò direttamente la storia di Niki, ma vi invito, e con molta insistenza, a entrare nei link che troverete qui sotto (e anche in quelli che ho riportato sopra, per altre storie).
Ornella è una madre disperata, che lotta per la verità, ma non lotta solo per se stessa o per il suo Niki: a destra dello schermo, quando entrerete nel suo blog,  trovate scritto Altre famiglie che chiedono verità e giustizia.
Ci sono storie, lì, che hanno nomi e cognomi.

Abbandonata ormai l’idea che il carcere sia rieducativo (pura utopia, in questi tempi), è comunque inaccettabile che le morti in carcere (e non per cause naturali) siano così frequenti. Il nostro Paese non prevede nella sua Costituzione la pena capitale. Eppure mi sembra proprio  che le condanne a morte in realtà esistano e vengano eseguite.
In questi tristi anni che stiamo attraversando, nei quali non esistono più etica e morale alcuna, nei quali  giustizia e verità rischiano di diventare parole prive di significato,  sono tante le cose  verso cui dovremmo ribellarci: a mio parere la situazione delle carceri e le condizioni di vita dei tanti che vi sono reclusi, è una fra queste. e senza dubbio non la meno importante.
Per ribellarci dobbiamo conoscere le storie. Ecco, quindi,  i link per conoscere la storia di Niki e Ornella (ah, credo che sarebbe di grande consolazione, per Ornella, se lasciaste un commento, anche solo un abbraccio, nel blog di Niki, così, per far sentire la vostra solidarietà)
:

Il blog di Niki

Il blog di Beppe Grillo: Niki non c’è più

Youtube: interviste

Niki Aprile Gatti: primi rinviati a giudizio

San Marino notizie

 
E qui, altre storie. Sempre sul carcere:
Ristretti orizzonti

Questa musica bellissima credo che ben si leghi a questo post:
Mozart: Lacrimosa

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14 risposte a Condannati a morte

  1. margueritex ha detto:

    ciao Milvia,sono tornata e passo per un saluto…come va ora?

  2. RenzoMontagnoli ha detto:

    Comunicato del 25 agosto 2010[..] Povera Italia, gran bordello e di dolore ostello! Il 20 agosto, sul Corsera, è apparso un editoriale di Claudio Magris intitolato e sottotitolato . Articolo necessario, se non indispensabile, per evidenziare ancora una volta il profondo stato [..]

  3. anonimo ha detto:

    Hai ragione, cara Milvia, non è tempo sprecato informarsi e ragionare sulla condizione disperata di chi soffre e di chi muore di detenzione. Anzi, diffondere consapevolezza, su questa situazione ormai ben oltre i limiti accettabili, è urgente: un doveroso atto sia umano che politico.Ho appena visitato quella voragine di dolore che è il blog della mamma di Niki, e ho lasciato una mia testimonianza di solidarietà, come giustamente hai sollecitato.Un salutone e un abbraccio.Franz

  4. cristinabove ha detto:

    ho segnalato Renzo che ha segnalato te…

  5. Soriana ha detto:

    Margaret: ben tornata! Sono passata pure io da te…Milvia

  6. Soriana ha detto:

    Renzo: grazie!Milvia

  7. Soriana ha detto:

    Franz:  non potevi provare espressione più appropriata di voragine di dolore…Grazie davvero, caro Franz, per aver capito e condiviso.Un abbraccioMilvia

  8. Soriana ha detto:

    Cri: ho visto, Cri. Grazie!Un bacioMilvia

  9. utente anonimo ha detto:

    Grazie Milvia e grazie renzo per esserci:io leggo e non so più cosa dire,ho sempre di più un  groppo che non va nè su nè giù.Tinti

  10. Soriana ha detto:

    Tinti: bentornata!!!!  Nel mio nuovo post, ti avevo proprio chiesto dove eri finita! E complimenti per il libro…Quanto a questo, di post… che dolore….Ti abbraccioMilvia

  11. anonimo ha detto:

    Milviagrazie davvero con il cuore…..ho dedicato la tua bellissima poesia la mio Niki perchè è profonda e mi ha toccato le corde dell'Anima…Grazie per il tuo post, per lo spazio che hai dedicato al mio Niki, se tu l'avessi conosciuto ne saresti anche più contenta, l'attenzione che gli hai dato la merita tutta,credimi…..Ti ringrazio tantissimo, l'ho visto solo ora!Ti abbraccioOrnella (la mamma di Niki Aprile Gatti) 

  12. anonimo ha detto:

    Grazie di cuore per aver parlato di Niki Aprile Gatti e del malato Sistema Carcerario. Bello ritrovarsi tramite una poesia, spero che sia di buon auspicio per credere che prima o poi, attraverso una lunga battaglia, si possa arrivare alla Verità e Giustizia per NIki.Un abbraccio e contento di aver scoperto una brava poetessa come te!ps l'articolo di Agovarox è il mio, mi fa paicere che l'abbia riportato!

  13. Soriana ha detto:

    Ornella:  Ho fatto ben poco, vorrei fare molto di più, per te e per il tuo Niki. Per la giustizia, vorrei fare molto di più.Un abbraccio forte forte.P.S.: nel tuo post dove hai pubblicato la mia poesia due miei cari amici ti hanno lasciato un commento. Penso che ti farà piacere leggerli.Milvia

  14. Soriana ha detto:

    L'Incarcerato: grazie della visita, e grazie peer batterti anche tu per la giustizia. Demordere, mai!Verrò ancora a trovarti, in questo spazio che, per fortuna, non conosce sbarre.Milvia

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