Madri tardive….

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Prima di affrontare l’argomento del post di questa sera qualche segnalazione:

A volte (per fortuna!) ritornano. Cosi, come è tornato
Franz

Ed è tornato pure Renzo Montagnoli, con un nuovo numero di
Arte Insieme
dove, fra tante cose belle, potrete leggere:
una poesia  e un racconto dello stesso Renzo;
la recensione, curata da Montagnoli, del libro di poesie PannALimone
di Tinti Baldini e Flavio Zago e  una poesia di Tinti (ma dove sei finita, Tinti? Non mi vieni più a trovare?) tratta appunto da questo libro.

Sempre Renzo Montagnoli, poi, ma nel suo blog, questa volta, ha pubblicato un racconto veramente ben scritto e suggestivo di Massimo Legnani:
Chiusa 43

Tornando alla poesia, vi invito a leggere queste di:
HannaSchygulla

Cristina Bove

Margaret Collina

E, a proposito di Margaret (che oltre a scrivere ottimi racconti e poesie e piccoli saggi è anche la mia straordinaria e amata docente di lettura ad alta voce) è con immenso piacere che vi segnalo l’articolo che lo scrittore Valerio Varesi ha pubblicato su Repubblica qualche giorno fa: si parla proprio di Margaret Collina, in quell’articolo! Anzi, si parla solo di Margaret!
The voice

Una segnalazione, infine, per i miei concittadini: domani sera, nell’ambito della Festa dell’Unità  che è iniziata oggi al Parco Nord  e si protrarrà fino al 20 settembre, avrò il piacere di rivedere Marilù Oliva, la giovane scrittrice che tempo fa mi fece
questa intervista 
Nello spazio Liberia, infatti, Marilù, coadiuvata da Magda Indiveri,  parlerà del suo romanzo
Repetita (Perdisa Pop 2009). 
Che non è, però l’ultimo nato di Marilù. Infatti la sua ultima creatura è ¡Tú la pagarás! (Eliot edizioni) e

QUI
qui potete leggerne le recensioni.
Repetita l’ho letto e l’ho apprezzato moltissimo (e mi ha anche sconvolta…); ¡Tú la pagarás! ancora non l’ho letto, ma rimedierò presto.

Beh, sono riuscita a scrivere tanto anche solo con le segnalazioni…
Comunque ora passo all’argomento del giorno, o meglio della notte, data l’ora, argomento legato all’immagine iniziale. Argomento che mi induce a fare delle considerazioni per cui, forse, mi prenderò dei nomi da qualcuno di voi (prendere dei nomi: locuzione prettamente bolognese per indicare che ti danno del cretino, dello stupido, dell’ignorante… e qui mi fermo…)

Pochi giorni fa ho compiuto 64 anni. Se dieci anni fa fossi rimasta incinta ora avrei un figlio  fra i nove e i dieci anni. E non ce la farei. E non mi sembrerebbe giusto. E mi renderei conto che, averlo concepito, è stato un atto tremendamente egoista.
E egoista reputo quindi Gianna Nannini. E’ vero, non bisognerebbe mai giudicare nessuno: eppure, come donna e come madre mi sento di giudicare, ne ho facoltà, mi vien da dire (e pensare che come cantante, mi piace, la Nannini…).
Non mi soffermerò sul fatto che il berlusconiano settimanale Chi è uscito in edizione straordinaria (!)  per dare la notizia della futura maternità della cantante, né so, e neppure mi interessa sapere, come è arrivata a essere incinta (fecondazione artificiale, assistita o altro? oppure come ci arrivano tutte? non mi interessa); e non mi soffermerò neppure, e non farò mie, le considerazioni portate avanti da molti: che lei, avendo i soldi, se lo può permettere, e altre donne senza possibilità economiche no.   Non sono questi i punti che voglio affrontare. Parlo di Gianna Nannini perché in questi giorni è della sua maternità che si discute. Ma il discorso è più generale e riguarda tutte le donne che vogliono assolutamente un figlio quando (per usare un’espressione che non mi piace) l’orologio biologico ha fatto il suo giro.
Io credo che un bambino abbia diritto a genitori che non siano, anagraficamente, dei nonni.
Io credo che allevare un bambino richieda fatica (fisica e mentale), richieda forze  che da una certa età in poi vanno calando. E’ vero che molti bambini vengono affidati ai nonni, per gli impegni lavorativi dei genitori, ma i punti di riferimento rimangono, per il bambino, i genitori, anche perchè sono giovani, sì, e più dinamici dei nonni, e, comunque, ci sono sempre tanti momenti che il bambino condivide con padre e madre. I nonni hanno compiti da nonni, i genitori compiti da genitori.
Io credo che un bambino si stufi di dover dire: no, non è la mia nonna, quella, ma la mia mamma…
Io credo che un ragazzo di vent’anni (e penso soprattutto ai giovani di oggi, con la loro prolungata adolescenza)  non debba trovarsi nella condizione di dover accudire una madre che a 74 anni magari comincia ad ammalarsi di Alzheimer…  Perché, questa, potrebbe essere un’eventualità… Certo, a qualsiasi età può accadere di ammalarsi, e se ci sono figli è giusto, anche se doloroso, che, se sono in grado di farlo, si prendano cura dei genitori. Ma quando è il destino, il fato, a deciderlo. Ma con maternità così tardive è quasi come se il percorso fosse programmato. Se non è l’alzheimer, sarà un altro malanno, una maggiore insicurezza nel camminare, per esempio, una stanchezza sempre più grande, una memoria che si va diluendo…

Avete già cominciato a… dirmi dei nomi?  Per voi essere mamma è sempre e comunque bello? Essere mamma è sempre e comunque un diritto? Beh, mi spiace, ma io la penso in un altro modo.
E poi avrei anche altre cose, da dire… Ma mi riservo di scriverle prossimamente.
Io credo che far nascere un bambino debba essere un atto d’amore non verso se stessi, e neppure verso il proprio o la propria partner, ma debba essere esclusivamente un atto d’amore verso la propria creatura. E’ a lei, che dobbiamo pensare, non al nostro delirio di diventare eterni, attraverso la sua nascita.
Sbaglio? Se sbaglio mi piacerebbe aprire un contraddittorio…
Di tempo ne avrete, perché fino a lunedì i Rossiorizzonti si spengono: domani sarò fuori tutto il giorno e sabato e domenica vado a trovare il mio figliolino. Che fra poco compirà 38 anni, e che spero non mi trovi troppo vecchia, come mamma.

Questa canzone qui, per me, è fra le più brutte canzoni italiane. Ma l’Italia è il paese della retorica della mamma. E poi ricordo (brrrr…) di averla cantata in un coro, quando facevo la seconda o la terza elementare, sul palcoscenico del Teatro Comunale di Casalecchio di Reno. Fra le braccia avevo la bambola Patrizia. Tremendo…
Beh, ciau! E buon fine settimana!
E ora sentitevi la canzone, se volete.

Tutte le mamme

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9 risposte a Madri tardive….

  1. cristinabove ha detto:

    intanto grazie per le segnalazioni, tutte!ti chiedi tante volte se è giusto. io capisco che si possa volere  a tutti i costi realizzare un sogno, e se questo è possibile, tanto meglio.concordo sulle figure genitoriali e parentali, ma credo anche che un figlio di venti anni potrebbe aver appreso da quella madre attempata tante più cose e tante più lezioni di vita che se avesse avuto genitori giovani.e credo anche che i tempi che stiamo vivendo stiano cambiando l canoni della convivenza sotto i nostri occhi, e questa è un'altra delle cose di cui  tener conto.oggi vedo tante sessantenni che, dopo essersi preso cura di figli e nipoti, arrivate alla pensione, quando potrebbero finalmente godersi un pò di tranquillità e dedicarsi a sé stesse, hanno da accudire  genitori ultraottantenni, novantenni, ecc….Forse a qualcuna di queste donne sarebbe più lieve crescere un figlio, che se poi dovrà prendersi cura della madre imparerà due cose: a non essere scapestrato come tanti giovani irresponsabili di oggi, e ad avere la pietas, oltre che l'amore egoistico dei figli.molti bambini nascono indesiderati, molti casualmente.invece un figlio così desiderato e voluto, sarà sicuramente amato.questa la mia opinione.ciao Milviabuona giornatacri

  2. RenzoMontagnoli ha detto:

    In linea di massima concordo. Certo è che una coppia che ha sempre desiderato avere un figlio e per problemi biologici non è riuscito ad averlo in gioventù, ora che ci sono concrete possibilità con i ritrovati della scienza si potrebbe porre la domanda a cui non è possibile dare una risposta univoca. “Non siamo più giovani, ma abbiamo finalmente la possibilità di mettere al mondo nostro figlio. Che facciamo?”. La risposta non può essere univoca, perché diverse possono essere le situazioni. In particolare penso che una coppia che non ha superato la cinquantina d’anni avrebbe buone possibilità di rispondere affermativamente. A quell’età non si è certo giovani, ma si è ancora in grado di svolgere l’attività di genitori; le fatiche, i problemi, le notti insonni dei primi mesi di vita del bimbo possono essere affrontati ancora con sufficiente vigoria e con uno spirito evolutivo. Mi riesce invece difficile comprendere il percorso mentale di donne di una sessantina di anni che partoriscono un bebé, con un atteggiamento nei suoi confronti che è più da nonna che da madre. Non parliamo poi di quelle che già hanno figli adulti e ne mettono al mondo un altro.La legge per principio tutela la nuova vita, perché è nell’ambito dell’evoluzione della specie che essa trova le sue radici. Credo che un bambino partorito da una donna molto avanti con gli anni non possa trovare quello sviluppo formativo proprio dei suoi simili, generati però da madri più giovani.Poiché queste nascite tardive sono frutto di cure e interventi medici credo che il legislatore farebbe bene a mettere un tetto d’età, sempre nell’osservanza della tutela del nascituro. Lo slancio e la dedizione di una madre in giusta età è incomparabile con quello di una donna che egoisticamente vuole dare un senso alla sua vecchiaia, non accorgendosi in tal caso che il soggetto autentico di questa riproduzione non è lei, ma il bambino, che ha tutto il diritto di crescere non in un mondo di vecchi.    

  3. anonimo ha detto:

    Innanzi tutto ,mia cara, grazie per le segnalazioni e la citazione della silloge e poi…sono stata per 15 giorni sui monti dell'Abruzzo e poi all'Aquila ,città in guerra,abbandonata ..con alcune case nuove orrende in mezzo alla campagna senza un negozio e….un dolore da pozzo nero ,ti assicuro.Poi ho fatto 10 giorni la nonna a tempo pieno delle mie due nipotine e proprio per questa esperienzati dò pienamenrte ragione:le mamme(e i padri ovviamente) non possono essere nonne ,devono avere energia da vendere,la schiena dritta e il cervello sempre vigile ,mai un colpo di sonno nè pensieri tristi nè momenti di depressione (almeno rari),scatto davanti al pericolo ,fermezza e non voglia di viziare un poco …..penso a chi ,con un figlio a 55 anni (io ne ho ora 64 come te!),avrà 70 anni e un adolescente da capire e guidare….Grazie Milvia.Un abbarccioTinti

  4. anonimo ha detto:

    In linea di massima sono d'accordo che per un bambino sia meglio avere genitori giovani.Ho spesso pensato che la maternità è un desiderio, e una speranza, non un diritto assoluto.Non mi piacciono i ginecologi che giocano a fare Dio.D'altro canto, non vorrei mai e poi mai  che fosse lo stato a decretare chi può, e come, ricorrere alla fecondazione assistita.Basta pensare a quanti genitori "naturali" assolutamente incapaci ci sono, ricordando  i casi di cronaca in cui madri, naturali, naturalissime, uccidono i figlioletti.L'argomento è complesso e non nascondo la mia difficoltà a schierarmi.Sempre interessanti i tuoi  post, cara Milvia.Mirella

  5. anonimo ha detto:

    Non sono d'accordo nel fare i conti a casa degli altri. Lei ha 54 anni, quando lui ne avrà 20 lei ne avrà 74 e magari sarà ammalata… Non sono d'accordo nello sbirciare a casa degli altri e stabilire cosa è giusto o sbagliato secondo il nostro metro, secondo il nostro sguardo. Alla mia età (ne ho 46 visto che stiamo contando) sono madre di due figli in piena "meravigliosa" adolescenza e non ho ancora capito se desiderare e riuscire a mettere al mondo un figlio è un atto di egoismo o d'amore, se è da irresponsabili o no. Sono un po' lenta quando il ragionamento è difficile. Comunque torniamo all'argomento. Non posso dire se ha fatto bene o non ha fatto bene perchè non sono nei suoi panni. Non so cosa le gira intorno come donna e non mi fido per niente di quello che sento dire, di quello che posso leggere sui giornali come Chi o compagnia bella. Se c'è un po' di simpatia tra donne che hanno avuto la possibilità di diventare mamme, allora penso che la signora Nannini farà del suo meglio, indipendentemente dalla sua età, e per suo figlio sarà la migliore mamma del mondo.Stella,

  6. anonimo ha detto:

    Come molti argomenti riguardante l'etica, l'argomento è difficile, complesso, e lo testimoniano i commenti che ha provocato, ciascuno dei quali dà un contributo e un punto di vista differente alla discussione.Vorrei aggiungerne un altro, che forse complica ulteriormente le cose.Mi sembra un'aberrazione evidente allontanarsi dalle regole, ritmi, cicli naturali, nella fattispecie l'età della fertilità femminile. Ci siamo ormai abituati alle 'primìpare' quarantenni o quasi, ma un parto a cinquant'anni continua a fare un certo sclapore, e a sessanta un certo disgusto.E' giusto, come tu Milvia ed altri commentatori sostenete, mettersi dalla parte del bambino, ed è probabile che quel bambino abbia davanti una vita difficile, e debba un giorno rendersi conto che la sua esistenza sia frutto più di vanità che di amore.Ma siamo certi che preferirebbe non essere nato? Credo di no, nella stragrande maggioranza dei casi.E' abbastanza paradossale, ma possiamo trovarci di fronte, per queste vite, a 'doni non voluti', o meglio elargiti senza i giusti prerequisiti e la giusta dedizione, addirittura come effetto collaterale di un egoismo di fondo. Ma pur sempre doni…La trasmissione e la diffusione della vita, ma anche della crescita e dell'educazione, hanno regole e possibilità e risorse davvero strane.Comunque sono d'accordo nel promuovere una cultura attenta alla natura, e ai bisogni dei più deboli, dato che ce ne stiamo sempre più allontanando, e che, al di là dell'opinabile fenomeno delle madri tardive, questo allontanamento genera violenza, odio, dolore e morte.Un salutone.Franz

  7. HannaSchygulla ha detto:

    Ti ho scritto come la penso.Non voglio fare i conti in casa di nessuno. Ho 54 anni e non mi sognerei di mettere al mondo un bambino destinato inevitabilmente a rimanere orfano prima del tempo.Un figlio di cui non sarei in grado di seguire la crescita, la maturità, l'avverarsi o meno dei sogni.Un figlio a cui darei preoccupazioni in un'età in cui unico pensiero dovrebbe essere affacciarsi alla vita e scoprirla nella sua bellezza e nelle sue contraddizioni.Un figlio probabilmente costretto ad accudirmi o ad affrontare vuoti di memoria, in un'età in cui dovrebbe ricevere dalla madre memorie, ricordi e radici.Patrizia

  8. margueritex ha detto:

    intanto: grazie, grazie grazie!e auguri anche a te carissima: non sapevo del tuo compleanno.ti auguro…serenità, entusiasmo e amore…e tanta salute ovviamente, altrimenti il resto conta poco.Quanto all'interessante dibattito: sono totalmente d'accordo con te.Io che ho gravi problemi con mia madre, mi chiedo cosa avrei fatto se fossi stata giovane, all'università, o in cerca del primo lavoro, o appena sposata…La maternità è un atto di amore…per un altro essere umano e non per noi stessi.Io non ho voluto essere madre perchè non mi sentivo all'altezza.E anche il problema del corso naturale degli eventi, mi sembra da affrontare.E' perfettamente inutile pensare che con la chirurgia plastica si possa fermare il tempo, così come è stupido pensare che dopo la menopausa si sia esattamente come prima.Perchè ci arrabbiamo se con mezzi meccanici qualcuno tiene in vita persone che sono arrivate alla "fine naturale", e poi facciamo cose assurde per procreare in modo che di "naturale" non ha nulla?E' un mondo incoerente, che chiede più ecologia e naturalità, finchè non conviene ricorrere a mezzi innaturali per i propri interessi.E anche queste donne che hanno tutto dalla vita, che hanno provato tutto, che sono piene di soldi, che potranno contare su infiniti aiuti e mezzi per i loro pargoletti, non comprendono di essere un  pessimo esempio per coloro che pedestremente le imitano e poi si ritrovano a 70 anni, con una misera pensione, il marito ormai vecchio…e un adolescente da accudire.

  9. anonimo ha detto:

    Proprio non riesco a capire.  Ragioniamo come le compagnie di assicurazioni che calcolano il premio da pagare in base agli anni che hanno le persone che stipulano un'assicurazione sulla vita? Cosa impedisce ad una persona di venticinque o trent'anni di ammalarsi gravemente? Secondo me mettere al mondo un figlio è un atto che si fa "senza pensare" seriamente a tutto quello che potrebbe capitare! E chi c'è di più irrespondabile dei "giovani" (concetto che ultimamente avrebbe bisogno di essere ridimensionato)? Esiste per fortuna la libertà di scelta, e all'interno di questa c'è la possibilità di scegliere di non avere figli o di averne a più di cinquant'anni. Esiste la libertà di poter dire pensare di avere un figlio quando ci si sente pronti.Le nuove tecnologie, le nuove scoperte della medicina e tutto il resto lasciano il tempo che trovano. Non si dovrebbe giudicare nessuno. E se a qualcuno interessa conosco madri giovani (tra i venti e i trenta) insopportabilmente asfissianti e primipare tardive (quaranta) estremamente equilibrate.Stella.

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