Seneghe: altri incontri, altre emozioni

Cabudanne de sos Poetas 2010  Il film di Enrico Pau  sul poeta sardo Aquilino Cannas  (di Enrico Pau pubblicherò prossimamente il discorso che il regista ha fatto prima della proiezione del film, giovedì scorso, e di cui mi ha  generosamente donato una copia)

La lezione di Alessandro Portelli sulla musica popolare negli Stati Uniti, e la lezione di storia sulla figura di Emilio Lussu ( e, naturalmente anche su quella di Joyce), tenuta da Manlio Brigaglia, con la collaborazione di Luciano Marroccu: Cabudanne de sos Poetas 2010 le lezioni sono un’innovazione del festival di quest’anno, e spero proprio che non venga abbandonata.

L’irriverente (ma esilarante) Errico Buonanno, che per due sere ha preso testi di canzoni famose, e ha sottolineato in maniera simpatica P1140023come certi autori sembra che mettano giù le parole senza alcun senso logico, giusto perché suonano bene insieme, o sono suggestive. Anche il mio mito Battiato, Errico Buonanno ha preso ad esempio. Grrrr….Sacrilegio, fu! Ma simpatico sacrilegio…
 

Nino De Vita, poeta siciliano,Cabudanno de sos Poetas  presentato da Giulio Angioni, con le poesie che raccontano dei personaggi della sua contrada (una delle 109 che compongono Marsala): una sorta di Spoon River dei vivi, ho pensato. Bellissime! Bellissima anche 8 giugno 1950, in cui il poeta narra della sua nascita, avvenuta in maniera altamente drammatica.

E belle, ancora, le poesie di Roberta Dapunt, poetessa ladina, nata in Val Badia, dove risiede: belle le sue poesie, belle e interessanti le cose che dice della lingua ladina: isola di parlanti, la definisce, noi ladini, dice, ci siamo persi, ci è rimasta solo la lingua. Cabudanno de sos PoetasE bella è lei, ha come una luce che le esce da dentro, e che avvolge anche la sua voce. Guardarla e ascoltarla rasserena, penso mentre assisto all’incontro.

E ancora Franco Loi, presentato da Mario Cubeddu, Cabudanno de sos Poetas 2010presidente dell’associazione che organizza il festival, che parla della sua infanzia e, naturalmente, parla di poesia: la poesia non è una scelta. dice, è la poesia che ci sceglie. Il nostro essere sa di noi, bisogna lasciarsi andare al nostro essere che dice di noi.

E la grande semplicità delle poesie di Vivian Lamarque.  E’ dolcissima, questa poetessa, una donna dolcissima, davvero.Cabudanno de sos Poetas E ama i gatti, come me, e al suo gatto ha dedicato un libro di poesie: Poesie per un gatto. Ieri mattina, scherzando, certo, ma come fosse vero mi ha detto (e mi è piaciuto come lo ha detto), mentre stavamo sedute a un tavolino del bar del Centro, che Ignazio, il suo micio che ora vive nel giardino dell’eternità,  ha letto il libro, gli è piaciuto, e ha trovato pure due refusi.

Poi, dovrei dire di Erri De Luca:Cabudanne de sos Poetas 2010 e da dire, su questo poeta che amo molto, ne avrei di cose. Ma, di tutto il suo intervento, mi limito a riportare questa sua frase: il poeta responsabile delle sue parole deve avere una vita conseguente. Cosa che io condivido in pieno.

Se una cosa accomuna i poeti che ho citato, oltre alla loro capacità poetica, è la comprensibilità dei loro versi. La loro semplicità, che è una cosa che io apprezzo moltissimo, in una poesia. Semplicità alta, mi vien da dire. Che ti fa nascere dentro immagini, e sentimenti, che ti fa dire: già, è vero, questa cosa l’ho provata anch’io… Oppure: sì, la vedo proprio davanti a me, la scena descritta dal poeta.
Come  mi è accaduto giovedì sera ascoltando Lella Costa che leggeva Nonna Felicita di Gozzano, per esempio. Perché, fuori dal programma ufficiale, anche Lella Costa è salita sul palco allestito nella Partza de sos ballos. Una attrice e uno stilista: potrebbe essere un incontro, come dire,  superficiale e mondano. Se non si trattasse, però, di Lella Costa e Antonio MarrasCabudanno de sos Poetas, tutti è due dotati, per usare un’espressione che per Lella ho utilizzato altre volte, di intelligenza del cuore.  Allora ne viene fuori qualcosa di gradevolissimo. Gradevolissima e suggestiva anche l’ istallazione che Antonio Marras ha regalato al festival di Seneghe: Sedie (con libri) sul tetto. La sedia di mia zia, si chiama l’istallazione. Proprio carina. Potete vederla all’inizio del post.

Non sapevo che il papà di Paolo Fresu fosse un poeta.  E invece, il signor Fresu, ha scritto più di ottocento poesie (se ho capito bene).Cabudanne de sos poetas 2010 Questa cosa l’ho scoperta li, durante il Festival. Se devo dire la verità non ho capito molto dell’incontro con Lillinu Fresu, perché si è svolto quasi interamente in lingua gallurese. Però guardavo quel signore ultraottantenne, ascoltavo il suono delle sue poesie, e mi sentivo bene. Perché è un signore sereno. Mi ha detto, dopo l’incontro: mia moglie mi rimprovera perché io cerco di appianare tutte le cose. Ma a cosa serve, aggiungere altro peso a una cosa brutta? Se si appiana, invece, forse una soluzione viene fuori. (Nella foto il signor Fresu è il signore con la camicia chiara)

Sabato sera, prima dell’incontro con Erri De Luca, Flavio Soriga ha annunciato che Michela Murgia aveva vinto il premio Campiello. Uhau! non ho potuto fare a meno di gridare. Che bello! Accabadora un premio lo meritava di sicuro, e il Campiello è uno dei più importanti. Avevo sentito Michela Murgia a Bologna, più o meno due anni fa, leggere alcune pagine del suo romanzo, allora inedito. E lo avevo apprezzato già per quelle poche pagine. Quando poi è uscito e ho potuto leggerlo per intero, la mia stima per la giovane autrice sarda è aumentata. Sono proprio contenta che abbia vinto… Dello sconcio comportamento del Vespa ho poi saputo dopo, e non commento. Mi chiedo solo: ma perché far presentare un premio letterario al Vespa? Che c’entra lui con la letteratura? Mah…

E a proposito di giovani autori sardi…. il festival di Seneghe si è concluso con un reading di Flavio Soriga: è strepitoso,Cabudanno de sos poetas 2010 Flavio, quando legge. E strepitoso è quando scrive. Ci ha regalato, fra l’altro,  due racconti inediti, diversissimi fra loro, ma ugualmente belli. Non so quando Flavio pubblicherà il suo prossimo libro: però sarebbe davvero fantastico che il prossimo anno qualcuno salisse sul palco del festival per annunciare: Flavio Soriga ha vinto il premio Campiello!!!!
Comunque lui e la sorella Giovanna Paola sono strepitosi perché a loro, e all’associazione culturale Perda sonadora, si deve la creazione di Cabudanne de sos Poetas.  E dirgli grazie mi sembra davvero poco.

Sento che mi devo fermare qui, se continuo a scrivere non mi fermo più, so che di qualche incontro non ho parlato, anche se mi è piaciuto, ma non posso scrivere all’infinito.
Concludo, quindi, ringraziando tutti gli splendidi abitanti di Seneghe, che sono fra i più ospitali che ho mai conosciuto, e Raffaela e Elio, e Rita, e Piera e la sua bella famiglia, e Savina,  e il signor Raimondo, poeta seneghese, che ci ha fatto conoscere angoli di Seneghe che non conoscevo, e Patrizia e Fabio, e Rossana e Antonio Maria, e tutti gli altri amici che ho ritrovato dall’anno scorso, e quelli nuovi, che ho conosciuto quest’anno. Grazie perché con loro mi sono sentita bene, grazie, perché abbiamo lo stesso sentire riguardo alla poesia e a molte altre cose.
L’ultimo grazie ad Alex, il mio figliolino. Per la sua curiosità di conoscere le cose, per il suo porsi con le persone a prescindere dalla loro età, per aver apprezzato questo festival quanto lo apprezzo io.  Per essersi fatto avvolgere, insomma, anche lui, dalla magia di Seneghe. E grazie, Alex, anche per avermi regalato le poesie di Raffaello Baldini, tuo concittadino.

Quando, lunedì pomeriggio, l’aereo si è staccato dalla pista dell’aeroporto di Elmas ho sentito una specie di strappo. Non dovuto all’imperizia del pilota, però. Ma dovuto al fatto che il sogno di Seneghe  finiva inesorabilmente. Almeno per quest’anno.

Astinenza da Seneghe…

Quattro giorni con Vivian Lamarque
Da un film di Silvio Soldini

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10 risposte a Seneghe: altri incontri, altre emozioni

  1. anonimo ha detto:

    Grazie Milvia per il tuo appassioanto resoconto di Seneghe.Mi par quasi di esserci stata anch'io. Ti  abbraccio.Mirella

  2. Soriana ha detto:

    Mirella: grazie a te, cara. Un abbraccio.Milvia

  3. cristinabove ha detto:

    grazie infinite, amica cara, per aver fatto rivivere tutto quanto, per averci offerto la tua memoria delle cose.è così che si fermano le cose importanti, ed è così che si possono condividere.Grazie ancora!

  4. anonimo ha detto:

    Milvia, sei grande, non trovo le parole per farti i complimente per il tuo scrivere. Vedi il video di Gianfranco Pisoni, ci sei anche tu. Raffaela

  5. piadellamura ha detto:

    è sempre interessante leggerti…un abbraccio

  6. Soriana ha detto:

    Grazie a tutte: mi riempite sempre di belle parole…Buon fine settimana!Milvia

  7. accipicchia ha detto:

    Carissima, come sempre in ritardo, ma arrivo. Che piacere leggerti, e io, che ho avuto la possibilità di condividere molti di quei momenti, li rivivo gustando parola per parola questo tuo "diario". E ti rivedo attentissima, con una bottiglietta d'acqua vicina, la macchina fotografica a portata… d'occhio e di mano  e…  il libretto magico sulle ginocchia…Ciao, donna generosa, a presto. Piera

  8. falconier ha detto:

    Milvia sempre generosa, grazie!

  9. Soriana ha detto:

    Falconier: è il tuo commento a essere generoso…Un abbraccio, Fausto.Milvia

  10. Soriana ha detto:

    Piera: è stato bello condividere…E, sì, macchina fotografica, libretto (verde e non rosso, come quello di Mao, ma verde come, per coincidenza, era anche quello di Paolo Nori), bottiglietta… E ti sei dimenticata il pacchetto di sigarette… A volte facevo casino: e volevo accendere la sigaretta con la penna, e il libretto mi cadeva a terra, e per raccoglierlo stava per cadermi la macchina fotografica…Perchè io sono così: caotica…Ti abbraccio con affetto.Milvia

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