E poi magari

Dario_Bellezza06Dario Bellezza

E poi  magari  uno entra in Rossiorizzonti e dice: ma non doveva scrivere di Mantova, questa Soriana?
Infatti, rispondo io. Ho tutte le foto, e gli appunti, e tutto quanto, su Mantova. Il fatto è che mi riduco sempre a tarda ora, a entrare qui. Il tempo mi oltrepassa e io resto indietro. E a fare un resoconto minimamente (minimamente, dico) decente mi ci vuole un po’. E se proprio devo essere sincera mi fa anche molta fatica. E a quest’ora non ce la posso fa’…
Allora mi  dico: di Mantova ne parlerò domani. E me lo dico anche questa sera. 
Per fortuna, a salvarmi dal silenzio stampa, ci sono sempre  Internet e la funzione copia-incolla. Ed è anche  bello, mi sembra, quello che ho trovato. Anzi, non solo è bello, ma è… Bellezza. Sì, perchè è a una poesia  di Dario Bellezza, dedicata a Pier Paolo Pasolini, che mi ha portato la mia frettolosa ricerca di un argomento per il post.
Seguita da Io so, il famoso articolo dello stesso Pasolini.

Prima, però, una segnalazione. Un bell’articolo dell’amico
Franz

A Pier Paolo
1975
   

      Non mi rassegnerò mai alla tua morte.
      Sei stato così indispensabile per me, così necessario
      che a pensare che la terra più non ti prevede, e la
      vita ti ha abbandonato urlo di un dolore
      senza tregua o pace in qualche conforto. L’idea
      che non avevi nessuna voglia di morire, pur
      se come tutti i poeti la morte l’avevi tante volte
      invocata, fino ad esorcizzarla, mi fa terrore.
      Non volevi morire, lo so; non così almeno, ucciso,
      dilaniato, calpestato, e questo limite assurdo
      del destino mi colpisce come una violenza incredibile.
      Vieni a dirmi perché sei morto, perché ci hai lasciato,
      se esiste Dio in qualche parte del Creato!
      Tu solo eri intelligente e padre tanto
      da acquietare la mia fame e sete di pianto!

      Vedi: ti rendo omaggio con qualche stenta rima;
      tu mi hai voluto poeta, ed io mi sono reso
      tuo schiavo, tu hai difeso in me la diversità
      e io ho compensato il mio fare con la tua cortesia
      di lettore attento e curioso. Com ‘eri intelligente,
      caro Pier Paolo, com’eri strano e misterioso;
      come ci hai lasciato qua tutti orfani di un padre
      che non volle mai essere padre ma che lo era, negli atti,
      e nelle parole, più padre di tutti., più maestro.
      Ti ho tradito anch’io tante volte, ma eri così
      presente, cosi sempre necessario da dover distinguere
      con te ogni riga che scrivevi per non sentirmi soffocato;
      ma tu amavi tanto la tua libertà da amare nella tua
      quella altrui, e la mia consigliavi amorosamente
      distratto e divino.
      Non mi consolerò mai della tua scomparsa, e ti andrò
      cercando ormai solo in quel pianto che è la memoria
      dove non c’è spazio per la vita, o per l’ansia di incontrarti
      ancora, a Sabaudia, al ristorante, a casa di Elsa o di Laura!

      Vere lacrime mi bagnano le guance, ora, e scrivendo
      questa mia testimonianza non mi vergogno di essere
      sentimentale. Ci si accorge di tutto l’amore che si aveva
      per qualcuno solo all’atto pratico della sua morte.
      Non la volevo, né la prevedevo. E ora che è una realtà
      che offende e brucia dentro senza tregua, scusa, caro
      se ricordo al mondo quello che, morendo, ha perso.
      Una luce, uno spazio infinito di poesia, un cuore
      tormentato e quieto nella sua voglia di vivere.
      I tuoi nemici avranno gongolato. Uno di meno, hanno
      detto. Vergogna! Vergogna! Piangete, ragazzi, almeno
      voi la morte di Pier Paolo; nessuno più di voi può
      essere lì dove Pier Paolo voleva vivere e operare.

Dario Bellezza

Pier Paolo Pasolini: Io so

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2 risposte a E poi magari

  1. anonimo ha detto:

    Piangete ragazzi..almeno voi..speriamo.Strugge,Milvia.GrazieTinti

  2. Soriana ha detto:

    Tinti: sapevo che avresti apprezzato.Un abbraccio, cara TintiMilvia

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