Il profumo delle caldarroste

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Un sabato pomeriggio della prima decade d’ottobre, anno 2010.
Il profumo delle caldarroste sotto i portici in centro.  Lo aspiro e penso che è un profumo antico, questo. Forse, proprio in quest’angolo fra il Pavaglione  e via Rizzoli, aleggiava anche più di un secolo fa, quest’odore che riesce a vincere la puzza dei gas di scarico degli autobus e delle troppe auto che arrotano il cuore della città. Lo aspiro  e per un attimo lungo la strada vedo passare carrozze e cavalli e velocipedi e sento un suono diverso da quello provocato dall’incessante traffico che in realtà mi affianca, un suono più morbido, più allegro, mi vien da pensare. Lo aspiro, e per un attimo dimentico che, nell’angolo diametralmente opposto, da anni c’è un MacDonald,  e che più avanti, sulla sinistra, da anni, c’è un negozio di abbigliamento (uguale a mille altri) al posto della storica libreria Parolini, dove andavo con mia madre ad acquistare i libri per la scuola media. Lo aspiro, e per un attimo non vedo più uomini, donne, ragazzi, con l’orecchio incollato al cellulare, ignari di tutto, se non di loro stessi.  Ma continuo a camminare e il profumo si allontana: la magia se ne è andata. Attraverso la strada e mi trovo davanti  al MacDonald, i tavolini sotto il gazebo sono pieni di giovani e meno giovani che mangiano cose che hanno lo stesso sapore in tutti i MacDonald  del mondo. Un ragazzo cammina, mentre parla al cellulare, mi urta e neppure se ne accorge. Passo davanti a negozi le cui insegne si trovano in tutto il pianeta. E nella strada ancora auto e motorini, e motorini e auto. Poche biciclette. Paragonata ad altre città Bologna non ha molti cittadini ciclisti.  Anche perché fra smog e il pericolo di finire sotto le ruote di un automobile non è certo invitante fare un giro in centro in bicicletta.
Ecco il mio autobus. Salgo, oblitero il biglietto. I posti sono tutti occupati, anche quelli riservati ad anziani, portatori di handicap, ecc., come recita il cartello ben visibile al lato dei sedili. Occupati da ragazzi e ragazze.  Cercando di tenermi in equilibro tolgo dalla borsa il mio immancabile compagno di viaggio, un libro. Cerco il punto in cui mi ero interrotta. Mi immergo nella lettura dell’ultimo romanzo di Maurizio de Giovanni. E di nuovo, tutto attorno a me sparisce e mi trovo a Napoli, negli anni trenta, in compagnia del commissario Ricciardi e dei suoi fantasmi. E per poco non perdo la mia fermata.

Beh, il… progresso ha anche lati positivi: come questo aggeggino che ho qui davanti e che mi da la possibilità di augurarvi…

buona domenica!

Francesco Guccini: Eskimo
(oppure allora si era solo noi non c’ entra o meno quella gioventù:
di discussioni, caroselli, eroi quel ch’è rimasto dimmelo un po’ tu…)

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17 risposte a Il profumo delle caldarroste

  1. ulisse32 ha detto:

    Già…ricordo…il tipo che vendeva cartocci di caldarroste in via Rizzoli, vicino alla baracchina dei giornali.E i gruppetti di gente davanti al bar Otello ( c'è ancora?), che discutevano di calcio e di politica.Ricordo…e di colpo mi prende la nostalgia.

  2. anonimo ha detto:

    Mia dolce tenera Milvia, felice di essere nella tua domenica.Ti voglio bene.Maurizio de Giovanni

  3. anonimo ha detto:

    Cara Milvia, come sai sono in quel di Benvento, città carina, gradevole, con tanta storia alle spalle e un bel centro storico, con un ristorante, il Cotton Club, che è una chicca rara, lui che serve in sala, lei che cucina, una sala che sembra il tinello di una casa privata ricca di ccose particolari, strane  e belle, dove i commesali di diversi tavoli parlano tra di loro..va beh..mi dirai..ma che c'entra con il mio post su castagne e via dicendo??è che, in questo viaggio di lavoro, mi sono portata il libro di de Giovanni che anche tu stai leggendo…coincidenza…e visto che ho letto il commento lasciato dall'autore su questo tuo blog, mi complimento direttemente con lui per questo autunno ricciardiano…ho letto le altre tre stagioni e mi sono piaciute , ma trovo che questo libro  esprima ancora meglio quella malinconica e disincantata consapevolezza della vita e dei suoi mali che il commissario esprime in quelle sua silente umanità  che mi piace tanto e che raramente si trova.un caro salutomaria

  4. Soriana ha detto:

    Ulisse32: grazie della tua visita e del commento, Ulisse! Deduco che tu sia bolognese, o, per lo meno, abbia vissuto così tanto a Bologna da assimilarne l’idioma: l’utilizzo del termine baracchina dei giornali, me lo rivela, oltre alla dichiarazione della tua nostalgia.Il caldarrostaio di via Rizzoli c’è ancora e il profumo di caldarroste che ho aspirato sabato era proprio da lì, che veniva.Il mitico Otello, ritrovo dei cuori rosso-blu, invece non c’è più. ora c’è una sorta di sala-giochi con annessa tabaccheria, mi sembra…Ciao, buona serata, e torna a trovarmi.Milvia

  5. Soriana ha detto:

    Maurizio: è una sorpresa bellissima, Maurizio, la tua visita!  Mi ha riscaldato il cuore, in una giornata metereologicamente fredda. Il tuo libro è splendido, ma mica mi aspettavo che  non lo fosse… Sono alle ultime pagine, ma, come sempre mi accade con i libri che mi piacciono tanto, ho il timore di finirlo, vorrei che continuasse a tenermi compagnia per giorni e giorni. Spero verrai presto a Bologna per una presentazione. Comunque ti scriverò una mail, chiedendoti di aggiornarmi sul calendario.Ti abbraccio, Maurizio caro. E ti voglio bene anch’io.Milvia

  6. Soriana ha detto:

    Maria: bella la descrizione del ristorante, amica cara. Mi piacerebbe essere lì con te.E bella la coincidenza di letture. Sono felicissima che il libro di Maurizio ti piaccia e che, come, me, tu abbia attraversato tutte le stagioni del commissario Ricciardi.  Maurizio si dimostra sempre più un autore eccellente, di una umanità, nel descrivere i suoi personaggi, davvero eccezionali.  Da Bologna a Benevento ti giunga un abbraccio fortissimo.Milvia

  7. anonimo ha detto:

    In ventiquattro ore tutto il mondo in cui vivo è cambiato.Ieri 25 gradi li ho graditi nei pressi del mare, specchiandomi in esso, leggendo in solitudine la ''Solitudine dei numeri primi'', sentendo il calore dei suoi raggi che, deviati ,raggiungevano lo scoglio su cui sedevo.Oggi 15 gradi aggravati da intensa pioggia senza un solo attimo di tregua.Oggi sento il profumo delle tue caldarroste,veleggio, sorvolo,m'innalzo, passo rapidamente su luoghi che ormai conosco bene.Prima o poi dovrò planare su quella piazza, fra i vicoli con la frutta in splendida mostra, fra le fiamme dei bar all'aperto, nella galleria , per un caffè da Zana-Gamberini.Viaggio nei vostri simpatici post, che brutto, nei vostri scritti.Il tuo che mi conduce ,in uno splendido pomeriggio di sabato, ore che considero le più belle,  nell'angolo di Mc D.. ; poi il Franz, mitico l'ultimo suo scritto , sullo stradone , sui grandi rondò e nelle prime nebbie della periferia ; infine Silvana sul progetto del ''Civis'' con un mio piccolo progetto.Dici bene : immaginare uno scritto, poi riordinare le idee, stenderlo, correggerlo ed infine pubblicarlo , ha bisogno di tempo.Mentre dichiarare che mi piace o no è semplicissimo.Ciao Milvia, a presto e …che profumo quelle castagne !

  8. anonimo ha detto:

    La magia, e quel piccolo dolore che sta, almeno etimologicamente, nella nostalgia.E' bello che ci sia un senso di continuità col passato, così caratteristico, così piacevole, come quel profumo e tutto ciò che rievoca.E mi viene da chiedermi, con una speranza non priva di un'altro piccolo dolore, quello del mistero e della paura, se fra qualche decennio ci potrà ancora essere, quel segno di continuità, in una realtà cittadina e mondiale costretta a radicali cambiamenti.In piccolissima ma significativa misura sta anche in noi perpeturalo, non dimentichiamolo.Un caro saluto a te, con l'augurio di tante altre sensazioni autunnali, altrettanto intimamente dolci.Franzp.s.: e un saluto e un abbraccio anche ad un altro bolognese adottivo a tutti gli effetti, benché dall'accento pugliese…

  9. marmellata80 ha detto:

    Mi piace la descrizione che fai della Bologna moderna (penso di essere riuscita ad individuare anche il mc di cui parli!).A Bologna ci sono stata spesso per trovare alcuni dei tanti compagni di liceo-universitari disimpegnati. Adesso ci vive mio fratello.Ci vado spesso e non riesco a farmela piacere, per ricordi negativi, per quelle strade di portici tutti uguali, troppo sporchi, che nascondono.Mi piace leggere le parole di chi ci è cresciuto, riesci a farmela vedere sotto altri occhi.

  10. Soriana ha detto:

    Tonino: non ho avuto bisogno di controllare chi fosse l’autore del commento, Tonino. Ormai, il tuo stile, lo riconosco, e ti dirò che mi è molto gradito.Oggi qui c’è il sole, non se se sia freddo, perché ancora non sono uscita. Ma ieri lo era, e molto, e io il freddo lo detesto.Mi piace l’idea che tu, Silvana, Franz e io camminiamo insieme virtualmente per le strade della nostra città (è anche un po’ tua, no, Bologna?).  E spero che fra non molto tu … planerai qui, e la virtualità si possa trasformare in realtà, tralasciando il MacDonald, e anche il troppo snob Zanarini, per soffermarci all’angolo Pavaglione/Rizzoli e farci avvolgere dal profumo delle caldarroste. E il caffè, magari, prendercelo tutti e quattro a casa mia.A presto, caro Tonino MilviaP.S.1: cosa ne pensi del libro di Giordano?P.S.2 : Dove trovo il progetto Civis, da Silvana?M.

  11. Soriana ha detto:

    Franz: Se il passato viene cancellato, se la memoria si azzera, il futuro è solo una lastra nera, nonostante le luci artificiali che lo bersagliano. E il passato è fatto anche di piccole cose, ed è facile tenerle in vita, se lo vogliamo veramente.  Grazie del bell’augurio, Franz, lo ricambio di tutto cuore.Milvia

  12. Soriana ha detto:

    Marmellata80: mi spiace che Bologna non ti piaccia, cara, ma capisco che se un luogo è legato a brutti ricordi è difficile amarlo. Ed è anche vero che i portici sono sporchi, cosa di cui, come cittadina mi vergogno. Però non è vero, sai, che sono tutti uguali. E neppure che nascondono: io li sento come protettivi, intimi.  Ci sono angoli di Bologna splendidi. Quando ci tornerai (ehi, sarebbe bello incontrarci…) vai in Piazza Ravegnana, mettiti di spalle alla Feltrinelli e osserva a destra lo scorcio dove appare il palazzo della Mercanzia: per me è forse il più bello della mia città. Oppure vai in piazza Santo Stefano e guardati intorno. Lasciando cadere i ricordi negativi, dimenticandoti della sporcizia, penso, spero  che tu possa avere  un altro sguardo.Un abbraccio e buona giornata. E grazie

  13. anonimo ha detto:

    Ciao Milviai miei consigli sul CIVIS li puoi leggerli a ''casa'' di Silvana scrivendo su nello spazio '' cerca''.

  14. margueritex ha detto:

    12 ottobre…la coperta dell'America…ti ricordi Milvia???vieni a sorridere un po' da me!

  15. Soriana ha detto:

    Grazie, Tonino. Ora vado a vedere (sperando di trovarlo..)Ciao!Milvia

  16. Soriana ha detto:

    Margaret: letto, sorriso, commentato.A presto!Milvia

  17. Soriana ha detto:

    Tonino: trovato, letto, riso, apprezzato, commentato…Letto anche il tuo commento. Certo che ha ragione Silvana; ne sai più di noi bolognesi… Io, sul Civis, ho le idee non chiare, ma se vai a leggere il commento che ho lasciato da Silvana, leggi cosa è successo la notte scorsa in via Irnerio…Alla prossima!Milvia

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