Bologna-Malaga go and back

RyanAirJet
Rimando ancora la pubblicazione del post su Maurizio de Giovanni. Ho da fare un sacco di cose, prima di partire. E meno male che l’aereo parte un po’ dopo le 17 di domani, e da Bologna! Così mi salvo la mattina.
Quindi velocemente lascio qualche segnalazione che ritengo interessante e che fa riferimento alla trasmissione Radio3 Scienza, il cui tema odierno è stato lo spreco del cibo:

Last minute market

Andrea Segrè e Massimo Cirri a Pisa

Un anno contro lo spreco

Sempre su Radio3, nella bella trasmissione Tutta la città ne parla, questa mattina si è affrontato il tema che ho trattato ieri. Potete ascoltarla
QUI

Ah, poi volevo avvisarvi che Franz, il Narratore errante, ha pubblicato la seconda puntata
della sua avventura. Singolare, molto singolare… Intrigante, molto intrigante… Inquietante, molto inquietante…

E ancora: è  tornato al suo blog, dopo tantissimo tempo, Dario , una delle mie più vecchie conoscenze in rete. E ne sono felice.

Non avendo altro tempo per scrivere qualcosa di nuovo, copio e incollo un piccolo testo già pubblicato molto tempo fa.
Si intitola: Mi ricordo, e spero che pure voi, in questi miei giorni di assenza, vi ricordiate di me…

Mi ricordo


Mi ricordo quando a due anni e mezzo mi sono incrinata un braccio, cioè, non è che mi ricordo il fatto in sé, ma un mio pensiero, il primo che io mi rammenti di aver avuto. Ed era un pensiero assolutamente incazzato. Il primo pensiero che mi ricordo di aver avuto è un pensiero di un’incazzatura  bestiale. Ma sarebbe lungo da raccontare…

Mi ricordo le figurine dei calciatori, con quella del Torino che aveva la fascetta nera per via di quell’aereo caduto a Superga.

Mi ricordo i rettangolini di cioccolata Ferrero che noi chiamavamo formaggini di cioccolata.

Mi ricordo…mi ricordo quella volta che noi due siamo usciti da Wolf e abbiamo visto che nevicava e ci siamo baciati.

Mi ricordo quando a Casalecchio c’erano i tram e una signora distratta c’è finita sotto con una gamba. La destra, mi sembra.

Mi ricordo che, avrò avuto sei anni, una sera alla radio hanno interrotto le trasmissioni per mandare un avviso a una signora sconosciuta che aveva  comprato scatole di salmone avariato: sono andata avanti un sacco di tempo ad aver paura, di notte, delle parole “sconosciuta” e “salmone”.

Mi ricordo una canzone –avevo quattro anni– e io che  ballavo da sola sotto il tiglio, con l’abitino rosa a nido d’api cucito da mia nonna e credevo di essere quella che…

Era bella sotto il mandorlo,
col vestito rosa,
quella bimba tanto timida
 già promessa sposa…


Mi ricordo che io l’hula hop non riuscivo mai a farlo girare.

Mi ricordo quando si diceva sempre “a monte”.

Mi ricordo quando il Corriere dei piccoli costava 25 lire, che poi una volta me lo ha mangiato un daino dei Giardini Margherita.

Mi ricordo come mi affascinava il riquadro della radio accesa, con tutti quei nomi scritti sul vetro illuminato dell’apparecchio:Tunisi, Andorra, Monaco, Lussemburgo…

Mi ricordo il frusciare delle pagine del primo libro e il loro odore. L’incanto esplosivo della scoperta, come un’ansia, come una fame.

Mi ricordo quando andavamo all’Osteria delle Dame, e dopo la chiusura  rimanevamo lì, a parlare, a fumare, a bere, a cantare.  Mi ricordo che si stava bene, quelle notti.

Mi ricordo che odiavo l’ora di ginnastica, doversi mettere in divisa, e l’odore della palestra e le voci che rimbombavano.

Mi ricordo che amavo l’ora di filosofia, anche se l’insegnante era severissima e quando guardava il registro per interrogare mi venivano le rane nello stomaco.

Mi ricordo… mi ricordo  di una volta che avevo otto o nove anni  e eravamo andati  sul monte di San Luca a fregare le ciliegie. E io non sono stata veloce a scappare e mi ha beccato il contadino che era siciliano e ha chiamato i carabinieri e intanto mi diceva ladra ladra ladra da noi, a Palermo,  non si fa.

Mi ricordo il cortile di mia nonna in via Bentivogli, che mi sembrava enorme e adesso ci hanno fatto un museo all’aperto e a pensare che per intere estati ho giocato sopra dei reperti archeologici  mi fa molta impressione.

Mi ricordo che a vedere Love Story ero l’unica femmina che non piangeva.

Mi ricordo… mi ricordo mio padre che leggeva Il sergente nella neve e piangeva senza rumore.
   
Mi ricordo che mio figlio a tre anni quando c’era in TV la pubblicità della Galbani si arrabbiava moltissimo e urlava con tutto il fiato: non vuol dire fiducia, vuol dire cannuccia!!!  In questi giorni  ci ho ripensato e ho dedotto che mio figlio era un preveggente (*). Anche se non ho mai capito cosa intendesse per “cannuccia”.

Ancora mi ricordo, di queste cose.
Ma domani, cosa mi ricorderò domani?

(Bologna, 19 ottobre 2008 ore 16,04)

(*) Mi riferisco allo scandalo scoppiato nell’ottobre 2008, periodo a cui risale il mio testo.

Visto che vado a Malaga, ascoltiamo insieme un gruppo musicale che è nato proprio in quella città:
Chambao – Papeles Mojados

Ciaooooo!!!! A lunedì notte, o, meglio, a martedì prossimo!

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Questa voce è stata pubblicata in avviso ai naviganti, i miei viaggi, la mia scrivania. Contrassegna il permalink.

12 risposte a Bologna-Malaga go and back

  1. RenzoMontagnoli ha detto:

    Comunicato del 21 ottobre 2010[..] Quello che sembrava un pasticcio e che è stato il tormentone dell’estate si è rapidamente sgonfiato, e così chi invocava la legalità e il rispetto della Costituzione (leggi Fini) si è presto rimangiato tutte l [..]

  2. cristinabove ha detto:

    ricordo anch'io tante cose!
    Grazie di tutto e buon viaggio
    cri

  3. anonimo ha detto:

    "I viaggi, per gli scrittori, anche quando si parte controvoglia, sono l’occasione di mettere legna nella cascina. E’ come risparmiare dei soldi. E’ come una piccola riserva di vita e di storie. E il dovere di ogni scrittore, in fondo, forse, è questo: di non vivere invano, di non viaggiare invano, di trovare sempre il modo di raccontare vita e viaggi e gioie e sofferenze."

    Non sono parole mie (sai che il mio atteggiamento nei confronti del viaggio è un po' diverso), ma del piccolo grandissimo Flavio Soriga, tratte dal brano che ci hai indicato e linkato nel tuo post precedente.
    Fai un buon viaggio, dunque, carissima amica, e, benchè per pochi giorni, metti tanto legno in cascina!

    Un caro saluto.
    Franz

  4. Gemisto ha detto:

    Dall'11 al 31 ottobre puoi donare 2 euro a Emergency inviando un SMS al numero 45506 dal tuo telefonino personale – per i clienti TIM, VODAFONE, WIND, 3 e COOPVOCE – o chiamando allo stesso numero da rete fissa TELECOM ITALIA.

     

  5. anonimo ha detto:

    buon viaggio Milvia!Io mi ricordo " mama mia mi sun stufa oi de fà la filerina …" e con che passione la cantavo…e delle gonne mini a quadretti bianche  e nere..,…un abbraccio
    Tinti

  6. Soriana ha detto:

    Renzo: grazie per la segnalazione.

    Milvia

  7. Soriana ha detto:

    Cri: La quantità di ricordi è proporzionale all’età! E visto che noi non siamo proprio fanciulline…
    Ciao, Cri

    Milvia

  8. Soriana ha detto:

    Franz: mi fa piacere che tu abbia letto e apprezzato il “nostro” Flavio.
    Legna in cascina non ne ho messa tanta, mi sa. Solo qualche rametto, per fare piccoli fuochi.

    Buona notte, Franz.

    Milvia

  9. Soriana ha detto:

    Piero: già fatto, fin dai primi giorni, e anche segnalato. Grazie per averlo ricordato ai miei lettori
    Ciao!

    Milvia

  10. Soriana ha detto:

    Tinti:  La canzone no, non la conosco, ma le gonne sì che me le ricordo.

    Un abbraccio, Tinti.

    Milvia

  11. isabel49 ha detto:

    I ricordi sono belli perchè raccontano la nostra esistenza, che saremmo senza? Anch'io ho il mio bagaglio di ricordi e molto spesso mi ci perdo con dolcezza o, anche, con tristezza.

    Bellissimo post

    un bacio
    annamaria

  12. Soriana ha detto:

    Annamaria: grazie, cara Annamaria. Quando si pérdono i ricordi, un po' si muore…

    Un abbraccio.

    Milvia

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