Tempo…

clessidra

http://www.leragioni.it/

Ieri sera, rientrando a casa, ho trovato un messaggio nella mia posta elettronica che diceva così: "S.A. ha “taggato”   (orribile parola!) su Facebook una foto in cui ci sei tu". S.A. è una ex- impiegata dello studio commerciale del mio ex-marito, studio che ha visto scorrere, si fa per dire, i migliori anni della mia vita: esattamente trentaquattro. Ci sono io, in quella fotografia, e le altre impiegate dell’ufficio. E quasi quasi, guardando quella foto, e un’altra, poi, che si è aggiunta alla prima questa mattina, ho fatto fatica a riconoscermi. Come eravamo, ho pensato, o, meglio, com’ero. Diverso colore dei capelli, viso più levigato, forse anche uno sguardo diverso. Era l’88: ventidue anni fa, dunque.
Cambiata.
Cambiamenti fisici, fisiologicamente normali, anche se difficili, forse, da accettare.
Cambiamento, sconvolgimento totale anche della mia esistenza, poi, dal 2006 a oggi. Diverso modo di trascorre il tempo, diversa città, casa diversa.
E allora mi son chiesta: cosa ha a che fare la Milvia di quella fotografia, con la Milvia di oggi? Cosa è rimasto di quella allora giovane donna?
La risposta che mi sono data non so se debba farmi piacere o, invece, avvilirmi.
Il fatto è che non sono cambiata. Dentro, voglio dire.
Nonostante certe ferite,  credo ancora che l'amore e l'amicizia siano il motore della vita. Atteggiamento infantile? Forse…

Come allora, e come molto, molto prima, anche, sono intollerante all’arroganza, all’ignoranza del cuore, ai soprusi, ai “lei non sa chi sono io”, alla banale volgarità dei doppi sensi, all’avarizia dei sentimenti, alla vanagloria, all’ipocrisia, alla falsità. Al potere, quando si manifesta come rapporto fra sovrani e sudditi. Ancora, come allora, come da sempre in verità, tutte queste cose, e molte altre, anche, mi fanno incazzare, e non poco. E tutto questo, forse, si può chiamare ingenuità, visto che il mondo va proprio nella direzione che io detesto.

Ora, come allora, continuo a sognare. Mi nutro di sogni, costruisco progetti e fiabe, nella mia testa, divento architetto di speranze a cui do nomi, e volti, e spazi smisurati. Nonostante che i sogni ben raramente si siano realizzati.

Ora, come allora, sono presa, a volte, da un’irrefrenabile gioia di vivere. Allora, come ora, a volte, ero presa da un’altrettanto irrefrenabile noia del vivere. Sindrome bipolare? Beh, non fino a questo punto. Forse sono solo incapace di mettere la giusta distanza fra me e quello che mi accade.

Romantica, ingenua, sognatrice, incapace di porre distanze fra me e gli accadimenti.  Beh, non è mica un bel ritratto per una signora che ha raggiunto l’età in cui, mi raccontano,  si dovrebbe essere equilibrati, e saggi, e distanti.
Però… però più ci penso e più sono contenta di non essere cambiata.
Continuerò a soffrire, a incazzarmi, a gioire, ad amare e a odiare la vita: a essere, insomma, quella che ero venti, trenta, cinquant’anni fa.
E al diavolo il tempo che passa…

E voi, voi siete cambiati col trascorrer del tempo? Se volete, confessatevi qui.  Non lo dirò a nessuno…

Gianmaria Testa: Canzone del tempo che passa

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17 risposte a Tempo…

  1. SoloAnima ha detto:

    Come si cambia, per non morire…

    Mah!
    Io sono convinta che si cambia un pò anche dentro, inevitabilmente, col passare degli anni. Anche se i valori base restano li stessi, certo, ma si diventa più disincantate, meno sognatrici, più esigenti.
    Le esperienze passate lasciano dentro il segno, in bene e in male, come quelle piccole rughe che improvvisamente, ti alzi una mattina, e scopri di avere intorno agli occhi.
    Il lato positivo, secondo me, è che c'è più consapevolezzo ora in quel che si fa, ma un pò mi manca comunque quella spregiudicatezza dei vent'anni.

    Bellissima la canzone di Gianmaria Testa…

    Ciao!

  2. ilmaredentrome ha detto:

    È un post che fa pensare, riflettere. Anche io non riesco mai a porre le giuste distanze fra gli accadimenti e me stessa.

  3. morenafanti ha detto:

    al diavolo il tempo che passa! 🙂

    ciao Milvia. un abbraccio

  4. TonDel ha detto:

    Ciao Milvia
    Continuo ,sorpreso, a immaginarti .
    C'è la Milvia classica e la Milvia Romantica.
    Il respiro dei suoi scritti ci trasmette ora l'una ora l'altra.
    Ci informa della sua età, della sua prima vita e delle caratteristiche sia somatiche che caratteriali nel cambiare e post cambiamento.
    Tutti si cambia con il pasare dei giorni e degl'anni.
    Si termina l'adolescenza,si entra negl'anni delle piccole indipendenze,poi nell'età della condivisione di amore, casa, figlia.
    Si assiste al termine di questa parte di vita e spunta all'orizzonte una nuova vita a due.
    Tramonti diversi per stelle diverse : stelle da ricordare altre da dimenticare.
    Poi come per il vino le botti fanno rendere prezioso il succo d'uva e ti chiedi se sarà gradito, se è troppo asciutto, se è inebriante ,se è tannico.
    Milvia ci offre la possibilità di stappare questo vino,ma non si può sentirne il profumo, il calore,il colore .
    Per queste cose bisogna stringersi le mani dal vivo.
    Spero.

  5. cristinabove ha detto:

    a me tornare indietro fa paura
    a fianco di esperienze bellissime complottano ricordi terribili.
    preferisco osservarmi nel presente, vivere giorno per giorno…
    quasi non so più chi ero.
    ma certamente gli anni mi hanno costruita quale sono oggi.
    colgo l'attimo
    ciao
    cri

  6. utente anonimo ha detto:

    Per quello che può valere la mia esperienza non si cambia, si invecchia, si hanno addosso tutti i segni del tempo, segni a volte visibili a volte nascosti. Ma la natura rimane la stessa, l'istinto è il medesimo di sempre. Si imparano certe cose vivendo, ad essere più espansivi se si è nati timidi e introversi, a controllarsi se si  nati esuberanti e logorroici. Ma il timido è sempre timido, e l'esuberante rimane tale. Non vi è mai capitato di  sentire dire che i vecchi, diciamo dagli ottantanni in su, a volte "tornano" bambini? In realtà penso che si manifestino esattamente come sono, come sono sempre stati. Il tempo che passa a volte è un peso, altre è un velo, dipende cosa ci è successo nel frattempo.
    Stella.

  7. Soriana ha detto:

    SoloAnima:
    Forse per non morire, sono rimasta la stessa…

     Si acquisisce la consapevolezza, questo sì. Sono consapevole che i sogni non si realizzeranno, e che il mio sdegno non cambierà il mondo. Eppure, ostinatamente, continuo a sognare e a sdegnarmi, e un frammento di me, continua a sperare.
    Gianmaria Testa è fra i miei cantanti preferiti. Pensa che ho avuto la fortuna di trascorre quasi tutto un pomeriggio con lui e con una mia amica, di cui è amico, e non sono riuscita a spiccicare parola…
    Grazie della visita, SoloAnima (che bel nick!).

    Milvia

  8. Soriana ha detto:

    Ilmaredentrome:
    Non riuscire a mettere le distanze procura dolore, ma a volte anche gioie esaltanti. A cui, però, segue spesso il dolore…
    Benvenuta, Il maredentrome (altro bel nick…)

    Milvia

  9. Soriana ha detto:

    Morena: al diavolo!
    Un abbraccio, Morena.

    Milvia

  10. Soriana ha detto:

    Tonino: caro Tonino, i tuoi commenti sono sempre poesia, inizio a leggerli ed è come se si aprisse una sorta di scrigno, e le parole escono e iniziano a volare, come belle farfalle colorate.
    E poi mi dici cose molto belle, che non so, proprio non so se merito.

    Si cambia: si cambia ruolo, indubbiamente, o a un ruolo se ne aggiunge un altro. Figlia, moglie, madre… Si accumulano esperienze. Ma cosa vuoi che ti dica, Tonino: se io mi trovassi in un gruppo di ragazzini, o anche di coetanei (ma questo è già fantascienza…) che proponessero di giocare a, che so,a  uno due tre per le vie di Roma, ecco, io sarei pronta a mettermi a giocare.
    Per la parte finale del tuo commento… spero anch’io. E che presto avvenga.
    Milvia

  11. Soriana ha detto:

    Cri: sono sicura che eri splendida anche allora…
    Un bacio

    Milvia

  12. Soriana ha detto:

    Stella: Bentornata, Stella! Bello, il tuo commento. Certo che se mi penso ottantenne mi spavento. Se mi sento ora, tanto spesso, bambina, fra vent’anni cosa sarò? Una neonata, praticamente… Ciao!

    Milvia

  13. margueritex ha detto:

    Milvia, oggi ti vedrò e sarai bella e dolce e vivace e attenta e sincera e libera…cosa m'importa com'eri prima?
    Meglio? Peggio?
    Noi siamo, ora e basta.
    Tu ora sei una Donna.

  14. Soriana ha detto:

    Margaret:  Io sono così? Non lo so, se sono così, Margaret cara, ma se è così che mi vedi io ti sono infinitamente grata.
    Un abbraccio

    Milvia

  15. utente anonimo ha detto:

    "Al diavolo il tempo che passa!"
    In onore alla chiosa di questo tuo bellissimo post, scrivo un commento fuori tempo massimo, ed ho quasi quella divertente impressione di 'fuori sincrono' tipica delle recensioni cinematografiche in tv, quelle 'fuori orario', di Enrico Ghezzi.

    Non c'è molto da aggiungere, comunque: hai già detto tutto tu.
    Il senso del limite finale, inesistente da giovani, tende a farsi sempre più opprimente col passare degli anni; ma l'interiore sorgente di vita, se siamo stati bravi e fortunati, continua a zampillare come e più di allora.
    Presente e futuro, lo sappiamo, non ci appartengono. Non ci resta che accettare e gioire del presente, di quella sorgente, e di tutte le spinte, a volte in direzioni contraddittorie, che ha l'acqua che ne sgorga.
    Non ci resta che curarla con tutta la nostra attenzione, intelligenza, cuore ed esperienza.
    Franz

  16. anonimo ha detto:

    ovvia errata corrige: "Passato e futuro non ci appartengono"
    Franz

  17. Soriana ha detto:

    Franz: Sarai anche fuori sincrono come Ghezzi (mi hai fatto ridere con questa immagine), ma i tuoi commenti sono sempre  molto graditi.
    Senza dubbio, da quello che scrivi, per quel po’ che ho imparato a conoscerti leggendoti, tu hai una interiore sorgente di vita zampillante e limpida. E hai attenzione, intelligenza e cuore per alimentarla.  Ed è per questo che sono contenta che tu ti sia aggiunto al (breve) elenco dei miei amici.

    Milvia

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