Solitudini

solitudine

http://mente.blog.tiscali.it/

Il racconto che segue è stato pubblicato  on line su Arte insieme   poco tempo fa. Forse molti di voi lo conoscono già, ma per chi non lo avesse letto, e voglia farlo ora e magari commentarlo, lo propongo anche qui:

Solitudini

La donna indossa un vestito nero, di seta, a lui sembra di capire. Ai piedi porta sandali di vernice nera, dal tacco alto e sottile.
Troppo elegante, stonata per questo posto, pensa l’uomo.
La donna si siede al tavolo vicino alla finestra, appoggia la borsa sulla sedia accanto.
Nel locale non c’è nessun altro, solo lui e quella donna e, dietro il banco, il barista che sta svuotando, indolente, la lavatazzine.
L’uomo pensa di alzarsi, di avvicinarsi alla donna e dirle una frase qualsiasi, giusto per capire, nella risposta, se anche la sua voce è fuori posto, lì. Giusto per sentire una voce.
Lei ha preso un libro dalla borsa, e lo appoggia sul tavolino.
Lui cerca di leggerne il titolo, ma non ci riesce.
Si immagina che la donna sia una di passaggio, una giornalista, magari, venuta in paese per scrivere di quel caso, quello del ragazzino ucciso dal cane.
Potrei  avvicinarmi e chiederle: È una giornalista, lei?  E poi sedermi al suo tavolo e sentire il suo profumo, pensa.
Dalla tasca della giacca tira fuori un fazzoletto, bianco, grande, e si asciuga il sudore che gli bagna la fronte. La giacca è abbottonata e gli stringe sul petto e a volte ha l’impressione che gli stringa anche il respiro.
Una mosca si è posata sul tavolino al quale lui sta seduto e con le zampette sembra voler pulire l’alone lasciato da un bicchiere sul ripiano di formica. L’uomo la osserva, inespressivo, poi il suo sguardo va a cercare la donna.
Gli sembra che lei stia piangendo: un quasi impercettibile sussultare delle spalle, un accenno di luccicore lungo le guance. Stringe gli occhi, per vedere meglio, poi gira il viso, imbarazzato.
Pensa alle lacrime delle donne. Pensa a quelle di sua moglie, quando gli ha detto che lo lasciava per un altro. Le donne versano lacrime solo per amore, si dice. Anche quando sono loro, ad andarsene.
Il barista spegne le luci che sovrastano il bancone e tossicchia.
L’uomo, con la coda dell’occhio, vede la donna alzarsi e spostare la sedia, che fa un rumore stridente, nel silenzio. La vede riporre il libro nella borsa, e lasciare qualche moneta sul ripiano del tavolo.  Gli sembra meno elegante di quando è arrivata, come se il pianto l’avesse sgualcita.
Quando  lei spalanca la porta per uscire, nel bar entra aria fredda, l’aria troppo fresca di un precoce autunno.
L’uomo, ancor seduto, allontana la sedia. Poi appoggia le mani sul tavolino, le palme discoste, e solleva il suo corpo grasso. Mette una banconota sotto il posacenere. Attraversa lentamente il locale.
 La strada è deserta, fuori, e i contorni delle case inghiottiti dal buio.  

Bologna, 17 ottobre 2010, ore 22,15

Ho scelto ben tre video, per completare il post di oggi.
Il primo ha per colonna sonora una canzone che apparentemente non parla di solitudine, ma a me, ogni volta che l'ascolto, è proprio la solitudine, che viene in mente: la solitudine di un uomo che, nonostante quello che dice, sa che non potrà mantenere il suo intento di cambiare. Mi fa cadere sempre in una tristezza infinita, sentirla.  

Gli altri due, invece, sono una sorta di elogio della solitudine, vista da diverse prospettive.
In tutti, tre cantanti, tre poeti, mi sento di dire, che amo tanto.

Luigi Tenco: Vedrai Vedrai

Franco Battiato: Amata solitudine

Fabrizio De Andrè: Elogio della solitudine (discorso)

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in la mia scrivania e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

7 risposte a Solitudini

  1. utente anonimo ha detto:

    CIAO!ho creato un gruppo su facebook per tentare di riunire e pubblicizzare un gran numero di blog italiani. Mi sembra un modo carino e comodo per potersi confrontare e aumentare la visibilità dei nostri blog!
    Se sei interessato, unisciti a noi e pubblica il link del tuo blog sulla pagina di facebook:
    http://www.facebook.com/#!/group.php?gid=153706914659766&ref=ts
    o cerca “Blogger Italiani”.
     
    GRAZIE!
    Maddy

  2. margueritex ha detto:

    ci sono delle immagini fantastiche e sono particolarmente sensibile al tema…bellissimo

  3. uskaralis07 ha detto:

    Ciao Milvia.Avevo già letto Solitudini e mi era piaciuto per la tua capacità di esprimere una situazione emotiva difficile,  appartenente in questo caso a due persone, solo con una rappresentazione quasi statica dei loro atteggiamenti, come se fosse una carrellata cinematografica – Al commento e per restare in tema mi va di aggiungere il ricordo di un grande musicista e cantante francese , Moustaki,  autore di Ma solitude il cui testo in originale trascrivo qui di seguito. Franco
     MA SOLITUDE
    Pour avoir si souvent dormi avec ma solitude
    Je m'en suis fait presque une amie une douce habitude
    Elle ne me quitte pas d'un pas fidèle comme une ombre
    Elle m'a suivi çà et là aux quatre coins du monde
    Non  je ne suis jamais seul avec ma solitude
    Quand elle est au creux de mon lit elle prend toute la place
    Et nous passons de longues nuits tous les deux face à face
    Je ne sais vraiment  pas jusqu’où ira cette complice
    Faudra-t-il que j'y prenne goût ou que je réagisse
    Non je ne suis jamais seul avec ma solitude
    Par elle j'ai autant appris que j'aie versé de larmes
    Si parfois je la répudie jamais elle ne désarme
    Et si je préfère l'amour d'une autre courtisane
    Elle sera à mon dernier jour ma dernière compagne
    Non  je ne suis jamais seul avec ma solitude
    Non  je ne suis jamais seul avec ma solitude 

     

  4. anonimo ha detto:

    L'avevo già letto ma l'ho riletto con grande piacere:argomento affine.La musica poi ….amata tanto (forse un poco meno Battiato perchè mi pare un poco guru..)Grazie carisisma.Tinti 

  5. Soriana ha detto:

    Maddy: Grazie per l'invito! Mi sono iscritta… Mi sembra di aver capito che quando si pubblica un nuovo post  il blogger deve segnalarlo. È così?
    Ciao!

    Milvia

  6. Soriana ha detto:

    Franco: un esercizio di scrittura, questo mio racconto. In pratica volevo scrivere una storia senza storia…
    E grazie per il bellissimo testo. La solitudine, a volte, non sempre, può essere un'ottima compagna di viaggio.

    Buona serata, Franco.

    Milvia

  7. Soriana ha detto:

    Tinti: grazie a te, cara.  Sai, io, a Battiato, sarò sempre grata se non altro per aver scritto quella canzone di assoluta verità che è "Povera Patria".

    Un bacio, Tinti.

    Milvia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...