E comunque è tutta un’immondizia…

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Post In cui si parla di:
luminarie natalizie, di elenchi, di atrocità e anche dell’esser responsabili.

Le luci di Natale suscitano in me reazioni ambivalenti: se mi incanto a vederne alcune particolarmente suggestive, al tempo stesso, tutte, mi irritano, perché penso a quanta energia si spreca, per addobbare la città, e a quanto tutto quel fulgore sia, alla fine, una spinta a fare acquisti, a buttarci nel vortice del consumismo, con buona pace della crisi.
Però, quei luminosi auguri che avrebbero dovuto  brillare in via Padova, a Milano, una delle strade più multietniche del capoluogo lombardo, mi sarebbe piaciuto vederle. Mi sarebbe piaciuto vedere quel cuore rosso e leggere Buon Natale nelle molteplici lingue degli abitanti che vivono nel quartiere.
E invece, niente. Se mai facessi una (improbabile, in verità), passeggiata in via Padova, leggerei solo un banale Auguri. In italiano. Perchè siamo italiani, no? E chi non lo è, italiano, mica merita un augurio nella sua lingua. Ecche cavolo!
Clic!

È tempo di elenchi. Alcuni mi piacciono, altri un po’ meno. Quelli dei politici li trovo ingessati, demagogici, inutili.
L’elenco che ha pubblicato Pedjolo nel suo blog, è un elenco di cose dette da amministratori di città e province, parlamentari e simili “animali” della politica (mi scusino gli animali di ogni ordine e tipo). È un elenco pieno di oscenità, e vorrei tanto che fosse frutto di invenzione,  ma purtroppo, quelle cose che ci stanno scritte, le hanno proprio dette, quei signori.
Dall’elenco, estrapolo qualche perla:  

Gli immigrati bisognerebbe vestirli da leprotti per fare pim pim pim col fucile. (Giancarlo Gentilini, vice sindaco di Treviso)

Siamo in un Paese libero, o no? E poi la cosa che mi fece più arrabbiare non furono le botte, ma gli insulti. Ebreo. A me. Capito? (Mario Borghezio, eurodeputato)

L’immigrato non è mio fratello, ha un colore della pelle diverso. Cosa facciamo degli immigrati che sono rimasti in strada dopo gli sgomberi? Purtroppo il forno crematorio di Santa Bona non è ancora pronto. (Piergiorgio Stiffoni, senatore)

Darò immediatamente disposizioni alla mia comandante affinché faccia pulizia etnica dei culattoni. (Giancarlo Gentilini, vice sindaco di Treviso)
Vi bastano? No? Allora
QUI
potete leggerne altre. Il post di Pedjolo si conclude con un invito:
* DOBBIAMO FARE IL MODO CHE QUESTO ELENCO VENGA LETTO NELLA PROSSIMA PUNTATA DI "VIENI VIA CON ME", IO HO GIA' INVIATO UNA MAIL AI REDATTORI DELLA TRASMISSIONE, FATELO ANCHE VOI. ECCO IL LINK PER MANDARE LA MAIL ALLEGANDO L'ELENCO:

Vieni via con me
Non mi sembra una cattiva idea…

A gennaio scorso i morti ad Haiti causati dal terremoto sono stati 222mila. A Port-au-Prince, l’area più colpita dal terremoto, da gennaio a oggi, il tasso di gravidanze è passata dal 4% al 12%. Perché le violenze sessuali, piaga endemica, nell’isola haitiana,  sono diventate la norma, nei campi per sfollati.  E così si diventa madri a dodici anni. E così ragazzine che hanno tentato l’aborto sono morte. Avevano dodici, tredici anni.
E poi. Poi ad Haiti spariscono i bambini. In silenzio. È da gennaio che hanno cominciato a sparire. Bambini rimasti soli al mondo, senza più alcun punto di riferimento. Bambini nel caos apocalittico. Presi e portati nella repubblica dominicana: a fare i servi/schiavi negli alberghi, nelle case dei possidenti. A essere usati per il prelievo di organi.  A diventare oggetto sessuale dei turisti. Maledetti pedofili.
E intanto, a oggi,  il colera, nell’isola caraibica, ha già ucciso millequattrocento persone. E molti sono bambini.
I bambini, ad Haiti, fanno una vita d’inferno.

Se la colpa è sempre degli altri
(da una lettera di Vittorio Sermonti pubblicata da Repubblica mercoledì 24 novembre)
Caro Direttore, parliamoci chiaro: che schifo! Giustamente il mondo si scandalizza di Napoli per colpa… Già, per colpa di chi? la risposta è facilissima: la colpa è loro. E chi sono questi “loro”? Sono gli altri: i politici, gli affaristi, la malavita organizzata: insomma, tutti tranne noi, tranne me.

Sebbene non particolarmente oberato dagli oneri del privilegio, io, in Italia, me la passo abbastanza bene: e mi vergogno. Di cosa? Di non fare niente per tanto oltraggio. Ma che cosa uno come me potrebbe fare?
Probabilmente niente. Allora diciamo: mi vergogno di non poter far niente per l’amatissima, per la bellissima, per la sciaguratissima città di Napoli. E non mi vergogno di vergognarmi. Se non funziona nulla in questo paese, è segno che non funzione nemmeno io.
C’è qualche altro “privilegiato” che sottoscriverebbe queste righe, avendo la facciatosta di sperare?
Fossimo in molti, forse qualcosa da fare per debellare questa vergogna insopportabile si troverebbe.

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4 risposte a E comunque è tutta un’immondizia…

  1. margueritex ha detto:

    bello bellissimo questo post!!!
    ecco il mio elenco cara Milvia:

    le parole dimenticate:
    indignazione
    vergogna
    dignità
    onestà
    pudore
    umanità
    pietas
    accoglienza
    attenzione
    premura
    coerenza
    fedeltà
    incorruttibilità
    generosità…
    aggiungetene voi…è un elenco purtroppo lunghissimo

  2. anonimo ha detto:

    Brava Milvia ,bravissima. Anche io mi vergogno e tanto.Quel tanfo che uccide dovrebbe farci soffocare dentro ma non è così. Il Piemonte e il suo Cotino che mandano monnezza giù non vogliono sporcarsi con i napuli! Volevo poi suggerire ,dato che oggi è il giorno che ricorda  la violenza sulla donna,di leggere la poesia scritta sul tema da Maria Attanasio sul suo blog.Non ve ne pentirete.Qui a Torino ,cara Milvia ,ci sono molte manifestazioni nelle piazze e i giovani ,mi pare ,si stanno muovendo.C'è un senso di voglia di fare che prima era spento.  e poi  ci sono i barricaderi ,tra cui mio figlio ricercatore che qualcosa stanno ottenendo…Ciao a tutti.Tinti

  3. Soriana ha detto:

    Margaret: Bell’elenco, ma anche triste elenco, dato che contiene parole in disuso…

    Aggiungerei
    rispetto
    verità
    solidarietà
    sobrietà
    ideali (questa, addirittura, viene ormai considerata quasi una parolaccia…)

    Ti abbraccio, cara Margaret

    Milvia

  4. Soriana ha detto:

    Tinti: grazie di tutto, anche di avermi segnalato la bella poesia di Maria.

    Forse c'è un vento di cambiamento…
    In bocca al lupo per tuo figlio, e per tutti i nostri ragazzi.

    Un abbraccio, di speranza e affetto

    Milvia

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