Mirela Cimpoesu: una vita in transito

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Mirela Cimpoeuso

Era giovane e bella, Mirela. Ma soprattutto era una donna coraggiosa. Come coraggiose sono molte delle donne che lasciano la loro terra, i loro affetti più cari per migrare in altri luoghi, con la speranza di migliorare il loro tenore di vita e quello della propria famiglia lontana, con un sogno confuso che a malapena riesce a lenire in parte lo strappo della separazione.

Mirela Cimpoesu, una vita in transito come tante, il suo sogno confuso era riuscita a modellarlo, con fatica, con forza, con coraggio. E alla fine, il sogno sembrava proprio essersi realizzato.  Con la fortuna, anche, di aver incontrato belle persone, chè ancora esistono, le belle persone, anche se a volte sembra difficile crederlo.
 Approda a Rimini, Mirela, e un giorno sulla sua strada compaiono tre donne: Mariolina, Fulvia e Francesca. Che hanno un progetto: creare un laboratorio di scrittura autobiografica per donne migranti, la scrittura come cura,  scrivere per scavare dentro di sé, e creare un ponte fra il prima e l’adesso. Una scrittura che ospita.  E partecipare a questo laboratorio è per Mirela un’esperienza essenziale, costruttiva, catartica. Scrive, Mirela, e scrive bene, e tira fuori da sé dolori passati, incertezze presenti, ricordi di quando era bambina. E, scrivendo, condividendo,  Mirela si ri-costruisce, e il futuro le appare meno incerto, e la strada da percorrere meno ripida. Conosce anche un uomo, Mirela, e si innamora, e il suo amore viene ricambiato. E alla fine di ottobre, Fabio e Mirela si sposano. Tutto bene, no? Sembra quasi una fiaba. Ma il “vissero felici e contenti” dura solo cinque giorni. Perché  cinque giorni dopo il matrimonio Mirela, all’improvviso, muore.

Io, Mirela, non l’ho mai conosciuta personalmente. Ma quando un mese fa la mia carissima amica Mariolina mi ha dato la notizia della sua scomparsa ho provato un dolore profondo, come se avessi perduto una persona cara.
Di Mirela Cimpoesu mi era capitato di leggere ad alta voce un testo, due anni fa, in occasione di un convegno relativo al laboratorio di scrittura. Mirela non era fra il pubblico, credo che avesse un altro impegno non rimandabile, quel giorno. Ora mi dispiace tanto non averla potuta incontrare, quel giorno.
Domani, 28 novembre a Rimini, alle 18, presso il caffè letterario Assenzio, in via Bilancioni, chi ha conosciuto Mirela e le ha voluto bene, si ritroverà, per ricordarla a un mese della sua morte. Spero di riuscire a esserci anch’io.

Qui,   sul blog curato da Mariolina Tentoni, ci sono testi  scritti da Mirela.  A rileggerli ora mi si stringe la gola.

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9 risposte a Mirela Cimpoesu: una vita in transito

  1. arrows ha detto:

    Non la conoscevo, ma sono comunque vicino.

  2. Soriana ha detto:

    Arrows: grazie della visita, della vicinanza. E in bocca al lupo per il tuo giovanissimo, ma promettente blog.

    Milvia

  3. cristinabove ha detto:

    come si fa a morire così?
    ma è stata proprio una morte naturale?
    comunque tutta la mia partecipazione al dolore della perdita.

  4. accipicchia ha detto:

    Che tristezza, Milvia, leggere questa storia, un grande dispiacere. 
    Guardo la bellissima foto di Mirela e mi sembra incredibile, assurdo.
    Lo stesso sconcerto lo avverto nel commento di Cristina. Sembra davvero una cosa impossibile, riesco solo a ripetere che mi dispiace molto.
    Ciao.  Piera

  5. RenzoMontagnoli ha detto:

    Comunicato del 28 novembre 2010[..] Quindi, se Napoli è coperta di immondizia, se Pompei cade a pezzi, se in Finmeccanica regna la corruzione, se nel letto del premier finiscono ragazze minorenni, è solo colo colpa di un complotto internazionale. Io l’avevo capito s [..]

  6. utente anonimo ha detto:

    Grazie Milvia, per me che l'ho conosciuta,le volevo bene, avevo condiviso esperienze e progetti anche per il futuro con lei, ero stata alla festa del suo matrimonio,è toccante vedere che tu e Cristina e Piera provate dolore e una umana pietas per questa giovane vita spezzata. Mirela era una donna di valore e una brava scrittrice e sento che la sua perdita è grande, ma condividere pensieri ed emozioni medica la mia ferita. Pubblica sul tuo blog la poesia che le hai dedicato e che è pubblicata sul blog http://www.viteintransito.wordpress.com ; è vero-come tu dici- che Mirela ci ha lasciato molti doni: semi di amore, amicizia, creatività, bellezza, solidarietà, senso della giustizia, di fede nella vita;prenderne cura e farli fruttificare sta a noi, è nostra responsabilità. Lei vive e vivrà attraverso questa nostra risposta. Ciao, Mariolina

  7. Soriana ha detto:

    Cri: sì è stata una morte improvvisa, dovuta a un aneurisma. L’unica cosa che può portare consolazione è che almeno, nell’ultimo periodo della sua vita, è stata felice.

    Milvia

  8. Soriana ha detto:

     Piera: grazie anche a te, Piera. Scrivere questo post mi è costato molto, non sono brava a trovare parole che non siano banali, a volte penso che davanti alla morte l’unica parola possibile sia una parola non detta. A spingermi a scriverlo è stato il desiderio di far conoscere  Mirela attraverso il blog di Mariolina.

    Milvia

  9. Soriana ha detto:

    Mariolina: So quanto sia grande, Mariolina cara, il dolore per questa perdita. E mi spiace di non aver potuto condividere con te, oggi pomeriggio, il ricordo che le avete dedicato.
    La mia poesia… non so, credo sia meglio che rimanga lì, nel tuo blog.

    Milvia

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