Disinfestazioni

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Riporto qui sotto una lettera che il primo dicembre è stata pubblicata sulle pagine bolognesi di Repubblica. L’episodio raccontato è autentico e credo che ci sia ben poco da commentare. Se non che, purtroppo, Lega docet. (e se volete fare qualche ripasso sulle nefandezze  razziste dei nostri politici  leggete anche QUI )

Da Repubblica-Bologna del 1 dicembre 2010

Sabato, ore 16,45 mi trovo al supermercato Pam di via Marconi, in fila a una cassa. Mi precede un ragazzo che vedo spesso in zona, probabilmente senza casa. Tiene
in una mano due bottiglie di birra e nell’altra gli spiccioli necessari all’acquisto. Ha un comportamento molto tranquillo, educato, identico a quello di tutti gli altri in fila. Non emana un buon odore, segno di un forte stato di abbandono. Giunto il suo turno porge le birre e i soldi, come qualsiasi cliente avrebbe fatto. La commessa a questo punto prende un deodorante per l’ambiente e glielo spruzza addosso. Quindi spruzza un disinfettante sugli spiccioli che asciuga con un panno di carta. Non paga dell’umiliazione inflitta, spruzza nuovamente il deodorante d’ambiente addosso al malcapitato che nel frattempo si è avviato in fondo alla cassa. Nessuno dice nulla, me incluso (esterrefatto e incredulo).
Leggo dal codice etico tratto dal sito del Pam: “Il Gruppo Pam si impegna a rispettare i diritti, l’integrità fisica, culturale e morale di tutte le persone[…]” (art.1.1) e “Nei contatti con i clienti […] il Gruppo Pam condanna e rifiuta ogni discriminazione in base a età, sesso, sessualità, stato di salute, razza, nazionalità, opinioni politiche e credo religiosi dei suoi interlocutori […]”.
In quelle stesse ore il Pam aderiva alla colletta alimentare per aiutare gli indigenti, purchè lontani dagli occhi e dal naso.
(lettera firmata)

Non so se la cassiera così zelante nel salvaguardare il suo odorato abbia letto la lettera pubblicata dal quotidiano, e ritengo piuttosto improbabile che approdi nel mio blog.  Ma mi piacerebbe davvero poter avere la possibilità di leggere una sua eventuale replica.  
I cattivi odori danno fastidio a tutti, questo è certo. Quando lavoravo, mi è capitato non poche volte di spalancare le finestre e spruzzare deodorante dopo che clienti non certo senza dimora e italianissimi erano usciti dallo studio (ed ero rimasta sola). Mai mi sarei permessa di agire come quella cassiera. E non perché fossero clienti: mi sarei comportata nello stesso modo anche se nello studio fosse entrato un mendicante (fra l’altro molto più giustificabile dell’ abbiente cliente se il suo odore fosse stato sgradevole).

La disinfestazione, io credo, bisognerebbe farla a certe teste per uccidere i germi dell'intolleranza e del  razzismo che vi albergano.

Franco Battiato: Il movimento del dare

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4 risposte a Disinfestazioni

  1. utente anonimo ha detto:

    Sono stata anch'io testimone di un fatto analogo. Autobus: salgono alcuni controllori. Un tizio, male in arnese, non ha il biglietto. Un passeggero  si offre di pagarglielo. Ma i controllori afferrano  il malcapitato  e lo obbligano a scendere  dall'autobus. Devo dire però che durante la velocissima estromissione, si rivolgono al portoghese chiamandolo ripetutamente  "signore". 
    Dopo,   dicono  ai pochi passeggeri esterrefatti che mandava  cattivo odore e che quindi  non poteva stare tra persone civili su un mezzo della civile città di Bologna.
    Non aggiungo commenti.
    Mirella

  2. utente anonimo ha detto:

    Ho un ricordo molto particolare su questo argomento e riguarda un senzatetto che incontrai all'estero tanto tempo fa.
    Purtroppo non posso raccontarti nei dettagli la storia ma in pratica il senzatetto, in situazione analoga,  dimostrò una proprietà di linguaggio ed una signorilità di comportamento da lasciare a bocca aperta il commesso del supermercato di allora.
    Bisognerebbe accendere il cervello prima di parlare o fare qualunque cosa. Purtroppo questo vorrebbe dire non fare nulla per molta gente.
    a.y.s. Bibi

  3. Soriana ha detto:

    Mirella: Beh, l’unica cosa consolatoria è quel passeggero che si è offerto di pagare il biglietto a quel “signore”. Ma immagino che molti degli altri passeggeri fossero solidali con i controllori. Così va il mondo…

    Milvia

  4. Soriana ha detto:

    Bibi: sono sicura di non essere retorica se affermo che fra i senza dimora ci sono persone che potrebbero dare a tutti noi lezioni di educazione, di civiltà e di umanità. A volte, spesso, anzi, ho sentito il desiderio di avvicinarmi al loro mondo, di parlare con qualcuno di loro, per imparare, o, semplicemente per ascoltarli. Poi una sorta di timidezza me lo ha sempre impedito.

    Milvia

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