Perchè scrivete?

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 Sulle pagine di "R2 cultura" di oggi, Repubblica  ha pubblicato le risposte date da alcuni scrittori alla domanda: perché scrivete? che è stata loro posta da  El Pais Semanal, il settimanale del celebre quotidiano spagnolo. 
Ve ne do un piccolo assaggio, e intanto formulo pure io la stessa domanda agli amici scrittori che mi leggono:
Perché scrivi? domando a ognuno di voi. Con la speranza, prima di tutto, che mi rispondiate. E che, se come mi auguro lo farete, non vi  limitiate a dare la stringatissima risposta di

Umberto Eco: perché mi piace.

Vorrei, insomma,  una risposta un tantino più  articolata, come quella di

Ken Follett: Quando mi sveglio la mattina la prima cosa che penso è di scrivere la prossima scena del mio libro. È quello che mi diverte di più. È fantastico dedicarsi a qualcosa che uno sa di far bene. Mi diverto scrivendo, ma “divertirsi” è una parola che non dà del tutto l’idea. L’atto di scrivere mi appassiona. Coinvolge tutto il mio intelletto, le mie emozioni e comprende tutto quello che so del mondo e di come funziona l’essere umano. Tutto fa parte della sfida per  accattivare i miei lettori. Il mio lavoro mi assorbe totalmente.

Che poi ora, rileggendo mentre trascrivevo,  mi pare che Follet abbia detto con molto più parole, la stessa cosa di Eco: che gli piace scrivere.  E c'era bisogno di tirarla tanto per le lunghe?

Ironica ma pure realistica,  una delle motivazioni di

Camilleri: Scrivo perché è sempre meglio che scaricare casse al mercato del pesce.

Una risposta in cui in parte mi ritrovo è quella data dal premio Nobel

Mario Vargas Llosa: Scrivo perché imparai a leggere da bambino e la lettura mi procurò tanto piacere. mi fece vivere esperienze tanto entusiasmanti, trasformò la mia vita in una maniera così meravigliosa che credo che la mia vocazione letteraria fu una sorta di traspirazione, di derivazione da quell’enorme felicità che mi dava la lettura.
In un certo modo la scrittura è stata come il rovescio o il completamento indispensabile della lettura, che per me continua a essere massima esperienza di arricchimento, quella che più mi aiuta ad affrontare qualsiasi tipo di avversità o fallimento..
.
Continua poi, allargando il suo concetto e conclude citando Flaubert, come spesso gli capita:
Scrivere è un modo di vivere.

Sì, soprattutto nella prima parte della risposta dello scrittore peruviano un po' mi ci ritrovo. E se devo aggiungere qualcosa dico che ancora prima di imparare l'alfabeto, per me, raccontare, inventare storie (ma non bugie, perché le bugie non mi sono mai piaciute) era una sorta di esigenza impellente: allora, come ora, la testa mi si riempiva di personaggi, che bussavano per poter uscire. E così cominciavo a raccontare, a raccontare…
Che sia per quell'affollamento, per quel bussare che spesso soffro di emicrania?

Comunque, la lettura. La lettura è stata senza dubbio un grande motore.

Allora, care scrittrici, cari scrittori, sarete così gentili, me lo direte perché scrivete?
Io non sono né El Pais, né Repubblica… Però sono vostra amica.

E ora una comunicazione. Venerdì prossimo, 7 gennaio andrò a Reggio Emilia. Perché c’è questa cosa qui:
Tre Colori: con Marino Sinibaldi

E chissà che non incontri qualcuno di voi…

Ciao!

Un piccolo… grande scrittore!

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23 risposte a Perchè scrivete?

  1. margueritex ha detto:

    scrivo perchè nella vita ho imparato a far decentemente solo due cose: leggere e scrivere.
     fare i conti ancora non mi  riesce bene…..

  2. lauraetlory ha detto:

    Come ho detto anche su FB, se ai grandi pittori fosse stato chiesto perche' dipingono tante volte quante si chiede agli scrittori perche' scrivono, le grandi opere pittoriche non sarebbero mai state realizzate. Detto questo, anch'io ho letto con attenzione quell'articolo su Repubblica e sebbene appaia troppo stringata, faccio mia la risposta del grande Umberto Eco: perche' mi piace. Sic et simpliciter

  3. anonimo ha detto:

    Scrivo perché mi piace, mi permette di esternare un Io che che non riesco a contenere. E' troppo e, se non metto nero su bianco, si disperde.
    Rossana Massa

  4. ReAnto ha detto:

    Scrivo perchè mi fa sentire ancora più libero.

  5. anonimo ha detto:

    Se non ho tentennamenti riguardo alla qualifica di blogger, quella di scrittore mi intimidisce un po'; forse, chissà, lo sto diventando gradualmente, grazie all'incoraggiamento di persone care come te.
    Credo comunque che ti faccia piacere la mia risposta.
    Direi che scrivere, ma forse qualsiasi produzione artistica, è quanto di più vicino ci sia alla genitorialità: concepire, serbare, curare, nutrire, educare un essere dotato di una sua precisa fisionomia e bisognoso, e capace, di amore.
    Per chi come me non ha figli, è anche uno splendido surrogato!

    Salutone ad un'ottima scrittrice (e genitrice) vera.
    Franz

  6. TonDel ha detto:

    Perchè ?
    Perchè  dopo aver letto, non tanti libri, ho la possibilità ed il tempo .
    Non saranno autorevoli i miei scritti, i miei versi,o le forme espressive che coltivo .
    E' una palestra : s'incontrano atleti professionisti, dilettanti e spettatori.
    Cosa sarebbe una partita di tennis con un giocatore che osserva le palline passargli affianco senza rimandarle al mittente oppure un portiere che non para i palloni che arrivano nella rete, oppure un cestista che non prova ,anche lui, ad andare a canestro ?
    Così sono i libri di ogni genere : ne senti l'incipit, li acquisti ,li leggi poi li tieni con te, nella tua stanza fra le cose care , non possono starci tutti in mente .
    Non ho mai vinto una medaglia d'oro alle olmpiadi,ma sono stato al pari al nastro di partenza delle gare provinciali.
    Ciao T.

  7. Soriana ha detto:

    Margaret: Direi più che decentemente… I conti, sai, non li so fare tanto bene neppure io…
     
    Ciao, Maggie!

    Milvia

  8. anonimo ha detto:

    Quoto @ReAnto.

    Adriano Maini

  9. Soriana ha detto:

    Laura: Ma in effetti penso che alla fine sia proprio questa la motivazione principale. Tutto il resto è corollario. Scriviamo perché ci piace farlo. E, per chi magari riesce anche a farne la propria professione, credo sia una grande fortuna.

    Ciao, Laura!

    Milvia

  10. Soriana ha detto:

    Ross: “mi permette di esternare un Io che che non riesco a contenere”. Che bello! Una storia che esplode e poi si ricompone sulla pagina…
    Bacio.

    Milvia

  11. Soriana ha detto:

    Antonio: Bravo, Antonio. Mi piace molto la tua motivazione. Il rapporto fra chi scrive e la pagina (o lo schermo) ancora intatta è (o, meglio, dovrebbe) essere  scevro da qualsiasi condizionamento. A meno che non ci chiamiamo… Beh, di nomi da fare ce ne sarebbero diversi… Toh, uno a caso: Bruno Vespa, per esempio.
    Ciao ciao, Antonio.

    Milvia

  12. Soriana ha detto:

    Franz: Lo sai, Franz, cosa penso della tua scrittura, e gli incoraggiamenti miei e di altri,  non sono altro che apprezzamenti per una dote che hai, io credo, innata.
    Bellissima e profonda la tua risposta. Vorrei aggiungere emozionante. Il tuo parallelismo fra scrivere e generare presuppone un grande rispetto per questa arte e per i personaggi e le storie che tu crei. Vedi, lo sei proprio, uno scrittore. 

    Milvia

  13. Soriana ha detto:

    Tonino: Sei un bravo atleta, caro Tonino. Un atleta che non ha paura di cimentarsi nelle gare più diverse, non seguendo pedissequamente le regole, ma con il tuo stile particolare.
    E una medaglia d’oro te la do io: perchè non sei mai banale.
     
    Milvia

  14. Soriana ha detto:

    Adriano Maini: Eh, Antonio è una persona molto, molto in gamba…
    Ho visitato il tuo blog. Mi piace. Tornerò. E se ti va, torna anche tu, qui. Mi farà piacere.

    Milvia

  15. anonimo ha detto:

    Sono egoista: ho iniziato scrivendo per me stesso, per raccontarmi fatti del passato che alrimenti sarebbero finiti in un calderone inutile. Poi sono spuntati amici e amiche che mi leggono; sono andato da loro ed ho scoperto un universo prima sconosciuto, fatto di umanità, ironia, informazione, domande…
    Piano piano so di loro e loro, sempre piano piano, sanno di me.
    Scrivo per curiosità, leggo per curiosità.

  16. falconier ha detto:

    Su tuo gentile invito aggiungo il mio pensiero accanto a quello di persone che il mestiere di scrivere lo sanno veramente fare.
    Scrivo da poco più di un anno e ne ho quasi 58.
    Non ho mai scritto fino ad ora perché ero convinto di non sapere mettere insieme più di tre frasi legate tra loro.
    Il tema del diploma l'ho copiato perché non sapevo da che parte girarmi, avevo la testa piena di musica rock_blues e mi uscivano solo frasi tradotte nel mio inglese-fai da te.
    Certo la mia mente è sempre stata una fucina di idee, la mia mente non riposa mai e in tutto questo tempo ho parlato parlato e costruito molto dentro  parlando con me stesso.
    Poi per scherzo ho provato a mettere giù qualche ricordo, costruire delle storie  mi diverte molto, è diventato un bisogno primario, scrivo perché mi fa star bene e mi fa ritrovare le cose che pensavo perdute.
    Scrivo per non essere troppo solo con me stesso, la condivisione degli amici mi aiuta molto, mi piace trovare qualcuno che mi corregga e mi incoraggi, ho trovato in Cristina Bove un grande "amico" lei mi sostiene sempre anche quando cado.
    Non ho ambizioni mi bastano i pochi amici del piccolo giro sul mio blog.
    Ho tanti piccoli progetti, ma poco tempo e poca tranquillità, pochissima scuola dello scrivere.
    Un caro saluto Milvia, ho voluto partecipare alla mia maniera al tuo post, ti ringrazio per le musiche della buona notte e ti faccio tanti auguri.

  17. Soriana ha detto:

    Gattonero: grazie della visita e dell’interessante, delicato commento. Ma…. se volessi essere curiosa pure io, dove potrei leggerti?  Non sono sicura che sia il tuo il blog in cui sono arrivata attraverso Google…

    Ciao, buon anno, e torna a trovarmi.

    Milvia

  18. Soriana ha detto:

    Falconier: carissimo Falconier,  sono contenta che tu abbia accettato il mio invito. E ti rispondo riportando quanto ti ho già scritto questa notte, nel messaggio.
    Per quello che ho letto di tuo devo dire che il mestiere di scrivere lo conosci bene, e non occorre, sai, la scuola dello scrivere. La tua grande sensibilità, quel tuo “parlare con te stesso”, la tua Umiltà, sono la scuola, sono i tuoi strumenti. E, sì, scrivere fa ritrovare le cose perdute, e i nostri ricordi ci sono sempre, nella nostra scrittura, anche quando crediamo di scrivere d’altro.
    Continua a scrivere, a condividere con gli amici, a star bene con te stesso anche attraverso la scrittura.
    A un'altra visita, a un’altra buona notte, e soprattutto, a un’altra bella lettura dei tuoi scritti.

    Milvia

  19. anonimo ha detto:

    Ciao Milvia,
    argomento interessante e spigoloso.
    Ti rispondo con un post che scrissi per il mio blog tempo fa:

    PERCHè SCRIVERE

    Come spiegarlo… non trovo le parole, sapete che faccio? Lo faccio dire a qualcun’altro. A Jo:

    LAURIE
    “Jo, io davvero non vi capisco. Confinarsi in una soffitta, rinunciare a divertirsi, affannarsi, e per cosa? Soltanto per un misero dollaro”

    JO
    “Non per un dollaro. Ossia, non è solo per questo. E’ che… verrà stampato! E l’ho scritto io! E la gente lo leggerà. Anche gente che non conosco.”

     

    E’ così. Da qualche parte ho letto che si scrive per diventare famosi. Vale per chi sogna di vivere in un castello come la Rowling, la maggior parte degli scrittori vivono in affitto in un appartamento e pagano le bollette, più salate magari, perchè stanno al PC fino a tardi.
    Molti potranno contraddirmi, ma c’è una corrente di pensiero molto solida alla quale mi aggrego. Io non scrivo per me, scrivo per gli altri, perchè qualcuno legga e ami le mie storie almeno un decimo di quanto le amo io. Scrivere soddisfa il mio desiderio di essere creativo, di esprimermi, di piegarmi a un sistema di regole di un mestiere per creare qualcosa di mio, ma che arrivi a più gente possibile, veicolare un mio messaggio.

    Nella Galassia Guttemberg McLuhan diceva che Il mezzo è il messaggio. Io credo che non è importante tanto il messaggio contenuto in quello che scrivi, di quelli uno può trovarne uno, nessuno o centomila. Il messaggio è il mezzo che usi, scrivere (bene, con cognizione di causa ed effetto) implica un’azione altruista che pochi sanno cogliere. 
    Scrivere è il mio modo di dire che ci tengo, ai messaggi, alla gente, a un mondo migliore.
    Ecco perchè anche scrivere è un gesto d’amore e chi non ama, non è mio amico.

  20. anonimo ha detto:

    Ah dimenticavo.. sono Fabio 🙂

  21. Soriana ha detto:

    Fabio! Che piacere trovarti qui… E che bello il tuo commento… Quella Jo,di cui tu riporti le parole, è stata un mio idolo, da bambina. Delle quattro “Piccole donne” era in lei che mi identificavo…
    Mi piace che tu consideri l’atto dello scrivere come un atto altruistico. Anche se io scrivo anche per me, perché quando scrivo mi sento bene, mi stacco (mi stacco, proprio così, come se fosse un’azione fisica, uno scollarsi) dai miei problemi.

    “Ecco perché anche scrivere è un gesto d’amore”, scrivi.  Che è molto simile a ciò che ha scritto Franz, in un commento precedente al tuo: “scrivere è quanto di più vicino ci sia alla genitorialità: concepire, serbare, curare, nutrire, educare”. Un atto di amore e di generosità, quindi, è lo scrivere, sia per te che per Franz.  E, non sarà un caso, siete ambedue due scrittori bravi e sensibili.
    A presto, Fabio. E grazie della visita.

    Milvia

  22. anonimo ha detto:

    io non scrivo, cioè non scrivo narrativa, ma mi piace esprimere e sintetizzare idee, esperienza e stati d'animo con le parole scritte. Provai in giovanissima età a scrivere dei racconti, ma mi resi conto che ero sprovvista di verve narrativa e quindi mollai lì…ma ricordo ancora i momenti di entusiasmo mentale e creativo di quando ipotizzavo trame, eventi, modi stilistici per quei miei proto racconti rimasti tali ed unici….una sensazione che definirei di esaltazione e soddisfazione personale che mi riempivano completamente i pensieri isolandomi da tutto il resto che diventava marginale ed appartenente ad una sfera esterna a me.

    Beh…peccato o… buon per me ….di non aver avuto la capacità di esprimermi in quel modo….:-) 
    ciaoo, maria

  23. Soriana ha detto:

    Maria: grazie anche a te per il contributo. L’entusiasmo mentale e creativo di cui tu parli è lo stato d’animo, io credo, che provano in molti che si cimentano con l’arte quasi magica della scrittura. E credo che faresti bene a coltivarla, quest’arte, Ne hai le  capacità. E adesso che hai pure un blog, è l’occasione adatta…
    Un bacio.
    Milvia

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