Cose sparse, sfilacciati pensieri

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natakarla.splinder.com

Non lo sapevo cosa avrei provato a tornare, dopo più di tre anni di assenza, in un luogo in cui ho vissuto ininterrottamente per trentaquattro anni.  Confesso che un po' avevo timore delle mie possibili reazioni.
Beh, stupita, devo dire che l’emozione, se così si può chiamare, è stata quella di non provare emozioni. Ho camminato per le strade di Igea Marina ( vuote di gente, piene di nebbia) come se non me ne fossi mai andata. Ho rivisto amici come se ci fossimo salutati il giorno prima. Solo un piccolo frullo, nel cuore, quando sono passata davanti alla mia ex casa. Ha cambiato colore. Era di un azzurro intenso, allora. Ora è rosa. Pallido, mi sembra.
Cosa significhi tutto questo non so. Ma non m’importa molto, devo dire.

L’altra sera, mentre a Santarcangelo, a casa di mio figlio, controllavo la posta elettronica, e lo sguardo mi cadeva sul numero spropositato di mail archiviate, ho pensato quanto la tecnologia sia rivoluzionaria. E anche benedetta, ho pensato. In un oggetto piccolo come questo mio Mac è contenuta tanta corrispondenza che, anche solo vent’anni fa, avrebbe riempito almeno una decina di cassetti. E quanto tempo avrei impiegato per catalogarla, poi. E quanto tempo, se avessi voluto conservare anche le copie delle missive da me inviate.  E se poi mi fosse venuto il desiderio di rileggere quella particolare lettera di quell’amico che quel giorno mi aveva scritto che… eh, il tempo impiegato sarebbe stato notevole.
Invece è tutto qui, davanti a me, ho pensato. Una piccola ricerca, una manciata di secondi, ed eccola, quella lettera.
Eppure… Eppure credo che le borse dei portalettere, della tecnologia non siano contente.
Eppure credo che le borse dei portalettere fossero orgogliose di trasportare lettere d’amore, o l’annuncio di nascite, o buste dai francobolli pieni di colori, che evocavano luoghi lontanissimi ed esotici. E ora, le borse dei portalettere sono tristi, ho pensato. Frustrate di dover portare in giro solo bollette della luce, avvisi di riunioni condominiali, aridi estratti conto di istituti di credito.
Secondo me continuano comunque a sperare, le borse dei portalettere, che una mattina, fra una stupida pubblicità e un’inquietante missiva dell’Agenzia delle Entrate, ci sia lei: la Lettera d’Amore. Scritta a mano, e, magari, con un fiore seccato fra le pagine ricche di parole emozionanti.
Eppure, nonostante io dica: benedetta la tecnologia,  credo che anche molti di noi sarebbero contenti di quella lettera. Con il nostro nome, sopra la busta.  Senza chiocciole e punti. Con un bel francobollo, da staccare con il vapor acqueo. E coservare per sempre.

Questa sera, 10 gennaio,ore 19,30, Paolo Nori legge l’ottava parte (di undici) delle Anime morte di Nikolaj Gogol’: Libreria Modo Infoshop, via Mascarella 24/B.
Per sapere cosa è successo a Čičikov precedentemente Clic!
 

Domani sera: probabilmente andrò al cinema. Il primo, per me, del 2011: Hreafter
Me lo hanno vivamente consigliato. Mi piace, andare al cinema. Quasi come leggere. Quasi come scrivere. Mi piace come ascoltare musica, o la radio. O camminare. O stare a cena con amici. Mi piace quasi come guardare il cielo, di notte. Beh, sono tante le cose che mi piacciono.  E ce ne sono molte altre, poi.

Adesso: mi metto a disfare l’albero di Natale. Mi sembra ieri, che l’ho fatto.

Ah, una segnalazione. Questa:
Carosello duemila e undici
ricchissimo di informazioni, il nuovo post di Franz.

E basta. Anzi, no, anche questo:

La postina della Val Gardena

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12 risposte a Cose sparse, sfilacciati pensieri

  1. accipicchia ha detto:

    Ma come scrivi bene! Ma quanto mi piace leggerti!
    Bellissimo post, come sempre. Bello questo tuo condividere talvolta anche quelle piccole grandi cose che consideriamo tutte nostre, questo tuo cambiare argomento che ha comunque una sua continuità, è un "saltare" leggero e coinvolgente che rende molto piacevole la lettura.
    Ciao, bentornata, un abbraccio.
    Piera

  2. morenafanti ha detto:

    Una delizia di post, cara Milvia. Anche se inizia con note malinconiche.
    D'altronde, noi siamo anche questo, no? Malinconia.
    Oltre a tutto il resto.
    un abbraccio

  3. margueritex ha detto:

    un saluto e un abbraccio, in attesa di vederti il 20…

  4. Soriana ha detto:

    Piera: mi sento imbarazzata (ma molto gratificata) per il tuo apprezzamento. Ti ringrazio di cuore e ti abbraccio.

    Milvia

  5. Soriana ha detto:

    Morena: Grazie anche a te, cara. È vero, siamo anche malinconia. E se non lo fossimo non saremmo umani, e non riusciremmo neppure a scrivere, o a sognare.
    Ricambio l’abbraccio.

    Milvia

  6. Soriana ha detto:

    Margaret: purtroppo, Maggie cara, proprio il 20, e proprio alle 21, inizio un corso…
    Per fortuna ci sarà la replica all’Ambasciatori…
    Un bacio.
    Milvia

  7. margueritex ha detto:

    allora all'Ambasciatori il 10 febbraio!!!
    e non ti dolere se saranno le mie ultime letture…ci siete voi adesso che prenderete il mio posto…è giusto così!

  8. Soriana ha detto:

     Margaret: O.K., al 10 febbraio.
    Certo che mi dolgo… Prendere il tuo posto? Mission impossible…
     
    Milvia

  9. utente anonimo ha detto:

    Colgo solo uno dei tuoi, come sempre molteplici, spunti di riflessione: la mancanza di una reazione emotiva attesa nel rivisitare i tuoi posti.
    Credo che la tua morale: "Ma non m’importa molto, devo dire" sia il commento più saggio ed essenziale al proposito. Le emozioni hanno la loro vita, la loro genesi, i loro reconditi motivi, tutte cose che in gran parte sfuggono alla coscienza. L'importante è mantenere ben efficienti le antenne, così da saper intercettare, ascoltare e magari assaporare le nuove emozioni che un cammino ben impostato, come sono certo sia il tuo, avrà ancora, e presto, e a lungo, da offrirti.

    Salutone.
    Franz

  10. Soriana ha detto:

    Franz: a volte le mie antenne sono come certe antenne televisive di una volta, che bisognava salire sul tetto (e non per protestare, come nobilmente si fa adesso), ma per orientarle più e più volte, fino a ottenere un’immagine nitida sullo schermo.
    Spero davvero che il mio cammino sia ben impostato (di certezze, nella vita, mica ne ho tante…). Comunque mi  auguro che amici come te e come altri che ho incontrato e continuo a incontrare sul mio percorso, continuino a camminarmi accanto, per condividere con me  gioie ed emozioni.
     
    Milvia

  11. anonimo ha detto:

    Sto leggendo il tuo blog – un po' in ritardo, ma penso che su queste cose non ci sia fretta. Mi piace la tua scrittura – intelligente, misurata, piena di spunti – un blog da aggiungere ai preferiti.
    A presto!
    Paolo

  12. Soriana ha detto:

    Paolo: la tua visita e l’apprezzamento della mia scrittura mi fanno davvero molto piacere, caro Paolo. Anche perché ti considero un bravissimo scrittore. La tua raccolta di racconti  Antropometria ne è un ottimo esempio. Ti metto qui sotto il link del racconto di cui ti avevo parlato. Grazie e a presto (ti invierò poi una mail con l’indicazione su Vicenza).
    http://rossiorizzonti.splinder.com/post/23013386/mattanza-il-maschio-che-non-sa-amare

    Milvia

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