Se non ora quando: visibili e indivisibili

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http://www.muovileidee.net

"Se non ora, quando?" é il titolo di un romanzo di Primo Levi, e mi piace che proprio dall'opera di questo grande scrittore sia stata tratta la frase che è diventata il logo della manifestazione che  le associazioni di donne hanno organizzato per domani, 13 febbraio. Che, in questo caso,  perde la sua intonazione interrogativa per assumere una grande forza affermativa e propositiva.
Una manifestazione organizzata dalle donne, sì. Per ribadire il loro essere individui (mi verrebbe da scrivere “individue”) pensanti, con una dignità da salvaguardare sempre e comunque, con un corpo che per nessun motivo può essere utilizzato come merce di scambio.

E gli uomini? Prendo in prestito un frammento dell’appello di Amazigh Kateb (*), noto cantante e figlio di uno dei più importanti scrittori algerini, Kateb Yacine: Visibili e indivisibili. Un invito, questo, che il cantante ha rivolto agli algerini prima della manifestazione che oggi, 12 febbraio,  si sta svolgendo ad Algeri. Ecco, io spero vivamente che domani, nelle piazze d’Italia, visibili e indivisibili (dalle donne) ci siano tanti uomini, una marea, un oceano di uomini.
Se domani  scenderà in piazza una marea, un oceano di donne, indipendentemente dalla loro appartenenza politica,  sarò veramente orgogliosa del mio essere donna. Se la partecipazione degli uomini sarà scarsa, non potrò fare a meno di pensare che la maggior parte dei nostri compagni, amici, fratelli, 
concittadini, nella realtà attuale ci stiano bene. Penserò  che sono conniventi con il comportamento che l’essere che non voglio nominare ha verso il sesso femminile, che lo approvano, che ne sono complici. Che lo invidiano. Se domani, nelle piazze, ci saranno quasi solo donne,  non potrò fare a meno di pensare che la maggior parte degli uomini, nel nostro paese, sono non solo uomini senza qualità, ma anche  uomini senza dignità.  E questo pensiero mi farà stare molto, molto male.
 
Allora, prima di una comunicazione di servizio, riporto la parte conclusiva del bel post che l’amica
 Stefania Ferrini ha pubblicato il due febbraio scorso nel suo blog
Canto di Luna 

NON SONO UN PUTTANIERE NE' UN MAGNACCIA
NON ISTIGO MIA FIGLIA A VENDERSI
NON STUPRO, NON PICCHIO
IO SONO UN UOMO ONESTO E CHIARO

I nostri compagni, e amici, e fratelli e concittadini andranno domani, nelle piazze delle nostre città, per affermare, forte e chiaro, questi quattro punti? Lo spero, lo spero con tutto il cuore.

Se non ora quando:
Tutti i luoghi dove ritrovarci, domani, 13 febbraio.
Noto con piacere che anche all’estero si svolgeranno identiche manifestazioni:da Barcellona al Michigan, da Atene a Berlino,  da Amsterdam a Boston, da Bruxelles a  Honolulu, e Ginevra, e Francoforte, Jakarta, e altri posti ancora.  Il che mi ricorda un altro febbraio, il 15 del 2003, dove in tante città del mondo ci si riunì
per gridare: no alla guerra in Iran!
(e  QUI , se vi interessa c’è una bella galleria fotografica riguardo alla manifestazione di Roma). Io partecipai allora, io parteciperò domani, anche se l’occasione è diversa. Otto anni fa, purtroppo, lo scopo non venne raggiunto e la guerra si fece.  Spero che domani, visibili e indivisibili, riusciremo a raggiungerlo.

Per quanto riguarda Bologna: troviamoci domani, 13 febbraio, ore 14,30,  in P.zza XX settembre, nei pressi della stazione ferroviaria, altre info: Clic!
Da qualche parte, non ricordo dove, ho letto che a Bologna, c'è una nuova iniziativa per la manifestazione: portare con sé un libro per poi scambiarlo con le altre/i come segno di solidarietà, cooperazione e cultura. Segno tangibile della manifestazione.

(*) Proprio mentre stavo preparando il post, ho letto, su un agenzia Ansa, che:
In Algeria la polizia si e' frapposta tra 5.000 manifestanti e una trentina di giovanissimi sostenitori del presidente Bouteflika, a piazza Primo Maggio, ad Algeri, dove e' in corso una manifestazione. Gli agenti impediscono al corteo di formarsi. Sono almeno 30 i manifestanti già arrestati. Tra loro c'è anche un noto cantante Amazigh Kateb e la leader di un'associazione di vittime del terrorismo Sherifa Keddar. Secondo la Lega algerina per i diritti umani, i fermi sono diventati circa cento.

E allora sarà questa la musica con cui concludo il post di questa sera:
Amazigh Kateb – Bonjour ma vie

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9 risposte a Se non ora quando: visibili e indivisibili

  1. anonimo ha detto:

    bel post donna milvia..a domani anche se saremo in piazze diverse…
    maria

  2. Soriana ha detto:

    Gemisto: Grazie, Gemisto. Sono certa che tu, domani, ci sarai.

    Milvia

  3. Soriana ha detto:

    Maria: Saremo insieme in un’unica piazza universale, grandissima e piena di donne e di uomini.
    Un abbraccio, Donna Maria!

    Milvia

  4. anonimo ha detto:

    Io sarò a Torino ma saremo insieme.Tinti

  5. margueritex ha detto:

    cara Milvia, io non c'ero, e sai perchè? perchè stavo lavorando…anche di domenica, anche per pochi soldi, ma onestamente, senza MAI aver ceduto a nessun compromesso, senza mai aver provato strade facili, pagando tutto- sempre tutto-, per le mie scelte, anche quando ero giovane e carina e per esempio un alto papavero di una rete  televisiva mi mise a disposizione il suo trappolo e una facile carriera, e io invece me ne tornai a casa mia, lasciandolo senza parole. O quando pochi anni fa, uomini di sinistra mi hanno proposto più o meno la stessa cosa…qui, nella rossa Bologna.
    Io oggi ero lì…con tutte le donne che non accettano disgustosi compromessi, che hanno studiato, si sono preparate, lavorano o stanno a casa con i loro figli, che disprezzano gli uomini che le vogliono comprare per renderle schiave; ma non ho nemmeno simpatia per quelle che invece non aspettano altro per arrivare prima e senza fatica.
    Io sono con tutte e tutti coloro che amano la propria dignità…sempre!
    E pazienza se non sono in TV a condurre programmi, o qui a guadagnare molti più soldi, facendo l'amante degli uomini di potere.

  6. utente anonimo ha detto:

    Quanta gente a Torino ,Milvia, bambini ,uomini ,ragazzi tanti e donne vive e allegre,festa ,colori di ombrelli tutti  aperti e fili di lana intrecciati in segno di amore e fratellanza ,di rispetto e decoro.
    Ciao a tutti.
    Tinti

  7. Soriana ha detto:

    Margaret: La tua testimonianza, cara Margaret, è un’ennesima prova di come siano andate fino adesso le cose in Italia. Di come “siano andate fino adesso”, scrivo, perché amo credere che da ieri qualcosa sia cambiato. Probabilmente mi illudo, ma comunque qualcosa si è mosso, e questo è importante.
    Sai, episodi simili ai tuoi potrei raccontarne pure io. Quando ero giovane ho frequentato una scuola di arte drammatica, di cui taccio il nome. Due importanti personaggi televisivi (coadiuvati da qualcuno che aveva un ruolo notevole all’interno della scuola) mostrarono il desiderio di conoscermi, come dire, più intimamente. Li trovai più che altro ridicoli, e mi guardai bene di approfondire la conoscenza. Mi scandalizzai, invece, dell’intervento da vero e proprio ruffiano dell’altra persona, anche perché vestiva un abito non certo in sintonia con quel ruolo.
     
    Milvia
     
    P.S.: sei giovane e carina (molto carina) anche adesso…

  8. Soriana ha detto:

    Tinti: Carissima amica, con poche parole mi hai portato lì, nella tua bella città. Un forte, fortissimo abbraccio, Tinti. E continuiamo a resistere.

    Milvia

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