Date e miss…ive

NoemiIrisKarima

13 febbraio 2011, altre testimonianze:
Le donne che ci piacciono
di Mariolina Tentoni

Quando le donne scesero in piazza
di Franz

6 aprile 2011
E giustizia sia fatta! E non si parli di Piazzale Loreto, per favore!!!

 Due giorni fa  ho ricevuto una mail dalla mia amica Graziella Poluzzi
che riportava  una lettera  della scrittrice Bianca Pitzorno
 indirizzata a Noemi, Iris e Karima, i cui nomi, purtroppo, non hanno bisogno di ulteriori  presentazioni.
Anche se avverto un certo tono… maternalistico che un po’ mi infastidisce, mi sento di condividerne il contenuto, e ve la propongo.
La lettera fa così:

Care ragazze "usa e getta"
Care Noemi, Iris e Karima, care sorelline minori, care giovanissime amiche nell’occhio della bufera, domani io sarò in piazza. Sarò in piazza non contro di voi, ma anche per voi, ragazzine che solo pochi anni fa avreste potuto essere mie lettrici. Quando nel 2009 lessi i primi spontanei racconti di Noemi appena diciottenne sulla sua “amicizia” che durava da diversi anni; quando vidi il suo viso angelico (anche a me fece questa impressione) alla festa del compleanno, e più avanti il suo book con foto molto diverse, il mio primo pensiero fu: “Bambina mia, ma cosa ti hanno fatto?”.

Per un lungo periodo della mia vita ho dedicato la mia scrittura a voi ragazzine, ho raccontato la vostra vita, i vostri sofferti rapporti con “i grandi”, e da voi sono stata letta, amata e scelta a confidente.

Ho visto come cambiavano nel corso del tempo i modelli che vi offrivano gli adulti, e come molte di voi cadevano per fragilità nella trappola. Se negli anni Ottanta mi scrivevate per discutere di filosofia, di giustizia, di religione, di senso della vita, di come sognavate il vostro futuro e di come volevate cambiare il mondo, in seguito le vostre lettere cominciarono a esprimere soltanto l’ammirazione e l’invidia perché “ero famosa”, perché avevo lavorato alla Rai; cominciarono a dichiarare il vostro desiderio di “sfondare” in tv. 

Se prima volevate raggiungere la notorietà, anche televisiva per qualcosa di grande, bello e utile che avevate fatto – scoprire la cura definitiva per il cancro, debellare la fame nel Terzo Mondo, andare sulla luna – adesso il vostro desiderio di apparire era fine a sé stesso, mero certificato di esistenza.

Vi stavano convincendo pian piano a rinunciare all’autostima, a non volervi bene, a non sognare alto. E voi, nella fase delicata e fragile della vostra formazione, vi adeguavate ai modelli che arrivavano con insistenza martellante dal teleschermo, vi rassegnavate a specchiarvi negli occhi di quegli adulti che dell’a dolescenza apprezzano solo la freschezza del corpo, e ne temono gli entusiasmi e l’utopia. Noi sorelle maggiori abbiamo cercato di opporci, di mostrarvi altri modelli.
Per questo ci siamo prese, come ci prendiamo oggi, delle bacchettone e delle moraliste; delle vecchie invidiose dei successi da voi raccolti grazie alla vostra freschezza. Quelli che giorno dopo giorno vi riducevano a “cose”, a merce da comprare e vendere, sono gli stessi che in Parlamento insultavano Rita Levi Moltalcini con l’epiteto di “pannolone”. Sono gli stessi che in piazza gridavano di voler difendere la santità della famiglia.
Quelli che a gran voce strillavano chiedendo di togliere la vergogna della prostituzione dalle strade, da sotto gli occhi puri dei loro figli, e poi compravano nei vialoni bui le prostitute bambine dell’Est Europa, incrementandone il traffico, favorendone di fatto la riduzione in schiavitù. Che le nuove schiave fossero adolescenti di 14, 15, 16 anni saltava agli occhi di chiunque. Ma i loro utilizzatori finali stragiuravano di essere stati ingannati dalle astute ragazzine, di essere convinti in buona fede che la merce da loro comprata avesse più di vent’anni e dunque fosse “ legale”. Che dietro alla protestata libertà di prostituirsi ci fosse un’organizzazione, vietata questa sì dalla legge anche per le maggiorenni, rifiutavano di vederlo.

Se è vero quello che sostiene l’accusa, se risulterà che davvero avete fatto e ricevuto quelle telefonate, anche nel vostro caso ci sarebbe stata una organizzazione e scarsissima reale libertà. Vi avrebbero adocchiato, selezionato, messo a catalogo, confezionato, consegnato al domicilio del cliente.

Come pacchi, come merce di lusso, non come esseri umani. Già lo avete capito: quei ricchi e anziani signori che vi avrebbero venduto e comprato non sono vostri amici, non vi difenderanno, non vi proteggeranno, anche se ora vi offrono altro denaro e l’a ssistenza dei loro astutissimi e costosi avvocati. Il cui scopo è unicamente quello di salvare – con le bugie che vi suggeriscono, che vi impongono – i loro clienti. E voi come sempre, dopo l’uso, verrete buttate a mare.
Io e molte altre donne che potremmo essere le vostre madri, questo lo sappiamo bene e – insieme a molti uomini decenti che potrebbero essere vostri padri o fratelli – domani non manifesteremo contro di voi, non intendiamo sottolineare la nostra virtù dichiarandola superiore al vostro vizio.

Noi ci schiereremo al vostro fianco come uguali, per difendere oltre al nostro, il vostro valore di persone, per raccontarvi che nonostante quello che vi hanno detto i cinici e interessati mezzani, una donna si può realizzare, può guadagnarsi la vita, si può divertire, può essere utile, può “esistere” agli occhi degli altri – e persino essere felice – in un altro modo, senza rinunciare alla propria dignità.

Per raccontarvi, noi “bacchettone”, che il sesso non è squallido esercizio di sopraffazione riservato ai ricchi viziosi, ma può essere, per tutti e per tutte, una scelta libera, una attività piacevole, gratuita e pulita. Siete giovani ancora, e potete ancora essere felici e libere. Ve lo auguro di tutto cuore.

Bianca Pitzorno

Concludo prelevando uno stralcio della lettera che il 31 gennaio 2007 (quattro anni fa!!!) Veronica Lario, allora in Berlusconi, indirizzò a Repubblica:

….Questa linea di condotta incontra un unico limite, la mia dignità di donna che deve costituire anche un esempio per i propri figli, diverso in ragione della loro età e del loro sesso. Oggi nei confronti delle mie figlie femmine, ormai adulte, l´esempio di donna capace di tutelare la propria dignità nei rapporti con gli uomini assume un´importanza particolarmente pregnante, almeno tanto quanto l´esempio di madre capace di amore materno che mi dicono rappresento per loro; la difesa della mia dignità di donna ritengo possa aiutare mio figlio maschio a non dimenticare mai di porre tra i suoi valori fondamentali il rispetto per le donne, così che egli possa instaurare con loro rapporti sempre sani ed equilibrati.

Sebben che siamo donne

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Questa voce è stata pubblicata in 13 febbraio 2011, bianca pitzorno, graziella poluzzi, iris, karima, linnominabile, noemi, veronica lario e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

10 risposte a Date e miss…ive

  1. margueritex ha detto:

    bellissimo questo post Milvia!
    anche se non ho simpatia per la ex  signora Berlusconi.
    sei venuta a leggere la mia intervistina e il questionario Proust al primo degli amici??
    un bacione

  2. cheneps ha detto:

    "Quelli che giorno dopo giorno vi riducevano a “cose”, a merce da comprare e vendere, sono gli stessi che in Parlamento insultavano Rita Levi Moltalcini con l’epiteto di “pannolone”. Sono gli stessi che in piazza gridavano di voler difendere la santità della famiglia.
    Quelli che a gran voce strillavano chiedendo di togliere la vergogna della prostituzione dalle strade, da sotto gli occhi puri dei loro figli, e poi compravano nei vialoni bui le prostitute bambine dell’Est Europa, incrementandone il traffico, favorendone di fatto la riduzione in schiavitù."

    dice tutto.

    grazie

    franca

  3. Soriana ha detto:

    Margaret:  Grazie!
    Ho letto la tua bella intervista e ho pure commentato. Per il questionario mi limiterò a leggere le risposte. Il tempo è poco e poi… meglio mantenere un alone di mistero…

    Ciao!

    Milvia

  4. Soriana ha detto:

    Franca: Un quadro emblematico della situazione, infatti. Mi chiedo ancora, ingenuamente, come possa guardarsi allo specchio, certa gente.
    Grazie per il commento e buon pomeriggio, Franca.

    Milvia

  5. Namrata ha detto:

    "Bambina mia cosa ti hanno fatto?" Questa frase rappresenta, secondo me, lo stato d'animo della Pitzorno mentre redigeva questa lettera e il senso stesso di tutto ciò che contiene… e penso lo si possa definire il pensiero di tutte noi… non c'è disprezzo nei confronti di quelle ragazze, per altro mie quasi coetanee, c'è solo tenerezza… tenerezza per la loro innocenza rubata e rabbia verso chi sfrutta le loro debolezze per trarne piacere personale anche se, mi domando, come si possa definire piacere abusare della dignità altrui. Questo è un male comune, non è solo l'Italia ad esser così, sono molti, moltissimi ahimè, i Paesi in cui capitano analoghe situazioni… è il mondo intero a far schifo, i politici e i personaggi "famosi" di questo pianeta dovrebbero mettersi una mano sulla coscienza, ammesso che ne abbiano una.

    Un saluto!
    Namrata.

  6. cristinabove ha detto:

    ecco il posto giusto per sapere azioni concrete da compiere.
    e fare, nel nostro piccolo, qualcosa per la Terra.
    grazie
    ciao

  7. Soriana ha detto:

    Namrata: Ogni volta che ricevo un commento da una persona giovane come te, mi rallegro. Ho visitato il tuo blog, e ho trovato, in molti post, una maturità che mi ha sorpreso. Ti auguro, cara, che tu, e i giovani che ti somigliano, possano veder realizzata la speranza per un mondo diverso da quello attuale. Mi sento responsabile anch’io per questa situazione in cui il nostro paese, in special modo, è precipitato. E spero in voi, che abbiate la forza, il coraggio, per porre rimedio ai danni causati dalle generazioni che vi hanno preceduto.
    Un abbraccio, Namrata.
    Milvia

  8. Soriana ha detto:

    Cri: grazie, cara Cri. Immagino che il tuo commento si riferisse al post sulla giornata indetta da Caterpillar. Le azioni concrete suggerite, in maniera trasversale,  dal post su cui hai commentato indurrebbero a fare la rivoluzione per ripulire tutto il marciume che ci sovrasta… Per quanto io ti conosca come “pasionaria”, non credo che fosse questa la tua intenzione…
    Un bacio e buon fine settimana.
    Milvia

  9. anonimo ha detto:

    Bianca è ed è sempre stata scrittrice per ragazzi che' comprende i ragazzi e ne è compresa.Le varie Noemi sono "povere" ragazze nel senso di illuse dai media e dallle loro squallide famiglie …forse non provo per loro sofferenza come per chi lotta ogni giorno   per un posto precario o per una stanza legale ove studiare ma neanche disprezzo perchè non è stata data loro la possibilità di avere strumenti adeguati almeno per scegliere..
    Brava Milvia : il post è molto stimolante.
    Ps-Rispetto poi alla sig.ra Berlusconi , devo dire che aveva certo compreso tutto e vissuto esperinze indecorose ma io avrei provveduto prima che i figli vedessero… e forse imparassero .ma ,si sa ,gli interessi economici sono al di sopra dei valori etici.
    Ciao

    Tinti

  10. Soriana ha detto:

    Tinti: non ho mai letto nulla di Bianca Pitzorno (se non questa lettera), ma ho avuto modo di ascoltarla diverse volte nelle mie peregrinazioni nelle fiere letterarie e mi ha fatto una ottima impressione.
    È vero che a queste ragazze, salite alla cronaca in maniera non certo edificante, vent’anni di televisione spazzatura (e oggi, purtroppo, è la televisione a fare “pedagogia”) è stata tolta la possibilità di avere strumenti adeguati per incanalare le loro scelte su strade diverse. Anche perché, da quanto si è appreso, i genitori hanno dato loro una buona spinta (e questa, forse, è la cosa più demoralizzante). Mi meraviglia, però, che alcune di loro proseguano il cammino intrapreso, continuano a (s)vendersi proprio sull’onda di quanto è successo. Sarò… bacchettona?
    Per quanto riguarda Veronica Lario, non so che dire. Giudicare le dinamiche che attraversano una coppia è, per mia esperienza, estremamente difficile.
    Un abbraccio grande, cara Tinti

    Milvia

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