Libri sull'acqua (prima parte)

rogo di libri

http://thepathofhobina.blogspot.com

Ultimamente, per il Gruppo di Lettura di Sala Borsa, ho letto un romanzo della scrittrice francese Laurence Cossé: La libreria del buon romanzo
un libro che, nonostante i molti difetti da cui è attraversato, mi ha affascinato parecchio. Soprattutto mi ha affascinato la figura del protagonosta maschile, Van, un libraio con uno sconfinato amore per i libri. Mi ha ricordato il personaggio di un mio vecchio racconto, che non rileggevo da tempo. Così me lo sono andata a rileggere, il mio "Libri sull'acqua" e ho pensato di pubblicarlo qui, a partire da oggi. È piuttosto lungo, e lo dividerò in più parti.

Libri sull'acqua

451 gradi Fahrenheit la carta brucia bruciano i libri a 451 gradi Farhenheit un frammento di Proust ondeggia nell’aria insieme a una sillaba di Tolstoi si abbatte sulle ceneri di un Re Lear che stanno grigie sul pavimento nero fumo accanto a brani sbranati di Marquez
untuosità nera sulle pareti l’insegna fuori è quasi intatta “Pensieri circolan i” il fuoco si è masticato la “t” se l’è assaporata l’ha sputata giù sul marciapiede

L’allarme non ha suonato. I pensieri se ne sono andati in fumo, in silenzio, perduti fra le fiamme, nella notte. I vigili del fuoco sono arrivati tardi, a sacrificio consumato. Sembra che qualcuno abbia detto: Erano solo libri.
Davide Doria sta in mezzo alle rovine della sua libreria. Un libraio, che altro non sa fare. In mezzo a parole in cenere. Un uomo di mezza età, magro come un filo d’erba, le occhiaie che rivelano il sonno-sogno spezzato in questa notte, quando il trillo del telefono è esploso nel silenzio della casa.
 Il silenzio.

 c’è silenzio denso tutto intorno denso silenzio fumo denso che tarda a morire

Le  parole, dove sono tutte quelle parole, tutte le verità sfaccettate? Le mani si chiudono, si aprono, in un costante movimento che non stringe nulla. Padre, figlio, nipote: tre generazioni, in quella piazzetta dal selciato antico, proprio di fronte alla fontana, di fianco alla torre medievale, con il suono delle campane di mezzogiorno che fa vibrare gli scaffali. Trecentosessantacinque mezzogiorni per ottant’anni: quanto fa? un  trilione di parole?
Lo dicono tutti che è un bravo libraio. Il migliore. Non importa se il negozio è piccolo, cento metri sì e no. Se non tutti i premi prestigiosi, o l’ultimo best seller sono  –erano– presenti, non importa.
È che lui, Davide Doria, sa vedere lo spazio bianco che è in ogni diverso lettore, e sa cosa ci deve andare, in quello spazio bianco. Sa quale storia ci si può rannicchiare. Le generazioni dei Doria questo talento lo hanno sempre avuto. E  Davide, quando ti parla di un libro, è come se componesse una sinfonietta, perfetta, ma discreta. E vedi l’autore che ti prende per mano e ti porta con lui.

“Grazie, Davide. L’ultimo di Terzani è stato importantissimo, per me. Grazie per avermelo consigliato.”
Buongiorno, signor Doria, è arrivato il mio Eco?”
“Non mi intendo di libri, ma la maestra dice che dobbiamo fare leggere il bambino e mi hanno detto che lei…”
“La sua sezione poesia è la più aggiornata della città, complimenti, signor Doria!”
“Beh, io credo che anche la poesia sia cibo, e non può certo mancare il pane da un fornaio, professor Bruni.”
“Davide, ti ricordi quando venivo qui con mio nonno? Tu tornavi dal doposcuola e subito prendevi un libro in mano. E mio nonno mi diceva: sai, Giuliano, anche suo padre, da ragazzino, aveva sempre la faccia sui libri  ”
 “Signora Chiarini, è uscito l’ultimo  Grossman, eccolo per lei, so quanto le piace.”

Lo conoscono tutti in città  “Il pensiero circolante”.
E il grande Supermarket Book che hanno aperto un mese fa, in fondo alla traversa della piazza, non sta facendo grandi affari, nonostante gli sconti.
Ma ora c’è tutta quella cenere. Fahrenheit 451. La temperatura alla quale i libri, ma non solo quelli, bruciano.

il mare il mare non brucia racconta storie variegate profonde piatte circolari ondulate luminose  burrascose il mare il mare non brucia
    
È una spiaggia di novembre, quella che accoglie le orme di Davide. Anche la spiaggia ha storie da raccontare. Inciampi di tronchi, scricchiolii di conchiglie, lattine abbandonate, lembi di reti. E non brucia, la spiaggia.
Riaprire il negozio. E poi? Non si è chiarito nulla sull’incendio, forse un dispetto, forse un’invidia, forse una minaccia. Forse solo un cortocircuito. E i muri sono tutti rovinati, i libri –non merce, ma voci, pensieri– annientati.

ha un buon odore il mare odora di pulito di spazi immensi di liberi pensieri

Rosaria al telefono gli dice di lasciar perdere con la libreria. Con i soldi dell’assicurazione è meglio che apri un Benetton, gli dice. Lei che vorrebbe una vita con lui, ormai da anni. Gli è parso di percepire un sospiro di sollievo, attraverso il microfono.  Con i libri non si mangia, gli ripeteva spesso lei. Ma i libri sono nutrimento, rispondeva lui, frustrato che non capisse. Eppure da dieci anni stanno insieme, più o meno. Lei è tonda, carnosa, soffice. Ha una risata come un sole che esplode nel buio. Rosaria si ciba di televisione, cucina piatti allegri e colorati. Quando andava a trovarlo in negozio passava placida vicino ai banchi dei libri, senza guardare nulla. Non sentiva i richiami. Ma ha un abbraccio ampio, Rosaria, confortevole come un rifugio accogliente. Ha un odore intrigante di sottobosco, di spezie. Cosa la donna abbia trovato in lui, Davide non lo ha mai capito. Però vanno avanti da dieci anni, più o meno.

E’ tornato alla spiaggia. In lontananza il porticciolo è tutto un elevarsi di alberi. Anche le barche hanno storie. Storie di silenzi, di coraggio, di sconfitte e vittorie. Storie che raccontano orizzonti.

identità perduta nome cognome e basta perduto l’odore della carta l’accarezzare con lo sguardo il colore delle copertine sentire i bisbigli le voci le grida le melodie dagli scaffali tutto perduto

Giuliano gli parla di uno stand libero al centro commerciale. Solo un editore, ma il più importante. “Me ne occupo io, se vuoi,” gli dice, “mi informo di tutto.” Sono in piedi, davanti alla serranda abbassata, il cartello attività cessata pende da una parte, desolatamente. Giuliano ha il volto triste, quella libreria lo ha visto crescere, lì si è sempre nutrito di parole. Che scempio…

Sua madre ha gli occhi disfatti dalle lacrime.
“Sono stati loro, sono stati loro” ripete come una cantilena. Ma non sa dire, o non vuole, chi sono loro. E poi:  “ Comprati una casa in campagna, vedi di stare tranquillo”.
    
Quando ha ritirato l’assegno ha sentito come un pugno in mezzo al petto. L’ufficio dell’assicuratore gli è apparso a un tratto come una camera mortuaria. Gli è sembrato di sentire l’odore dolciastro di fiori in decomposizione.
Non ha mai pensato all’assegno come ad un risarcimento. Non ha mai fatto nessuna considerazione valutativa. Sa fin troppo bene che il valore di ciò che ha perduto è, per lui, incommensurabile.

ricominciare ripulire tutto far scomparire l’odore del fumo la sua untuosità sostituire i vetri esplosi ordinare comprare sistemare nei nuovi scaffali

Rosaria guarda l’assegno, spegne l’audio del televisore: Il negozio potrei mandarlo avanti io, tu protesti stare a casa, leggere, scrivere, quello che vuoi. Un bel negozio, una vetrina piena di colori, la biancheria intima è sempre un affare. Tu mi aspetti a casa, al resto penso io.

ricominciare  ripulire tutto far scomparire il tanfo della distruzione

Ma il posto è stato violato,  non sarà mai più come prima, i muri non sono più impregnati di parole.

    Solenne e paffuto, Buck Mulligan comparve dall’alto delle scale…
    Che cosa fosse per Acab la Balena Bianca è stato detto…
    Un’intera nottata
    buttato vicino
    a un compagno
    …e solo il nome era ben chiaro, scritto a lettere cubitali, Mani, Josef Mani…

Lui e Giuliano bevono un caffé, seduti all’esterno del piccolo bar del porto.
Nella tasca, le chiavi dell’appartamento di Rosaria non gli pesano più. Il sole disegna coriandoli di luce sul tavolino.
Andar per mare con una barca piena di libri.
L’idea è nata lentamente, un concepimento avvenuto durante le lunghe solitarie passeggiate invernali, con l’acqua che a volte gli bagnava l’orlo dei jeans, con il vento che si intrufolava nel giaccone.
La barca da pesca è in vendita già da tempo. Il proprietario non capisce bene cosa ne vuol fare l’acquirente, della sua “Marianna”, ma non gli importa, il guadagno c’è tutto.
Portare libri lungo la costa, lasciarli di porto in porto, darli in adozione, così, senza ricavarne nulla. Per il piacere di farlo, per far vivere i libri, i più amati, in piena libertà: ecco la sua idea.
Ha già pronto il cartello da mettere accanto ai volumi: Non solo il pesce, ma anche questo è cibo. E sulla barca è gia dipinto il nuovo nome: Libri sull’Acqua. Gli hanno detto che cambiare nome alle barche porta male, ma Davide non ci crede. È pieno di speranze.
Giuliano lo guarda con affetto. Pensa che Davide sia un po’ matto, non si è neppure chiesto come farà a campare. Ma è il suo migliore amico, e va bene così.
“Ora ti manca solo una donna.  Lo sai, vero, la storia di una donna in ogni porto… per quanto…” Sta per fare il nome di Rosaria. Poi tace.
E il viaggio sta per cominciare. Un abbraccio all’amico. Si rivedranno fra una settimana. Poi un’altra partenza, e ancora a casa, e sempre così fino a quando? Fino a quando si vedrà. Per ora va bene così.

il mare una tavola liscia tranquilla silente non brucia odora di buono
il mare movimento di onde frangenti su scogli spruzzi d’acqua non fuoco il mare

il mare racconta storie trasporta storie regala storie il mare non brucia

(continua…)

Ecco finita dunque la prima parte di Libri sull'acqua. Spero che continuiate a seguirmi. Qualsiasi commento, positivo o negativo sarà ben accetto.

E siccome è sabato ecco il mio augurio di buon fine settimana con questa canzone che amo, una canzone lieve, un mix fra ironia e malinconia:

Sergio Caputo: Sabato italiano

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8 risposte a Libri sull'acqua (prima parte)

  1. anonimo ha detto:

    Grazie per quel movimento d'onda che mi cullla e per la canzona che non conoscevo.Tinti

  2. Namrata ha detto:

    Ti giuro… mi ha rapita la lettura del tuo libro!! Caspita ma perché non cerchi un bravo editore e lo pubblichi?! Davvero… è qualcosa di spettacolare!! Non lo dico per dire… io sono una molto "schizzinosa" con i libri… devono prendermi sin dalle prime righe… altrimenti non continuo… quando è finita la prima parte ho detto: "noooo di già!" Quindi figurati! A me poco importa se un libro è di moda, è un bestseller… se non mi garba non lo leggo! E ovviamente viceversa… un libro è esattamente cibo per l'anima… se un cibo non nutre o non è buono anche se è esteticamente bello che lo mangi a fare?! E così i libri… complimenti davvero Milva… tornerò senz'altro a leggerlo tutto, nella speranza di poterlo poi ritrovare in qualche libreria!!!

    Ti lascio qui la risposta al tuo commento sul mio blog

    Ciao Milva, non immagini il piacere di leggere questo tuo commento grazie!!! Grazie della visita e delle tue parole! Non so quante persone ci siano, specie della mia età, che abbiano voglia di soffermarsi su qualcosa di più profondo che va aldilà di quello che è lo svago o comunque i problemini tipici della nostra età che sì, per carità, fanno maturare ma a volte non bastano per imparare a leggersi dentro e maturare dei valori in cui credere e che ci guidino nel tempo… io devo questo a quella fantastica donna che è mia madre, per me esempio di forza, coraggio, amore infinito e saggezza. La colpa del mio "non sapere" è di me stessa però… scoraggiata dai coetanei che mi hanno circondato per un periodo, mi sono gettata alla ricerca di qualcosa che si avvicinasse di più alla mia testa… ecco così che il mio giro di amicizie è dai 30 anni in su a parte qualche piccola eccezione! Magari ci sono molti miei coetanei maturi… solo che non ho avuto la fortuna di trovarli sulla mia strada!

    Un abbraccio!!
    Namy.

  3. patrizius ha detto:

    Grazie, per il tuo commento. Non ne avevo dubbi.
    Ciao, mitica Milvia
    P.

  4. cristinabove ha detto:

    ti dico solo grazie!
    buon pomeriggio.
    c

  5. Soriana ha detto:

    Tinti: grazie a te, cara Tinti, per aver commentato e apprezzato. Questa notte, la seconda puntata…

    Milvia

  6. Soriana ha detto:

    Namy: Beh, cara Namy… mi hai lasciato senza parole! Il tuo è uno degli apprezzamenti più belli che ho mai ricevuto sulla mia scrittura.
    Pubblicare è difficile, sai? In realtà ho già pubblicato una raccolta di racconti, nel 2005, e ora ne sto inviando un’altra agli editori. Ma questo racconto non è legato ad altri, come tematica,  per cui difficilmente potrà essere pubblicato.
    Spero che anche le altri parti di “Libri sull’acqua” suscitino il tuo, tanto da me gradito, entusiasmo.
    Alla risposta che hai dato al mio commento replicherò direttamente nel tuo blog.
    Per ora grazie di cuore e un abbraccio.

    Milvia

  7. Soriana ha detto:

    Patrizius: Ciao, mitico Pat! 

    Milvia

  8. Soriana ha detto:

    Cri: Non devi ringraziarmi di nulla, cara Cri…

    Buona serata.

    Milvia

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