Frullatore

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Ci son dei giorni che ti alzi, accendi la radio, metti su il caffé, prendi la bottiglia del latte dal frigo, un biscotto dal sacchetto dei biscotti,  ti siedi, accendi il computer, guardi la posta, fai colazione, ti alzi, lavi la tazza della colazione, lavi la moka, vai in bagno, ti fai la doccia, ti asciughi, disappanni lo specchio. Ti guardi. E non ti riconosci.
Ci son dei giorni che pensi che sarebbe stato meglio che non ti fossi alzata.

Mi capita a volte di percorrere a piedi il ponte di Via Libia. Che non è un gran bel ponte. Niente a che fare con Calatrava, voglio dire.  Ma era, durante la mia infanzia, la meta di mie solitarie passeggiate  pomeridiane, quando ero dai nonni, nella Cirenaica.  E diventava, per me, questo ponte,  un percorso di libertà, un lungo cammino che ogni volta mi sembrava ignoto ed elettrizzante. Mi fermavo a metà e guardavo i binari, lì sotto.  Passava un treno e mi lasciavo trasportare lontano.
Mi capita, a volte, di percorrere a piedi il ponte di via Libia. Mi fermo a metà e guardo i binari, lì sotto. Passa un treno. E rimango a guardarlo mentre si allontana.

Gli amori rimangono, anche se le persone che hai amato se ne vanno.

Quando sento dire: nell’ormai lontano 1990, penso di aver capito male.  A me sembra ieri,  che era il 1990. Mi chiedo cosa ho fatto, per più di vent’anni.

L’altro giorno, ho visto una mamma con il suo bimbo, sui due anni, penso. Uscivano dall’asilo nido vicino a casa mia. La mamma ha preso un po’ di neve che si era posata sul cofano di un’auto. L’ha fatta vedere al bimbo: hai visto, gli ha detto, questa è la neve! Toccala!
Mi è sembrata una cosa bellissima, questa. Non so perché, ma mi è venuto da piangere.  

Tra nostalgia e saltellante allegria:
Those were the days

If you wanna be happy

E, comunque, buona domenica.

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6 risposte a Frullatore

  1. Soriana ha detto:

    Piero: una bella iniziativa! Grazie per avermela segnalata. Grazie per la tua sensibilità e attenzione verso il mondo femminile, cosa piuttosto rara, in un uomo.

    Milvia

  2. Cosimopiovasco ha detto:

    Eh, sì, Quelli eran giorni… Ma sai che quasi non la ricordavo, Mary Hopkin? La canzone sì, ovviamente, ma nella versione di Sandie Shaw e in quella italiana di Gigliola Cinquetti… Mi è toccato scartabellare su Google per ricordare i particolari: l'originale russo, il lancio dovuto a Paul Mc Cartney, la sua polemica con Sandie Shaw…
    Se ci hai fatto caso, quasi tutti i miei revival musicali (sull'ultimo dei quali hai commentato) riguardano quel periodo, raramente mi spingo oltre il 1980. E anche a me vien da sorridere, quando qualcuno parla di vent'anni fa come fosse preistoria… Questioni generazionali, suppongo, visto che abbiamo suppergiù la stessa età…
    Il tuo flash è dolcissimo: peccato che non conosca così bene Bologna da poter individuare i luoghi che descrivi…
    Un abbraccio, tuo
    Cosimo

  3. anonimo ha detto:

     Milvietta, vuoi farmi piangere? Già  da quando sto cercando di smettere di fumare ho sempre le lacrime in tasca..  E tu vai a propormi  una canzone che più struggente non si può? Che mi commuoveva anche quand'ero giovane e l'età dei rimpianti e della nostalgia era di là da venire?
    Non c'è via scampo.  Devo farmi per forza   una paglia…

  4. Soriana ha detto:

    Cosimo: Ma caspiterina, che ricercatore, che sei! Io mi ricordavo di Mary, e anche della Cinquetti (sia “Quelli eran giorni”, sia l’aznavouriana “La Boheme” mi gettavano in un profondo stato di malinconia), ma non so niente dell’originale russo, né di Paul, ecc.
    Vedrò di ricercare pure io.
    A me non viene da sorridere, quando sento parlare dei lontani anni ’90: in realtà mi chiedo, con una certa angoscia,  come è possibile che il tempo si sia così ristretto, per me.
     
    I luoghi di cui ho parlato nel mio post non sono bellissimi, neppure belli, direi. Ma Bologna, di luoghi splendidi, ne ha tanti, e credo che tu li conosca.
     
    Buona settimana, Cosimo!
     
    Milvia

  5. Soriana ha detto:

    Mirella: anche se non ti sei firmata, Mirellina, ha seminato diversi indizi che mi ti hanno fatto riconoscere (ma si dice “mi ti”?). Anche a me quella canzone dava anche allora molta malinconia. Ed è per questo che poi ho linkato “If you wanna by happy” che, con la sua prorompente allegria, fa da antidoto.
    Fatti meno paglie, dai! E balla con Cher…
     
    Un abbraccio
    Milvia

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