Grandi cambiamenti, piccoli cambiamenti

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Prima-vera, Primis-ver: andando indietro nei secoli, troviamo che quel ver ha la radice nel sanscrito vas, che significa ardere, splendere.
Primavera come primo splendore, quindi. Ma se guardo alle azioni degli umani, più che splendore scorgo oscurità, in questo inizio della stagione del rinnovamento. Eppure, se osservo il prato del piccolo parco vicino a casa mia, lo vedo punteggiato di margheritine e nontiscordardimè, e la luce che entra attraverso la porta-finestra del mio studio è già una luce diversa, e se questa mattina, invece di starmene in casa, fossi andata a passeggiare in un bosco avrei sentito un odore… verde, nuovo, amabile ed eccitante al tempo stresso.
Nonostante l’uomo, e le sue azioni oscure, nonostante noi, che la umiliamo, la natura si rinnova e prosegue il suo cammino.  
E per me ogni volta è un miracolo che mi commuove, una sorgente di gioia cui abbeverarmi.
Allora, nonostante tutto: buona primavera! E che il cambiamento, positivo e fecondo, faccia parte anche del nostro cammino.
 
I grandi cambiamenti:
Cambiare, fare scelte che rivoluzioneranno le nostre vite, abbandonare un cammino che pensavamo come definitivo e intraprenderne un altro. Già, a molti di noi piacerebbe, penso. Ma i grandi cambiamenti sono difficili da affrontare: ci manca il coraggio, le situazioni contingenti ce lo impediscono, alcuni di noi sono, o si sentono, troppo vecchi per ricominciare.
Però non occorre coraggio, né ci sono situazioni contingenti a ostacolarci, e neppure l’età è un vincolo, se vogliamo sottoporre la nostra vita a

piccoli cambiamenti.
Cambiare, anche solo in parte, stile di vita è possibile, è semplice, è rivoluzionario, ma non sconvolgente.  Qualche esempio? Fare scelte consapevoli negli acquisti, limitare gli sprechi di energia nelle nostre case (è davvero necessario l’impianto di aria condizionata, per esempio di cui sembra che non riusciamo fare a meno?), non diventare clienti di quegli esercizi commerciali che non si curano, al contrario, di questi sprechi, e che tengono le porte spalancate sia d’inverno che d’estate, quando, all’interno, gli impianti di riscaldamento o di raffreddamento vanno al massimo (mi sembra di aver già parlato, di questo, ma è una “moda” che mi irrita enormemente).
Usare meno l’automobile: se ci fossero meno auto, a intasare il traffico, i mezzi pubblici funzionerebbero senz’altro meglio.
Far sentire la propria voce perché il cambiamento diventi contagioso, perché i piccoli cambiamenti diano vita  a un cambiamento totale, a un cambiamento globale.

C’è un’altra cattiva abitudine che è nata nelle nostre città in questi ultimi anni: i negozi sempre aperti, anche di domenica.
A questo proposito riporto una lettera pubblicata su Repubblica di oggi, nella edizione di Bologna, firmata da un mio concittadino e che mi trova assolutamente d’accordo:
La signora Cancellieri (il nostro Commissario, da che non abbiamo più sindaco), auspicava l’apertura del centro e dei negozi il 17 marzo: il centro, di fatto, è sempre aperto a qualsiasi veicolo anche a quelli che posteggiano costantemente in Via Indipendenza, dove un cartello ignorato anche dai vigili urbani indica divieto di sosta 24 ore su 24. I giorni di festa si possono celebrare passeggiando in un centro libero dal traffico anche con le serrande abbassate. La crisi non dipende, né si risolve, con un giorno di apertura in più. Nei giorni di festa i Musei andrebbero aperti, gratuitamente. E le chiese. E le scuole, per vedere in quali condizioni i nostri figli studiano. E i giardini, ripuliti e con le luci accese (magari luci a basso consumo, ma questo lo aggiungo io). Mi sentirei meglio sapendo che un senzatetto trova nella mia città un riparo sicuro piuttosto che vedere negozi aperti, vuoti, nei festivi. Soprattutto se i negozi sono filiali, nei quali giovani sottopagati vendono abiti Made in China, Taiwan e Hong Kong.
Maurizio Poluzzi

Credo che quanto ha scritto il signor Poluzzi valga per qualsiasi nostra città

Lucio Battisti: I giardini di marzo

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6 risposte a Grandi cambiamenti, piccoli cambiamenti

  1. TonDel ha detto:

    All'alba ,sottili ,nuovi raggi attraversano antichi vicoli dei paraggi della mia casa.
    Magici per la flessibilità, incredibili,ne giungono di nuovi ogni mattina fra i rami delle mie piantine , fra i germogli di rosa, fra le vellutate foglie di gerani.
    Così le mie mani accarezzano, tagliuzzano le mie compagne piante, ogni mattina, attendendo il profumo incontenibile del caffè.
    Ogni mattina, tutte le mattine ,raccolgo confidenze sul giorno passato affacciate al balcone,a registrare le chiacchere delle biatelle,delle signore che scorrono per la via  sorregggendo  sportine debordanti di foglie verdi e frutti arancio ,rosso, ognuna segnando il tempo con il suo passo ed i suoi intermezzi.
    Raccontano di file di grembiulini bianchi ,tesi per non perdere la catena e le inarrestabili vocine che ravvivano la piazzetta.
    Raccontano del ,nuovo, tocco dei martelli sulle antiche campane nei giorni dell'Avvento,e del sole, ogni giorno sempre più alto, che riduce le ombre.
    Segni di cambiamento grandi, piccoli, impercettibili ,ma vivi.
    Vivere per registrarli, per viverli, come autore.
    Ciao T.

  2. cristinabove ha detto:

    mi sembrano davvvero ottimi consigli.
    grazie.

  3. anonimo ha detto:

    Milvietta,
    quanto buon senso nei tuoi suggerimenti,  anche nell'invito ad apprezzare le piccole o grandi gioie della primavera (attorno a me son fiorite le allegre fortsizie gialle e nei prati ci sono viole e margherite).
    Bellissima la foto, la canzone stupenda è una delle mie preferite.
    Buona primavera.
    Mirella

  4. Soriana ha detto:

    Tonino: “le mie compagne piante”, “il profumo incontenibile del caffè”: come ci ritrovo, caro Tonino…
    Sempre pieni di poesia, i tuoi commenti: grazie!
    Milvia

  5. Soriana ha detto:

    Cri: e non costa molto, applicarli…
    Buon pomeriggio, cara Cri. 
    Milvia

  6. Soriana ha detto:

    Mirella: Le ho viste le fortsizie vicino a casa tua! Sono bellissime. La prossima volta le fotografo.
    Bacetto.

    Milvia

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