Flavio Soriga: NuraGhe Beach La Sardegna che non visiterete mai

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Ho fatto un elenco delle persone (delle categorie di persone) cui vorrei regalare il libro “NuraGhe Beach La Sardegna che non visiterete mai”, di Flavio Soriga, edito da Laterza per la collana Contromano, uscito il primo luglio 2011 e da me acquistato il 2 luglio, in una simpatica libreria di Senigallia.

Io, questo libro di Flavio Soriga, che ho appena finito di leggere, lo regalerei:

Agli innamorati (perché anche d’amore, parla, quello totalizzante, quello ossessivo e grande che ti porta in cielo e poi ti sbatte a terra).

Agli amanti abbandonati (perché c’è un abbandono, mi è sembrato di capire).

A chi ama la Sardegna perché la conosce.

A chi ama la Sardegna anche se non la conosce.

A chi non ama la Sardegna, così, per principio.

A chi verso la Sardegna è del tutto indifferente, non conoscendola.

(Alle categorie elencate nei punti tre, quattro, cinque e sei, io, il libro di Flavio Soriga, lo regalerei perché ci sono, nelle sue pagine, dei posti della Sardegna che mi sa che pure molti sardi non conoscono, e, in quelle pagine lì, così come se ne parla, sembrano molto belli, quei posti).

A chi ama Roma, perché la conosce (si parla anche di Roma, nel libro).

A chi Roma la detesta, perché la conosce. Così, quando legge di un locale, di una piazza, di una strada, può dire: a me, quel posto lì fa schifo. E sentirsi soddisfatto, mentre lo dice.

A chi a Roma è indifferente, o anche a chi la ama senza conoscerla. Così, leggendo, ci può camminare attraverso, e conoscerla un poco.

Agli scrittori che non riescono più a scrivere, perché il personaggio è uno scrittore che non riesce più a scrivere.

Ai baristi, perché il personaggio è anche un barista.

Ai frequentatori di bar, perché ci sono pure loro, in qua e in là.

Ai poeti, perché sapranno apprezzare il linguaggio lirico del capitolo uno.

Alle madri (di scrittori, di commercialisti, di idraulici, operatori ecologici, barellieri, sacerdoti, baristi, verniciatori, psichiatri, tassisti, a tutte le madri, insomma), perché il capitolo due del libro di Flavio Soriga, edito da Laterza per la collana Contromano,  uscito il primo luglio 2011 e da me acquistato il 2 luglio, in una simpatica libreria di Senigallia, è scritto dalla madre dell’autore. E anche perché, questa madre di Flavio Soriga, che si chiama Raffaela Pani, scrive proprio bene.

A chi delle tradizioni ha nostalgia, o orrore, o curiosità di conoscenza, perché in questo capitolo due si parla di tradizioni, e così uno può dire: ah, mi ricordo! Oppure: ma pensa che roba! Oppure: questa cosa proprio non la sapevo.

Ai  figli, quelli che fanno gli scrittori, perché così, magari, anche a loro viene l’idea di mettere qualcosa scritto dalla propria madre, nei loro libri, perché, se ci pensano, se non ci fossero state le loro madri, non ci sarebbero neppure loro, i figli scrittori.

A chi ama (o odia) Bruce Willis, che nel capitolo tre proprio di lui, si parla.

A chi ama il calcio, a chi ha gioito quando la squadra del cuore ha vinto lo scudetto, anche se è successo una volta sola. Anzi, proprio a loro, a quelli di una volta e basta, lo regalerei. Perché il capitolo quattro è un vero e proprio puzzle di orgoglio cagliaritano per quello scudetto, per quel  campionato lontano, quello del ’69-’70, e per Giggiriva, che era un mito, e forse lo è anche ora. E a me, personalmente,  ha ricordato l’orgoglio bolognese, quando eravamo stati noi, a vincere lo scudetto. E Giacomino Bulgarelli, mi ha ricordato.
In questo capitolo l’autore, che in quel momento glorioso non era ancora nato, si tira da parte e lascia che a esprimere l’esultanza siano altri scrittori.

A tutte le cugine e i cugini che hanno, fra loro, la complicità di fratelli e sorelle e che ci sono, nel momento del bisogno. Proprio come la cugina del protagonista.

A chi non ama le cose lineari, schematiche, che seguono sempre lo stesso itinerario. Ma, al contrario, ama le anomalie, le deviazioni di percorso, le cose nuove e sorprendenti. Perché questo libro, questo qui di cui sto parlando, scritto da Flavio Soriga, edito da Laterza, ecc.ecc., è composto così: inizia con una premessa che arriva a pagina 130, poi c’è un’avvertenza, ed è solo a pagina 139 che comincia “NuraGhe Beach, la Sardegna che non visiterete mai”. Che finisce con il testo di una canzone, un testo per musica reggae campidinese, lo definisce l’autore del testo, che è poi anche l’autore del libro.  

Non lo regalerei, invece, a chi, della Sardegna, conosce solamente, per esserci stato, o per averne letto sui giornaletti che si occupano di gossip: la Costa Smeralda, Briatore, Le Billionaire, Villa Certosa, la bandana del padrone di Villa Certosa, le visite di Putin a Villa Certosa. A quelli che credono che la Sardegna sia solo la Costa Smeralda, Briatore, Le Billionaire, Villa Certosa, la bandana del padrone di Villa Certosa, le visite di Putin a Villa Certosa, a loro no, proprio no. Mica se lo meritano, questo libro.

Però. A pensarci, non ce li ho i soldi per fare tutti ‘sti regali. Anche se non costa molto, il libro: solo dieci euro, costa.  Ma no, non ce la posso fare. Allora, faccio un’altra cosa. Lo consiglio, il libro. Dico: domattina andate in libreria e compratelo. Fate cosi: compratene due copie, almeno, e la seconda  regalatela a una delle persone che fan parte delle categorie che ho elencato. Ve ne sarà grata, ci scommetto quello che volete. È bello, questo libro. Proprio bello. Se poi ne volete regalare una copia a quel vostro amico che conosce solo la Costa Smeralda, della Sardegna, beh, fate pure. La responsabilità è vostra, non mia.

Questa, naturalmente, non può definirsi una recensione. Io, di fare recensioni non sono capace. È qualcosa, non so, chiamiamolo entusiasmo per un libro che mi è piaciuto molto, che ho letto tutto d’un fiato,  anche se è bruttissimo dire “questo libro si legge tutto d’un fiato”, perché è un’espressione sfruttatissima, però è proprio vero: io l’ho letto tutto d’un fiato, il libro NuraGhe Beach La Sardegna che non visiterete mai, scritto da Flavio Soriga, edito da Laterza per la collana Contromano,  uscito il primo luglio 2011 e da me acquistato il 2 luglio, in una simpatica libreria di Senigallia.

Domattina, capito? Andate in libreria!

Campidano Kiss

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24 risposte a Flavio Soriga: NuraGhe Beach La Sardegna che non visiterete mai

  1. e.l.e.n.a. ha detto:

    per tutte le cose belle che hai scritto, perché ho letto sardina blues e mi è piaciuto e perché flavio soriga è un ragazzo in gamba e molto simpatico (era venuto a presentare un altro suo libro al circolo dei lettori di torino), sabato lo comprerò/lo ordinerò alla mia libreria di fiducia.
    grazie!

  2. colorisonori ha detto:

    consiglio preso al volo (quest'anno vado in vacanza in sardegna)

  3. anonimo ha detto:

    Milvia, anch'io ho letto tutto d'un fiato la tua recensione (lo è)su Nuraghe  Beach, ci vuoi troppo bene e dalle tue parole si capisce che ti stai innamorando sempre più della Sardegna. Grazie tante per  le belle parole per Flavio e sul mio racconto, Flavio ha inserito il mio racconto nel libro perchè voleva far conoscere le tradizioni del Campidano negli anni Sessanta, Tradizioni che non ci sono più, ma che, allora, mi hanno fatto soffrire, perchè ciò che ho scritto è tutto vero! Due anni della mia adolescenza vissuti con "il mio quasi burka". Baci.
    Raffaela

  4. anonimo ha detto:

    Diano che la Sardegna l'amo per principio.
    Adriano Maini

  5. Soriana ha detto:

    e.l.e.n.a: Ciao, Elena (che piacere, la tua visita!). Mi piacerebbe che, dopo che avrai terminato la lettura di NuraGhe, tornassi qui per raccontarci cosa ne pensi.
    Grazie a te per il commento.
    Milvia

  6. Soriana ha detto:

    ColoriSonori: Ben tornato, Gino!  Sono sicura che la “guida non guida” di Flavio Soriga non solo ti piacerà, ma ti sarà anche utile. Se sei in Sardegna dal 25 al 28 agosto, ti consiglio anche un piccolo festival meraviglioso (creato proprio da Flavio e da sua sorella Giovanna Paola): il festival di Seneghe. Seneghe è una cittadina in provincia di Oristano.
    Ciao e buonissime vacanze.
    Milvia

  7. Soriana ha detto:

    Raffaela: Da qualche anno, la Sardegna ha un posto speciale nel mio cuore.
    Un bacio grande.
    Milvia

  8. Soriana ha detto:

    Adriano: Io ho imparato ad amarla da qualche anno. La conosco poco, ma quel po’ che conosco mi piace tantissimo. La prima volta sono stata a Carloforte, che, più che Sardegna, è Liguria. Ma amo anche la Liguria.
    Ciao, buon fine settimana!
    Milvia

  9. anonimo ha detto:

    Per E.l.e.n.a. – nel 2010 sono stata alla Fiera del libro a Torino e Flavio mi ha accompagnato a visitare proprio il Circolo dei lettori dove aveva presentato  un suo libro. Avevo un bellissimo ricordo e volerma farmelo visitare, ma proprio quel giorno era chiuso. Ciao

  10. anonimo ha detto:

    Milvia se puoi correggi: Aveva un bellissimo ……………………………

  11. e.l.e.n.a. ha detto:

    milvia, sicuramente quando l'avrò letto ne diro! 🙂
    (grazie!)

    peccato per la chiusura, ma questa potrebbe essere un'ottima occasione (insieme a molte altre) per ritornare a torino.

    è un posto che, a prima vista, potrebbe apparire serioso e invece ci passano un bel po' di belle persone, da giovani gruppi musicali, a giovani artisti, a personaggi più affermati , scrittori, attori, che rimangono incantati e conquistati dal posto.
    aver potuto ascoltare le parole di saramago pochi mesi prima della sua scomparsa è stato un privilegio raro, così come un intero testo di agota kristof letto da lella costa che ci ha condotto ad uno stato di commozione pura, o l'altrettanto visibile commozione di paola turci che si stupiva del fatto che un pubblico così eterogeneo cantasse insieme a lei una sua canzone.

  12. Soriana ha detto:

    Raffaela: mi ricordo, me ne avevi parlato…
    Mi spiace, ma non si riesce a correggere il testo dei commenti. Ma non preoccuparti, hai già corretto tu con il commento successivo.

    Milvia

  13. Soriana ha detto:

    e.l.e.n.a. : Che belle cose! Immagino quanto questi eventi siano stati emozionanti.
    Ciao, Elena!

    Milvia

  14. Soriana ha detto:

    ColoriSonori: felice che ti sia piaciuto! Bella recensione (e grazie della citazione…). Ho condiviso in Facebook.
    Ciao!
     
    Milvia

  15. Lilith1984 ha detto:

    Ma che graziosa, intelligente e appassionata! Sono finita sul tuo blog cercando una foto per il mio post, poi però ho cambiato idea sulla foto, ma mi ha colpita il titolo: anche io voglio regalare questo libro. Pensa: al mio ex, che dalla Sardegna ha visto poco, ma ha saputo apprezzare anche quello che c'è in mezzo alle coste, ma forse si è perso alcune cose e lascio che gliele racconti il mio scrittore compaesano.

  16. Soriana ha detto:

    Lilith: che bello ospitare una nativa di Uta! Lo conosco, il tuo paese, e lo amo pure, anche perché, come avrai capito, amo la famiglia Soriga-Pani, i cui componenti sono fra le persone più gentili e affettuose che conosco.
    Credo che il tuo ragazzo apprezzerà molto il tuo regalo, e poi, quando andate in Sardegna, potrai fargli visitare tutti i posti di cui parla Flavio.
    Grazie per il bel commento, cara Lilith! Chissa se un giorno ci incontreremo! Magari a Seneghe, il prossimo anno.
    Ciao, e se torni a trovarmi, mi farai contenta.
    Milvia

  17. Lilith1984 ha detto:

    Eheheh, ex ragazzo. Quindi se mai ci tornerà non sarò io ad accompagnarlo. 🙂 Tornerò sicuramente! 🙂

  18. Soriana ha detto:

    Lilith: ops… non avevo fatto caso a quell’ “ex”! Sarà perché certe cose le rimuovo…
    Ciao!
    Milvia

  19. anonimo ha detto:

    Ciao Lillith, è bello incontrarti tra le pagine del blog di Milvia. Un uccellino, che tu conosci bene, mi parla spesso di te, so che sei in gamba e che fai cose interesanti. Complimenti, auguri per tutto.

  20. Soriana ha detto:

    Anonimo: Ci scommetto che sei Raffaela!!!! Baci!

    Milvia

  21. anonimo ha detto:

    Si MIlvia e Lilith, sono Raffaela,dimentico sempre di firmare.  Ciao

  22. Soriana ha detto:

    Raffaela: eh… lo sapevo…
    Bacio.
    Milvia

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