Di Festival in Festival…

programma-festivaletteratura-2011

Già, di Festival in Festival… Perché, domattina, ci si rimette in viaggio. Destinazione: Mantova!
Inizia domani, infatti, la edizione 2011 del
Festivaletteratura (fate Clic! e potrete accedere al programma completo). Ormai anche questa, per me, è diventata un’abitudine consolidata. Un’occasione di riabbracciare amici, di assistere a incontri interessanti, e, non meno importante, di “vedere” ancora una volta la mia trasmissione radiofonica cult: Fahrenheit che, condotta dal grande Marino Sinibaldi, andrà in onda, per tutta la durata del Festival, da Piazza Concordia.
Quest’anno mentre si svolge il Festival, farò un incursione (umh…non è il termine adatto…) in un luogo che non dista proprio due passi, da Mantova. Ma di questo, forse, vi parlerò in un prossimo post.

Comunque, c’è altro che volevo dirvi. Se volete, continuate a leggermi e lo saprete.

L’ho scritto tante volte: la Rete riserva molto spesso belle sorprese, possibilità di incontri che arricchiscono la mente e riscaldano il cuore.
L’ultima sorpresa, e piacevolissima, mi si è presentata qualche giorno fa, sotto forma di mail. Il mittente è un bravo poeta e scrittore sardo: Gavino Puggioni
il cui nome, a dire il vero, mi era famigliare, per averlo letto in Arte insieme
il sito letterario di Renzo Montagnoli,  di cui il poeta è spesso ospite.

Gavino, nella sua mail, avendo letto il mio post sul Festival di Seneghe, mi racconta di un altro bel festival che ha un nome molto suggestivo "Sulla terra leggeri" (piccolo festival di letteratura e di incontri) e che anima ogni anno, a luglio, quell’isola che io ho cominciato ad amare. La manifestazione si svolge ad Argentiera, che, scrive il mio nuovo amico, è un piccolo borgo minerario, a 37 kilometri da Sassari.
Si chiama Argentiera
, prosegue Gavino, proprio perchè fino al 1963 si estraeva galena e argento dalle viscere del suo monte e dalle profondità del suo mare che l'avvolge, fino a 800 metri sotto.
Il borgo è ancora vitale, vi risiedono 30-35 famiglie e, con questi numeri, Flavio Soriga vi ha portato questo piccolo evento che, piano piano, sta diventando adulto, questa estate frequentato giornalmente da più di mille persone.

Della storia, della struttura del borgo non sapevo nulla, e ringrazio Gavino per le informazioni. Il Festival, invece, lo conoscevo, perché me ne aveva parlato con entusiasmo, la mia amica Raffaela. E, infatti, avevo intenzione di assistervi, il prossimo anno, e adesso, l’aver conosciuto Gavino, sarà un motivo in più per attuare il mio desiderio.

Volendo parlarvi di questo Festival ho chiesto a Gavino Puggioni se mi poteva… regalare un suo articolo sull’argomento, da lui pubblicato sulla rivista Il sassarese. Il prossimo anno, spero, ve ne potrò fare io stessa il resoconto. Ma per il momento è un onore, per me, pubblicare questo articolo.

L'Argentiera, sulla terra leggeri

Sto scrivendo questo pensiero mentre ascolto, in streaming, (si scrive così?), Paolo Fresu durante la prima serata dedicata alla quarta edizione del Festival di Letteratura “Sulla terra leggeri”,
i lu patiu minori (in piazzetta) dell'Argentiera, località ormai a molti nota per la sua selvaggia struggente bellezza, e di terra e di mare.
Quell'anfiteatro, ieri sera, scherzosamente, era un pied a terre, che tradotto in sassarese significa ,
un piede e il resto del corpo a terra, fisicamente, con tutto il lato bi, perché le sedie non c'erano , erano assenti, particolare di poco conto, visto anche il gentile invito dell'Assessore alla Cultura del nostro Comune, Dolores Lai,

Nella sua semplicità esecutiva Paolo Fresu non si smentisce, mai. Lo studio, l'esperienza, la complicità emotiva con i presenti, l'abitudine a quello strumento, adesso che ha raggiunto il traguardo dei suoi primi cinquant'anni, non lo distolgono minimamente dalla sua stessa struttura musicale, che può definirsi “orchestra”, in un solo unico strumento a cui lui ha dedicato fiato, anima  e vita:
Ascoltarlo è stato come compiere un viaggio, sì, un viaggio accompagnato dalle melodie, anche intimistiche, della sua tromba che produceva suoni, quei suoni che si dedicano, appunto, all'io intimo, alla stessa poesia che di musica si nutre.

Ma c'era un altro personaggio all'Argentiera, molto importante anche lui, un ragazzo dico io,
il diavolo di Nuraiò, Flavio Soriga, un altro sardo, come me e come quelli che mi leggeranno.
Però, questo ragazzo, come Paolo Fresu, è un grande, è uno che scrive, e come!, è uno scrittore che, giustamente, la ribalta nazionale ed internazionale ci ha “rubato”ed io sono contento per lui.
Flavio Soriga è lì, con noi, con la sua esile presenza che ci riempie di umanità, quasi d'amore.
E' lui che ha voluto questi incontri all'Argentiera, è lui che di questo borgo sta facendo, per ora, una piazzetta culturale, piccola ma grande nei contenuti, in sordina se si pensa al luogo-terra-mare
dove questi incontri avvengono, lontano dai casini della città, dal chiasso, dagli strombazzamenti, incontri vicini al silenzio delle stelle, quel silenzio che ci aiuta a ricostruire e a ritrovare quel senso della vita di cui noi tutti abbiamo ancora, e purtroppo, bisogno.
Flavio Soriga non ha parlato dei suoi libri, e nessuno, nel contesto, li ha pubblicizzati.
Uomo d'altri tempi, si direbbe, lui e il suo alter ego, un tutt'uno riflesso in quel suo racconto del bambino di Uta che voleva crescere, e crescere bene, nonostante l'isolamento e la lontananza da certa incombente civiltà
Il Soriga scrittore, forse, è questo, con le sue storie che parlano di Sardegna, di ragazzi con l'Isola nel cuore, che si trasportano in altre terre per confrontarsi, per sperimentare altri pensieri, altre abitudini che, giocoforza, alla fine, riapproderanno in Sardegna, per ridipingerla, per arricchirla, in senso positivo, di quei valori che sono alla base della conoscenza dei popoli.

Penso sia questa l'intenzione di Flavio Soriga. Parlare di letteratura a tutto tondo, di libri, di storie, di esperienze, anche amare, di musica e di poesia che erano, e mi auguro siano ancora e sempre,
i pilastri, le basi, le vie da seguire, ora che le moderne e mostruose (in) civiltà ci stanno aggredendo, in tutto il corpo, sfiorando l'anima, una volta intoccabile.

Gavino Puggioni
22 luglio 2011

Allora, care amiche, cari amici, un arrivederci, o meglio, a rileggerci a presto.
E state bene.

Franco Battiato; I'entends siffler le train

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2 risposte a Di Festival in Festival…

  1. anonimo ha detto:

    A fronte di tanto speciali entusiasmo, passione e competenza, devo proprio idealmente alzare il cappello!
    Adriano Maini

  2. Soriana ha detto:

    Adriano: e io, davanti a un gesto tanto gentile, non posso che ringraziare e fare un inchino.
    Milvia

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