Degrado

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Ieri sera, dopo aver guardato il tg3 e successivamente Blob, mi è venuta in mente una parola: “degrado”. Mi è venuto in mente che questo vocabolo è il più indicato a rappresentare ogni settore del nostro (bel) Paese.

Degrado nella politica: credo sia superfluo elencare le ragioni per cui “degrado” ci stia a pennello per definire la nostra classe politica: basta sentirli parlare, i nostri politici. E anche guardarli in faccia.
Basta vedere come hanno ridotto il Paese.

Degrado ambientale: guardiamo le immagini riportate dai media di quanto è avvenuto nelle Cinque Terre e in Lunigiana. Non accusiamo la natura di essere  maligna, per favore.  E mettiamo sotto accusa  solo in parte il cambiamento climatico (causato da noi… dis-umani, per altro). Parliamo di profitto, piuttosto. Di quel desiderio di profitto che ha fatto sì che si disboscasse e cementificasse in maniera esponenziale una delle zone più belle d’Italia. E della mancata cura, pulizia e bonifica che affliggono i corsi d’acqua di quei luoghi. D’altra parte anche l’intero nostro patrio suol non è esente da questi problemi: cementificazione e incuria sono la norma ovunque. E ci se ne accorge solo quando la natura, non maligna, ma vittima, si ribella.  A questo proposito segnalo una toccante  e coraggiosa  lettera aperta  scritta da Mauro Galliano, assessore del comune di Sant’Ambrogio di Torino,al Presidente della Repubblica.

Degrado nelle carceri: per affollamento le nostre carceri sono seconde, in Europa, solo alla Serbia. E il numero di suicidi, all’interno delle strutture carcerarie che vanno assomigliando sempre più a bolgie infernali, sono pari a uno ogni cinque giorni  (Ansa su Rapporto Antigone) . E come si può parlare, all’inferno, di rieducazione, di recupero? Come tutti sappiamo, l’Inferno, è unicamente il simbolo della punizione.

Degrado nei mass media: basta sfogliare un giornale. Per quanti di essi si può parlare veramente di eccellenza giornalistica?  Per ben pochi, rispondo, pochissimi. Ed eccellenza è probabilmente una parola grossa anche per quei pochi.
La televisione, poi… Lasciamo perdere come le Tv-Voce del padrone riportano le notizie. Diamo un’occhiata alle cosiddette trasmissioni di intrattenimento: è la volgarità, a far da padrone. Basta che un ospite dica “culo” e tutti giù a ridere. Come fanno i bambini, che si divertono a snocciolare file di parolacce, ma senza la loro innocenza. Ci sarebbe da scrivere un intero libro su queste trasmissioni… di varietà, che di vario non hanno nulla, ma sono tutte uguali, soprattutto nell’intento “pensiericida”. Ci sono, è vero, trasmissioni di inchiesta e informazione che meritano attenzione e rispetto, ma non bastano certo una Gabanelli o uno Iacona , o pochissimi altri come loro per dare dignità al mezzo televisivo.

Degrado nella scuola e nella cultura: ovvia conseguenza prodotta  dai tagli voluti dal nostro S-governo in questi settori. Scuole dove mancano i materiali indispensabili, da quello più prosaico come la carta igienica al materiale didattico. Dove gli insegnanti si trovano ad affrontare classi sempre più numerose, scuole dove sono stati tolti molti insegnanti di sostegno . Un sistema scolastico che è stato affidato e sul quale dovrebbe prendere decisioni (e purtroppo le ha prese) una tizia che quando parla non si rende conto nemmeno di quello che dice.
In quanto alla cultura, poi… Chiudono biblioteche, chiudono le piccole librerie indipendenti, soffocate dalle mega librerie che possono permettersi una politica di vendita più allettante, chiudono teatri. Si tende a sovvenzionare solo spettacoli o eventi che possono avere un riscontro economico. La cultura come business, insomma. E in tv, la cultura, ha un posto ben preciso: quando c’è, è relegata dopo la mezzanotte. E, come ho detto a proposito della Gabanelli e Iacona, per quanto riguarda il rapporto tv/radio e cultura non è Radio3 (che cultura e informazione la fa in maniera egregia) a far pareggiare i piatti della bilancia.

Infine (ma l’elenco potrebbe continuare prendendo in visione molto altro)
Degrado nella gente: penso, ed è solo un esempio, a quanto è accaduto l'altro giorno a Roma per l'inaugurazione del megastore di Trony.
Se le persone che hanno fatto la fila per più di dieci ore e il cui esodo dalle proprie case per arrivare alla mecca del desiderio ha paralizzato mezza città avessero acquistato, approfittando dei forti sconti,  che so, la lavatrice, perché gli si era rotta la vecchia, avrei capito. La lavatrice, per come sono strutturate le nostre case, per la mancanza di tempo da dedicare alle faccende domestiche, per non sobbarcarci di un impegno alquanto faticoso, è senza dubbio diventato un elettrodomestico indispensabile. E invece no. Il direttore del punto vendita, intervistato ieri a Tutta la città ne parla, ha detto che di lavatrici, nonostante il prezzo bassissimo, non  ne hanno vendute molte. Ma, a mezz’ora dall’apertura, gli IPade e gli  IPhone erano tutti esauriti. Indispensabili, questi aggeggi? Non credo proprio. E non perché io  sia contro la tecnologia, ma perché in questi acquisti frenetici, soprattutto in periodo di crisi, ci vedo una malattia: io sono, solo se possiedo un oggetto che mi rende simile agli altri.  Questa è la diagnosi della malattia. Si potrebbe obbiettare che proprio perché c’è crisi si è verificato quel fenomeno, per me assurdo, dell’assalto agli acquisti dai prezzi scontati. Ma perché proprio su quegli oggetti si è gettato il branco? Ma forse, come scrive una signora che ha lasciato diversi commenti sulla pagina di Facebook di Tutta la città ne parla, io faccio parte della congrega degli  snob.
Ecco, infatti,  quanto ha scritto la signora (ho evidenziato in rosso alcuni punti che, anche loro,  mi fanno venire in mente la parola “degrado”. Giudicateli voi).
  A me questi atteggiamenti sembrano un po' snob.
Io guardo poco la tv, perchè non ho tempo e perchè i miei bambini la mettono fissa sul canale dei cartoni. Ma non credo che la televisione non sia il male assoluto, nè che telefonare sia un gesto da condannare. Tutti i mezzi di comunicazione, telefonino compreso, sono strumenti, basta non abusarne e utilizzarli con saggezza. Per questo tante persone vogliono acquistarli, e se lo vogliono fare con lo sconto perchè hanno pochi soldi bisogna capirli, non condannarli
Certamente queste persone hanno le loro colpe, ma certe analisi del tipo "guarda quei poveretti (soprattutto di spirito) costretti a mettersi in fila per comprarsi cose che a noi non interessano neanche" a me semplicemente danno un po' fastidio.
Bisognerebbe forse trovarsi con il figlio che ti chiede sempre il telefonino nuovo, che tu non ti puoi permettere se non facendo certe file, per capire meglio il perchè di certe scelte. Altrimenti l'analisi è, come dire, un po' con la puzza sotto il naso. Stamattina ho sentito la trasmissione, mi sembra di aver capito che la maggior parte erano immigrati e precari. Certo che se poi si mettono insieme 25 mila persone in un'area che non le può, il risultato non può che essere questo
Cosa regalate ai vostri figli?

E a proposito di figli, di genitori e, ancora di scuola, di  consumismo e di degrado, andate a leggere
questo articolo.
E se condanno  la Apple che propone questa cosa (strumentalizzare i bambini allo scopo di incrementare le vendite non è certo onorevole) ancor di più condanno gli insegnanti e i genitori  che accetteranno l’invito. Ma so già quello che diranno, certi genitori (non tutti, per fortuna): ma come faccio a non farci andare mio figlio? Ci vanno tutti gli altri bambini! Si sentirebbe diverso!
Beh, dico io: meglio diverso che pecora, meglio diverso che manipolato.

E con questo, cari amici, passo e chiudo, non prima di avervi augurato un felice fine settimana (nonostante il ritorno dell’ora solare, che detesto, nonostante l’esistenza dell’Innominabile, nonostante il degrado). E, mi raccomando, cercate di spendere saggiamente quelle poche (o molte) monete “strane” che avete in tasca.

Caparezza: Non siete Stato voi

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31 risposte a Degrado

  1. Soriana ha detto:

    Mi sono accorta che due link (quello sugli insegnanti e quello su Trony) non funzionano….

    Milvia

  2. juilia85 ha detto:

    come solito sono d'accordo con te su tutti i fronti!!! buon fine settimana!!!

  3. Soriana ha detto:

    Mi sono accorta che due link (quello sugli insegnanti e quello su Trony) non funzionano….

    Milvia

  4. juilia85 ha detto:

    come solito sono d'accordo con te su tutti i fronti!!! buon fine settimana!!!

  5. utente anonimo ha detto:

    Quel degrado sulla politica nostrana è ormai putrescente. Ma hanno 5 voti in più in Parlamento e questo permette loro di stare a galla. Fuori, dentro le case, sparso su tutte le piazze d'Italia, c'è il popolo sovrano, disarmato anche nella dignità.

    Il degrado ambientale, da anni s'è impadronito dello stivale, forse più a nord che a sud, che è in recupero, ma non importa. La Natura, come tu dici, è prima vittima. L'uomo civile, quello odierno, bada esclusivamente al prpprio interesse, calpesta la terra e non sa cosa c'è sotto. Al resto ci pensano le istituzioni, assenti ingiustificate.

    Del degrado delle carceri sappi che in Sardegna siamo i primi, modestamente.

    Degrado nei mass-media. Per me, per te, ma non solo, è diventato un cancro, anche quello putrescente e la cosa abominevole è che le più grandi aziende investono in pubblicità proprio in quei programmi, super ascoltati dai soliti benpensanti ma ignoranti, ancora purtroppo.

    Da tutto ciò che hai scritto dipende quella situazione in cui i figli oggi si trovano. Dopo aver letto quell'articolo che parla dell'invito interessato ovviamente, di quell'Apple Store di Bologna, mi auguro che sani genitori ed insegnanti facciano saltare del tutto quella gita "istruttiva"
    Poveri noi!

    A proposito di diversi. Miei figli non hanno mai portato le mie nipotine, la più grande ha nove anni, a vedere le scempiaggini di Harry Potter e similari, non hanno mezzi elettronici, nè telefonini, e non fanno e non hanno quel che altri bambini fanno ed hanno.
    Ed è per questo che, almeno, sono un nonno felice.
    Grazie Milvia, buona domenica
    Gavino

  6. anonimo ha detto:

    Quel degrado sulla politica nostrana è ormai putrescente. Ma hanno 5 voti in più in Parlamento e questo permette loro di stare a galla. Fuori, dentro le case, sparso su tutte le piazze d'Italia, c'è il popolo sovrano, disarmato anche nella dignità.

    Il degrado ambientale, da anni s'è impadronito dello stivale, forse più a nord che a sud, che è in recupero, ma non importa. La Natura, come tu dici, è prima vittima. L'uomo civile, quello odierno, bada esclusivamente al prpprio interesse, calpesta la terra e non sa cosa c'è sotto. Al resto ci pensano le istituzioni, assenti ingiustificate.

    Del degrado delle carceri sappi che in Sardegna siamo i primi, modestamente.

    Degrado nei mass-media. Per me, per te, ma non solo, è diventato un cancro, anche quello putrescente e la cosa abominevole è che le più grandi aziende investono in pubblicità proprio in quei programmi, super ascoltati dai soliti benpensanti ma ignoranti, ancora purtroppo.

    Da tutto ciò che hai scritto dipende quella situazione in cui i figli oggi si trovano. Dopo aver letto quell'articolo che parla dell'invito interessato ovviamente, di quell'Apple Store di Bologna, mi auguro che sani genitori ed insegnanti facciano saltare del tutto quella gita "istruttiva"
    Poveri noi!

    A proposito di diversi. Miei figli non hanno mai portato le mie nipotine, la più grande ha nove anni, a vedere le scempiaggini di Harry Potter e similari, non hanno mezzi elettronici, nè telefonini, e non fanno e non hanno quel che altri bambini fanno ed hanno.
    Ed è per questo che, almeno, sono un nonno felice.
    Grazie Milvia, buona domenica
    Gavino

  7. utente anonimo ha detto:

    Dominano ormai politiche reazionarie. Non solo in Italia.
    Adriano Maini

  8. anonimo ha detto:

    Dominano ormai politiche reazionarie. Non solo in Italia.
    Adriano Maini

  9. accipicchia ha detto:

    Un approfondimento preciso su quella che da tempo è ormai la situazione del nostro Paese. Partendo da un termine davvero poco bello hai fatto un'analisi chiara ed oggettiva.
    Un atteggiamento snob? E non piuttosto la delusione e il dispiacere nel vedere il luogo in cui si è nati morire lentamente?
    Grazie, Milvia, a presto. Ti ringrazio anche per la segnalazione, che ho visto solo stasera.  
    Piera

  10. accipicchia ha detto:

    Un approfondimento preciso su quella che da tempo è ormai la situazione del nostro Paese. Partendo da un termine davvero poco bello hai fatto un'analisi chiara ed oggettiva.
    Un atteggiamento snob? E non piuttosto la delusione e il dispiacere nel vedere il luogo in cui si è nati morire lentamente?
    Grazie, Milvia, a presto. Ti ringrazio anche per la segnalazione, che ho visto solo stasera.  
    Piera

  11. Soriana ha detto:

    Juilia: Grazie, mi fa piacere la consonanza… Buona domenica!
    Milvia

  12. Soriana ha detto:

    Juilia: Grazie, mi fa piacere la consonanza… Buona domenica!
    Milvia

  13. Soriana ha detto:

    Gavino: bello il tuo commento così analitico! Mi piace anche quello che scrivi sulle tue nipotine. Se i tuoi figli le educano così, vuol dire che a loro volta hanno ricevuto dai loro genitori un’educazione simile. Anch’io ho educato mio figlio a non dare importanza a certi “non” valori.
    Milvia

  14. Soriana ha detto:

    Adriano: riusciremo mai a uscirne?
    Buona domenica, Adriano!
    Milvia

  15. Soriana ha detto:

    Piera: Piera carissima, io continuo a sperare in una rinascita… Forse dovremo veramente toccare prima il fondo del fondo, però…
    Il tuo post meritava una segnalazione, anzi tutti i tuoi post la meriterebbero. E mi scuso per la mia poca presenza…
    Un forte abbraccio, Piera!
    Milvia

  16. utente anonimo ha detto:

    Il panorama di situazioni di degrado (un termine che anch'io trovo molto appropriato) potrebbe estendersi ancora, probabilmente a molti altri ambiti, come giustamente dici.
    A volte è difficile resistere alla tentazione dello scoramento, di fronte a un tale orizzonte.
    Ma non dobbiamo farlo, perché motivi di speranza sono ancora ben presenti, e, saranno pure "nell'uragano una fiammella" (secondo il verso di una vecchia canzone di Mikis Theodorakis), ma quella fiammella può ancora attecchire e diventare un sano incendio di rivendicazione.
    Proviamoci.
    Ciao, cara Milvia.
    Franz

    p.s.: molto …chirurgicamente azzeccate, le frasi in rosso dal discorso di quella degradata signora.

  17. Soriana ha detto:

    Franz:  le situazioni da annoverare sotto la categoria degrado potrebbero essere tante, infatti. Ma raccolgo e faccio mio il tuo invito a tenere accesa la fiammella. Una metafora, questa, che trovo migliore ancora di quella delle tante gocce che formano l’oceano. Mi piace l’idea di un sano incendio. Il fuoco, fra l’altro, purifica. E di purificare l’aria ce n’è proprio bisogno.
    Non conoscevo la canzone di Teodorakis, credo però di averla individuata in una versione di Maria Faraduori: http://youtu.be/cWydM_RKgoI
    Veramente ce ne sarebbe una, in italiano, di Iva Zanicchi.  Ma con quella… leccafaccia (dell’Innominabile) non voglio  aver niente a che fare.
    Grazie del bel commento (arrivato con una velocità sorprendente, questa volta!).
    Ciao, caro Franz.

    Milvia

    P.S.: la signora degradata… Eh, sì, mi viene in mente che, a certe persone, bisognerebbe proprio togliere i gradi, come si fa nell’esercito…
    Milvia

  18. anonimo ha detto:

    Perchè le cose finiscono sempre in disordine? si chiedeva Gregory Bateson in uno dei suoi metaloghi (immaginari dialoghi sulla comunicazione fra lui e la figlioletta, che trent'anni prima di scrivere un libro insieme a lui collaborava in modo non del tutto consapevole).

     

    Mentre Jeremy Rifkin (e scopro solo ora la curiosa assonanza fra i nomi di questi due studiosi) ha preso un concetto astratto della termodinamica, l'entropia, e lo ha espanso dal contesto fisico a quello socioculturale per arrivare alla conclusione un po' allarmante che ogni sforzo per diminuire il disordine a livello microscopico aumenta a livello globale la quantità del disordine stesso.

     

    Prendete un circolo, accarezzatelo, diverrà vizioso, è una delle più fulminanti ed evocatrici battute de "La cantatrice calva" di Eugene Jonesco

     

    Senza bisogno di essere Matteo Renzi (strepitoso il siparietto radiofonico fra lui e Margherita Hack, o forse una sua abilissima imitatrice, che chiedeva O chillè 'odesto grullo che straparla del big bang?) tutti siamo il prodotto di un'esplosione di energia e materia dopo la quale nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma (come dicono gli ottimisti) o tutto si degrada (come dicono i realisti).

     

    Indubbiamente l'universo pre-big bang era quanto di più ordinato si potesse immaginare: tutto l'occorrente per creare qualche miliardo di anni luce cubi di Universo era contenuto in uno spazio virtualmente uguale a zero.

     

    Da lì in poi, energia e materia disseminate in tutte le direzioni avrebbero sistematicamente preferito il disordine e il degrado all'ordine. In una percentuale minima di casi, retroazioni positive (quelle che in termini umani chiamiamo circuiti virtuosi, rari contraltari dei comunissimi circoli viziosi di Jonesco) producono agglomerati in grado di autocontrollarsi e di accrescersi (prima i pianeti, poi gli ecosistemi, e infine, su un ristrettissimo numero di pianeti forse non superiori a un centinaio, le civiltà). Ma non succede mai che la fortunata eccezione divenga eterna: le stelle quando arrivano al massimo del loro fulgore implodono e diventano buchi neri travolte dal rapporto massa/volume; gli ecosistemi quando arrivano al massimo della loro complessità muoiono per devastanti epidemie e/o carestie; le civiltà quando raggiungono una eccessiva raffinatezza retrocedono rapidamente al livello della barbarie.

     

    Rispetto ad una stella o a un ecosistema, che non pensano, una società ha anche il compito di autoattribuirsi un significato: ruolo rispetto al quale filosofi, politici e sacerdoti tendono a guardarsi con reciproco sospetto convinti ognuno di avere la verità ultima. Mentre gli artisti di solito hanno delle verità più coerenti ma le rivestono di finzione perchè nessuno se ne accorga.

     

    Una civiltà in crisi, come la nostra civiltà occidentale lontana discendente di Roma ed Atene, a un bel momento smette anche di autoattribuirsi un significato e procede cieca e traballante nel pieno di un inquietante fenomeno corollario della deriva entropica: l'autoreferenzialità.

     

    Ma il paradosso è che, proprio quando ci si rende conto che non si può fare nulla per fermare l'entropia, ci si rilassa e si prova comunque a produrre quegli strani grovigli virtuosi e gradevoli di minor disordine e minor malessere che si appoggiano sempre al pensiero ed alla relazione fiduciosa con l'Altro. E in quei momenti vale comunque la pena vivere.

     

     

  19. anonimo ha detto:

    Sia pur con la riverenza dovuta a un commento di profonda filosofia come quello che mi precede, ribatto solo su quella canzone di Theodorakis.
    E' proprio quella che hai linkato, anche se, come puoi immaginare, me la ricordavo nella versione ormai ultraquarantennale di Iva Zanicchi.
    Faceva parte di una splendida raccolta, tutta dedicata a brani di Theodorakis, dalla cosiddetta 'Aquila di Ligonchio', ben prima che la stessa fosse colpita da imberluschimento letale, ed era un piacere ascoltarla.
    Franz

  20. Soriana ha detto:

    Luca: prima di tutto, caro Luca, devo ringraziarti. Non è la prima volta che contribuisci a elevare il mio (non tanto alto, mi rendo sempre più conto) livello culturale. Non conoscevo infatti, confesso con vergogna, né Gregory Bateson, né  Jeremy Rifkin. Così mi sono informata, e adesso, almeno a livello nozionistico, di questi due studiosi ne so qualcosa. Qualcosa che mi piacerà approfondire.
    Senz’altro un po’ inquietante il concetto di Rifkin… D’altra parte mi viene in mente che, in maniera molto prosaica, l’ho sperimentato: quando mi sforzo di riordinare l’interno di un mobile, il disordine si espande in maniera demoralizzante al suo esterno, fino a farmi perdere ogni volontà e velleità di riordino, e farmi nascere invece il desiderio di raccattare tutto e ricacciarlo nell’armadio, chiudendo bene gli sportelli. Cosa che mi verrebbe da fare anche con tutte le cose degradanti che ci circondano. Ma ci vorrebbe un armadio fuori misura.
    Con Jonesco, invece, ho più confidenza, o, meglio, l’avevo durante un periodo così lontano, che, a contare gli anni, mi spavento.
    Comunque, conosciuti o sconosciuti a parte, voglio dire che mi trovo in difficoltà a rispondere al tuo commento e che mi sto solo barcamenando (strana parola, barcamenando…); sai, uno, a discorsi profondi vorrebbe/dovrebbe rispondere con ugual profondità.  Ma non è facile: oltre che il non tanto alto livello culturale mi sa che devo registrare anche una mia scarsa profondità di pensiero. E così meglio che mi fermi qui. Sperando che tu non mi… degradi della tua stima, né dei tuoi futuri (sempre graditissimi) commenti.
    E grazie, naturalmente.

    Milvia

  21. Soriana ha detto:

    Franz: ecco, a questo commento mi è più facile rispondere, caro Franz.   In fin dei conti… sono solo canzonette, per citare Edoardo…  Anche se chiamare canzonette quelle di Thedorakis è senza dubbio riduttivo. .
    Di quella raccolta io ricordo solo il ragazzo che sorride e Un fiume amaro.
    Allora mi piaceva Iva Zannicchi, mi era anche simpatica. Adesso, anche lei, fa parte del degrado. Chissà se Theodorakis lo sa…
    Ciao, Franz!
    Milvia

  22. anonimo ha detto:

    Ma tra una filosofata e l'altra anche a me piace parlare di canzonette: per ricordare che il primo successo della Zanicchi era addirittura una cover degli Stones: Cry to me tradotta in Come ti vorrei, che includeva l'imbarazzante verso Te ne vai senza piagnistei. Dimostrazione che il paroliere non era nè Lauzi, nè De Andrè, nè Herbert Pagani, capaci (anche per una buona conoscenza delle principali lingue estere) di rispettare il significato del testo originale, ma probabilmente lo zio dell'Onorevole La Russa.

    Iva si barcamenava (anche lei come la Milvia) fra proposte musicali di un certo spessore e canzonette impalpabili come la celeberrima Zingara che si favoleggia fosse stata scritta da Gianni Morandi che poi opportunamente ne negò anche sotto tortura la paternità. Come lei si barcamenavano peraltro anche la Vanoni e Milva, in bilico entrambe fra Strehler e il Disco per l'Estate.

    L'involuzione berlusconiana della nostra simpatica Iva è certamente dovuta alla sdrucciola gratitudine che gli deve per averla riesumata e riciclata come presentatrice di una trasmissione-culto come OK, il prezzo è giusto.

    Del resto le truppe cammellate del Silvio sono ormai integralmente composte da personaggi convinti che, senza di lui, sarebbero finiti a fare i fattorini in comune o le cassiere all'Auchan. Chiunque non ritiene di avere ingenti debiti di riconoscenza con lui se n'è già andato o è stato cacciato.

  23. anonimo ha detto:

    E' da tempo che non passo sui miei blog preferiti perchè poco mi concentro ma la lettura oggi sul degrado mi ha presa molto perchè sentire tante voci di speranza mi dà un senso , mentre spesso non lo trovo e mi scoraggio per il mio dentro e per il fuori scollato da me , dai miei valori e dall'uomo come persona degna di esserlo.Ti ringrazio molto (aggiungerei per la scuola ,a me carissima e distrutta,che i danni non si vedono tutti ancora perchè i nuovi libri di testo fuori dal mondo stanno arrivando ora…).
    Piacevolissimo l'ultimo intervento sulla Zanicchi e company.
    Un abbraccio

    Tinti

  24. Soriana ha detto:

    Luca: lo "zio dell’onorevole (si fa per dire) La Russa" è probabilmente responsabile delle traduzioni di molti testi di canzoni importate dall’estero. Il binomio traduttore-traditore assume, in questi casi, la sua più esemplificativa connotazione.
    Non sapevo della presunta e fermamente rinnegata paternità del Morandi.  La creatura, fosse o non fosse parto del cantante di Monghidoro, brutta era e brutta rimane, nonostante il successo.
    La gratitudine, molte volte, depaupera chi è obbligato a esternarla, di ogni valore, e non solo artistico, ma anche umano. E l’Aquila di Ligonchio ne è indubbiamente un ottimo esempio.
    Quello che mi stupisce è che, in  molti di coloro che possiamo annoverare sotto la categoria “comuni cittadini”, il sentimento di gratitudine, verso chi ha portato il paese allo sfacelo, in ogni campo, continui a persistere. Grati di che, proprio non saprei dirlo. Forse si tratta di una forma collettiva di masochismo. Anche se, ultimamente, alcuni di loro sono guariti, o, quanto meno, sono convalescenti.
    Buona giornata, Luca!
    Milvia

  25. anonimo ha detto:

    Sulla permanente gratitudine di una aliquota significativa del popolo italiano (o forse italiota, non ricordo bene) verso l'importatore del bunga-bunga (che ha mutuato da un amico poi tragicamente scomparso) in almeno un paio di posts (con la esse, son più d'uno) ho ipotizzato che i suoi elettori, estimatori, sostenitori, supportatori e sopportatori lo abbiano ormai equiparato al personaggio-cardine di una sapida e gustosa sitcom "Casa Berlusconi" e trovino divertentissime le sue peripezie per restare al potere.

    Il problema è che il divertimento che il bisunto del signore procura ai suoi fans non è condiviso (o si degrada, non posso non dire, in una beffarda ironia) dal resto del mondo. Ti garantisco che fuori dell'Italia godeva di molta maggiore stima non dico De Gasperi, non dico Ciampi, non dico Prodi ma perfino Mussolini.

    E così, in una splendida triangolazione galattica, siamo passati dall'entropia allo scenario politico passando attraverso la storica figura della rezdora dell'appennino reggiano.

    Evviva!!!!!!!!!!!

  26. Soriana ha detto:

    Tinti: carissima Tinti, è una gioia rileggerti dopo tanto tempo! Il mio più caloroso ben tornata, dunque. Sono anche contenta che, leggendo i commenti a questo post tu abbia potuto trovare qualche segnale per attutire il tuo scoraggiamento. In effetti è tangibile come in tutti questi mesi di questo drammatico 2011 che ormai sta terminando, la consapevolezza dello sfacelo (e non solo economico) abbia messo radici in tanti, unitamente alla voglia di reagire a esso. Non ci resta che continuare a lottare.
    Un abbraccio a te, cara Tinti.
    Milvia

  27. Soriana ha detto:

    Luca: un percorso che mi vien da definire strampalato: punteggiato da segnali  che indicano la strada per raggiungere un filosofo, per proseguire verso la casa di un economista, e poi ancora verso quella di un drammaturgo. E che, fra zingare, o meglio, zingarate,  non tanto casualmente, perché la mente anch’essa è strampalata,  ci ha portato sulla soglia di  casa Berlusconi. Diroccata, ma sempre ancora resistente, non si sa per quanto, alle più sconquassanti intemperie.
    Sai, è un po’ di tempo che sto pensando a una cosa: quando il bisunto verrà richiamato nella casa del padre (non tutti i padri mettono al mondo bravi figli) mi chiedo cosa scriveranno i giornali. Quelli italiani e quelli esteri. Chissà se sui computer delle loro redazioni è già pronto un “coccodrillo”…   Ma credo che la mia curiosità non potrà essere soddisfatta. Il richiamo del padre, molto probabilmente, arriverà prima a me. Che, io, mica sono immortale… Grazie ancora per tutti i tuoi interessanti contributi, Luca.
    Ciao!
    Milvia

  28. anonimo ha detto:

    Due parole soltanto a quest'ultimo commento di Milvia.
    Cosa diranno o cosa scriveranno  i giornali all'indomani di quella diparitta?
    Civilmente ognuno si farà il segno della croce, perchè quella Signora va rispettata e non ha preferenze. Scriveranno "che riposi in pace", era da vent'anni che si portava dietro una grave malattia che aveva finito di contagiare una parte di italiani dal cervello mediatico e televisivo.
    Senza nulla togliere alla vita, al resto ci pensa sempre quella Signora
    Buona serata a tutti, ciao Mil
    Gavino
     

  29. Soriana ha detto:

    Gavino: non so se sarà quello il tono dei “coccodrilli”. La morte crea anche tanta ipocrisia.
    E magari, passeranno un po’ di anni, e, all’Innominabile, gli si dedicherà una piazza…

    Buon fine settimana, Gavino. 
    Milvia

  30. utente anonimo ha detto:

    A proposito di chi dovesse morire prima e dopo, e qui concludo la querelle relativa a questo post perchè mi risulta ce ne siano altri tuoi altrettanto degni di relica, se io dovessi passare a miglior vita prima del Berlusca non potrei non allungare l'indice destro in faccia all'Altissimo o a chi per lui dicendogli "Questa qui me la devi spiegare, e per favore in modo convincente…". Un attimo dopo verrei proiettato nell'inferno, meno preferibile per il clima ma sicuramente preferibile per la compagnia (come disse Mark Twain).

  31. Soriana ha detto:

    Luca: bella, ironica conclusione di questa “querelle”. Chissà, forse l’Altissimo ti direbbe che hanno travisato i suoi ordini, e che è tutta colpa dei comunisti, dei giudici, della stampa…
    Ciao, Luca, buon fine settimana.
    Milvia

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