Del potere evocativo che hanno le canzoni. E che fa male, a volte.

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http://www.italiainmusica.com/

Quando lavoro tengo la radio spenta, perché non riesco a concentrarmi se  ci sono voci che parlano accanto a me. Ascolto, invece, musica: da sempre, anche quando studiavo, la musica ha fatto di sottofondo ai miei impegni intellettuali, senza disturbarmi, anzi, facendomi gradevole compagnia.
Così, quando mi metto a correggere bozze, come in questi giorni,  ascolto musica attraverso internet. Ho scoperto recentemente su Itunes una radio di New York che trasmette solo musica: canzoni italiane degli  anni’70 e ’80. Radio Italy, si chiama. Mica che sian tutte belle, quelle canzoni… Non è certamente bella Liù degli Alunni del sole, per esempio. Eppure tutte mi trascinano indietro nel tempo,  mi catapultano  nella luce, nei colori, negli odori, nel calore di quei miei anni tanto diversi da questi ultimi, diversi per struttura, composizione, spessore. Ero felice, allora? Forse lo ero, moderatamente felice – perché si può essere solo felici moderatamente-,  ma non me rendevo conto.  Capita, purtroppo di non rendersene conto.  So che, ad ascoltarle ora,  quelle canzoni, belle o brutte che siano, con testi impegnati o banali, mi sento un peso, dentro. Un peso che fa male, che preme la gola. Tu chiamalo, se vuoi, rimpianto, mi vien da dire…  

Forse è meglio che cambi programma radiofonico.

Chissà se le canzoni che ho scelto fra quelle ascoltate in questi giorni  ((ben quattro, per compensare la brevità del post) evocheranno atmosfere nostalgiche anche a chi, fra i miei lettori, non è più giovanissimo… Spero che sia una sensazione dolce, comunque, e non dolorosa.

Ivan Graziani: Agnese

Gino Paoli: Una lunga storia d'amore

Mia Martini: Almeno tu nell'universo

Gianna Nannini: I maschi

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10 risposte a Del potere evocativo che hanno le canzoni. E che fa male, a volte.

  1. Aconito1 ha detto:

    I ricordi evocati dalle canzoni (e anche dai profumi ) sono sentimenti potenti, perché scaturiscono all'improvviso, e non si ha il tempo di alzare le difese. Nostalgia, rimpianto, gioia, paura ti prendono e ti riemipiono in un attimo, qualunque cosa si faccia, e qualunque cosa si pensi in quel momento. Il passato però è passato, bello, brutto, pieno di rimpianti o pieno di gioia, ormai è passato. Si può solo andare avanti, e tenere quelle canzoni come uno scrignio di memoria, sicuri che non la perdermo mai.

  2. anonimo ha detto:

    Io ne ricordo di ben più vecchie di canzoni. Nelle quali talora mi imbatto nei modi casuali più disparati.
    Adriano Maini

  3. Soriana ha detto:

    Aconito: canzoni e profumi… Anche i profumi hanno questo fortissimo potere di farci rivivere  situazioni lontane nel tempo, è vero. Il passato è passato, ed è vero anche questo. E, per usare un’espressione che piacerebbe alla famosa casalinga di Voghera, è inutile piangere sul latte versato. Ma il presente, a volte, non è proprio il miglior presente possibile. E il futuro, a volte, sembra impossibile. Per fortuna, questi, sono solo pensieri transitori. Basta scrollarseli di dosso e andare avanti, cercando di sorridere.
    Grazie del commento, Aconito. Ciao!
    Milvia

  4. Soriana ha detto:

    Adriano: ne ricordo anch’io, naturalmente, di ben più vecchie. Ma sono soprattutto quelle legate ai decenni 70, 80 e anche 90 che mi danno… come dire, un pizzicore al cuore.
    Buon pomeriggio, Adriano.
    Milvia

  5. anonimo ha detto:

    Ha ragione Aconito, ricordi  da tener ben custoditi , pieni di emozioni a pelle , di profumi soprattutto come le madelaines ..per esempio "i maschi" della Nannini per me è simbola d'acqua perchè la cantavo sotto la doccia e Paoli dell'amicizia perchè la cantavamo  la sera con la  chitarra…e così via…grazie Milvia.Tinti

  6. Soriana ha detto:

    Tinti: Che immagini piene di letizia, hai riportato, cara Tinti…
    Accompagnati dalla chitarra di mio marito noi, per un’intera estate, cantavamo Generale, invece.
    Grazie, amica cara.
    Un abbraccio.
    Milvia

  7. anonimo ha detto:

    Voto per I maschi della Nannini.
    Mirella

  8. Soriana ha detto:

    Mirella: Io per “Agnese”…
    Ciao, Mirellina!
    Milvia

  9. anonimo ha detto:

    Soprattutto Agnese di Ivan Graziani.
    Però a me piace quel tipo di dolore, dolciastro e malinconico.
    Probabilmente ho una vena di masochismo.

    Silvana

  10. Soriana ha detto:

    Silvana: Ciao, Silvana! Bello risentirti!  Ivan Graziani mi piaceva, anzi mi piace tantissimo. Agnese e Lugano addio… Noi donne, un po’ masochiste, lo siamo, io penso.
    Un abbraccio, cara Silvana.
    Milvia

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